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Comune di Salice Salentino (LE)

All’Associazione Nazionale “Città del Vino”
Al Movimento BDS Italia

OGGETTO: Richiesta di sospendere viaggio di studio CdV in Israele.

In riferimento alla nota di pari oggetto del Movimento BDS datata 31.01.2015 acquisita all’Ente in data 04.02.2015 con prot. Nr. 1364, in qualità di Sindaco di un Comune associato all’Associazione Nazionale “CITTÀ DEL VINO”, comunica di condividere i contenuti della citata lettera del movimento BDS e pertanto si associa all’iniziativa di cancellare il viaggio-studio organizzato dalla Vs. Associazione.

Cordiali saluti.

IL SINDACO
Dott. Giuseppe TONDO

Leggi tutto: Comune di Salice Salentino (LE) alla Città del Vino: Sospendere viaggio di studio in Israele

di Nora Barrows-Friedman

Giovedì 19 febbraio 2015 gli organi di rappresentanza studentesca della Northwestern University in Illinois (USA) hanno approvato una risoluzione per il disinvestimento dopo oltre cinque ore di audizioni e dibattito. La risoluzione invita l’università a ritirare i propri investimenti da società che traggono profitto dall’occupazione israeliana.

Ventiquattro studenti senatori hanno votato a favore della risoluzione, ventidue hanno votato contro e tre si sono astenuti. Il giornale universitario The Daily Northwestern ha riferito che l’auditorium da 400 posti era al completo. L’incontro è stato inoltre trasmesso in streaming su YouTube.

Dato che la Northwestern University è un’istituzione privata, il portfolio di investimenti dell’università è tenuto segreto. La risoluzione chiede trasparenza da parte dell’amministrazione universitaria riguardo ai miliardi di dollari che detiene in investimenti. Gli studenti attivi nella campagna dicono che tali investimenti probabilmente includono partecipazioni in almeno sei aziende statunitensi o multinazionali che hanno contratti con l’esercito israeliano.

Lo studente senatore Noah Whinston, uno dei co-autori della risoluzione per il disinvestimento, ha dichiarato al Daily Northwestern, “Questo ci conferma la validità di tutto il lavoro che abbiamo fatto. È il risultato di tutte le voci marginalizzate che abbiamo ascoltato stasera”.

Leggi tutto: Gli studenti della Northwestern University (USA) per il disinvestimento da Israele

Aggiornamento: al 22 febbraio sono oltre 900 gli artisti che hanno firmato l'appello

Insieme a più di altri 600 artisti comunichiamo oggi che non ci impegneremo più nelle consuete relazioni culturali con Israele. Non accetteremo né inviti professionali in Israele, né finanziamenti, da alcuna istituzione legata al suo governo. A partire dalla guerra dell’estate a Gaza, i palestinesi non hanno avuto respiro dagli incessanti attacchi alla loro terra, alla loro vita, al loro diritto di esistenza politica. “Il 2014, afferma l’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem, è stato uno degli anni più crudeli e mortali nella storia dell’occupazione.” La catastrofe palestinese continua.

Le guerre di Israele si combattono anche sul fronte culturale. Il suo esercito mette sotto attacco le istituzioni culturali palestinesi ed impedisce la libertà di movimento degli operatori culturali. Le sue compagnie teatrali si esibiscono per il pubblico dei coloni in Cisgiordania – quelle stesse compagnie che girano il mondo in veste di diplomatici della cultura, per promuovere il “Marchio Israele”. Nel periodo dell’apartheid in Sudafrica, i musicisti dichiararono che non sarebbero andati a “suonare nella Città del Sole”. Adesso noi diciamo che a Tel Aviv, Netanya, Ashkelon o Ariel, noi non faremo concerti, non accetteremo premi, non parteciperemo a spettacoli, festival o conferenze, non condurremo seminari o master, finché Israele non rispetterà il diritto internazionale e porrà fine all’oppressione coloniale sui palestinesi. Per vedere l’elenco completo delle adesioni, consultare il sito web artistsforpalestine.org.uk 

Khalid Abdalla, Riz Ahmed, Peter Ahrends, Hanan Al-Shaykh, Will Alsop, Richard Ashcroft, John Berger, Bidisha, Nicholas Blincoe, Leah Borrromeo, Haim Bresheeth, Victoria Brittain, Niall Buggy, Tam Dean Burn, Jonathan Burrows, David Calder, Anna Carteret, Taghrid Choucair-Vizoso, Ian Christie, Caryl Churchill, Sacha Craddock, Liam Cunningham, Selma Dabbagh, Colin Darke, April De Angelis, Andy de la Tour, Ivor Dembina, Shane Dempsey, Elaine Di Campo, Patrick Driver, Earl Okin, Sally El Hosaini, Brian Eno, Gareth Evans, Annie Firbank, James Floyd, Aminatta Forna, Jane Frere, Kadija George, Bob Giles, Mel Gooding, Tony Graham, Omar Robert Hamilton, Jeremy Hardy, Mike Hodges, James Holcombe, Rachel Holmes, Adrian Hornsby, Rose Issa, Ann Jungman, John Keane, Brigid Keenan, Hannah Khalil, Shahid Khan, Peter Kosminsky, Hari Kunzru, Paul Laverty, Alisa Lebow, Mike Leigh, Tom Leonard, Sonja Linden, Phyllida Lloyd, Ken Loach, Liz Lochhead, David Mabb, Sabrina Mahfouz, Miriam Margolyes, Kika Markham, Simon McBurney, Sarah McDade, Jimmy McGovern, Pauline Melville, Roger Michell, China Miéville, Russell Mills, Laura Mulvey, Jonathan Munby, Courttia Newland, Lizzie Nunnery, Rebecca O’Brien, Treasa O’Brien, Andrew O’Hagan, Jeremy Page, Timothy Pottier, Michael Radford, Maha Rahwanji, Ravinder Randhawa, Siobhan Redmond, Lynne Reid Banks, Ian Rickson, Leon Rosselson, Kareem Samara, Leila Sansour, Alexei Sayle, Seni Seneviratne, Kamila Shamsie, Anna Sherbany, Eyal Sivan, Gillian Slovo, John Smith, Max Stafford-Clark, Maggie Steed, Sarah Streatfeild, Mitra Tabrizian, Mark Thomas, Cat Villiers, Roger Waters, Esther Wilson, Penny Woolcock, Susan Wooldridge, Emily Young, Andrea Luka Zimmerman

Fonte: The Guardian

Traduzione di BDS Italia

Leggi tutto: Più di 100 artisti britannici annunciano il boicottaggio culturale di Israele

Israele è convinta che l'Unione Europea stia preparandosi a imporre dure sanzioni contro le colonie costruite sulla terra palestinese occupata. I funzionari che hanno visitato di recente le cancellerie estere europee e l'UE a Bruxelles hanno affermato che le sanzioni entreranno in vigore il prossimo mese dopo le elezioni politiche generali in Israele.

Secondo il  sito israeliano Walla, questi funzionari affermano che il provvedimento europeo porrà l'accento “sull'illegalità delle colonie in base al diritto internazionale” senza prendere in considerazione le argomentazioni di Israele. Non vi sarà distinzione tra colonie situate all'interno di blocchi di colonie e colonie poste al di fuori. Tutte sono considerate illegali dal diritto internazionale.

I funzionari hanno riferito ai media che “l'approccio adottato dall'UE si fonda sull'  approfondimento e sulla messa in evidenza dell'assoluta distinzione tra Israele all'interno della Linea Verde ( l'armistizio del 1949) e Israele al di là della Linea Verde “Stanno parlando di sanzioni contro le società che operano oltre il confine (nella Cisgiordania occupata), di sostegno alle iniziative giudiziarie palestinesi nei confronti delle colonie e di un rilancio della proposta del riconoscimento dello Stato di Palestina” attraverso il Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

Leggi tutto: Secondo Israele, l'Unione Europea sta preparando sanzioni contro le colonie

Facciamo seguito al comunicato inviato stamattina per comunicare che un'email dall'ufficio dell'Onorevole Martusciello conferma che l'incontro con il generale israeliano Yoav Mordechai, previsto per oggi alle ore 10.30 al Parlamento Europeo, è stato disdetto.

From: MARTUSCIELLO Fulvio < Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. >
Date: 2015-02-03 9:56 GMT+01:00
Subject: RE: Cancel meeting with Maj. Gen Yoav Mordechai
To: BDS Italia < Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. >

Dear Sirs,

On behalf of Mr Martusciello I communicate you that the meeting foreseen for today has been cancelled.

Kind regards

Office of Mr Fulvio Martusciello

Accogliamo con favore la notizia, anche se ci chiediamo come sia stato possibile invitare al Parlamento Europeo una persona verosimilmente coinvolta in crimini di guerra. Appare chiaro che l'indignazione, le proteste – anche  da parte di altri europarlamentari – e i problemi che sarebbero seguiti sono stati determinanti nel causare la cancellazione dell'evento meno di un'ora prima dell'orario previsto.

Leggi tutto: Annullato incontro con criminale di guerra israeliano al Parlamento Europeo

Attivisti hanno denunciato che il governo del Regno Unito e la fabbrica di armi israeliana Elbit potrebbero temere un processo giudiziario che li porterebbe in tribunale per la loro complicità nei crimini di guerra israeliani.

Questa notizia segue l’annuncio che tutte le accuse contro nove manifestanti che avevano occupato il tetto della fabbrica della Elbit Systems nello Staffordshire durante l’attacco a Gaza del 2014 erano cadute. Ciò significa che al governo britannico non sarà più richiesto di rivelare i dettagli del commercio di armi con Israele, e Elbit non dovrà più testimoniare sull’uso dei suoi droni durante il massacro di Israele a Gaza la scorsa estate.

La protesta aveva portato alla chiusura della UAV Engines, di proprietà dell’israeliana Elbit System per due giorni, dal 5 al 6 agosto 2014, durante l’attacco di Israele alla striscia di Gaza.

La fabbrica, di proprietà israeliana, esporta in Israele motori per l’impiego di 450 droni nella Elbit Hermes che come è ampiamente documentato sono stati usati per colpire deliberatamente dei civili palestinesi a Gaza, oltre che durante il massacro da parte israeliana di più di 2300 palestinesi la scorsa estate.

Gli attivisti si sono dichiarati non colpevoli dall’accusa di “impedire un’attività legale” in base al fatto che le attività nella fabbrica dello Staffordshire stavano aiutando e favorendo crimini di guerra, e quindi illegali.

Gli avvocati difensori dicono che sembra che il caso sia stato chiuso perché al pubblico ministero era stato detto che o la Elbit Systems non voleva andare a testimoniare al processo circa le proprie attività o perché il governo britannico non voleva attenersi all’ordine dei giudici di dare informazioni in suo possesso circa la licenza di esportare armi in Israele, o per tutte e due le cause.

Leggi tutto: Cadono accuse contro manifestanti #StopElbit, il produttore di armi israeliano e il governo UK...

LE PLUS. Sono 110 i fumettisti che hanno firmato una lettera con cui si chiede al direttore del Festival di Angoulême di rompere i legami della manifestazione con la società israeliana SodaStream. A causa di una fabbrica costruita nei territori occupati sostengono che  il Festival non deve essere coinvolto "nella politica dello Stato di Israele." Per il comitato dei fumettisti, Ethan Heitner (New York) e Dror Wa (Parigi) reagiscono. 

di Ethan Heitner / Dror Wa

Mentre inizia il 42° Festival Internazionale del fumetto di Angoulême, la lettera aperta che abbiamo inviato al suo direttore per chiedere di abbandonare tutti i legami con la società israeliana SodaStream ha raccolto più di 110 firme, tra cui quelle di 14 artisti che hanno ricevuto premi ad Angoulême e di 7 vincitori del Grand Prix.

Le firme continuano ad arrivare da fumettisti indignati dal disprezzo che  Franck Bondoux mostra nei loro confronti. Infatti, molti di loro non si sono preoccupati di firmare questa lettera, pensando che quella dell'anno scorso sarebbe servita da avvertimento, quando il signor Bondoux poteva ancora giocare d'ingenuità. 

Sodastream continua a essere sponsor del Festival Internazionale del fumetto di  Angoulême

Quest'anno, non possono accettare che il fumetto venga utilizzato consapevolmente per passare una mano di bianco sui crimini della colonizzazione e sulla complicità con i crimini di guerra, né ad Angoulême, né altrove. 

Leggi tutto: 42° Festival Internazionale del fumetto di Angoulême: Sodastream sponsor, è inaccettabile

Un gruppo di 63 influenti europarlamentari hanno scritto a Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Ue per la Politica Estera, di sospendere l'Accordo di Associazione UE-Israele, il principale accordo tra l'Unione Europea ed Israele.

La singolare iniziativa trasversale è la prima intrapresa da un numero così consistente di eurodeputati per chiedere misure dure contro Israele dopo il massacro di più di 2.300 palestinesi di Gaza la scorsa estate.

"Amnesty International e organizzazioni palestinesi hanno documentato che Israele ha deliberatamente preso di mira dei civili e ha commesso altri crimini di guerra durante la sua recente offensiva contro i palestinesi a Gaza. Si tratta di gravi violazioni del diritto internazionale e del diritto umanitario internazionale, che non possono essere tollerate", hanno affermato gli europarlamentari dei cinque più grandi partiti del Parlamento europeo.

"Chiediamo alla Commissione di prendere in considerazione la sospensione dell'Accordo di Associazione con Israele a meno che Israele non prenda misure concrete ed immediate che lo portino al rispetto del diritto internazionale", si legge nella lettera degli eurodeputati.

Leggi tutto: 63 Europarlamentari alla Mogherini: Sospendere l’Accordo di Associazione UE-Israele

L’amministrazione provinciale di Haarlem in Olanda ha deciso di non concedere un contratto di 10 anni per il trasporto pubblico alla EBS, interamente di proprietà della compagnia israeliana Egged Cooperative Israel.

Haarlem è una città e comune del nord dell’Olanda con una popolazione di oltre 155.000 abitanti.

L’impresa, che è complice delle violazioni israeliane del diritto internazionale nei Territori Palestinesi Occupati, ha perso un contratto da 320 milioni di euro. Nel dicembre 2014 la BPP (Broad Platform for Palestine in Haarlem, Piattaforma per la Palestina ad Haarlem) ha condotto una vasta azione di opposizione al possibile intervento di EBS.

Leggi tutto: Olanda: EBS perde contratto da Euro 320 milioni a causa della sua complicità con l'apartheid...

Aggiornamento 29 gennaio: Le firme sono arrivate a 110! Vedi l'elenco completo. 

Il seguente comunicato stampa è stato pubblicato il 21 gennaio 2015

Lewis Trondheim (creatore della mascotte di Angoulême), Jacques Tardi, Jaime Hernandez, Alison Bechdel, Warren Ellis, Dylan Horrocks, Kate Beaton, Eleanor Davis, Ben Katchor, Jeet Heer, e Palestine Comics Festival riprendono e ampliano una lettera inviata nel 2014 al festival di Angoulême

Più di 80 tra disegnatori e altri lavoratori dell’industria del fumetto, tra cui coloristi, scrittori, critici e curatori, provenienti da oltre 20 paesi, hanno firmato una lettera aperta pubblicata il 21 gennaio 2015 e indirizzata a Franck Bondoux, direttore del Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême, che inizia in Francia il 29 gennaio.

La lettera, che ne segue un’altra pubblicata nel 2014, lo invita a recidere i legami tra il Festival e Sodastream, un’azienda israeliana complice dell’occupazione della terra palestinese. Tra gli autori della lettera ci sono 10 vincitori del festival di Angoulême, due vincitori del “Genius Grant” della Fondazione MacArthur, molti vincitori dei premi Eisner e Ignatz, e un vignettista palestinese in precedenza incarcerato per il suo lavoro dall’esercito israeliano.

Gli organizzatori della lettera hanno anche rilasciato una dichiarazione riguardo all’uccisione a Parigi questo mese dei fumettisti Wolinski, Cabu, Honoré, Tignous e Charb, tra molti altri. “Questi orribili atti di violenza costringono gli artisti di tutto il mondo ad agire urgentemente per un mondo dove la dignità, la libertà e l’uguaglianza di tutte le persone siano rispettate e promosse”, hanno detto il disegnatore Ethan Heitner e lo sceneggiatore Dror Warschawski, organizzatori della lettera aperta. “Noi affermiamo che il movimento di boicottaggio palestinese è un passo importante verso questa visione, e sollecitiamo altri a unirsi a noi”.

Leggi tutto: Più di 110 vignettisti e altri lavoratori del mondo del fumetto: ‘Niente affari con Israele’

Un documento segreto elenca le possibili conseguenze di un deterioramento diplomatico, tra cui un aumento dei severi boicottaggi economici e accademici, riduzione delle importazioni nel settore sicurezza e perdita del sostegno degli Stati Uniti.

La posizione di Israele sulla scena mondiale, già in declino, dovrebbe peggiorare ulteriormente nel 2015, afferma un rapporto del Ministero degli Esteri, il quale avverte che ulteriori sanzioni potrebbero essere in arrivo.

Il documento segreto, inviato dal Ministero degli Esteri alle missioni diplomatiche israeliane in tutto il mondo, avverte di possibili danni diplomatici nei confronti di Israele derivanti da "misure per etichettare i prodotti degli insediamenti, fermare la fornitura di pezzi di ricambio; dibattiti sulle sanzioni contro Israele; richieste di risarcimento dei danni causati da Israele a progetti europei nei territori palestinesi; l'attività europea in Area C, sotto il controllo israeliano; e così via".

Il significato di una situazione diplomatica in peggioramento è chiaro: gli Stati europei non solo continueranno ad avanzare passi diplomatici quali il riconoscimento di uno Stato palestinese, ma allo stesso tempo si impegneranno sul piano economico per danneggiare l'economia israeliana.

Il documento segreto, scritto dal vice direttore generale di coordinamento del Ministero degli Esteri, Gilad Cohen, è la sintesi di una valutazione della situazione in cui versano diversi ministeri condotta dal Ministro degli Esteri Avigdor Lieberman.

Leggi tutto: Documento del Ministero degli Esteri avverte che per Israele aumenterà l’isolamento internazionale

L'ex primo ministro israeliano Ehud Barak ha avvertito che Israele è vulnerabile rispetto ad un boicottaggio, nello svilupparsi del movimento BDS.

In un'intervista per il quotidiano israeliano Haaretz, a Barak è stato chiesto se pensa che un boicottaggio di Israele si stia effettivamente  sviluppando, in linea con ciò che il regime di apartheid in Sud Africa ha dovuto affrontare. Sulla falsariga di quanto avvenuto nel Sudafrica dell’apartheid.

Parlando di un processo di "delegittimazione" che si svolge "sotto la superficie", Barak ha riconosciuto che "il movimento BDS si sta sviluppando". 

Finché quelle voci contro Israele provenivano dall'Eritrea o dalla Mauritania, poco male; quando cominciano a venire dalla Scandinavia e dalla Gran Bretagna, allora si tratta di un problema serio. Guarda la posizione di Israele nelle organizzazioni sindacali di tutto il mondo - è una situazione pessima. Che continuerà con le organizzazioni dei consumatori, i fondi pensione, le università.

Barak ha anche commentato la situazione nei campus universitari degli Stati Uniti, notando che "35 anni fa, le università erano bastioni di simpatia per Israele." Oggi, invece, "quando arrivi a una università, ti viene innanzitutto detto  se ci sarà o meno una protesta."

Questi gruppi sono quantitativamente trascurabili, ma nella loro essenza, sono i  futuri leader degli Stati Uniti e del mondo. Si tratta di un processo graduale, ma si sta scivolando verso una svolta, e dopo quella svolta si attende un pendio o, Dio non voglia, un abisso.

Leggi tutto: Ehud Barak: il BDS sta allargando, Israele rischia il boicottaggio

Dichiarazione della Commissione Nazionale del sindacato polacco ‘L’Initiativa dei Lavoratori’ 

In risposta all'appello internazionale lanciato dalle organizzazioni della società civile e sindacali palestinesi, la Commissione Nazionale del sindacato polacco ‘L’Iniziativa dei Lavoratori’ dichiara il suo sostegno alla campagna BDS che mira a ripristinare i diritti nazionali del popolo palestinese che vive sotto occupazione militare in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza, così come quelli dei rifugiati palestinesi e dei palestinesi che vivono in Israele e nella diaspora.

La campagna BDS, lanciata nel 2005, è stata ispirata dalla lotta contro l'apartheid in Sud Africa. La situazione attuale nei territori occupati rassomiglia a quella che ha prevalso in Sudafrica durante il periodo dell'apartheid. La creazione di un regime che separa le popolazioni e porta al dominio istituzionale degli israeliani sui palestinesi negando loro il diritto all'autodeterminazione, l’illecita confisca di terre ai fini della costruzione di insediamenti israeliani illegali, la costruzione del’“muro dell'apartheid" che rinchiude i palestinesi in "bantustan", come in Sud Africa, la continua demolizione di case palestinesi, la repressione di massa della popolazione civile, gli attacchi violenti contro le proteste sociali - tutto questo ricorda i peggiori giorni dell’apartheid sudafricana.

Leggi tutto: 'L’Iniziativa dei lavoratori' è il primo sindacato polacco ad aderire al BDS

di Fadi Abu-Sadi 

La campagna internazionale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) ha annunciato che una società brasiliana con sede a Rio Grande do Sul ha annullato un massiccio accordo militare con una società israeliana dopo l'ondata di proteste scoppiata nel paese per la repressione da parte di Israele del popolo palestinese. La decisione è stata anche in gran parte influenzata dal lavoro di attivisti di primo piano all'interno del movimento BDS.

Numerosi movimenti sociali brasiliani, sindacati e la comunità palestinese hanno chiesto al governo brasiliano di annullare l'accordo con la società israeliana a causa del coinvolgimento di quest'ultima nella costruzione del muro di separazione in Cisgiordania. I gruppi hanno anche chiesto al governo brasiliano di chiudere la sua stretta relazione con l'esercito israeliano per le sue violazioni dei diritti umani contro il popolo palestinese.

Il movimento internazionale BDS ha accolto con favore la decisione del Brasile di annullare l'accordo con Elbit, una società di sicurezza israeliana, dicendo che si trattava di una grande vittoria per il movimento pro-palestinese, che cerca di isolare Israele in un modo che simile a quanto fatto attraverso le sanzioni contro Sud Africa durante l'apartheid.

Leggi tutto: L’israeliana Elbit perde un massiccio accordo militare in Brasile a seguito delle proteste

Gli studenti hanno votato sì al boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro l'occupazione e la segregazione dei palestinesi da parte di Israele

Gli studenti della Concordia University hanno votato 'Sì' al boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro l'occupazione illegale dei territori palestinesi e l'oppressione del popolo palestinese, e invitano tutti gli studenti ad aderire al comitato BDS. "Partecipando a questo movimento globale della società civile per i Diritti Umani dei palestinesi, gli studenti sottolineano l'impegno del nostro campus per la giustizia sociale e la responsabilità morale collettiva", ha detto Javier Hoyos, presidente del comitato 'Yes to BDS'.

"Ringraziamo gli studenti per la loro forza di carattere e il loro coraggio nell'aver contestato contro la complicità della nostra università con le violazioni dei diritti umani internazionali", ha detto Hoyos. "Siamo lieti che gli studenti abbiano avuto la possibilità, al momento del voto, di leggere le informazioni fornite con la modifica del quesito, poiché ciò ha permesso loro di prendere una decisione informata, nonostante le calunnie dell'opposizione contro il movimento BDS e nonostante che il cambiamento del quesito sia avvenuto solo poche ore prima dell'apertura delle urne."

Leggi tutto: A seguito di una vittoria storica per il BDS, gli studenti di Concordia University invitano...

"La nostra liberazione non sarà completa fino a quando non sarà di tutti":
Un rapporto dal #AAA2014 Business Meeting

A Washington, DC, venerdì, l'annuale meeting d'affari della American Anthropological Association era stipato di soci come non mai nella storia recente - oltre 700. La sala era così affollata che il personale dell'hotel, per ospitare tutti, ha dovuto smontare il muro divisorio con la stanza accanto.

All'ordine del giorno c'era una proposta di risoluzione contro il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane. Questo sforzo per spegnere il dibattito sul boicottaggio gli si è ritorto contro in maniera spettacolare: i soci presenti, quasi all'unanimità, hanno bocciato la misura che ha trovato solo 52 sostenitori.

L'atmosfera in sala era elettrica, con ogni tipo di antropologi che hanno discusso di boicottaggio, delle continue violazioni della libertà accademica palestinese e di diritti umani. Dei 24 soci che hanno parlato, tre quarti si sono opposti alla risoluzione, sostenendo che si trattava di un tentativo di chiudere un dibattito fondamentale.

Negli ultimi mesi, oltre 1.000 antropologi hanno firmato un impegno al boicottaggio per protestare contro le continue, sistematiche e diffuse violazioni di Israele contro i palestinesi per quanto riguarda la libertà accademica e i diritti umani. Gli antropologi che hanno promosso la campagna per il boicottaggio hanno votato per non portare avanti una proposta di risoluzione nell'incontro AAA di quest'anno, a favore della costruzione del più ampio sostegno possibile tra i soci nel corso dei prossimi mesi. Hanno finanziato una serie di pannelli in occasione della conferenza per sensibilizzare sul boicottaggio e sulle violazioni dei diritti umani in Palestina. Nonostante questo, gli oppositori del boicottaggio durante il dibattito hanno cercato il cortocircuito, forzando l'AAA a prendere una posizione antiboicottaggio ora.

Leggi tutto: Sconfitta schiacciante per la risoluzione anti-boicottaggio alla riunione dell'Associazione degli...

di Stan Hoben

A Westminster lo scorso lunedì, 1 dicembre, i deputati hanno chiesto al governo di adottare azioni concrete per sanzionare Israele con diversi parlamentari che hanno chiesto un embargo militare totale. Il dibattito dei parlamentari senza incarichi di governo, ha evidenziato la crescente frustrazione in seno al Parlamento intorno al fallimento del governo di rispondere alla chiamata del 13 ottobre per il riconoscimento di un futuro Stato palestinese, e più in generale il fallimento nel ritenere Israele responsabile dei suoi obblighi verso il diritto internazionale.

Rispondendo alla petizione END THE CONFLICT IN PALESTINE (METTERE FINE AL CONFLITTO IN PALESTINA), che è stata firmata da 124.490 persone, Grahame Morris - che in precedenza, il 13 ott, ha presentato lo storico dibattito concluso con l'affermazione che il governo dovrebbe riconoscere lo Stato di Palestina, ha iniziato il suo discorso denunciando la mancanza di un'azione significativa da parte del governo del Regno Unito per aiutare a porre fine al conflitto:

"C'è stata una lacuna nella logica dei ministri. So che hanno fatto sforzi enormi, ma ora c'è una discrepanza crescente nella credibilità tra logica e azione, il che è inaccettabile. Se vogliamo vedere la fine dell' orribile ciclo di violenza e di abusi dei diritti umani, e se vogliamo portare le due parti al tavolo dei negoziati in buona fede, abbiamo bisogno di riempire questa lacuna."

Leggi tutto: Parlamentari britannici chiedono azioni concrete per sanzionare Israele

Mercoledì 26 novembre il Consiglio Comunale di Molenbeek ha votato - su proposta del Parti du Travail de Belgique (PTB) - l'esclusione da un appalto pubblico di ogni società che operi nei territori occupati palestinesi. Il Consiglio Comunale di Molenbeek doveva decidere i termini di un appalto per telecamere di sorveglianza.

Nell'ottobre 2013, il PTB si era già opposto all'acquisto, criticando le priorità della maggioranza. In questi tempi di problemi di bilancio, c'erano ben altre priorità che non investire 1.800.000 € in nuove telecamere di sicurezza, per esempio le scuole con le loro limitate risorse. Ma all'epoca, Dirk De Block, consigliere comunale del PTB, aveva sollevato un altro problema riguardante l'acquisto. Una delle multinazionali che ottiene una grande parte degli appalti nei comuni e nelle città per installare sofisticate reti di telecamere di sorveglianza è Radwin, con il suo partner belga Blue Vision. RADWIN è coinvolta nella vigilanza e controllo dei palestinesi nei territori occupati, grazie, fra l'altro, alle sue installazioni di telecamere di sorveglianza intorno agli insediamenti illegali dei coloni.

Leggi tutto: Molenbeek (Belgio) vota a favore del boicottaggio di aziende attive nei Territori palestinesi...

Durham (North Carolian, USA) diventa il primo comune degli USA a boicottare il G4S per il ruolo nel sistema di sicurezza di Israele
Scioglie il contratto di polizia privata per un milione dollari

Durham è diventato il primo comune degli Stati Uniti a boicottare una società a causa del suo ruolo nel perpetuare l'ingiustizia in Israele / Palestina.

In una notte in cui il gran giurì di Ferguson non è riuscito a incriminare Darren Wilson per l'omicidio di Michael Brown, i residenti di Durham hanno messo fine con successo a un contratto annuale di un milione di dollari tra la Contea e la società privata di sicurezza G4S Secure Solutions.

La G4S aveva precedentemente fornito la sicurezza nelle biblioteche Durham County ed in edifici civili. Durham ha riconsiderato il contratto di sicurezza dopo che i residenti hanno manifestato contro il ruolo delle forze di polizia privata nella comunità e il coinvolgimento della società nelle istituzioni israeliane che detengono e discriminano i palestinesi.

"Risiedo a Durham da lungo tempo, la presenza nella mia comunità di una società che partecipa all'oppressione del mio popolo mi fa sentire insicuro e mal accetto", ha detto Ahmad Jitan. "Data la loro comprovata esperienza nella Palestina occupata, non mi aspetto che G4S abbia in mente di fare i migliori interessi delle persone di colore qui a Durham. Se Ferguson non può mantenere nemmeno una forza di polizia pubblica responsabile delle proprie azioni, come possiamo aspettarci di mantenere una forza di polizia privata responsabile come G4S? Per il bene di entrambe le mie patrie, sono orgoglioso che la contea abbia sciolto il contratto con G4S. Non voglio che le mie tasse vadano a finanziare una società che trae vantaggio dall'occupazione della terra del mio popolo ".

Leggi tutto: Vittoria BDS: La città di Durham (USA) scioglie il contratto di un milione di dollari con la G4S

Comunicato: 

IL MIT, FUORICAMPO, IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA TRANS DIVERGENTI E SOME PREFER CAKE BOLOGNA LESBIAN FILM FESTIVAL SULLA PRESENZA DI EYTAN FOX AL FLORENS QUEER FESTIVAL 2014.

BDS Italia ha diffuso un comunicato in cui denuncia l'operazione di Pinkwashing del Florence Queer Festival 2014. Nel comunicato leggiamo che ospite dell'evento sarà Eytan Fox, regista israeliano, invitato a presentare una rassegna dei suoi film tra cui, scrive BDS, <<"Yossi & Jagger" che racconta la relazione tra due soldati israeliani. La propaganda, vòlta ad umanizzare l'esercito israeliano, pubblicizza la presenza di gay e lesbiche nell'esercito utilizzando la retorica delle guerre per esportare democrazia e diritti, coprendo così i massacri e l'abominio coloniale>>.

Il MIT, Fuoricampo, il Festival Internazionale di cinema Trans DIVERGENTI e Some Prefer Cake Bologna Lesbian Film Festival, pur figurando come partner del Florence Queer Festival, non erano a conoscenza della partecipazione di Eytan Fox. Ciascun festival non collabora né interferisce nella programmazione degli altri.

Tenendo in considerazione l'autonomia di ogni Festival e il rispetto che intercorre da sempre con IREOS, come associazioni trans e lesbica che sostengono le azioni di solidarietà internazionale alla questione palestinese (vedi QUEER FOR PEACE), in coerenza con quanto fatto fino ad ora non possiamo non prendere le distanze da questo tipo di scelta.

MIT (Movimento Identità Transessuale)
Festival Internazionale di Cinema Trans - DIVERGENTI
Fuoricampo Lesbian Group
Some Prefer Cake Bologna Lesbian Film Festival

Leggi tutto: MIT, Fuoricampo, Divergenti e Some Prefer Cake prendono le distanze dal #pinkwashing del Florence...

bdsitalia RT @Expo2015Israele: Soldati israeliani lasciano ragazzo palestinese giocare con i loro cani. #Noncediche #Verybello #Expo2015 https://t.co
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bdsitalia RT @BDSAmsterdam: Petition · Paul De Knop, Rector, Vrije Universiteit Brussel: Refuse the Censorship of Israeli Apartheid Week at VUB http…
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