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di Fadi Abu-Sadi 

La campagna internazionale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) ha annunciato che una società brasiliana con sede a Rio Grande do Sul ha annullato un massiccio accordo militare con una società israeliana dopo l'ondata di proteste scoppiata nel paese per la repressione da parte di Israele del popolo palestinese. La decisione è stata anche in gran parte influenzata dal lavoro di attivisti di primo piano all'interno del movimento BDS.

Numerosi movimenti sociali brasiliani, sindacati e la comunità palestinese hanno chiesto al governo brasiliano di annullare l'accordo con la società israeliana a causa del coinvolgimento di quest'ultima nella costruzione del muro di separazione in Cisgiordania. I gruppi hanno anche chiesto al governo brasiliano di chiudere la sua stretta relazione con l'esercito israeliano per le sue violazioni dei diritti umani contro il popolo palestinese.

Il movimento internazionale BDS ha accolto con favore la decisione del Brasile di annullare l'accordo con Elbit, una società di sicurezza israeliana, dicendo che si trattava di una grande vittoria per il movimento pro-palestinese, che cerca di isolare Israele in un modo che simile a quanto fatto attraverso le sanzioni contro Sud Africa durante l'apartheid.

Leggi tutto: L’israeliana Elbit perde un massiccio accordo militare in Brasile a seguito delle proteste

Gli studenti hanno votato sì al boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro l'occupazione e la segregazione dei palestinesi da parte di Israele

Gli studenti della Concordia University hanno votato 'Sì' al boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro l'occupazione illegale dei territori palestinesi e l'oppressione del popolo palestinese, e invitano tutti gli studenti ad aderire al comitato BDS. "Partecipando a questo movimento globale della società civile per i Diritti Umani dei palestinesi, gli studenti sottolineano l'impegno del nostro campus per la giustizia sociale e la responsabilità morale collettiva", ha detto Javier Hoyos, presidente del comitato 'Yes to BDS'.

"Ringraziamo gli studenti per la loro forza di carattere e il loro coraggio nell'aver contestato contro la complicità della nostra università con le violazioni dei diritti umani internazionali", ha detto Hoyos. "Siamo lieti che gli studenti abbiano avuto la possibilità, al momento del voto, di leggere le informazioni fornite con la modifica del quesito, poiché ciò ha permesso loro di prendere una decisione informata, nonostante le calunnie dell'opposizione contro il movimento BDS e nonostante che il cambiamento del quesito sia avvenuto solo poche ore prima dell'apertura delle urne."

Leggi tutto: A seguito di una vittoria storica per il BDS, gli studenti di Concordia University invitano...

"La nostra liberazione non sarà completa fino a quando non sarà di tutti":
Un rapporto dal #AAA2014 Business Meeting

A Washington, DC, venerdì, l'annuale meeting d'affari della American Anthropological Association era stipato di soci come non mai nella storia recente - oltre 700. La sala era così affollata che il personale dell'hotel, per ospitare tutti, ha dovuto smontare il muro divisorio con la stanza accanto.

All'ordine del giorno c'era una proposta di risoluzione contro il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane. Questo sforzo per spegnere il dibattito sul boicottaggio gli si è ritorto contro in maniera spettacolare: i soci presenti, quasi all'unanimità, hanno bocciato la misura che ha trovato solo 52 sostenitori.

L'atmosfera in sala era elettrica, con ogni tipo di antropologi che hanno discusso di boicottaggio, delle continue violazioni della libertà accademica palestinese e di diritti umani. Dei 24 soci che hanno parlato, tre quarti si sono opposti alla risoluzione, sostenendo che si trattava di un tentativo di chiudere un dibattito fondamentale.

Negli ultimi mesi, oltre 1.000 antropologi hanno firmato un impegno al boicottaggio per protestare contro le continue, sistematiche e diffuse violazioni di Israele contro i palestinesi per quanto riguarda la libertà accademica e i diritti umani. Gli antropologi che hanno promosso la campagna per il boicottaggio hanno votato per non portare avanti una proposta di risoluzione nell'incontro AAA di quest'anno, a favore della costruzione del più ampio sostegno possibile tra i soci nel corso dei prossimi mesi. Hanno finanziato una serie di pannelli in occasione della conferenza per sensibilizzare sul boicottaggio e sulle violazioni dei diritti umani in Palestina. Nonostante questo, gli oppositori del boicottaggio durante il dibattito hanno cercato il cortocircuito, forzando l'AAA a prendere una posizione antiboicottaggio ora.

Leggi tutto: Sconfitta schiacciante per la risoluzione anti-boicottaggio alla riunione dell'Associazione degli...

di Stan Hoben

A Westminster lo scorso lunedì, 1 dicembre, i deputati hanno chiesto al governo di adottare azioni concrete per sanzionare Israele con diversi parlamentari che hanno chiesto un embargo militare totale. Il dibattito dei parlamentari senza incarichi di governo, ha evidenziato la crescente frustrazione in seno al Parlamento intorno al fallimento del governo di rispondere alla chiamata del 13 ottobre per il riconoscimento di un futuro Stato palestinese, e più in generale il fallimento nel ritenere Israele responsabile dei suoi obblighi verso il diritto internazionale.

Rispondendo alla petizione END THE CONFLICT IN PALESTINE (METTERE FINE AL CONFLITTO IN PALESTINA), che è stata firmata da 124.490 persone, Grahame Morris - che in precedenza, il 13 ott, ha presentato lo storico dibattito concluso con l'affermazione che il governo dovrebbe riconoscere lo Stato di Palestina, ha iniziato il suo discorso denunciando la mancanza di un'azione significativa da parte del governo del Regno Unito per aiutare a porre fine al conflitto:

"C'è stata una lacuna nella logica dei ministri. So che hanno fatto sforzi enormi, ma ora c'è una discrepanza crescente nella credibilità tra logica e azione, il che è inaccettabile. Se vogliamo vedere la fine dell' orribile ciclo di violenza e di abusi dei diritti umani, e se vogliamo portare le due parti al tavolo dei negoziati in buona fede, abbiamo bisogno di riempire questa lacuna."

Leggi tutto: Parlamentari britannici chiedono azioni concrete per sanzionare Israele

Durham (North Carolian, USA) diventa il primo comune degli USA a boicottare il G4S per il ruolo nel sistema di sicurezza di Israele
Scioglie il contratto di polizia privata per un milione dollari

Durham è diventato il primo comune degli Stati Uniti a boicottare una società a causa del suo ruolo nel perpetuare l'ingiustizia in Israele / Palestina.

In una notte in cui il gran giurì di Ferguson non è riuscito a incriminare Darren Wilson per l'omicidio di Michael Brown, i residenti di Durham hanno messo fine con successo a un contratto annuale di un milione di dollari tra la Contea e la società privata di sicurezza G4S Secure Solutions.

La G4S aveva precedentemente fornito la sicurezza nelle biblioteche Durham County ed in edifici civili. Durham ha riconsiderato il contratto di sicurezza dopo che i residenti hanno manifestato contro il ruolo delle forze di polizia privata nella comunità e il coinvolgimento della società nelle istituzioni israeliane che detengono e discriminano i palestinesi.

"Risiedo a Durham da lungo tempo, la presenza nella mia comunità di una società che partecipa all'oppressione del mio popolo mi fa sentire insicuro e mal accetto", ha detto Ahmad Jitan. "Data la loro comprovata esperienza nella Palestina occupata, non mi aspetto che G4S abbia in mente di fare i migliori interessi delle persone di colore qui a Durham. Se Ferguson non può mantenere nemmeno una forza di polizia pubblica responsabile delle proprie azioni, come possiamo aspettarci di mantenere una forza di polizia privata responsabile come G4S? Per il bene di entrambe le mie patrie, sono orgoglioso che la contea abbia sciolto il contratto con G4S. Non voglio che le mie tasse vadano a finanziare una società che trae vantaggio dall'occupazione della terra del mio popolo ".

Leggi tutto: Vittoria BDS: La città di Durham (USA) scioglie il contratto di un milione di dollari con la G4S

Comunicato: 

IL MIT, FUORICAMPO, IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA TRANS DIVERGENTI E SOME PREFER CAKE BOLOGNA LESBIAN FILM FESTIVAL SULLA PRESENZA DI EYTAN FOX AL FLORENS QUEER FESTIVAL 2014.

BDS Italia ha diffuso un comunicato in cui denuncia l'operazione di Pinkwashing del Florence Queer Festival 2014. Nel comunicato leggiamo che ospite dell'evento sarà Eytan Fox, regista israeliano, invitato a presentare una rassegna dei suoi film tra cui, scrive BDS, <<"Yossi & Jagger" che racconta la relazione tra due soldati israeliani. La propaganda, vòlta ad umanizzare l'esercito israeliano, pubblicizza la presenza di gay e lesbiche nell'esercito utilizzando la retorica delle guerre per esportare democrazia e diritti, coprendo così i massacri e l'abominio coloniale>>.

Il MIT, Fuoricampo, il Festival Internazionale di cinema Trans DIVERGENTI e Some Prefer Cake Bologna Lesbian Film Festival, pur figurando come partner del Florence Queer Festival, non erano a conoscenza della partecipazione di Eytan Fox. Ciascun festival non collabora né interferisce nella programmazione degli altri.

Tenendo in considerazione l'autonomia di ogni Festival e il rispetto che intercorre da sempre con IREOS, come associazioni trans e lesbica che sostengono le azioni di solidarietà internazionale alla questione palestinese (vedi QUEER FOR PEACE), in coerenza con quanto fatto fino ad ora non possiamo non prendere le distanze da questo tipo di scelta.

MIT (Movimento Identità Transessuale)
Festival Internazionale di Cinema Trans - DIVERGENTI
Fuoricampo Lesbian Group
Some Prefer Cake Bologna Lesbian Film Festival

Leggi tutto: MIT, Fuoricampo, Divergenti e Some Prefer Cake prendono le distanze dal #pinkwashing del Florence...

I professori dell'Università di Princeton, con una petizione firmata da 60 docenti di ruolo, chiedono all’Università di disinvestire da imprese che sostengono l'occupazione israeliana dei territori palestinesi e ciò ha aperto nel campus un nuovo fronte nella battaglia di pressione su Israele.

La protesta, che rappresenta lo sforzo più grande fatto da docenti in una scuola dell’Ivy League (Unione delle otto università private più prestigiose ed elitarie degli Stati Uniti D’America) negli ultimi anni, ha generato un ampio dibattito sul conflitto in Medio Oriente all'interno della comunità ebraica nel bucolico campus del New Jersey ed ha scatenato contro-petizioni pro-Israele sia da parte di studenti che di insegnanti.

"L'intenzione della nostra petizione era di chiarire che c’è il supporto del corpo insegnante al disinvestimento ", ha detto Max Weiss, professore di Storia e Studi del Medio Oriente a Princeton e uno dei cinque promotori della petizione. "Ci sono già molti studenti che fanno attivismo nella stessa direzione"

I professori pro-disinvestimento, all’inizio di questo mese, hanno pubblicato la loro petizione su un giornale del campus con 48 firme. Weiss dice che il numero di firmatari da allora è salito ad almeno 60.

Leggi tutto: I professori di Princeton aprono un nuovo fronte nel Campus nella lotta contro Israele

Il 24 ottobre un referendum presso l’Università di Exter sul boicottaggio dei prodotti provenienti dalle colonie illegali israeliane ha vinto con una maggioranza schiacciante.

1.040 studenti hanno votato al referendum, la più alta affluenza di partecipati nella storia dei referendum politici dell’università, con l’86% dei votanti a favore. Una vittoria schiacciante per il referendum, particolarmente importante considerando che l’università in questione ha una lunga tradizione conservatrice alle spalle. Il risultato dimostra lo slancio crescente dietro al movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), sia nel Regno Unito che a livello internazionale.

Leggi tutto: L’Università di Exeter vota per il boicottaggio dei prodotti delle colonie

L'Unione degli ebrei progressisti in Belgio (l’Union des Progressistes Juifs de Belgique - UPJB) ha annunciato il suo boicottaggio del Festival Internazionale Ebraico del Cinema di Bruxelles a causa del patrocinio dell'ambasciata israeliana.

Il Festival Internazionale Ebraico del Cinema di Bruxelles, che va dal 28 ottobre al 2 novembre, si svolge sotto lo slogan Sous Le Meme Soleil (Sotto lo stesso sole), facendo riferimento al rapporto tra palestinesi ed israeliani.

"È con stupore che l’UPJB vede le ambasciate israeliana e statunitense quali partner del festival Sotto lo stesso sole", il UPJB ha scritto in un comunicato. "[Gli organizzatori del Festival] ci hanno contattato per partecipare a questo evento, il cui scopo è quello di promuovere produzioni cinematografiche che mettono in risalto il rapporto tra le persone che vivono sulla terra di Israele / Palestina. Eravamo d'accordo in linea di principio. In nessun modo ha fatto sapere l’IMAJ (gli organizzatori del festival) del coinvolgimento delle ambasciate".

La dichiarazione prosegue: "Solo dopo abbiamo scoperto del patrocinio dell'Ambasciata d'Israele ... e l'assenza dell'ambasciata palestinese, la partecipazione della quale avrebbe fornito la coerenza al tema generale di riconciliare le persone che vivono in Israele / Palestina. Ci siamo sentiti intrappolati e alla fine abbiamo deciso di tagliare tutti i legami con il festival".

L’UPJB sottolinea che "in nessun modo appoggiamo Israele quale stato di occupazione e colonizzazione". L’UPJB "aderisce all’appello internazionale per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) con lo scopo di esercitare pressioni pacifiche su Israele per costringerlo a rispettare il diritto internazionale, come fatto nel passato nei confronti del regime di apartheid sudafricano. Ciò non ci impedisce di organizzare regolarmente, come abbiamo sempre fatto, eventi pubblici con artisti israeliani, intellettuali e attivisti che ci interessano, ad esempio perché criticano le politiche del governo. Il boicottaggio non si applica ai gruppi o agli individui con cittadinanza israeliana, ma alle politiche di occupazione del governo israeliano e tutto ciò che questo comporta".

Fonte: Alternative Information Center

Traduzione di BDS Italia

Leggi tutto: L'Unione degli ebrei progressisti del Belgio boicotta il Festival Internazionale Ebraico del...

di Joe Catron 

L’attacco della scorsa estate di Israele contro Gaza, che ha lasciato più di 100.000 Palestinesi senza casa, ha dato un nuovo impulso alle campagne di disinvestimento della chiesa.

La Chiesa Unita di Cristo, nello stato americano del Connecticut ha dichiarato il proprio sostegno alla campagna guidata dai Palestinesi per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro Israele.

Una risoluzione di BDS approvata dai delegati all'incontro annuale della Conferenza della Chiesa nel Connecticut ricalca mosse simili messe in atto da parte dei suoi seguaci a New York, nella California del Nord e nelle regioni del Pacifico centrale e dell’Atlantico centrale.

Di conseguenza, gli organismi ecclesiali sono stati sollecitati a cedere le loro partecipazioni in società che traggono profitto dall'occupazione israeliana in Palestina, tra cui Caterpillar, Motorola, Hewlett-Packard, G4S e Veolia.

Essi chiedono inoltre alla chiesa e ai suoi membri di boicottare le merci prodotte negli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata come i cosmetici Ahava, i distributori di bevande gassate di Sodastream e i datteri Hadiklaim.

Leggi tutto: Sezione del Connecticut di una chiesa USA con un milione di membri vota per boicottare i...

Noti intellettuali, scrittori e artisti hip hop statunitensi hanno recentemente aggiunto le loro voci a sostegno dell’appello della società civile palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele per protestare contro gli abusi sistematici di Israele dei diritti umani dei palestinesi e le violazioni del diritto internazionale.

Questa settimana, l’autore in classifica sul New York Times Junot Díaz, Premio Pulitzer per il suo romanzo La breve favolosa vita di Oscar Wao e vincitore del prestigioso MacArthur "Genius Grant," ha aderito alla Campagna statunitense per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (USACBI).

In una dichiarazione a USACBI, Díaz ha detto, "Se esiste un arco morale per l'universo, allora la Palestina alla fine sarà libera. Ma quel giorno promesso non arriverà mai a meno che noi, le persone che credono nella giustizia del nostro mondo, non lottiamo per porre fine alla piaga crudele dell'occupazione israeliana. Mentre i nostri leader politici, religiosi ed economici sono sempre stati bravissimi a guidare il nostro mondo verso i conflitti, noi, i popoli, con poco altro che il nostro coraggio e la nostra solidarietà e la speranza invincibile possiamo portare il nostro mondo alla pace." Diaz diventa così uno dei più noti e premiati scrittori statunitensi a sostenere il boicottaggio accademico e culturale di Israele.

Leggi tutto: Artisti e intellettuali USA, tra cui Junot Díaz, Chuck D, e Boots Riley, aderiscono al...

Previsto per novembre, lo spettacolo doveva essere il primo per la band in Israele

La rock band americana The Beach Boys ha annullato il loro concerto in programma a Tel Aviv, che era previsto per il 29 novembre nel Nokia Stadium.

I biglietti pre-acquistati saranno rimborsati.

Lo spettacolo sarebbe stato il primo per la band in Israele, e avrebbe coronato un tour che tocca Francia, Danimarca, Norvegia e Ungheria. Il tour si compone di due membri originari della band degli anni 60 - Mike Love e Bruce Johnston - e altri cinque musicisti.

Ad oggi, martedì, nessuna ragione per la cancellazione è stata fornita sul sito della band.

Fonte: Haaretz

Traduzione di BDS Italia

Leggi tutto: I Beach Boys hanno annullato un concerto previsto per novembre in Israele

di Stephanie Westbrook

L'aeronautica israeliana è stata rimossa dalla lista delle forze armate che partecipano nelle esercitazioni militari multinazionali in Sardegna, a seguito di una campagna condotta da attivisti anti-militaristi.

Durante la micidiale campagna di bombardamenti di Israele contro Gaza, durata 51 giorni tra luglio e agosto scorsi, gruppi anti-militaristi e di solidarietà con la Palestina si sono mobilitati contro le esercitazioni militari in generale e la partecipazione di Israele in particolare.

Palestinesi a Gaza, in piedi tra le macerie delle case distrutte, hanno pubblicato fotografie facendo appello diretto all’Italia per chiederle di non "addestrare i piloti che ci bombardano."

La prospettiva dell’addestramento sull’isola di F-16 israeliani per missioni di bombardamento, sommata alla consegna ad Israele di due caccia d'addestramento italiani proprio all’inizio degli attacchi contro Gaza, ha creato un’indignazione di massa in Italia, con diversi appelli per un embargo sulla cooperazione bellica con Israele. 

Leggi tutto: Israele escluso dai giochi di guerra in Italia in seguito alle proteste

La catena di grandi magazzini Macy’s ha cessato lo stoccaggio di prodotti del marchio SodaStream provenienti dagli insediamenti israeliani, secondo il Wall Street Journal. Macy’s è stato presa di mira lo scorso anno da attivisti filo-palestinesi, che hanno chiesto a Macy’se ad altre grandi catene di cessare la vendita del sistema di carbonatazione domestica SodaStream e altri prodotti del marchio a causa del ruolo della società nell’ occupazione militare della Palestina.

Questa notizia giunge all’indomani del crollo dei prezzi delle azioni della società SodaStream, che all'inizio di questo mese ha annunciato i risultati preliminari del quarto trimestre. Sono previsti nel trimestre 125 milioni di dollari di ricavo e un utile operativo di $ 8,5 milioni. Queste somme sono  ben al di sotto dei 154.400.000 $ di entrate e dei 17,6 milioni di dollari in proventi operativi, attesi dagli analisti. Nel terzo trimestre dello scorso anno, il fatturato della società ammontava a circa la stessa somma, ma l’utile operativo di 18 milioni di dollari risultava più del doppio di quello che gli analisti si aspettano per quest'anno. Quest’anno, infatti, stando agli ultimi aggiornamenti, le azioni Sodastream sono scese del 45%.

Leggi tutto: La catena di grandi magazzini Macy’s interrompe la vendita dei prodotti SodaStream

di Charlotte Silver

L’attracco di una nave da carico israeliana nel porto di Long Beach, California, è stato ritardato da attivisti solidali con la Palestina.

La coalizione Block the Boat di Los Angeles ha raccolto un’altra vittoria questo week end poiché è riuscita a ritardare di almeno 34 ore l’attracco di una nave da carico israeliana, la Zim Savannah, nel porto di Long Beach.

Cookie Partansky, una degli organizzatori della coalizione Block the Boat LA, ha detto a The Electronic Intifada che circa 150 attivisti si sono ritrovati al porto di Los Angeles alle 6 del mattino di sabato 18 ottobre. L’azione realizzata la mattina del 18 ottobre è seguita a settimane di dialogo con il sindacato dei lavoratori portuali e alle informazioni date ai lavoratori circa la brutale occupazione della Palestina da parte di Israele e le ragioni della coalizione che ha preso di mira la Zim, una compagnia di navigazione israeliana.

La coalizione, che rappresenta diciannove diversi gruppi di attivisti, si è data appuntamento al porto sabato mattina, nonostante il fatto che fosse stata avvertita solo alle 5 da un membro della International Longshore and Warehouse Union (ILWU) Local 13 che la nave non aveva ancora attraccato e che nessun lavoratore era stato chiamato per scaricarla.

Leggi tutto: Gli attivisti di Los Angeles bloccano per due giorni lo scarico di una nave israeliana

Comunicato relativo al blocco delle esercitazioni militari israeliane previste in Sardegna per il Secondo Semestre del 2014

Cancellazione esercitazioni militari israeliane in Sardegna

Il percorso di mobilitazione iniziato con l'Assemblea Internazionale del 30 agosto 2014, svoltasi a Cagliari a soli quattro giorni dalla fine della sanguinosa aggressione israeliana "Protective Edge", prosegue con la convocazione sabato 11 ottobre del gruppo di lavoro contro le esercitazioni militari, in vista dell'inizio del "processo Quirra" e della manifestazione del 13 dicembre.

Riteniamo necessario condannare ancora una volta tutte le esercitazioni militari previste in Sardegna, in particolare quelle israeliane portate avanti da un governo che da oltre 66 anni occupa e opprime la Palestina e fa della pratica di guerra d'aggressione uno dei capisaldi della sua politica estera.

La petizione lanciata online dall'Associazione Amicizia Sardegna Palestina il 13 agosto 2014, indirizzata al presidente della Regione Sardegna Pigliaru e al Ministro della Difesa Pinotti, ha raccolto quasi 14.000 sottoscrizioni che chiedono la cancellazione delle esercitazioni militari israeliane in Sardegna, la revoca dell'accordo del 2005 di Cooperazione Militare con Israele, e l'applicazione di un embargo giuridicamente vincolante nei confronti di Israele, simile a quello imposto al Sud Africa ai tempi dell'apartheid.

Leggi tutto: Israele rimosso dalla lista dei partecipanti alle esercitazioni militari in Sardegna

La città di Lille, di cui è sindaco Martine Aubry (PS),  ha "congelato temporaneamente" il gemellaggio con la città di Safed in Israele, in risposta ai bombardamenti di Gaza durante l'estate, ha annunciato martedì  il consiglio comunale.

La decisione è stata presa "a maggioranza del consiglio di congelare temporaneamente le nostre relazioni istituzionali con la città di Safed," ha detto Marie-Pierre Bresson, Assessore responsabile per la cooperazione internazionale ed europea (gruppo EELV), in una riunione  del consiglio comunale tenutasi lunedì sera, secondo il resoconto delle deliberazioni pubblicate sul sito del Municipio.

Questa decisione segue "iniziative prese appositamente dal Parlamento europeo, tra cui il congelamento degli  accordi privilegiati con Israele in modo da esercitare pressione (...) sul governo ed accelerare la risoluzione del conflitto", ha aggiunto.

Il gemellaggio non è né interrotto né sospeso, ha detto alla stessa seduta del consiglio il sindaco Martine Aubry (PS), la quale ha ricordato che la città è impegnata da molti anni per promuovere la pace in Medio Oriente e ha preso posizione per la soluzione di due Stati, Israele e Palestina.

Durante l'estate, migliaia di manifestanti hanno marciato per le strade di Lille per chiedere la cessazione dei bombardamenti a Gaza e una petizione è stata lanciata da France-Palestine Solidarité per interrompere il gemellaggio con Safed.

Martine Aubry ha detto di aver "sentito questa emozione", ma ha rifiutato di recidere tutti i legami.

Fonte: Le Figaro 

Traduzione di BDS Italia

Leggi tutto: Lille, Francia, sospende il suo gemellaggio con la città israeliana di Safed

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 07 ott - Wall Street e' tutt'altro che frizzante per SodaStream. L'azienda israeliana di gasatori d'acqua e' in picchiata di quasi il 20,5% sul Nasdaq, con azioni a poco meno di 22 dollari. La societa' ha rilasciato stime sotto le aspettative per il terzo trimestre: il produttore prevede ricavi per 125 milioni di dollari, al di sotto dei 154 milioni previsti dagli analisti e dei 145 milioni messi a segno nello stesso periodo dell'anno scorso. Il ribasso fa seguito a vendite "deludenti" e spinte all'ingiu' dal calo nei consumi di bevande gassate negli Stati Uniti.

Dopo i picchi di fine anni '90, la maggiore educazione su rischi di diabete e obesita' ha portato a una drastica riduzione della domanda e delle calorie impiegate nelle bibite. L'amministratore delegato Daniel Birnbaum ha spiegato che l'azienda potrebbe riposizionarsi su prodotti piu' "naturali", strizzando l'occhio alle linee per benessere e salute gia' studiate da altri colossi del beverage come Coca Cola.

Il mercato, per ora, resta scettico. Le azioni sono calate del 44% dall'inizio dell'anno, dopo un rally del 10% che aveva accompagnato i risultati oltre le aspettative nel trimestre chiuso a giugno: ricavi su del 6,6% a 141,2 milioni, contro i circa 140 previsti da alcuni analisti.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Leggi tutto: Wall Street: tonfo per SodaStream (-20,5%), deludono le stime di vendita

Tra i firmatari di un comunicato su un sito online, vi sono docenti delle Università di  Columbia, di Harvard e di Yale

Più di 350 antropologi di vari paesi del mondo si sono pronunciati a favore del boicottaggio di Israele e delle sue istituzioni accademiche.

Il documento è stato postato il primo ottobre sul sito jadaliyya.com [invece il testo integrale dell'appello si trova sul sito http://anthroboycott.wordpress.com  n.d.t.] con 231 firme e un appello a continuare a firmare. Venerdì 3 le firme erano 360, [al 4 ottobre i firmatari sono 489 n.d.t.].

“In quanto studiosi che si occupano delle questioni del potere, dell'oppressione, e della egemonia culturale, abbiamo una responsabilità morale di alzare la voce e chiedere a Israele e ai propri governi di rendere conto [delle loro azioni]”, si legge nel documento, [che più avanti] sostiene “il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane complici di queste violazioni”.

Le istituzioni accademiche israeliane, afferma il documento, “sono complici dell'occupazione e dell'oppressione dei palestinesi” con “ forti connessioni tra queste e l'establishment militare, quello politico e [il governo] della sicurezza in Israele.”

Fra i firmatari [al 3 ottobre] ci sono 13 docenti della City University di New York, e 13 della Columbia University. Nove firmatari appartengono all'Università di Harvard e otto alla Università di Yale.

Fonte: Haaretz

Traduzione BDS Italia

Leggi tutto: Più di 350 antropologi di vari paesi del mondo appoggiano il movimento BDS

La Conferenza del Pacifico Centrale della Chiesa Unita di Cristo (UCC) degli USA ha approvato un appello per il boicottaggio e disinvestimento dalle aziende che traggono profitto dall'occupazione israeliana della Cisgiordania e della Striscia di Gaza.

I delegati hanno approvato la risoluzione alla fine della scorsa settimana, con 101 voti a favore e 11 contrari, alla riunione annuale della Conferenza del Pacifico Centrale, che comprende circa 50 singole chiese. È la quarta Conferenza regionale dell’UCC ad approvare una risoluzione per il boicottaggio e il disinvestimento, a seguito di quelle di New York, dell’Atlantico centrale e della California del Nord.

La risoluzione chiede il disinvestimento da alcune specifiche aziende che hanno continuato a trarre profitti dall'occupazione militare israeliana, dopo che anni di "impegno e dialogo" non hanno prodotto risultati. Le aziende citate nella delibera comprendono: Caterpillar, Motorola, G4S, Hewlett-Packard e Veolia.

La risoluzione chiede anche un boicottaggio dei prodotti come i gasatori domestici per l’acqua della Sodastream, i prodotti cosmetici dell’Ahava e i datteri dell’Hadiklaim. 

Fonte: Middle East Monitor

Traduzione di BDS Italia

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