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BDS Italia

Sottoscrivi la lettera per un embargo militare ad Israele

Quasi 100 artisti e personalità di tutto il mondo, anche italiani, hanno pubblicato una lettera aperta per esigere che l’ONU e i governi del mondo impongano un embargo militare totale e giuridicamente vincolante verso Israele, simile a quello imposto al Sud Africa durante l'apartheid”. [1] 

La lettera porta la firma dei Premi Nobel Desmond Tutu, Mairead Maguire, Jody Williams and Rigoberta Menchú. Tra le firme italiane Ascanio Celestini, il deputato Giulio Marcon e Luisa Morgantini, già vice presidente del Parlamento europeo. I firmatari affermano che “[l]a capacità di Israele di lanciare impunemente attacchi così devastanti”, come quelli in corso contro la popolazione palestinese a Gaza, “deriva in gran parte dalla vasta cooperazione militare e dalla compravendita internazionale di armi che Israele intrattiene con governi complici di tutto il mondo”.

L’appello per l’embargo ad Israele viene pubblicato dopo l’invasione di terra a Gaza, colpita duramente dall’aviazione, dalla marina e dalla fanteria israeliane, con 28 morti solo nelle prime ore, tra cui tanti bambini. Mercoledì quattro bambini sono stati uccisi dai missili lanciati da una nave di guerra israeliana mentre giocavano a calcio sulla spiaggia di Gaza City, come testimoniato dalla stampa internazionale presente sulla scena. Al dodicesimo giorno di attacchi da cielo, mare e terra, sono almeno 314 i palestinesi uccisi, l’80% civili secondo l’ONU.[2]

firma

La lettera sottolinea il ruolo dell’Europa nell’armare Israele. Non solo i paesi europei “hanno esportato in Israele miliardi di euro in armi” ma l'Unione europea ha anche “concesso alle imprese militari e alle università israeliane fondi per la ricerca militare del valore di centinaia di milioni di euro” sostenendo così lo sviluppo della tecnologia militare israeliana che viene “commercializzata quale ‘collaudata sul campo’ ed esportata in tutto il mondo”.

L’Italia ha il triste primato in Europa per forniture di armamenti ad Israele. Mentre Israele avviava gli attacchi a Gaza, i primi due dei 30 caccia addestratori M-346 della Alenia Aermacchi, gruppo Finmeccanica, sono stati consegnati all'aeronautica israeliana. [3]

Leggi tutto: 100 Premi Nobel, artisti e intellettuali chiedono un embargo militare ad Israele

Per le proteste in Italia, vedete la pagina Facebook di BDS Italia

Noi palestinesi intrappolati a Gaza insanguinata e assediata facciamo appello alle persone di coscienza in tutto il mondo perché agiscano, protestino ed intensifichino i boicottaggi, i disinvestimenti e le sanzioni contro Israele fino a che metta fine a questo attacco omicida alla nostra gente e sia chiamata a renderne conto.

Con il mondo che ancora una volta ci volta le spalle, negli ultimi quattro giorni a Gaza siamo stati lasciati a fronteggiare massacro dopo massacro. Mentre leggete queste parole, più di 120 palestinesi adesso sono morti, tra cui 25 bambini. Più di 1000 sono stati feriti e anche con ferite orrende che limiteranno per sempre la loro vita - più di due tersi dei feriti sono donne e bambini.

Sappiamo per certo che molti di più non arriveranno al giorno dopo. Chi sarà il prossimo di noi, mentre ce ne stiamo distesi svegli per il fragore del massacro, stanotte nei nostri letti? Saremo tra le prossime foto resi irriconoscibili da questa macchina di distruzione di Israele che smembra corpi e spezza arti?

Leggi tutto: Urgente appello dalla società civile palestinese di Gaza: agite ora!

#StopImpunity

Il prossimo 9 luglio 2014 segnerà un decennio da quando la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) ha emesso un parere consultivo sulle conseguenze legali della costruzione di un muro nel territorio palestinese occupato, dichiarando il Muro dell'Apartheid in Cisgiordania illegale ai sensi del diritto internazionale. La Corte è stata chiara: ha chiesto che il Muro venga abbattuto, ha sancito ancora una volta i diritti dei palestinesi e ha invitato la comunità internazionale ad imporre il rispetto delle risoluzioni a Israele.

Ne seguirono dieci anni di ingiustizia e impunità continua con una mancanza di responsabilità per le azioni illegali israeliane. Dieci anni dopo, infatti, il Muro e il suo regime associato di insediamenti continuano a crescere in Palestina, incarnando uno strumento massiccio di annessione di terra, di saccheggio delle risorse naturali e di trasferimenti forzati. Il muro segna il mattone finale nel progetto di apartheid di Israele che definisce le enclavi separate a cui i palestinesi devono essere confinati - una versione più crudele dei bantustan stabiliti dal precedente regime dell'apartheid sudafricano. In tutto il mondo Israele è riuscito a dimostrare il fatto che i muri sono un modello accettabile per i governi di escludere, emarginare, espropriare, discriminare e segregare i popoli gli uni dagli altri.

Nel momento in cui Israele ha messo a repentaglio l'ultimo round di oltre 20 anni di trattative fallite, è tempo per un'"intifada giuridica", una lotta popolare intensificata e una crescita del boicottaggio, disinvestimento e sanzioni. E' tempo di responsabilità.

Invitiamo le persone in tutto il mondo ad unire gli sforzi con noi:
Far sì che luglio sia il Mese contro il Muro dell'Apartheid!

Fermiamo l'impunità israeliana! #StopImpunity

Iniziative in Italia: 

Firenze: mercoledì, 9 luglio, ore 18.30
Presidio in Piazza della Repubblica

Torino: mercoledì, 9 luglio, ore 17.30
Presidio BDS davanti all'Ipercoop di via Livorno

Trento/Rovereto: mercoledì, 9 luglio
Distribuzione di locandine presso luoghi pubblici

Salerno: giovedì, 10 luglio, ore 18.30
Presidio a Piazza Caduti di Brescia (Pastena)

Roma: venerdì, 11 luglio, ore 18.00
Presidio a Largo Corrado Ricci(via Cavour a via dei Fori Imperiali)

Parma: sabato, 12 luglio, ore 19.00
Presidio a Portici dell'Ospedale Vecchio, via d'Azeglio

Leggi tutto: Appello dalla Palestina: Luglio 2014 - Mese contro il Muro dell'Apartheid! #StopImpunity

Il 15 maggio i palestinesi commemorano la Nakba (Catastrofe), gli eventi del 1948 in cui il nascente stato di Israele si è impossessato delle loro terre, delle loro case, delle loro vite, trasformandoli in un popolo senza terra e senza diritti.

Il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi nei luoghi di origine, riconosciuto dalla Risoluzione 194 delle Nazioni Unite, non è mai stato accettato da Israele che invece continua a perseguire l’obiettivo di costruire uno “stato ebraico”, una etnocrazia che non riconosce uguali diritti a tutti i suoi cittadini.

Israele continua a portare avanti il suo progetto coloniale in Palestina, attraverso una politica di apartheid, creando un sistema oppressivo e discriminatorio su base razziale che nega i diritti alla terra, all’educazione, al movimento, alla casa, mentre devasta l’economia e la società civile.

Vedi l'elenco delle iniziative per commemorare la Nakba in programma in Italia:

Leggi tutto: Le iniziative in programma in Italia per commemorare la Nakba 2014

Per la Giornata della Terra, 22 aprile, le organizzazioni impegnate per i diritti dei palestinesi celebrano la decisione dell’Earth Day Network di porre fine alla partnership con Sodastream, ditta israeliana il cui principale stabilimento di produzione si trova in una colonia israeliana costruita illegalmente nei Territori palestinesi occupati.

All'inizio di aprile, Sodastream, che promuove le sue macchine per l’acqua gasata come un’alternativa ecologica alle bevande in bottiglia, ha lanciato una campagna, "Secret Continent",[1] per sensibilizzare il pubblico sull’isola di rifiuti di plastica nel Pacifico. Sulla stampa si riportava la notizia che la campagna era condotta insieme all’Earth Day Network (EDN), organizzazione che promuove ogni anno la Giornata della Terra e che lavora con più di 22.000 soci in 192 paesi, Italia compresa, per ampliare, diversificare e mobilitare il movimento ambientalista. 

In tutto il mondo, migliaia di persone hanno contattato l’EDN per opporsi alla partnership con Sodastream, denunciando la complicità della società con l’occupazione militare israeliana, compresa la distruzione che le colonie israeliane hanno causato all'ambiente palestinese.[2]

In risposta, il 20 aprile il logo di EDN è stato rimosso dal sito web della campagna Secret Continent eSodastream non figura più nell’elenco degli sponsor sul sito dell’EDN.[3]

Leggi tutto: Giornata della Terra: La Earth Day Network interrompe i rapporti con la Sodastream

Altri articoli...

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  3. Appello ad agire: Unisciti alla giornata dei prigionieri politici palestinesi! Dì a Bill Gates di disinvestire dalla G4S!
  4. 22-30 marzo: Settimana Internazionale Contro Mekorot, NO all’Apartheid dell’acqua!

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