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L’Associazione di Studi Americani ha emesso oggi il seguente comunicato stampa per mostrare che di fronte ai furiosi attacchi che ha dovuto fronteggiare dopo il voto favorevole al boicottaggio accademico di Israele, è servito soltanto a rafforzare la propria organizzazione.

Nel comunicato si dice: “Grazie all’appoggio nel dicembre del 2013 all’appello della società civile palestinese per il boicottaggio accademico di Israele- e dopo che due iniziative legislative negli Stati dell’Illinois e del Maryland contro il boicottaggio accademico sono fallite- l’ASA ha guadagnato nuovi iscritti e appoggi. Negli ultimi mesi l’ASA ha accolto più di 770 nuovi iscritti. L’ASA ha anche incassato più quote associative negli ultimi tre mesi di qualsiasi altro trimestre durante gli ultimi 25 anni”. La sua campagna “Stai con l’ASA” di raccolta fondi dal basso tuttora  in corso ha superato di molto le aspettative dell’associazione.

Leggi tutto: L’Associazione di Studi Americani (ASA), dopo l’appello per il boicottaggio di Israele, ha 700...

35 membri del Parlamento Europeo chiedono ad Ashton di scoraggiare le imprese europee dall'intrattenere rapporti commerciali con gli insediamenti illegali Israeliani

In una lettera spedita al responsabile della politica estera dell'UE Catherine Ashton, 35 membri del Parlamento Europeo hanno chiesto al Servizio Europeo per l'Azione Esterna (SEAE) di intraprendere iniziative per scoraggiare le aziende europee dall'intrattenere rapporti commerciali con le colonie illegali israeliane.

Le aziende private europee giocano un ruolo fondamentale nel finanziare, facilitare e sostenere le violazioni di Israele della legge internazionale e le colonie illegali israeliane:

  • fornendo prodotti e servizi che facilitano l'esistenza delle colonie illegali
  • importando e vendendo beni prodotti da aziende che operano in colonie illegali israeliane
  • investendo in aziende e progetti nelle colonie

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Con il ministero degli Esteri in sciopero, Israele non fa nulla per combattere la risoluzione, il cui testo sembra simile a recenti campagne BDS. La campagna internazionale di boicottaggio dei prodotti dagli insediamenti si è trasformata da un fastidio lontano in una realtà economica.

Il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra dovrebbe votare cinque risoluzioni anti-israeliane entro questa settimana, una dei quali include una chiamata al boicottaggio e disinvestimento dagli insediamenti in Cisgiordania.

Il progetto di questa risoluzione particolare, che viene presentata dagli stati arabi e l'Autorità Palestinese, è particolarmente preoccupante per i funzionari israeliani perché per la prima volta include una formulazione che sembra derivare direttamente dalle recenti campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni. Poiché le sanzioni sul lavoro del ministero degli Esteri hanno paralizzato l'attività diplomatica di Israele, non sono state prese misure per cercare di ammorbidire o bloccare la formulazione delle risoluzioni.

Leggi tutto: Organismo dell'ONU si accinge a votare una risoluzione per il boicottaggio delle colonie israeliane

Il Consiglio dell’Istituto Reale degli Architetti Britannici (RIBA) ha messo ai voti un appello all’Unione Internazionale degli Architetti riguardante il rifiuto di questa di opporsi alla costruzione israeliana di insediamenti illegali su terra palestinese occupata.

Abe Hayeem, membro RIBA e presidente de Architetti ed Urbanisti per la Giustizia in Palestina, ha affermato:

“Questa mozione manda un chiaro messaggio: c’è un prezzo da pagare per la decennale impunità israeliana a seguito delle sue politiche d’apartheid, e che i principi umani delle nostra professione non possono essere ignorati. Un piccolo passo del Consiglio del RIBA nel supportare questa mozione è un balzo gigantesco per l’etica, la giustizia e l’integrità della nostra professione.”

Leggi tutto: Il Royal Institute of British Architects supporta una mozione sul boicottaggio di Israele

PSC plaude alla decisione della BBC di aggiudicare il contratto sulla sicurezza ad un concorrente di G4S.

Palestine Solidarity Campaign ha accolto oggi con favore la decisione della BBC di NON aggiudicare il contratto della sicurezza, del valore di £80 milioni, a G4S [1]. PSC ha fatto una campagna dal luglio 2013 [2], sollecitando la BBC di rifiutare qualsiasi offerta da parte G4S, l'azienda che fornisce servizi di sicurezza nelle carceri israeliane. G4S ha fornito le guardie di sicurezza per il sito Media City della BBC a Salford.

La campagna di PSC indirizzata a più di duemila spettatori e ascoltatori, ha invitato la BBC a non aggiudicare a G4S un contratto, a causa del suo coinvolgimento in violazioni dei diritti umani nelle carceri di Israele [3]. I tweet del PSC che hanno sollecitato la BBC a rompere i suoi legami con G4S sono state condivisi più di seicento volte [4].

Leggi tutto: La BBC sigla un contratto con un concorrente di G4S. La Palestine Solidarity Campaign plaude la...

di Adri Nieuwhof

Una recente ricerca rivela che ben uno su sette investitori istituzionali olandesi hanno escluso le aziende coinvolte nell'occupazione israeliana della Palestina nel corso degli ultimi cinque anni .

"Questa è un’indicazione che misure del genere non sono infrequenti", spiega il nuovo rapporto. "Molti di questi investitori istituzionali non hanno reso pubblica questa decisione".

Il rapporto sottolinea che molti tra quelli che hanno risposto all’indagine temono "di essere denunciati dalle ONG, partecipanti o clienti se si espongono pubblicamente”.

Ciò suggerisce che l'ondata di notizie recenti sul disinvestimento europeo dalle aziende israeliane e da quelle legate all’occupazione potrebbe essere solo la punta dell'iceberg.

Redatto dall’Associazione olandese degli investitori per lo sviluppo sostenibile (VBDO), il rapporto rivela come alcuni investitori hanno escluso le aziende per il loro ruolo nella occupazione israeliana della Palestina.

Leggi tutto: Cattive notizie per Israele: le notizie sul boicottaggio europeo sono solo la punta dell'iceberg

Una mozione a sostegno del boicottaggio totale di Israele è stata approvata giovedì dagli studenti della National University of Ireland (NUI).

I risultati del referendum presso l’Unione studentesca della NUI Galway lo rende il primo corpo studentesco in Irlanda ad approvare la campagna per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro Israele, secondo il sito locale galwaybayfm.ie.

Diverse associazioni studentesche hanno presentato la mozione, che non è vincolante per l'università.

Su 3.013 voti validi degli studenti che hanno partecipato al referendum su Israele, 1.954 - o il 64 per cento - hanno votato a favore del boicottaggio di Israele, il comitato sul voto ha annunciato venerdì.

Gli studenti sono stati invitati a rispondere con "sì" o "no" per esprimere il loro sostegno o disapprovazione all'affermazione che, "NUI Galway Students' Union sostiene attivamente la campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro lo Stato di Israele".

Nel mese di aprile, il Sindacato degli insegnanti dell'Irlanda è diventato il primo sindacato della scuola in Europa ad adottare un boicottaggio accademico di Israele.

Il mese scorso, la YMCA in Norvegia si è allineata con il movimento BDS.

Fonte: Haaretz 

Traduzione di BDS Italia

Leggi tutto: Unione studentesca irlandese appoggia la campagna per il boicottaggio di Israele

Il legislatore palestinese Dr. Mustafa Barghouthi ha accolto con favore la decisione della YMCA/YWCA in Norvegia di unirsi al movimento internazionale per il BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) e di boicottare Israele a causa della sua oppressione e occupazione illegittima in corso.

Dr. Barghouthi ha detto che la YMCA/YWCA in Norvegia, con più di 30.000 membri, ha deciso di boicottare Israele, una mossa che è uno schiaffo ad Israele e alle sue politiche di apartheid contro il popolo palestinese.

"La decisione è stata presa per protestare contro le attività di insediamento illegittime di Israele e la sua continua violazione della legalità internazionale e del diritto internazionale umanitario", ha detto.

Ha inoltre accolto con favore la decisione del Premio Nobel per la Pace Mairead Maguire, la quale ha annunciato la sua adesione alla campagna BDS.

Dr. Barghouthi ha detto che la decisione di Maguire è stata motivata dal fatto che le politiche israeliane contro i palestinesi e le loro terre non sono diverse dal sistema di apartheid che regnava in Sudafrica, e che ha invitato la comunità internazionale ad avere il coraggio di opporsi al sistema di apartheid di Israele.

Ha salutato Maguire e Stephen Hawking, il fisico britannico di fama mondiale, per la decisione di boicottare Israele, e ha invitato gruppi e personaggi internazionali a fare lo stesso, prendendo una posizione chiara contro le attuali politiche israeliane illegittime di apartheid e crimini contro il popolo palestinese.

"La decisione è una vittoria per la resistenza nonviolenta palestinese, una vittoria per il movimento BDS", ha aggiunto Dr. Barghouthi. "Gruppi, istituzioni e singoli individui in tutto il mondo devono intraprendere azioni simili, e boicottare Israele".

Fonte: International Middle East Media Center 

Traduzione di BDS Italia

Leggi tutto: Barghouthi accoglie con favore la decisione della YMCA/YWCA della Norvegia di boicottare Israele

Negli ultimi tre anni, le forze israeliane hanno mostrato un profondo disprezzo per la vita umana uccidendo decine di civili palestinesi nella Cisgiordania occupata, bambini compresi, nella pressoché totale impunità. 

Lo ha denunciato oggi Amnesty International, in un rapporto dal titolo "Grilletto facile. Uso eccessivo della forza da parte di Israele in Cisgiordania", che descrive il crescente  spargimento di sangue e l'aumento delle violazioni dei diritti umani nei Territori occupati palestinesi, dal gennaio 2011,  a causa dell'uso non necessario, arbitrario e brutale della forza da parte delle forze israeliane contro i palestinesi.

In tutti i casi esaminati da Amnesty International, i palestinesi uccisi da soldati israeliani non sembravano porre un'immediata e diretta minaccia alla vita. In alcuni casi, vi sono prove che si sia trattato di omicidi intenzionali, equivalenti a crimini di guerra.

"Il rapporto presenta una serie di prove che mostrano un drammatico ripetersi di omicidi illegali e di lesioni immotivate ai danni di civili palestinesi da parte delle forze israeliane che operano in Cisgiordania" - ha dichiarato Philip Luther, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

"La frequenza e la persistenza nell'uso della forza arbitraria e abusiva da parte di soldati e poliziotti israeliani contro manifestanti pacifici in Cisgiordania, così come l'impunità di cui hanno beneficiato gli autori, fanno pensare a una vera e propria politica" - ha aggiunto Luther.

Leggi tutto: Rapporto di Amnesty International, esercito israeliano dal grilletto facile, chiede embargo delle...

«Attraverso l'occupazione prolungata, con pratiche e politiche che configurano un sistema di apartheid e di segregazione, la continua espansione degli insediamenti, e la prosecuzione nella costruzione del muro che mira verosimilmente all'annessione de facto di parti del territorio palestinese occupato, il rifiuto da parte di Israele del diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese è evidente».

Richard Falk, relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei territori palestinesi, ha dichiarato che i diritti dei palestinesi sono violati dalla prolungata occupazione israeliana dei territori palestinesi e dalla pulizia etnica di Gerusalemme est.

A Gerusalemme Est, la «revoca dei permessi di residenza» e «lo sfratto forzato di famiglie palestinesi», così come la demolizione mirata di case palestinesi, equivalgono a un «graduale processo burocratico di pulizia etnica», scrive Falk.

Le politiche di Israele in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza equivalgono a una forma di apartheid a causa dell'oppressione sistematica del popolo palestinese e dell'espropriazione de facto della sua terra, ha scritto Falk nella sua relazione finale al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite dopo aver espletato per sei anni questa carica indipendente.

Falk presenterà la sua relazione il mese prossimo al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite come relatore speciale sui territori palestinesi, chiedendo di verificare se Israele è colpevole del crimine internazionale di apartheid e di pulizia etnica e sollecitando le Nazioni Unite a indagare sulle società che traggono profitto dalle attività illegali di Israele.

Nella sua relazione, il relatore speciale delle Nazioni Unite raccomanda che gli Stati membri dell'ONU prendano in considerazione la necessità di imporre un divieto sulle importazioni di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani.

Qui il report completo

Fonte: ECCP

Traduzione di Forum Palestina

Leggi tutto: Relazione finale di Richard Falk all'ONU, raccomanda divieto di prodotti delle colonie israeliane

Il fondo pensione statale del Lussemburgo FDC ha escluso nove grandi banche e imprese israeliane, insieme ad una società statunitense, a causa del loro coinvolgimento negli insediamenti israeliani e nelle violazioni dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati.

La mossa segue una azione simile adottata da altri importanti istituti finanziari, tra cui il gigante dei fondi pensione olandese PGGM e il fondo pensione statale della Norvegia.

Il FDC è tenuto a rispettare una strategia di investimento socialmente responsabile e ha pubblicato un elenco di 61 aziende che ha escluso perché non rispettano i suoi standard.

Tra queste, tutte e cinque le maggiori banche di Israele - Banca Leumi, Bank Hapoalim, First International Bank di Israel, Israel Discount Bank e Bank Mizrahi Tefahot – a causa di "associazione a sostenere la costruzione di insediamenti illegali nei territori occupati".

Altre imprese coinvolte nella costruzione degli insediamenti che si trovano nella lista di esclusione sono AFI (Africa Israel Investments), Gerusalemme Economia, Ltd., e Real Estate Management & Development.

Leggi tutto: Fondo pensione lussemburghese scarica nove aziende israeliane a causa di legami con gli insediamenti

Più di 140 studiosi in Irlanda hanno sottoscritto questo impegno:

In risposta all'appello lanciato dalla società civile palestinese per il boicottaggio accademico istituzionale di Israele, ci impegniamo a non intrattenere nessun rapporto professionale con le istituzioni accademiche israeliane,di ricerca e statali e con coloro che rappresentano queste istituzioni, fino a quando Israele accetterà di rispettare il diritto internazionale e i principi universali dei diritti umani.

I firmatari, provenienti da istituti di istruzione superiore in tutta l'isola d'Irlanda, provengono da una vasta gamma di discipline e comprendono molte figure ben note, come Seamus Deane, Ailbhe Smyth, Luke Gibbons, Ronit Lentin, Joe Cleary, Kieran Allen, Kathleen Lynch, Tadhg Foley, Terrence McDonough e Helena Sheehan.

L'impegno è stato annunciato il 20 febbraio a Dublino su proposta degli Accademici per la Palestina (vedi video qui sopra).

Leggi tutto: 140 accademici irlandesi si impegnano a boicottare le istituzioni israeliane

Quello che segue è un OdG presentato dal Capogruppo di RC di Pomarance al CC di Giovedì 9 Gennaio 2014 e approvato all’unanimità. I consiglieri presenti hanno devoluto la somma di € 280,00: 

Solidarietà al Popolo Palestinese

Nel gennaio di cinque anni fa, mentre i bombardieri, le navi da guerra e l’artiglieria israeliana rovesciavano sulla povera gente di Gaza l’operazione “Piombo Fuso” con migliaia di tonnellate di bombe, missili e fosforo bianco, la cantante israeliana Noa fece pubblicare una sua “lettera aperta” ai Palestinesi in cui scriveva:

“Io so che nel profondo del vostro cuore desiderate la morte di questa bestia chiamata Hamas che vi ha terrorizzato e massacrato, che ha trasformato Gaza in un cumulo di spazzatura fatto di povertà, malattia e miseria”. Aggiungendo poi: “Posso soltanto augurarvi che Israele faccia il lavoro che tutti noi sappiamo deve esser fatto, e vi sbarazzi definitivamente da questo cancro, questo virus, questo mostro chiamato fanatismo, oggi chiamato Hamas. E che questi assassini scoprano quanta poca compassione possa esistere nei loro cuori e cessino di usare voi e i vostri bambini come scudi umani per la loro vigliaccheria e i loro crimini”.

E’ amaro constatare che l’augurio di Noa venne esaudito. L'esercito israeliano si è "sbarazzato" di 1500 palestinesi, fra cui 400 bambini, fra cui oltre 100 donne, provocando anche più di 5000 feriti e riducendo Gaza a un cumulo di macerie.

Cinque anni dopo i 1.500 morti e gli oltre 5.000 invalidi provocati dall’operazione Piombo Fuso, la Striscia di Gaza è ancora assediata, è ancora impedito l’ingresso degli aiuti umanitari, inclusa una delegazione italiana che proprio in questi giorni si sarebbe dovuta recare all’ospedale Al Awda e nei campi profughi palestinesi nella Striscia di Gaza.

Leggi tutto: Pomarance (PI): Odg in solidarietà al Popolo Palestinese e sostegno al BDS

Danske Bank afferma che  Bank Hapoalim agisce contro le regole del diritto umanitario internazionale; la banca già ritirato gli  investimenti da due imprese israeliane.

La più grande banca della Danimarca ha deciso di mettere nella blacklist la banca israeliana Bank Hapoalim a causa del suo coinvolgimento nel finanziamento della costruzione degli insediamenti .

Danske Bank ha aggiunto Banca Hapoalim alla sua lista di imprese in cui la società non può investire grazie alle sue regole di responsabilità aziendali.

In un annuncio pubblicato sul suo sito web, la banca ha dichiarato che Banca Hapoalim agiva contro le regole del diritto umanitario internazionale.

Sito web israeliano Walla ha riferito sulla decisione della banca danese sabato scorso.

La banca danese aveva già deciso di ritirare i suoi investimenti nelle società Africa Israel Investments Ltd. e Danya Cebus a causa del loro coinvolgimento nella costruzione degli insediamenti.

Leggi tutto: La più grande banca della Danimarca inserisce nella blacklist la banca Hapoalim di Israele a...

Lapid ha dettagliato l’enorme costo potenziale per Israele, se dovessero fallire i colloqui di pace

"Se i negoziati con i palestinesi dovessero fallire, e iniziasse un boicottaggio europeo, anche parziale, l'economia di Israele arretrerebbe, ogni persona sarebbe direttamente colpita nelle proprio tasche, il costo della vita aumenterebbe, i budget per istruzione, sanità, così come quello della difesa, verrebbero tagliati, e molti mercati esteri sarebbero per noi chiusi", ha detto il ministro delle Finanze Yair Lapid in un discorso presso l'Istituto per gli Studi sulla Sicurezza Nazionale mercoledì sera. Ha detto che un boicottaggio europeo "non vorrà dire solo che il formaggio Camembert non arriverà tempestivamente".

Per la prima volta, Lapid ha divulgato i dati di una relazione speciale del principale economista del Ministero delle Finanze Dr. Michael Sarel. Anche se la relazione è stata rivelata a dicembre alla Israel Business Conference 2013 di Globes, le cifre sono state tenute riservate, e Lapid aveva rifiutato fermamente di discuterne.

Leggi tutto: Il Ministro delle Finanze israeliano Lapid: il boicottaggio europeo costerebbe caro a Israele

Il governo norvegese ha ancora una volta revocato a due compagnie israeliane che traggono profitto dall’occupazione l’idoneità per essere incluse nel paniere del fondo pensione statale Nordic nation.

La decisione è basata in parte sulle prove pubblicate l’anno scorso da “The Electronic Intifada” che mostravano come le compagnie stessero mentendo sulle loro attività.

Il Ministero della Finanze norvegese ha oggi annunciato di aver accettato una raccomandazione del Consiglio Etico del fondo pensione per “escludere le compagnie Africa Israel Investments e Danya Cebus dal Fondo a causa della loro complicità delle gravi violazioni dei diritti personali in situazioni di guerra o conflitto attraverso la costruzione di insediamenti a Gerusalemme Est.”

Leggi tutto: Fondo pensione norvegese esclude due compagnie israeliane che traggono profitto dall'occupazione...

di Ali Abunimah 

Omar Barghouti, co-fondatore della campagna per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS), saluta come "senza precedenti" la decisione della Germania di evitare che i suoi fondi siano dirottati verso le istituzioni situate nelle colonie israeliane illegali della Cisgiordania.

Haaretz riferisce oggi che

"Il governo tedesco condiziona le future sovvenzioni alle imprese high-tech israeliane, così come il rinnovo di un accordo di cooperazione scientifica, alla inclusione di una clausola territoriale che affermi che gli enti israeliani situati in insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est non potranno beneficiare del finanziamento".

In una mail a The Electronic Intifada, Barghouti definisce la decisione tedesca come "uno sviluppo estremamente significativo nella rapida diffusione in Europa del boicottaggio delle istituzioni israeliane complici e delle aziende che operano nei territori palestinesi occupati”.

Leggi tutto: Escalation significativa nella campagna di boicottaggio in Germania, "il migliore amico" di Israele

di Chiara Cruciati

Gerusalemme, 21 gennaio 2014, Nena News - Il boicottaggio inizia a far paura ad Israele. Ai media, al governo, alle fazioni politiche. Le piccole e grandi battaglie vinte dalla campagna globale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) si accompagnano alle nuove linee guida europee entrate in vigore a gennaio che vietano - tra gli altri - investimenti finanziari a favore di società pubbliche o private che operano nei territori occupati da Israele nel 1967 (Gerusalemme Est, Cisgiordania, Gaza e Alture del Golan).

Ultima defezione in ordine di tempo dal giro di investimenti in Israele è quella di tre grandi fondi pensionistici europei che, secondo quanto riportato dal Financial Times, hanno deciso di "rivedere le loro partecipazioni nelle banche israeliane per il timore che questi istituti finanzino gli insediamenti illegali nei Territori Palestinesi Occupati".Partecipazioni dal valore di 500 miliardi di dollari. Un colpo durissimo al sistema bancario israeliano, non solo in termini di denaro ma anche di immagine.

Leggi tutto: Il boicottaggio spaventa Israele. Altri tre fondi pensionistici europei prossimi al...

Il programma televisivo più seguito e il giornale più venduto in Israele danno ampio risalto al boicottaggio. E lo fanno non per condannarlo, ma per mettere in guardia il governo e l’impresa delle colonie. 

di Stefano Nanni

“Lo scorso sabato sera il movimento di boicottaggio nei confronti di Israele ha ottenuto un impressionante, nuovo livello di riconoscimento nazionale dai media mainstream”. Commenta così il sito israeliano di blogger indipendenti +972mag la notizia che sta facendo tanto discutere l’opinione pubblica israeliana in questi giorni.

Ovvero che il movimento di boicottaggio di Israele, meglio conosciuto nel suo acronimo BDS(Boycott, Divestment and Sanctions), avviato su richiesta di una parte della società civile palestinese nel 2005 e diffuso progressivamente in ambito internazionale, sta avanzando sempre di più. 

A darne conferma non potevano esserci strumenti e modi più degni di nota.

Channel 2 News, programma televisivo di prima serata più seguito in Israele, ne ha parlato in un video di 16 minuti in cui si è discusso del BDS non per denigrarlo o accusarlo di essere  portavoce della “solita retorica anti-israeliana”, ma dando voce e spazio a coloro che più stanno subendo i suoi effetti. 

Leggi tutto: Israele: la campagna BDS, una realtà da prima pagina e prima serata

Gli investitori chiedono maggiori informazioni alle banche israeliane sui finanziamenti agli insediamenti nei Territori palestinesi occupati

ABP, il terzo fondo pensione del mondo, e due importanti investitori europei stanno rivedendo le loro partecipazioni nelle banche israeliane a seguito di preoccupazioni sui finanziamenti delle banche agli insediamenti illegali israeliani nei Territori palestinesi occupati.

Oltre all’ABP, il fondo pensione olandese con €300 miliardi in gestione, ci sono il Nordea Investment Management, gestore scandinavo di fondi per €130 miliardi, e il DNB Asset Management, un gruppo norvegese che gestisce fondi per €60 miliardi.

Tutti e tre chiedono maggiori informazioni alle banche israeliane sul loro coinvolgimento nel finanziare gli insediamenti, i quali sono in violazione delle leggi internazionali sui diritti umani stabiliti nell'ambito della Quarta Convenzione di Ginevra.

Leggi tutto: Si intensifica la pressione degli investitori sulle banche israeliane a causa dei legami con gli...

bdsitalia Sciopero della fame di massa lanciato da palestinesi in "detenzione amministrativa" israeliana http://t.co/h1vQTKyIYX via @Addameer
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bdsitalia RT @stephinrome: Mass hunger-strike launched by Palestinians held under Israeli ‘Administrative Detention’ http://t.co/7UfzDb9LX5 via @Adda
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bdsitalia Se potessi vedere il loro sport nazionale...FIRMA la petizione: Fuori #Israele dalla #FIFA: http://t.co/bG7RaM8JJr http://t.co/z45EgJXgVD
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