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boicottaggio culturale:

Di seguito la replica di Angelo Stefanini all'editoriale pubblicato da L'Unità sul caso Matisyahu. Non è stata finora pubblicata dal giornale. 

Spettabile redazione,

Nell'editoriale del 19 agosto sulla cancellazione dell’artista Matisyahu dal festival Rototom Sunsplash a Valencia l’autore presenta un’immagine del tutto fuorviante del caso.

Come chiarito dagli attivisti spagnoli, a Matisyahu era contestato il suo “supporto ai massacri dell'esercito israeliano di occupazione e ai crimini di guerra contro i civili palestinesi e libanesi.” In particolare il sostegno, nel 2007, all’assedio di Gaza e l’aggressione del Libano, con più di mille civili uccisi; nel 2010, all'uccisione, in acque internazionali, di membri di una flottiglia con aiuti umanitari per Gaza, fatto condannato dal Consiglio dei Diritti Umani come violazione del diritto internazionale.
Matisyahu elogia i coloni israeliani che nella Cisgiordania occupata sottraggono terre ai palestinesi. L’autore delle sue canzoni, Efraim Rosenstien, è egli stesso residente in una colonia illegale e a favore della rimozione violenta dei palestinesi dalle loro terre.

Gli attivisti spagnoli chiariscono che non si trattava di un’azione del movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro Israele, ma di proteste contro la presenza in un festival che dichiara di promuovere “pace, uguaglianza, diritti umani e giustizia sociale" di un artista che incita all’odio razziale e alla violazione dei diritti umani.

Leggi tutto: Replica all'editoriale su L'Unità sul caso Matisyahu: Un triste esempio di pericolosa...

di Ali Abunimah

Nei giorni scorsi organizzazioni antipalestinesi si sono scatenate a proposito del ritiro dell'invito a Matthew Paul Miller, un cantante ebreo americano che usa il nome artistico di Matisyahu, al festival musicale Rototom Sunsplash a Valenzia, in Spagna.

Tra le denunce di antisemitismo da parte della Anti-Defamation League e del Congresso mondiale ebraico (World Jewish Congress) e la condanna da parte del governo spagnolo, la questione è diventato l'ultimo strumento per colpire il movimento per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS) guidato dai palestinesi.

"Gli organizzatori del festival mi hanno contattato perché hanno ricevuto pressioni dal movimento BDS" ha scritto Miller sul suo profilo Facebook  il 17 agosto. "Volevano che scrivessi una lettera, o girassi un video, chiarendo la mia posizione sul Sionismo e sul conflitto israelo-palestinese per tranquillizzare la gente del BDS."

La mia musica parla da sé, e io non faccio riferimenti politici nella mia musica," ha affermato.

Miller ha supposto di essere stato preso di mira solo perché è ebreo: "Onestamente è raccapricciante ed offensivo che essendo l'unico artista notoriamente ebreo-americano ingaggiato per il festival abbiano tentato di obbligarmi a fare dichiarazioni politiche."

Sotto un diluvio di pressioni, gli organizzatori del festival si sono piegati, hanno chiesto scusa a Miller e lo hanno reinvitato ad esibirsi il prossimo sabato.

L'appoggio di Miller a favore di Israele

Ma Miller è stato preso di mira solo perché è ebreo?

O lo è stato a causa del suo continuato e pubblico primato nell'appoggiare con le parole e con azioni le violazioni dei diritti dei palestinesi da parte di Israele?

BDS País Valencià ha spiegato in una dichiarazione perché hanno contattato il festival: "Le ragioni del nostro sdegno era chiaro nel nostro messaggio: la ripetuta difesa da parte di Matisyahu dei crimini di guerra e delle gravissime violazioni dei diritti umani commesse da Israele, l'incitamento all'odio razziale i rapporti con gruppi israeliani estremisti e violenti sono in evidente contraddizione con i principi a favore dei diritti umani e della pace e con lo spirito di questo festival."

Leggi tutto: Non è antisemita boicottare Matisyahu, un artista che ha politicizzato il suo lavoro

[Nota: Successivamente alla pubblicazione del comunicato di seguito, il festival è tornato sui suoi passi, invitando di nuovo Matisyahu]

Attivisti spagnoli per i diritti umani chiariscono i motivi della richiesta di cancellazione del concerto di Matisyahu al Festival Rototom Sunsplash a Valenzia

A seguito delle pressioni ricevute da attivisti spagnoli per i diritti umani e da artisti esteri, gli organizzatori del festival Rototom Sunsplash hanno annunciato la decisione di annullare la partecipazione dell'artista americano Matisyahu dal programma di quest'anno, a causa dei suoi incitamenti all'odio razziale e del suo sostegno ai crimini di guerra israeliani, manifestati anche nelle sue canzoni.

Dopo l’annuncio di questa decisione, il ministero degli esteri israeliano e i gruppi di pressione filo israeliani hanno diffuso le loro tipiche, logore disinformazioni e la loro propaganda circa i motivi che stavano dietro questa cancellazione. Per porre fine alle ambiguità e chiudere la questione, pubblichiamo la seguente precisazione per conto degli organizzatori della campagna, BDS País Valencià, e RESCOP (Red Solidaria Contra la Ocupación de Palestina), in risposta alle accuse:

Leggi tutto: Attivisti spagnoli chiariscono i motivi della richiesta di cancellazione del concerto di Matisyahu

56° edizione Biennale di Venezia

Lettera degli artisti per la Palestina - Richiesta di adesione

Gli artisti e gli operatori culturali possono sottoscrivere la lettera inviando una mail a:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Cari colleghi artisti e operatori culturali,

in quanto artisti e operatori culturali, vi scriviamo in merito all’appello del PACBI (Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele) per un boicottaggio delle istituzioni israeliane. Molti di voi vi hanno già aderito. PACBI è la componente culturale ed accademica del movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), lanciato dalla società civile palestinese come appello alla solidarietà internazionale.

Innanzitutto, vi chiediamo di firmare, in qualità di artisti partecipanti o presenti alla manifestazione, una dichiarazione in cui comunicate che non parteciperete a mostre e altri eventi culturali sponsorizzati o finanziati dallo Stato di Israele. È importante sottolineare che questo non è un boicottaggio rivolto ai cittadini israeliani. Vi chiediamo inoltre di far circolare questo appello ad altri partecipanti alla Biennale, in modo da rafforzarne una eventuale diffusione in tutto il mondo dell'arte. L'obiettivo è quello di raggruppare le voci della nostra comunità.

Come artisti, possiamo notevolmente influenzare la coscienza della gente sui temi dell'ingiustizia. Il rifiuto, lo scorso anno, di artisti e curatori ai finanziamenti dello Stato di Israele alla Biennale di San Paolo, evidenzia l'opportunità di portare lo spirito del BDS anche qua a Venezia, dove gli apolidi vengono oscurati dallo splendore espresso dai padiglioni nazionali e dove il tema "I Futuri di tutto il Mondo" è stato ampiamente interpretato dai partecipanti nello spirito della giustizia sociale. Questo è un momento favorevole per chiedere alla nostra comunità e alle istituzioni del mondo dell’arte di rispondere pubblicamente alla richiesta di una presa di posizione contro l'occupazione e le politiche israeliane.

Leggi tutto: Alla Biennale di Venezia, artisti lanciano una campagna di boicottaggio culturale di Israele

di Gideon Levy

Negli ultimi anni Roger Waters ha dedicato molto del suo tempo al movimento chiamato “Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni” (Bds). Ogni artista che intende esibirsi in Israele riceve da lui una lettera di rimprovero. Durante la guerra di Gaza, l’anno scorso, Neil Young ha finito per annullare i suoi concerti – secondo Waters, però, nessun artista ammette di aver cambiato i propri programmi grazie a lui. Cyndi Lauper, Robbie Williams e persino Alan Parsons, per citarne solo alcuni, hanno invece ignorato le sue suppliche, tenendo concerti in Israele. Non vi è dubbio però che Waters sia riuscito ad instaurare un certo clima a livello internazionale. Il suo coinvolgimento contro Israele è nato sulla scia di una sua esibizione avvenuta qui nove anni fa.

Quando e in che modo è iniziato il suo coinvolgimento politico in Medio Oriente?

«Mi era stato chiesto di suonare in Israele, ed è proprio qui che è iniziato tutto. In realtà il mio coinvolgimento nacque senza che me ne rendessi conto, perché nel 2006 ero molto ingenuo. Non pensavo. Quando il mio agente firmò il contratto per il mio concerto a Tel Aviv io, con mia imperitura vergogna, mi occupavo di tutt’altro. Poi però iniziai a ricevere delle mail».

Da parte di chi?

«Centinaia di organizzazioni diverse. Erano soprattutto mediorientali, ma vi erano anche degli europei che dicevano: “Hai sentito parlare di questa nuova organizzazione?”. La Bds aveva un tono era misurato e convincente, quindi iniziai a dialogare con loro».

Leggi tutto: Roger Waters: “Così ho deciso di boicottare Israele: è la via non violenta per cercare la pace”

Gli artisti che credono veramente che le politiche di Israele sono inaccettabili sosterrebbero certamente un movimento di boicottaggio globale, non violento, come il BDS

di Ofer Neiman e Yonatan Shapira

In una serie di relazioni pubbliche superficialmente mascherate, Caetano Veloso Lunedi a Tel Aviv così si è presentato: “Penso che l’occupazione sia inaccettabile, ma io sono solo un cantante brasiliano ospite. Questo è uno dei problemi di Israele“. Come cittadini israeliani, abbiamo visto più e più volte che l’occupazione israeliana e l’apartheid non sono un problema che gli israeliani sono disposti o in grado di risolvere da soli.

Purtroppo, questo “problema” ha anche raggiunto il porto brasiliano per molti anni: il Brasile è il quinto importatore di armi di Israele. I contratti firmati tra il governo brasiliano e israeliano  raggiungono quasi  1 miliardo di dollari. Dai veicoli blindati provenienti da Israele destinati alla polizia per l’ occupazione delle baraccopoli alla formazione israeliana della polizia militare di Rio e Sao Paulo, questi sono soldi delle tasse dei  cittadini brasiliani.

Caetano e Gil hanno detto che sono venuti in Israele a sostegno di un “dialogo”. I palestinesi che vivono sotto l’occupazione e l’apartheid israeliano spesso dicono, e hanno ragione, non ci può essere dialogo tra un cavallo e il suo cavaliere. Sappiamo che il dialogo significativo può iniziare solo quando l’oppressore si rende conto che le sue politiche non sono più accettabili. Gli artisti che credono veramente che le politiche di Israele sono inaccettabili sosterrebbe certamente un movimento di boicottaggio globale, non violento, come ad esempio il BDS – basate sul modello sudafricano delle  campagne contro l’apartheid.

Leggi tutto: Ofer Neiman e Yonatan Shapira: La vergogna di Caetano e Gil in Israele

Il Festival del Cinema di Locarno ha dato Carte Blanche [nome della sezione del festival, ndt] a Israele nella sua edizione del 2015.

Allo stesso tempo, una sezione speciale Porte Aperte è stata dedicata al cinema maghrebino. Questa coincidenza dubbia ci ha portato, in un primo momento, ad esercitare pressioni sul Festival affinché rinunciasse alla collaborazione con lo Stato di Israele. La direzione del Festival ha ribattezzata la sezione Carte Blanche con il nome First Look. Questa mossa ci è sembrata essere un modo goffo di nascondere il disagio.

Di conseguenza, noi sottoscritti, abbiamo deciso di ritirare i nostri progetti e film selezionati dal Festival.

Mohamed Ben Attia - Filmmaker
Raja Amari - Filmmaker
Dora Bouchoucha - Produttore
Lina Chaabane - Produttore

Fonte: Nawaat.org

Traduzione BDS Italia

Leggi tutto: Cineasti e produttori magrebini si ritirano dal Festival di Locarno per protestare la...

A seguito di una campagna BDS, che ha visto il coinvolgimento di attivisti per i diritti dei Palestinesi e per i saharawi, la cantante saharawi Aziza Brahim ha cancellato la sua partecipazione al festival della musica sacra di Gerusalemme in programma per il 2 settembre 2015.

Per comunicare la notizia, Brahim ha postato un messaggio sulla sua pagina Facebook, in cui dice:

"Ho deciso di annullare il mio concerto al Festival della Musica Sacra di Gerusalemme 

Voglio epsrimere la mia sincera gratitudine per la comprensione e il sostegno dei miei fan, così come il rispetto che molti mi hanno dimostrato nell'esprimere le proprie opinioni."

Leggi tutto: La cantante saharawi Aziza Brahim ha disdetto il suo concerto in Israele

Lettera inviata ai relatori del Festival dei Beni Comuni a Chieri

Gilberto Gil e Caetano Veloso hanno in programma un concerto in Israele, per questo il movimento internazionale BDS (Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni contro Israele) ha lanciato l’appello che segue, già sottoscritto da migliaia di persone per chiedere di cancellare la data.

“Caro Caetano, caro Gil, con ammirazione per il vostro lavoro e il vostro storico impegno per le lotte per la giustizia, la libertà e l'uguaglianza, vi chiediamo di cancellare il vostro concerto a Tel Aviv, previsto per il 28 luglio. Il mese di luglio segnerà il primo anniversario degli attacchi israeliani contro Gaza durante i quali Israele ha ucciso più di 2.000 palestinesi, compresi oltre 500 bambini. Più di 100.000 persone rimangono senza casa a causa di questi attacchi.

Esibirsi in Israele significa mettere il timbro d’approvazione sulle illegali politiche coloniali, razziste e di apartheid di Israele. Il governo israeliano strumentalizza i concerti in Israele come se fossero un’indicazione di sostegno alle sue politiche. Israele viola sistematicamente il diritto internazionale: impedisce ai profughi palestinesi di tornare nelle loro case, colonizza e occupa la Cisgiordania e Gaza, e discrimina sistematicamente contro i palestinesi cittadini di Israele. E non sono solo i palestinesi che devono affrontare l'oppressione israeliana: migliaia di migranti etiopi sono stati recentemente brutalmente repressi per aver protestato contro il razzismo in Israele.
La nostra richiesta fa eco a quella di artisti e della società civile palestinesi, che chiedono agli artisti di non esibirsi in Israele. Artisti che hanno rispettato questo appello comprendono Lauryn Hill, Roger Waters (dei Pink Floyd), Snoop Dog, Carlos Santana, i Cold Play, Lenny Kravitz e Elvis Costello.

Il Premio Nobel sudafricano, l'arcivescovo Desmond Tutu, il quale è un sostenitore importante del l'appello palestinese per il boicottaggio, ha spiegato che esibirsi a Tel Aviv è sbagliato, "esattamente come abbiamo detto, durante l'apartheid, che era inappropriato per artisti internazionali esibirsi in Sud Africa, in una società fondata sulle leggi discriminatorie e sull'esclusività razziale". Esibirsi oggi in Israele è l'equivalente di esibirsi a Sun City in Sud Africa durante il periodo dell'apartheid.

Non ignorate questo appello. Sostenere l'apartheid non è in sintonia con la Tropicalia!”

Roger Waters e Desmond Tutu hanno scritto loro personalmente ma la risposta dei due artisti è stata finora negativa e anzi in un’intervista al “Fatto quotidiano” del 17 giugno Gil ha detto a proposito del BDS: “Mi dispiace…che la rete stimoli l’aggressività e renda le prese di posizione ancora più nette. Ogni volta che torno in Israele, poi, si scatena qualche tipo di protesta: non è considerato un concerto, ma un fatto politico. Per noi, invece, è solo una questione di mercato. …Israele mi piace, ha un pubblico caloroso.” E Veloso : “Gil ed io non siamo pedine politiche, questo è il nostro lavoro e la nostra vita.”

Quando Desmond Tutu ha scritto: “In situazioni di oppressione, essere neutrali significa stare dalla parte dell’oppressore” si rivolgeva alla loro coscienza, non a pedine politiche. Per questo vi chiediamo di prendere posizione contro queste incredibili affermazioni, sottoscrivendo l’appello, o con ogni iniziativa riterrete opportuna.

BDS Torino

Leggi tutto: Lettera aperta al Festival dei Beni Comuni a Chieri sulla partecipazione di Caetano Veloso e...

Il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) promuove il veto sulle istituzioni legate alle politiche illegali di Israele, e non agli individui

Le richieste perché Caetano Veloso e Gilberto Gil annullino il loro concerto in Israele hanno eco sempre più forte. Pochi giorni fa, gli artisti hanno iniziato il loro tour ad Amsterdam, a pochi chilometri dalla Corte internazionale di giustizia dell'Aia.

La coincidenza va oltre la geografia: 11 anni fa, la Corte ha emesso un parere considerando illegale il muro costruito da Israele nella Cisgiordania occupata e ha sottolineato il dovere della comunità internazionale di garantire il rispetto da parte di Israele dei suoi obblighi nei confronti del diritto internazionale, non essendo consentito agli Stati accettare o collaborare con le violazioni israeliane.

Tuttavia, gli Stati e le istituzioni continuano a cooperare o finanziare entità coinvolte in tali illegalità. Di fronte alla latitanza dei governi, la società civile internazionale --in risposta a una diffusa richiesta della società civile palestinese, compresa quella in esilio – ha iniziato a chiedere giustizia, uguaglianza e libertà attraverso la pressione non violenta su Israele perchè rispetti il diritto internazionale.

Così il movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) sostiene, da dieci anni , l'adempimento di tre obblighi attribuiti a Israele: la fine dell'occupazione dei territori palestinesi e lo smantellamento del muro; parità di diritti per i cittadini palestinesi di Israele; e il rispetto e la promozione del diritto al ritorno dei profughi palestinesi.

Leggi tutto: Mahmoud Nawajaa: Il movimento BDS, libertà, uguaglianza e giustizia

Leggi anche la lettera di Desmond Tutu, la prima lettera di Roger Waters, la risposta di Caetano Veloso e il comunicato della società civile palestinese.

Roger Waters ha risposto alla lettera di Caetano Veloso. Riepilogando: l’ex leader dei Pink Floyd ha scritto a Veloso e Gil, chiedendogli di non esibirsi in Israele, a luglio. Caetano gli ha risposto e, pur enfatizzando la sua opposizione "alla destra arrogante del governo israeliano" ha aggiunto: “non cancellerei mai un concerto per dirmi contro un paese a meno che non mi sentissi con tutto il cuore contro quel paese. Ma non è questo il caso. Ricordo che Israele è stato un luogo di speranza. Sartre e Simone de Beauvoir sono stati a favore d'Israele fino alla loro morte..."
Ecco la replica del musicista inglese:

Caro Caetano,

Grazie per aver trovato il tempo di rispondere alla mia lettera. Il dialogo è davvero importante. Risponderò ai punti che hai sollevato. Temo tu stia vedendo la politica israeliana con lenti rosa. Il fatto è che, da molte decadi, dalla Nakba (catastrofe, espropriazione del popolo palestinese) nel 1948, le politiche coloniali e razziste di Israele hanno devastato la vita di milioni di palestinesi.

Il movimento BDS, al quale ti sto chiedendo di unirti, è un movimento globale che chiede libertà, giustizia e uguaglianza per i palestinesi. Sta crescendo rapidamente per via della crescente presa di coscienza internazionale rispetto all’oppressione che i palestinesi hanno sopportato in questi ultimi 67 anni.

l’attuale regime di estrema destra di Netanyahu è solo l’ultimo governo a perpetrare atti crudeli di ingiustizia e colonizzazione. Ma questo non è un problema solo della destra. È stato, per la verità, il partito di sinistra dei lavoratori che ha creato il programma di insediamenti illegali e che si è sottratto al ritiro dai territori palestinesi e al processo di pace.

Leggi tutto: Roger Waters risponde a Caetano Veloso: 'Non andare a Tel Aviv'

Comunicato del Comitato nazionale palestinese per il BDS

La società civile palestinese, Roger Waters, l'arcivescovo Desmond Tutu e importanti personaggi brasiliani invitano Caetano Veloso e Gilberto Gil a non esibirsi per l'occupazione e l'apartheid israeliani

Importanti figure come l'arcivescovo Desmond Tutu, Roger Waters, l'ex-ministro brasiliano per i Diritti Umani e relatore dell'ONU Paulo Sérgio Pinheiro hanno scritto alle celebri star brasiliane Gilberto Gil e Caetano Veloso chiedendo di annullare la loro esibizione in Israele. L'attuale ministro della Cultura brasiliano, Juca Ferreira, ha detto: "Se fossi in loro, non andrei."

Appena Veloso e Gil hanno annunciato il loro progetto di esibirsi a Tel Aviv come parte del loro tour europeo, il Movimento globale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), guidato dai palestinesi, ha lanciato una campagna in Brasile e in Palestina chiedendo loro di stare dalla parte giusta della storia e annullare il concerto nell' Israele dell'apartheid. Anche i movimenti sociali brasiliani e migliaia di attivisti hanno chiesto agli artisti di evitare Tel Aviv.

L'esibizione di Veloso e Gil a Tel Aviv, prevista per il 28 luglio, si terrà qualche giorno dopo il primo anniversario del bagno di sangue provocato nel 2014 da Israele nella Striscia di Gaza assediata, condannato come un "massacro" contro i civili palestinesi dalla presidentessa del Brasile Dilma Rousseff. Un rapporto recentemente pubblicato dall'ONU ha stabilito che Israele potrebbe aver commesso crimini di guerra durante il suo attacco di 51 giorni contro Gaza.

Leggi tutto: Si moltiplicano gli appelli a Caetano Veloso e Gilberto Gil: Non esibitevi in Israele

Thurston Moore, membro fondatore dei Sonic Youth, ha confermato il suo sostegno al boicottaggio culturale di Israele, in seguito alla cancellazione della sua performance a Tel Aviv all'inizio di quest'anno.

Il celebre cantautore e chitarrista ha fatto queste osservazioni in un articolo scritto dal musicista britannico-palestinese Samir Eskanda, e pubblicato questa settimana dalla rivista di musica online The Quietus.

Il pezzo, 'Io sono uno dei 1000 Artisti del Regno Unito che hanno aderito al boicottaggio di Israele. Ecco Perche ', spiega il caso di Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni e (BDS), e comprende i contributi di artisti che hanno deciso di sostenere la richiesta palestinese.

Thurston Moore ha annullato concerto in programma della sua band a Tel Aviv nel mese di aprile "senza dare una spiegazione ufficiale." Tuttavia, parlando con Eskanada, ha confermato di essere "giunto alla conclusione personale che la performance della mia band in Israele era in conflitto diretto con i miei valori."

Leggi tutto: Thurston Moore dei Sonic Youth: Ho annullato concerto in Israele a sostegno del BDS

Leggi anche la lettera di Desmond Tutu, la prima lettera di Roger Waters, il comunicato della società civile palestinese e la seconda lettera di Roger Waters.

Caro Roger,

Circa un mese fa abbiamo ricevuto la tua lettera tramite Pedro Charbel, un giovane brasiliano che ha aderito al movimento BDS. Infatti, Pedro era venuto a casa mia, dove ha incontrato anche Gil e i nostri manager, accompagnati da una giovane ebrea brasiliana cittadina Israeliana, Iara Haasz (che anche sostiene il BDS), per chiederci di cancellare il nostro concerto a Tel Aviv fissato per il prossimo mese. Prima di questa visita, avevamo già ricevuto una lettera da un importante militante brasiliano difensore dei diritti umani, con la stessa richiesta. Oggi abbiamo ricevuto un'altra, questa volta da Desmond Tutu in persona (le sue parole erano state citate sia nella tua lettera come in tutte le altre richieste che avevamo ricevuto in merito). Proverò a rispondere anche a lui.

Quando Sud Africa era sotto il regime di apartheid, e sentivo di artisti che si rifiutavano di esibirsi lì, io in modo spontaneo mi sentivo d’accordo con questa decisione. La situazione complicata del Medio Oriente non mi trasmette quell’immagine di divisione bianchi-neri che mi trasmise il razzismo schietto in Sud Africa.

Ho detto a Charbel come mi sento riguardo a ciò. Per lui, come per te, sembra difficile credere che persone come Gil e me non rifiutano l’invito da parte di produttori e dell’audience israeliani (i biglietti sono andati praticamente esauriti), dopo aver sentito che lui voleva parlarci degli aspetti veramente oscuri del rapporto tra Israele e Palestina. Voglio esprimerti, come ho espresso a lui, il mio sentimento contrastante contro l’ala destra e la posizione arrogante del governo israeliano. Io odio la politica di occupazione, le decisioni disumane che Israele aveva preso a riguardo a ciò che Netanyahu definì come autodifesa per il paese. Penso che molti israeliani che sono interessati alla nostra musica devono reagire in modo simile al nostro alle politiche del loro paese.

Leggi tutto: Caetano Veloso cerca di giustificarsi in una lettera a Roger Waters

Leggi anche la prima lettera di Roger Waters, la risposta di Caetano Veloso, il comunicato della società civile palestinese e la seconda lettera di Roger Waters.

Caro Caetano e Gil,

Vi scrivo per esortarvi a non esibirvi in Israele, mentre continua l'occupazione e l'apartheid contro il popolo palestinese. Quando un gruppo di artisti della musica sudafricana ha insistito a ignorare gli appelli della società civile palestinese per annullare una performance in Tel Aviv, gli ho scritto: "Così come abbiamo detto durante l'apartheid che non era opportuno che artisti internazionali si esibissero in Sud Africa, in una società fondata sulle leggi discriminatorie e l'esclusione razziale, allo stesso modo sarebbe sbagliato che la Cape Town Opera si esibisse in Israele".

Noi sudafricani abbiamo sofferto decenni di apartheid e possiamo riconoscerlo in altri luoghi. Io stesso sono stato testimone della realtà di apartheid che Israele ha creato all'interno dei suoi confini e nel territorio palestinese occupato. Ho visto le strade occupate, colonizzate e segregate di Hebron, le colonie solo per gli ebrei ed ho camminato lungo il Muro che divide le famiglie palestinesi di Betlemme e nega ai loro figli di andare regolarmente a scuola. [I have seen the occupied, colonized and racially segregated streets in Hebron, the Jewish-only colonies, and I have walked by the Wall that divides Palestinian families in Bethlehem and denies their children normal access to school.]Ho visto il sistema di identificazione razziale, targhe automobilistiche di diverso colore e le leggi razziali che discriminano i palestinesi. Carissimi Caetano e Gil, ho visto l'apartheid israeliano in azione. 

Leggi tutto: Premio Nobel per la pace Desmond Tutu chiede a Caetano Veloso e Gilberto Gil di annullare il...

Il 5 giugno con Aaron Ciechanover (Technion) Leggendo Metropolitano “apre il cuore” all’Apartheid!

Aaron Ciechanover, premio Nobel per la chimica nel 2004 e professore emerito del Technion - Israel Institute of Technology di Haifa, sarà ospite dell’edizione 2015 di Leggendo Metropolitano.

Nel luglio 2014, con l’operazione “Margine Protettivo” Israele ha compiuto il suo ennesimo massacro sulla Striscia di Gaza, 50 giorni di bombardamenti che hanno causato a Gaza una devastazione senza precedenti e hanno ucciso oltre 2200 persone, di cui la stragrande maggioranza composta da civili. Come documentato da Defense for Children International – Palestine, oltre un quarto dei morti sono bambini, e di questi, il 68% al di sotto dei 12 anni. Oltre ai sanguinosi attacchi nella Striscia di Gaza, ricordiamo anche l'occupazione militare della Cisgiordania e di Gerusalemme est, dove i palestinesi sono stati privati delle loro terre e di ogni mezzo di sussistenza, dove vivono oppressi da oltre 600 checkpoint, dalle colonie illegali israeliane e dal Muro dell'Apartheid, e dove uomini, donne e bambini vengono arrestati e imprigionati senza capi d’accusa né processo. I palestinesi che vivono all'interno di Israele, e che rappresentano il 20% della popolazione, subiscono un regime razzista di apartheid, con un sistema di oltre 50 leggi che discrimina i palestinesi cittadini di Israele, negando loro di avere gli stessi diritti di cui godono gli ebrei israeliani. Inoltre, dal 1948, ovvero dalla Nakba, quando oltre 750.000 palestinesi furono espulsi dalle loro case dalle milizie sioniste e subirono la spietata pulizia etnica del nascente Stato di Israele, ai profughi palestinesi viene negato il diritto al ritorno, sancito anche dalla risoluzione ONU n. 194.

Eppure, nonostante le continue discriminazioni, le innumerevoli violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale, Aaron Ciechanover sostiene che Israele sia un paese democratico:

“Israele è un grande successo. Sono orgoglioso di essere israeliano, sono nato in Israele, vivo in Israele, e non ho mai pensato di lasciare Israele, morirò e sarò sepolto in Israele. Questo è un grande Paese”.

Ma chi è Aaron Ciechanover? È un esponente di primo piano del Technion - Israel Institute of Technology, università e istituto di ricerca israeliano che svolge “un ruolo guida nel rafforzamento della sicurezza di Israele” e che fornisce all’esercito israeliano gli strumenti tecnologici indispensabili per il quotidiano funzionamento dell’occupazione, ad esempio per i checkpoint e per il Muro. Inoltre, il Technion ha sempre espresso appoggio incondizionato ai militari israeliani, per esempio dichiarando solidarietà e sostegno ai suoi “studenti combattenti” che nell’estate del 2014 hanno partecipato all’aggressione su Gaza. È inoltre da sottolineare che, proprio mentre era in corso “Margine Protettivo”, la prestigiosa rivista Lancet ha pubblicato un appello in cui medici di tutto il mondo hanno denunciato i massacri indiscriminati commessi da Israele a Gaza. In risposta a questo appello umanitario, che ha raccolto oltre 20mila adesioni in breve tempo, alcuni scienziati israeliani, tra cui Aaron Ciechanover, hanno attaccato Lancet e il suo direttore Richard Horton, chiedendone la rimozione dall’incarico. Aaron Ciechanover e alcuni suoi colleghi israeliani hanno definito la “Lettera aperta al popolo di Gaza” “an outrageous diatribe lacking context and a deliberate vilification of the sovereign state of Israel”, hanno avanzato la richiesta di “immediata ritrattazione e pubbliche scuse”, e minacciato di boicottare tutte le pubblicazioni di Reed Elsevier, maggiore editore mondiale in ambito medico e proprietario di Lancet.

Leggi tutto: Propaganda Metropolitana: il festival Leggendo Metropolitano di Cagliari e l'Apartheid israeliana

Leggi anche la lettera di Desmond Tutu, la risposta di Caetano Veloso, il comunicato della società civile palestinese e la seconda lettera di Roger Waters.

Cari Caetano e Gilberto,

guardo le vostre foto, ascolto la vostra musica, ho letto la storia delle vostre lotte personali e professionali, e mi vengono in mente tutte le lotte di tutti i popoli che hanno resistito nei millenni ai domini imperiali, militari e coloniali, che hanno combattuto per 'gli imprigionati ei morti'. Non è mai stato facile, ma è sempre stato giusto.

In una delle tue canzoni, Gil, si menziona l'arcivescovo Desmond Tutu. Io non parlo portoghese, ma parto dal presupposto che entrambi avete appoggiato la resistenza dell'arcivescovo Tutuche alla fine è riuscita a rovesciareil razzismo e l'apartheid in Sud Africa. Quelli erano giorni esaltanti, in cui la comunità di artisti di tutto il mondo si è schieratafianco a fianco con i loro fratelli e sorelle oppressiin Africa. Noi musicisti abbiamo guidato la carica, per sostenere Nelson Mandela, l'ANC, il popolo africano oppresso e tutti 'gli imprigionati e i morti'.

Siamo di fronte a una simile opportunità ora. Ci troviamo davanti a un punto di svolta. Quelli di noi che sono convinti che il diritto ad una vita umana dignitosa e di autodeterminazione politica dovrebbe essere universale sono ora concentrati sulla Palestina, insieme alle 139 Nazioni che hanno votato all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Sulla scia del brutale attacco israeliano della scorsa estate contro il popolo palestinese di Gaza, l'opinione pubblica si è  giustamente spostata  a favore delle vittime, a favore degli oppressi e diseredati, a favore ' deicarcerati e dei morti.'

Il Primo Ministro israeliano Netanyahu, con il suo traballante governo di estrema destra, mi ricorda la storia de “I nuovi vestiti dell'imperatore”; sicuramente sicuramente non c'è mai stato un governo più messo a nudo per le sue calunnie di questo. Si autocondannano con ogni loro respiro, con ogni discorso razzista che fanno. "Guarda mamma,l'imperatore è nudo!".

Leggi tutto: Roger Waters chiede a Caetano Veloso e Gilberto Gil di annullare il concerto in Israele

Pubblichiamo la lettera inivata il 9 maggio 2014 a Romeo Castellucci e alla compagnia Socìetas Raffaello Sanzio. Attendiamo ancora una risposta.

Caro Romeo Castellucci, cara compagnia teatrale Socìetas Raffaello Sanzio,

abbiamo appreso che la vostra compagnia teatrale ha deciso di partecipare all’Israel Festival di Gerusalemme, con la messa in scena di Giulio Cesare – Pezzi staccati, dal 2 al 4 giugno 2015. Vi scriviamo per chiedervi di annullare la vostra partecipazione.

Solo pochi mesi fa, Israele ha lanciato il suo ennesimo assalto sulla Striscia di Gaza, 50 giorni di pesanti bombardamenti che hanno distrutto interi quartieri e ucciso oltre 2200 persone, la stragrande maggioranza civili. Come documentato da Defense for Children International – Palestine, oltre un quarto dei morti sono bambini, e di questi, il 68% sotto l’età di 12 anni.[1] Ed è notizia di questi giorni la pubblicazione delle agghiaccianti testimonianze dei soldati israeliani che hanno partecipato agli attacchi a Gaza, che raccontano di attacchi indiscriminati, dove ogni palestinese a Gaza era diventato un “obiettivo” e si lasciava la scelta dei palazzi da bombardare al “piacere” dei soldati.[2]

Agli attacchi a Gaza si va ad aggiungere l’occupazione militare che opprime la vita in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, con il Muro, checkpoint e colonie israeliane, e dove uomini, donne e bambini vengono detenuti senza capi accusa e processo. I palestinesi cittadini di Israele, che rappresentano il 20% della popolazione, sono costretti a vivere sottoun regime razzista imposto per legge che discrimina loro in ogni aspetto della vita, tra cui l’accesso ai posti di lavoro e all'educazione, il diritto di proprietà e alla riunificazione familiare.[3] Inoltre, è dal 1948 che Israele nega il diritto al ritorno, sancito dalla risoluzione ONU 194, a più di 750.000 palestinesi espulsi dalle loro terre con la pulizia etnica durante la creazione dello stato di Israele.

Leggi tutto: Romeo Castellucci e Socìetas Raffaello Sanzio: Ascoltate i colleghi palestinesi, annullate lo...

Caro Caetano, caro Gil,

con ammirazione per il vostro lavoro e il vostro storico impegno per le lotte per la giustizia, la libertà e l'uguaglianza, vi chiediamo di cancellare il vostro concerto a Tel Aviv, previsto per il 28 luglio. Il mese di luglio segnerà il primo anniversario degli attacchi israeliani contro Gaza durante i quali Israele ha ucciso più di 2.000 palestinesi, compresi oltre 500 bambini. Più di 100.000 persone rimangono senza casa a causa di questi attacchi.

Esibirsi in Israele significa mettere il timbro d’approvazione sulle illegali politiche coloniali, razziste e di apartheid di Israele. Il governo israeliano strumentalizza i concerti in Israele come se fossero un’indicazione di sostegno alle sue politiche. Israele viola sistematicamente il diritto internazionale: impedisce ai profughi palestinesi di tornare nelle loro case, colonizza e occupa la Cisgiordania e Gaza, e discrimina sistematicamente contro i palestinesi cittadini di Israele. E non sono solo i palestinesi che devono affrontare l'oppressione israeliana: migliaia di migranti etiopi sono stati recentemente brutalmente repressi per aver protestato contro il razzismo in Israele.

firma

La nostra richiesta fa eco a quella di artisti e della società civile palestinesi, che chiedono agli artisti di non esibirsi in Israele. Artisti che hanno rispettato questo appello comprendono Lauryn Hill, Roger Waters (dei Pink Floyd), Snoop Dog, Carlos Santana, i Cold Play, Lenny Kravitz e Elvis Costello.

Il Premio Nobel sudafricano, l'arcivescovo Desmond Tutu, il quale è un sostenitore importante del l'appello palestinese per il boicottaggio, ha spiegato che esibirsi a Tel Aviv è sbagliato, "esattamente come abbiamo detto, durante l'apartheid, che era inappropriato per artisti internazionali esibirsi in Sud Africa, in una società fondata sulle leggi discriminatorie e sull'esclusività razziale". Esibirsi oggi in Israele è l'equivalente di esibirsi a Sun City in Sud Africa durante il periodo dell'apartheid.

Non ignorate questo appello. Sostenere l'apartheid non è in sintonia con la Tropicalia!

Fonte: Change.org

Traduzione di BDS Italia 

Leggi tutto: Caetano Veloso e Gilberto Gil: Annullate il vostro concerto in Israele

La cantante statunitense non si esibirà a Tel Aviv, dopo le forti pressioni della campagna Bds e la rivisitazione della canzone che ha reso famosa l’artista.

“Killing me softly with your bombs, killing me softly with your wars”. Il messaggio inviato dal Comitato palestinese di Boicottaggio sotto forma di canzone ha convinto Lauryn Hill: la cantante R&B statunitense, ex voce dei Fugees, ha deciso di cancellare il concerto previsto per questo giovedì a Tel Aviv.

“Quando abbiamo deciso di suonare nella regione, la mia intenzione era di esibirmi sia a Tel Aviv che a Ramallah – ha scritto ieri la cantante sul suo sito web – Organizzare un concerto nei Territori Palestinesi e allo stesso tempo in Israele si è dimostrato una sfida”. Alla fine hanno prevalso le pressioni della campagna di boicottaggio culturale di Israele: “Ho deciso di cancellare la mia performance in Israele e tentare una diversa strategia per portare la mia musica a TUTTI i fan nella regione. Volevo essere una presenza che sostiene la giustizia e la pace”.

Una vittoria del Bds che si aggiunge alle tante conquistate in questi anni e che stanno facendo preoccupare non poco l’establishment politico israeliano. Tanto in ansia da approvare una legge – confermata due settimane fa dalla Corte Suprema israeliana – che vieta ogni forma di boicottaggio e incitamento al boicottaggio, pena multe salatissime per individui e organizzazioni e la perdita di eventuali sussidi statali. La legge è stata duramente criticata dalle associazioni per i diritti umani israeliane che la definiscono un’aperta violazione del diritto d’espressione. Come spesso accaduto, Tel Aviv ha giustificato la norma come un modo per preservare gli interessi nazionali: per mostrare al mondo un’immagine democratica, Israele spende ogni anno milioni di dollari.

Leggi tutto: Attivisti palestinesi: “Killing me softly with your bombs”. E Lauryn Hill cancella il concerto in...

Stop Sodastream

bdsitalia Il dramma dei profughi palestinesi. Reportage dal Libano - http://t.co/VNQZ7xyuOE via @adistait
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bdsitalia Major concerns in Israel's banking sector over EU boycott https://t.co/m4r5C8umHw
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bdsitalia Forti preoccupazioni nel settore bancario in Israele per un boicottaggio dell'UE http://t.co/3z4Rx8gwRo
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