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Lo scorso anno c'è stato un notevole aumento della solidarietà tra afroamericani e palestinesi. Dal terrorismo nei nostri confronti - dai numerosi attacchi contro la vita di afroamericani fino alla brutale guerra di Israele contro Gaza e la repressione in Cisgiordania –sono emerse una maggiore resilienza e una lotta comune tra i nostri due movimenti. Su Twitter i palestinesi sono stati tra i primi a fornire un appoggio internazionale a chi protestava a Ferguson, dove i palestinesi residenti a St. Louis si sono mobilitati sul posto. Lo scorso novembre una delegazione di studenti palestinesi ha visitato attivisti afroamericani a St. Louis, Atlanta, Detroit e in altre città, pochi mesi prima che i "Dream Defenders" [gruppo anticapitalista statunitense. N.d.tr.] hanno organizzato una delegazione in Palestina di rappresentanti del movimento "Black Lives Matter" [movimento contro la violenza della polizia nei confronti degli afroamericani], di Ferguson e di altri gruppi per la giustizia razziale. Durante tutto l'anno i palestinesi ci hanno inviato molte lettere di solidarietà durante le proteste a Ferguson, New York e Baltimora. Noi proponiamo i seguenti punti per proseguire il dialogo tra i nostri movimenti:

Nell'anniversario del massacro di Gaza della scorsa estate, nel 48esimo anno dell'occupazione israeliana, nel 67esimo anno della Nakba (il nome arabo che designa la pulizia etnica da parte di Israele) palestinese, che continua tuttora, e nel quarto secolo dell'oppressione dei neri negli Stati Uniti contemporanei, noi, i sottoscritti attivisti, artisti, studiosi, scrittori e prigionieri politici afroamericani, vi inviamo questa lettera per riconfermare la nostra solidarietà con la lotta e l'impegno palestinese per la liberazione della terra e del popolo palestinesi.

Non possiamo perdonare né dimenticare la violenza della scorsa estate. Siamo ancora indignati per la brutalità che Israele ha scatenato su Gaza con l'assedio per terra, cielo e mare e con tre offensive militari in sei anni. Siamo ancora disgustati dal fatto che Israele abbia preso di mira case, scuole, rifugi dell'ONU, moschee, ambulanze ed ospedali. Siamo ancora affranti e indignati per il numero di bambini che Israele ha ucciso in un'operazione che ha definito "difensiva". Rifiutiamo che Israele si dipinga come "vittima". Chiunque guardi onestamente alla distruzione di vite e proprietà a Gaza può vedere che Israele ha commesso un massacro unilaterale. Con 100.000 persone ancora senza casa a Gaza, gli effetti del massacro continuano per Gaza devastata tuttora e continueranno nei prossimi anni.

Leggi tutto: Dichiarazione di solidarietà degli afroamericani nei confronti della Palestina. 2015

56° edizione Biennale di Venezia

Lettera degli artisti per la Palestina - Richiesta di adesione

Gli artisti e gli operatori culturali possono sottoscrivere la lettera inviando una mail a:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Cari colleghi artisti e operatori culturali,

in quanto artisti e operatori culturali, vi scriviamo in merito all’appello del PACBI (Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele) per un boicottaggio delle istituzioni israeliane. Molti di voi vi hanno già aderito. PACBI è la componente culturale ed accademica del movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), lanciato dalla società civile palestinese come appello alla solidarietà internazionale.

Innanzitutto, vi chiediamo di firmare, in qualità di artisti partecipanti o presenti alla manifestazione, una dichiarazione in cui comunicate che non parteciperete a mostre e altri eventi culturali sponsorizzati o finanziati dallo Stato di Israele. È importante sottolineare che questo non è un boicottaggio rivolto ai cittadini israeliani. Vi chiediamo inoltre di far circolare questo appello ad altri partecipanti alla Biennale, in modo da rafforzarne una eventuale diffusione in tutto il mondo dell'arte. L'obiettivo è quello di raggruppare le voci della nostra comunità.

Come artisti, possiamo notevolmente influenzare la coscienza della gente sui temi dell'ingiustizia. Il rifiuto, lo scorso anno, di artisti e curatori ai finanziamenti dello Stato di Israele alla Biennale di San Paolo, evidenzia l'opportunità di portare lo spirito del BDS anche qua a Venezia, dove gli apolidi vengono oscurati dallo splendore espresso dai padiglioni nazionali e dove il tema "I Futuri di tutto il Mondo" è stato ampiamente interpretato dai partecipanti nello spirito della giustizia sociale. Questo è un momento favorevole per chiedere alla nostra comunità e alle istituzioni del mondo dell’arte di rispondere pubblicamente alla richiesta di una presa di posizione contro l'occupazione e le politiche israeliane.

Leggi tutto: Alla Biennale di Venezia, artisti lanciano una campagna di boicottaggio culturale di Israele

I media locali israeliani hanno riferito che il settore bancario israeliano è profondamente preoccupato in merito alla raccomandazione di una commissione consultiva dell'Unione Europea, che richiamerebbe al boicottaggio delle banche coinvolte nelle politiche di insediamento.

Il quotidiano israeliano Maariv ha riportato le seguenti parole di un funzionario israeliano del settore bancario : "Ci sono forti preoccupazioni nel settore bancario israeliano a seguito della notizia che l'UE potrebbe adottare raccomandazioni concernenti il boicottaggio delle banche israeliane coinvolte in attività di insediamento e nella concessione di prestiti per l'acquisto di case negli insediamenti".

Il funzionario ha avvertito che questo potrebbe causare un grave problema, in quanto tutte le banche israeliane sono legate agli insediamenti. "Questo non è un boicottaggio di qualche prodotto, ma di tutto il settore bancario, che è in gran parte e direttamente collegato all'Unione europea."

Secondo il funzionario, le autorità israeliane devono rendersi conto dell'impatto che un boicottaggio europeo causerebbe alle banche israeliane.

"Questo significa congelare le proprietà delle banche israeliane all'estero", ha detto il funzionario. "Qualsiasi banca che concede prestiti per l'acquisto di case a Gerusalemme Est verrebbe messa su una lista nera."

Fonte: Middle East Monitor

Traduzione BDS Italia

Leggi tutto: Forti preoccupazioni in Israele per un boicottaggio dell'Unione Europea

Nella sua testimonianza scritta presentata al Congresso USA in un’udienza sull’impatto della campagna BDS, l’amministratore delegato della Sodastream, Daniel Birnbaum, ha rivelato una grande vittoria della campagna di boicottaggio in Italia.

In una mail del 23 settembre 2014, indirizzato alla dirigenza Sodastream in Israele, il manager di Sodastream Professional, filiale italiana che realizza macchine industriali per l’acqua gasata, si lamenta della rinuncia “ufficiale” di Adriatica Acque a lavorare con Sodastream “a causa del BDS e della reazione del Comune di Trieste”.

L'amministratore delegato parla di contratti persi per 70 case dell’acqua per un valore di milioni di Euro.

Testimonianza scritta, Sodastream al Congresso USA

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Fonte: Congresso USA

Leggi tutto: Sodastream al Congresso USA rivela una grande vittoria italiana

Il Festival del Cinema di Locarno ha dato Carte Blanche [nome della sezione del festival, ndt] a Israele nella sua edizione del 2015.

Allo stesso tempo, una sezione speciale Porte Aperte è stata dedicata al cinema maghrebino. Questa coincidenza dubbia ci ha portato, in un primo momento, ad esercitare pressioni sul Festival affinché rinunciasse alla collaborazione con lo Stato di Israele. La direzione del Festival ha ribattezzata la sezione Carte Blanche con il nome First Look. Questa mossa ci è sembrata essere un modo goffo di nascondere il disagio.

Di conseguenza, noi sottoscritti, abbiamo deciso di ritirare i nostri progetti e film selezionati dal Festival.

Mohamed Ben Attia - Filmmaker
Raja Amari - Filmmaker
Dora Bouchoucha - Produttore
Lina Chaabane - Produttore

Fonte: Nawaat.org

Traduzione BDS Italia

Leggi tutto: Cineasti e produttori magrebini si ritirano dal Festival di Locarno per protestare la...

A seguito di una campagna BDS, che ha visto il coinvolgimento di attivisti per i diritti dei Palestinesi e per i saharawi, la cantante saharawi Aziza Brahim ha cancellato la sua partecipazione al festival della musica sacra di Gerusalemme in programma per il 2 settembre 2015.

Per comunicare la notizia, Brahim ha postato un messaggio sulla sua pagina Facebook, in cui dice:

"Ho deciso di annullare il mio concerto al Festival della Musica Sacra di Gerusalemme 

Voglio epsrimere la mia sincera gratitudine per la comprensione e il sostegno dei miei fan, così come il rispetto che molti mi hanno dimostrato nell'esprimere le proprie opinioni."

Leggi tutto: La cantante saharawi Aziza Brahim ha disdetto il suo concerto in Israele

Il Consiglio europeo per le Relazioni Estere (ECFR)  pubblica un documento in cui raccomanda l'UE adottare misure contro le istituzioni finanziarie che facciano affari in Cisgiordania. Sensibile ribasso dei titoli bancari israeliani subito dopo che i media israeliani hanno riportato un articolo della Reuters sul documento.

Il grado di preoccupazione in Israele circa la possibilità di future sanzioni è stato particolarmente evidente per tutti martedì scorso, allorché la diffusione di un rapporto da parte di un think tank europeo ha fatto si che l'indice bancario di Tel Aviv perdesse 2.3 punti in meno di un'ora (2.46 complessivamente nella giornata).

Il report pubblicato dall’ECFR include una serie di indicazioni volte a distinguere tra le relazioni ufficiali UE-Israele e quelle che hanno connivenze con le attività negli insediamenti illegali in Cisgiordania, con una speciale enfasi sul sistema bancario (l'intero report disponibile al link).

Secondo gli autori del rapporto,Hugh Lovatt and Mattia Toaldo, "distinguere e differenziare, in ambito UE, tra Israele e le attività delle colonie sono degli strumenti più significativi a disposizione dell'UE per contrastare il sistema degli incentivi che Israele stesso pone in atto per mantenere lo status quo".

Leggi tutto: L’indice dei titoli bancari di Tel Aviv crolla in seguito al rapporto sulle colonie

All'Alto Rappresentante dell'Unione Europea per la politica estera, Federica Mogherini

a Robert Jan Smits, direttore generale per la ricerca e l'innovazione,

ci rivolgiamo a voi a proposito della partecipazione di Israele al nuovo programma Horizon 2020. Apprezziamo le linee guida della UE per regolamentare l'ammissibilità di strutture israeliane a programmi di finanziamento e strumenti finanziari dell'UE e riteniamo che siano un passo importante nella giusta direzione. Queste linee guida mostrano che la UE riconosce le proprie responsabilità e i propri obblighi politici al rispetto del diritto internazionale nell'attribuzione di fondi, sovvenzioni e premi a strutture israeliane. Tuttavia, la società civile palestinese ha sollevato la preoccupazione che queste linee guida possano non essere sufficienti o non essere correttamente interpretate al fine di garantire effettivamente che il denaro della UE non sia assegnato in forme che assistano e forniscano aiuto alle violazioni di norme vincolanti del diritto internazionale da parte di Israele.

In una lettera congiunta, organizzazioni della società civile palestinese hanno portato alla nostra attenzione un rapporto redatto da Stop the Wall che dà conto dell'assistenza finanziaria alla Elbit Systems e ad altre aziende israeliane militari e per la sicurezza coinvolte nelle violazioni del diritto internazionale da parte di Israele.

Elbit Systems è una delle maggiori aziende militari israeliane e uno dei maggiori produttori di droni, armi ed altra tecnologia che è parte chiave dell'apparato militare israeliano. Finanziare ricerca e sviluppo tecnologico della Elbit Systems o di qualsiasi altra azienda simile violerebbe come minimo la politica della UE contro il finanziamento di progetti ad uso sia civile che militare. Oltre a questo, la tecnologia di Elbit si è sviluppata nel corso di azioni militari israeliane che sono state severamente condannate da Stati membri UE ed hanno provocato mobilitazioni di massa in Europa.

Leggi tutto: 73 Parlamentari Ue alla Mogherini: No ai finanziamenti alle imprese israeliane complici...

Secondo il Ministero delle Finanze, un boicottaggio totale di Israele da parte dell’Unione Europea costerebbe al paese 88 miliardi di shekels (23.3 miliardi di US$) in esportazioni, ridurrebbe il PIL di 4.4 miliardi di shekels e farebbe perdere circa 36,500 posti di lavoro.

Il boicottaggio totale è il peggiore tra i quattro scenari analizzati in un rapporto commissionato due anni fa dal Ministro delle Finanze di allora, Yair Lapid. Ma anche un boicottaggio più limitato avrebbe gravi effetti sull’economia.

Il rapporto, che ha preso in considerazione solo l’impatto diretto del boicottaggio, risponde al timore, in ambienti governativi, che i rapporti tra Israele, l’Europa e l’Occidente, stiano peggiorando. Dopo l’11 di settembre Israele era percepito come un alleato dell’Occidente nella cosiddetta guerra al terrore, ma recentemente “ il prestigio di Israele, soprattutto negli ambienti liberali, è declinato. Oggi il boicottaggio è promosso da ONG e da persone di alto profilo pubblico.”

Leggi tutto: Un boicottaggio totale UE costerebbe a Israele miliardi di dollari, avverte il Ministero delle...

Gli investimenti diretti esteri in Israele sono scesi del 50% nel 2014 secondo il Rapporto sugli investimenti mondiali 2015 pubblicato ieri dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD).

La settimanale Newsweek riporta: Investimenti esteri in Israele scendono del 50%

Un nuovo rapporto delle Nazioni Unite ha rivelato che gli investimenti diretti esteri in Israele sono scesi di quasi il 50% nel 2014, rispetto all'anno precedente, mentre il paese continua a subire gli effetti del conflitto di Gaza della scorsa estate.

Il rapporto, pubblicato dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD), dimostra che sono stati investiti nel paese solo € 5,7 miliardi nel 2014, rispetto ai € 10,5 miliardi nel 2013, un calo di € 4,8 miliardi, ovvero del 46%. Anche gli investimenti di Israele in altri paesi sono diminuiti del 15%, da € 4,2 miliardi nel 2013 a € 3,5 miliardi dello scorso anno.

Newsweek cita una degli autori del rapporto, Dott.ssa Ronny Manos, ricercatrice presso la Open University di Israele, che attribuisce il calo degli investimenti alle conseguenze dell'assalto militare israeliano a Gaza della scorsa estate e ai "boicottaggi internazionali" contro Israele per le sue "presunte violazioni del diritto internazionale". Il giornale israeliano Ynet aggiunge che, secondo Manos, “queste sono solo ipotesi che possono spiegare il forte calo".

Leggi tutto: Calo del 50% degli investimenti esteri in Israele nel 2014 a causa degli attacchi su Gaza e il BDS

Thurston Moore, membro fondatore dei Sonic Youth, ha confermato il suo sostegno al boicottaggio culturale di Israele, in seguito alla cancellazione della sua performance a Tel Aviv all'inizio di quest'anno.

Il celebre cantautore e chitarrista ha fatto queste osservazioni in un articolo scritto dal musicista britannico-palestinese Samir Eskanda, e pubblicato questa settimana dalla rivista di musica online The Quietus.

Il pezzo, 'Io sono uno dei 1000 Artisti del Regno Unito che hanno aderito al boicottaggio di Israele. Ecco Perche ', spiega il caso di Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni e (BDS), e comprende i contributi di artisti che hanno deciso di sostenere la richiesta palestinese.

Thurston Moore ha annullato concerto in programma della sua band a Tel Aviv nel mese di aprile "senza dare una spiegazione ufficiale." Tuttavia, parlando con Eskanada, ha confermato di essere "giunto alla conclusione personale che la performance della mia band in Israele era in conflitto diretto con i miei valori."

Leggi tutto: Thurston Moore dei Sonic Youth: Ho annullato concerto in Israele a sostegno del BDS

Ti chiedi perché Benjamin Netanyahu abbia dichiarato guerra al movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), perché Sheldon Adelson e Haim Saban abbiano organizzato una conferenza segreta a Las Vegas per combatterlo, Yair Lapid dica che le persone dietro il BDS abbiano pianificato gli attacchi dell’11 settembre, e Ari Shavit definisca il movimento "malvagio e sofisticato"?

Bene, ecco perché. Il Financial Times ha pubblicato un articolo lungo, e abbastanza equilibrato, sulla rapida crescita del BDS, che comprende due splendide cifre finanziarie che dimostrano quanto stia diventando potente il movimento nonviolento per la giustizia in Israele / Palestina.

L'informazione più importante è in fondo all'articolo: 

Tuttavia, ci sono segnali che l'inquietudine di Israele sul BDS è genuina. Questa settimana un quotidiano finanziario israeliano ha dato notizia di un rapporto del governo trapelato in cui si stima che il BDS potrebbe costare all'economia israeliana $1,4 miliardi all’anno. La stima si basa anche sulle ridotte esportazioni dagli insediamenti, in linea con i piani dell'Unione europea di iniziare ad etichettatura le merci ivi fabbricate, - non fa parte del movimento BDS, anche se molti israeliani mettono le due cose insieme. La Rand Corporation, il think-tank statunitense, afferma che i costi potrebbero essere più di tre volte superiori: $47 miliardi in 10 anni.

Questa è la vera storia del BDS. Sta avendo un impatto enorme. La CNN ha fatto un servizio sul rapporto della Rand l'altro giorno - un colpo da 15 miliardi dollari da parte del BDS, in gran parte dovuto ai suoi successi in Europa – mentre lo stesso giorno il New York Times ha pubblicato un pezzo sulla Telecom francese che nega il suo sostegno al BDS, ma senza una parola tanto riguardo lo studio della Rand, quanto le cifre trapelate del governo israeliano. (Jodi Rudoren, giornalista del New York Times, ha scritto sul rapporto della Rand l'8 giugno, ma per qualche motivo ha trovato la stima del costo del BDS di 47 miliardi dollari immeritevole di menzione). L’articolo fazioso di Rudoren sul BDS – che riporta la marcia indietro dell’Orange, ma  ommette le cifre miliardarie che hanno creato scalpore nei media israeliani e altri - dimostra ancora una volta il perfetto , totale allineamento del suo "giornalismo" al Centro di Hasbara (propaganda).

Fonte: Mondoweiss 

Traduzione di BDS Italia 

Leggi tutto: La campagna BDS potrebbe costare a Israele 4,7 miliardi dollari all'anno

Il fondo pensione norvegese KLP ($65 miliardi) ha annunciato la scorsa settimana che escluderà le società Heidelberg Cement e Cemex dai loro portafogli di investimento.

Il motivo dell'esclusione è l'estrazione da parte delle società delle risorse naturali in Cisgiordania, territorio palestinese occupato da Israele. Entrambe le società gestiscono cave con licenze israeliane nei territori occupati. Ciò priva i palestinesi del controllo e dei benefici delle proprie risorse ed è una violazione del diritto internazionale.

“Siamo felici che il KLP abbia dimostrato responsabilità etica e che escluderà quelle aziende. Sarebbe stato inaccettabile che le pensioni dei dipendenti dei comuni e delle contee norvegesi fossero investite in società che contribuiscono a privare i palestinesi delle loro risorse”, dice Mette Nord, presidente del Sindacato della Norvegia.

Nel rapporto del 2012 "Le relazioni pericolose: legami norvegesi con l'occupazione israeliana" il Fagforbundet, Sindacato norvegese dei lavoratori degli enti locali e dei servizi,  e il Norwegian People’s Aid avevano esortato le banche norvegesi e a i gestori di fondi ad escludere Heidelberg Cement e Cemex dai loro portafogli.

“Siamo lieti che il KLP abbia ascoltato i nostri consigli e che con questa decisione sostenga il diritto internazionale. Il loro lavoro diligente e le motivazioni pubblicate sono esemplari. Si tratta di un passo nella giusta direzione per ottenere che le banche norvegesi evitino investimenti che contribuiscano all'occupazione della Palestina. La banca norvegese Nordea ha già escluso Cemex per gli stessi motivi,” ha detto Liv Torres, segretario generale di Norwegian People’s Aid.

“Non vi è alcun dubbio che altre banche, per non parlare del Fondo Pensione Statale, dovrebbero fare lo stesso”, sostiene Liv Torres.

Fonte: Norwegians People’s Aid 

Traduzione di BDS Italia

Leggi tutto: Fondo pensione norvegese esclude Heidelberg Cement e Cemex, complici dell'occupazione israeliana

La compagnia francese ha annunciato di voler interrompere le relazioni commerciali con il partner israeliano, seppur l’operazione richiederà tempo. Reagisce l’establishment politico: “Ipocriti”, dice Lapid.

AGGIORNAMENTO ORE 14.45

Il governo israeliano si prepara a reagire contro la Orange dopo che Stephane Richard, amministratore delegato del colosso della telefonia mobile francese, ha sostenuto in una conferenza ieri al Cairo di essere pronto “anche domani” a tagliare i legami con la partner israeliana Orange perchè garantisce servizi ai coloni e ai soldati nei Territori Palestinesi Occupati. Lo ha comunicato il ministro dell’educazione, l’ultrazionalista Naftali Bennett


Stop delle relazioni commerciali con l’operatore israeliano della Orange. Così la compagnia francese Orange SA, tra le più grandi società di telefonia al mondo, ha preventivato la chiusura del contratto con la filiale israeliana, una delle tre compagnie telefoniche locali più grandi e note del paese.

Parlando ad una conferenza al Cairo l’amministratore delegato, Stephane Richard, ha fatto sapere che la compagnia intende ritirarsi da Israele il prima possibile. “Sono pronto ad abbandonarlo domani mattina, ma il punto è che voglio essere sicuro dei rischi legali per la compagnia. Voglio mettere fine a questo [rapporto], ma non voglio esporre la Orange a un rischio o a penalità”. 

Leggi tutto: Il movimento BDS preme sulla Orange, i francesi annunciano l'abbandono di Israele

Gli studenti ebraici contro la mozione - che si limita a chiedere il voto per l'adesione al BDS - dice: 'Stanno facendo un gran polverone molto più in Israele che in Gran Bretagna.'

La leadership dell'Unione Nazionale degli Studenti della Gran Bretagna (NUS), ha votato Martedì di boicottare Israele e si è affiliato con il movimento BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni). La mozione, che è passata per 19 a 14 nel Consiglio del Direttivo Nazionale dell'unione, non era nuova; conferma un voto simile dello scorso agosto durante il conflitto di Gaza.

Il voto, chiesto dall'unione degli studenti presso la Scuola di Studi Orientali e Africani di Londra, è stato criticato dall'Unione degli studenti ebrei, ma anche da esponenti del NUS, compreso il suo vice-presidente, Joe Vinson, che ha twittato dopo il voto che " L'antisemitismo è come un virus, si muta e infetta tutto ciò che tocca. E' mutato in BDS e NUS è infetto ".

Leader degli studenti ebrei hanno attaccato il voto, accusando il consiglio esecutivo dell'unione nazionale di essere diretta da esponenti radicali della sinistra. Lo scorso ottobre lo stesso consiglio esecutivo ha rifiutato di votare una condanna dello Stato islamico, noto anche come ISIS, sulla base del fatto che una tale mossa sarebbe "islamofoba". L'Unione degli studenti ebrei ha detto in una dichiarazione che la NUS "sta giocando alla politica".

Leggi tutto: L'Unione Studentesca Nazionale britannica aderisce al movimento BDS

Il governo del Brasile ha escluso una società israeliana che si occupa di "sicurezza" dal lavoro alle Olimpiadi del 2016 a Rio de Janeiro, a seguito di una campagna promossa da attivisti in solidarietà con la Palestina.

Nel mese di ottobre 2014, la società israeliana di Sicurezza Internazionale e Sistemi di Difesa (ISDS) aveva annunciato di essersi aggiudicata un contratto del valore di 2,2 miliardi dollari con il governo brasiliano per coordinare la sicurezza al grande evento sportivo. The “Times of Israel” descriveva l'accordo come "un risultato senza precedenti per Israele", mentre i dirigenti della società dichiaravano  di avere già iniziato a lavorare.

Ma l'8 aprile, dopo una trattativa separata in merito ai grandi eventi, il ministero della giustizia del Brasile ha negato che la società ISDS si fosse  aggiudicata alcun contratto.

Il ministero così si esprimeva in una dichiarazione scritta: "Ogni contratto concluso per gli eventi di Rio 2016 non comporterà compromessi per il governo brasiliano." Gli attivisti , hanno interpretato questo come un successo della campagna di protesta contro ISDS, sostenuta anche  da alcuni sindacati brasiliani.

Julio Turra, direttore esecutivo del CUT, il maggiore sindacato dei lavoratori in Brasile, afferma in un comunicato stampa: "Siamo contenti che il governo prenda le distanze dal ISDS. Sarebbe illegale e vergognoso assumere una società che sviluppa le sue tecnologie in complicità con i crimini israeliani e che sta accumulando denunce in merito alla sua connivenza con le dittature dell'America Centrale."

Questo successo arriva sulla scia di un'altra recente e significativa vittoria degli attivisti che promuovono il boicottaggio disinvestimento e sanzioni (BDS) contro Israele in Brasile.

Leggi tutto: Brasile annulla contratto da $2 miliardi con società di sicurezza israeliana per le Olimpiadi del...

Un portavoce di Nicola Sturgeon, primo ministro della Scozia, ha scritto agli organizzatori della conferenza 'Cessare il commercio scozzese di armi con Israele ' per inviare "i suoi migliori auguri."

Il Primo Ministro è comprensibilmente non disponibile ad intervenire, però "spera che l'evento sarà un successo".

"Come forse saprete, durante il recente conflitto a Gaza, il governo scozzese ha scritto al governo del Regno Unito per esigere un embargo sulla vendita di armi ad Israele. Il governo scozzese è un amico fermo della Palestina e continueremo a sollevare la questione dopo le elezioni".

Fonte: Ending Scottish Arms Trade with Israel

Traduzione di BDS Italia 

Leggi tutto: Primo Ministro della Scozia aderisce alla conferenza ‘Cessare il commercio scozzese di armi con...

La cantante statunitense non si esibirà a Tel Aviv, dopo le forti pressioni della campagna Bds e la rivisitazione della canzone che ha reso famosa l’artista.

“Killing me softly with your bombs, killing me softly with your wars”. Il messaggio inviato dal Comitato palestinese di Boicottaggio sotto forma di canzone ha convinto Lauryn Hill: la cantante R&B statunitense, ex voce dei Fugees, ha deciso di cancellare il concerto previsto per questo giovedì a Tel Aviv.

“Quando abbiamo deciso di suonare nella regione, la mia intenzione era di esibirmi sia a Tel Aviv che a Ramallah – ha scritto ieri la cantante sul suo sito web – Organizzare un concerto nei Territori Palestinesi e allo stesso tempo in Israele si è dimostrato una sfida”. Alla fine hanno prevalso le pressioni della campagna di boicottaggio culturale di Israele: “Ho deciso di cancellare la mia performance in Israele e tentare una diversa strategia per portare la mia musica a TUTTI i fan nella regione. Volevo essere una presenza che sostiene la giustizia e la pace”.

Una vittoria del Bds che si aggiunge alle tante conquistate in questi anni e che stanno facendo preoccupare non poco l’establishment politico israeliano. Tanto in ansia da approvare una legge – confermata due settimane fa dalla Corte Suprema israeliana – che vieta ogni forma di boicottaggio e incitamento al boicottaggio, pena multe salatissime per individui e organizzazioni e la perdita di eventuali sussidi statali. La legge è stata duramente criticata dalle associazioni per i diritti umani israeliane che la definiscono un’aperta violazione del diritto d’espressione. Come spesso accaduto, Tel Aviv ha giustificato la norma come un modo per preservare gli interessi nazionali: per mostrare al mondo un’immagine democratica, Israele spende ogni anno milioni di dollari.

Leggi tutto: Attivisti palestinesi: “Killing me softly with your bombs”. E Lauryn Hill cancella il concerto in...

La risoluzione per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) è il risultato dell'appello al paese del Ministro dell'Istruzione e della Formazione Superiore , Dr. Blade Nzimande [nelle foto] per il sostegno al boicottaggio accademico del “[regime]di apartheid di Israele”.

Il giornale Live Times di lunedì [4 maggio] ha riportato che gli organsmi che rappresentano gli studenti di cinque università sudafricane hanno emesso un comunicato congiunto per sostenere il boicottaggio accademico e culturale di Israele. Il comunicato è stato distribuito nella conferenza stampa tenutasi nella sala Miriam Makeba dell'Università del Sud Africa.

“Oggi è una giornata storica in cui rendiamo pubbliche le risoluzioni adottate dai Consigli rappresentativi studenteschi (SRCs) delle nostre università che si uniscono al boicottaggio accademico e culturale di Israele” si legge nel comunicato. I Consigli hanno affermato di avere anche accolto l’impegno dell'Unione sudafricana degli studenti nell'agosto 2011 di assicurare che tutti i campus sudafricani siano aree libere dall'apartheid israeliano.

La risoluzione per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS)è il risultato dell'appello al paese del Ministro dell'Istruzione e della Formazione Superiore , Dr. Blade Nzimand,a favore del boicottaggio accademico del “[regime] di apartheid di Israele”.

“Verificheremo i fondi di finanziamento delle università ed le imprese fornitrici di servizi” dicono i SRCs “per assicurare che le società che violano l'appello BDS e sono quindi complici dell'occupazione israeliana, quali G4S Security, Caterpillar, Veolia, Alstom Cape Gate, ecc., siano esclusi da contratti di finanziamento e per la fornitura di servizi”.

Fonte: Middle East Monitor

Traduzione BDS Italia

Leggi tutto: Le Università del Sud Africa si uniscono al boicottaggio accademico di Israele

L'azienda israeliana di cosmesi Ahava ha annullato il Twitter Festival previsto per lo scorso giovedì a seguito delle azioni degli attivisti per il BDS in solidarietà con la Palestina, che hanno sabotato l'iniziativa raccontando e diffondendo "la verità su Ahava e i sui affari con l'Occupazione".

Un annuncio pubblicato Giovedì dichiarava "Il Twitter party sarà rimandato: vi terremo aggiornati sulla nuova data". Ahava Dead Sea Laboratories è una società di cosmetici israeliana che dal 2009 è stata il bersaglio di una campagna di boicottaggio internazionale, a causa delle sue pratiche illegali e della sua connivenza con il sistema di occupazione israeliano.

L'impianto di produzione principale ed il centro dei visitatori della società si trovano in un insediamento israeliano illegale nella Cisgiordania occupata, dove si saccheggia il fango dalle rive occupate del Mar Morto da utilizzare esclusivamente per profitti dell'azienda. Inoltre, le etichette applicate sui suoi prodotti riportano la dicitura "Made in Israel", mentre in realtà vengono realizzati nella Cisgiordania occupata.

Maggiori informazioni sulla campagna in corso contro l'azienda Ahava: www.stolenbeauty.org

Fonte: AIC Italiano

Leggi tutto: Ahava annulla il “twitter party” grazie all'azione di attivisti del BDS

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