boicottaggio culturale:

Sabato sera gli attivisti Amsterdam hanno fatto una fantastica azione in occasione di un evento israeliano di whitewashing promosso come "Israele = Cultura", il primo mini-festival teatrale israeliano di Amsterdam, "tre giorni di presentazione della ricca e vivace cultura teatrale di Israele."

Il Teatro Spot On vedeva la partecipazione anche della stella del teatro Lia Koenig, nominata “la prima donna del teatro israeliano,” e l’evento veniva definito come un "punto di partenza per lo scambio di idee e collaborazione tra i responsabili del teatro olandese e israeliano di partenza, che crescerà di anno in anno."

Leggi tutto: Ad Amsterdam, alcuni attivisti interrompono un evento di whitewashing dell'apartheid israeliana

 

 

Una replica alle repliche

 

-          Al Festival Danza Urbana

-          A Radio Città del Capo – Popolare Network

In merito alle repliche del Festival “Danza Urbana” [1] e di Radio Città del Capo [2] alla nostra lettera aperta, vorremmo precisare che la campagna di boicottaggio culturale verso Israele non è contro gli artisti israeliani in quanto tali e segue scrupolosamente delle linee guida stabilite dalla Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI) [3], che fa parte del più ampio movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) verso Israele, lanciato nel 2005 da otre 170 organizzazioni della società civile palestinese. [4]

Leggi tutto: Il Coordinamento BDS Bologna risponde alle repliche del Festival "Danza Urbana" e di Radio Città...

 

 

 

 

“Se siete neutrali in situazioni di ingiustizia, avete scelto la parte dell’oppressore".

Desmond Tutu

 

Lettera aperta

- al Festival “Danza Urbana”

- Radio Città del Capo - Popolare Network

- organi di informazione

- ai cittadini che hanno a cuore i diritti umani e la legalità internazionale

 

L’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Israele in Italia [1] risulta essere tra i finanziatori del Festival “Danza Urbana” in corso a Bologna (5-14 settembre), nel quale è prevista la partecipazione dell’artista israeliana Sharon Vazanna.

Non possiamo accettare che un governo come quello israeliano, che continua a violare i diritti umani di milioni di palestinesi e la legalità internazionale, macchiandosi di delitti contro l’umanità con l’uccisione e il ferimento indiscriminati di migliaia di civili, come nel recente attacco alla popolazione di Gaza (operazione “Margine Protettivo”), [2] utilizzi la cultura e l’arte per distogliere l’attenzione dai suoi crimini.

Leggi tutto: Coordinamento BDS Bologna: Non danzare sulle tombe di Gaza! Non danzare con l'apartheid israeliana!

La Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI) vi invita a cancellare la vostra collaborazione [1] con l’Università Ebraica nel programma intitolato “Ancient Greek Drama: Influences and Contemporary Approaches,” a causa della profonda complicità dell’università con l’occupazione e la violazione dei diritti dell’uomo da parte di Israele, e a rifiutare qualsiasi forma di sostegno da parte dell’Ambasciata di Israele ad Atene, in particolar modo alla luce dei gravi crimini di guerra e contro l’umanità commessi da Israele contro I palestinesi di Gaza. 

Nella sua ultima aggressione a Gaza, Israele ha ucciso più di 2.168 palestinesi e ferito più di 10.895 persone, per la maggior parte civili. [2] I colpi d’artiglieria e i missili “intelligenti” israeliani forniti dagli Stati Uniti non hanno risparmiato ospedali, ambulanze, personale di soccorso, moschee, chiese e rifugi per persone con bisogni speciali.

Leggi tutto: Lettera aperta alla Fondazione Michael Cacoyannis & Partners: collaborare con l'Università...

L’assemblea internazionale contro le esercitazioni israeliane in Sardegna e per il sostegno alla campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS), riunita a Cagliari il 30 agosto presso il teatro Adriano, a seguito delle varie sessioni e gruppi di lavoro (BDS economico, BDS culturale ed esercitazioni) che si sono svolti nel corso della giornata ha prodotto il seguente documento.

L’assemblea ritiene illegittime le esercitazioni che si svolgeranno in Sardegna a partire dal mese di settembre, in particolare quelle israeliane in quanto portate avanti da un governo che occupa la Palestina tutta illegalmente e fa della pratica di guerra d’aggressione uno dei capisaldi della sua politica estera. Per questi motivi, nel quadro della più ampia lotta contro l’occupazione militare della Sardegna, l’assemblea si impegna in una attività di contrasto delle esercitazioni perché queste vengano bloccate. Individua a tal fine, come primi momenti di mobilitazione la manifestazione del 13 settembre prevista a Capo Frasca, il sit-in previsto a Lanusei in occasione dell’inizio del “processo Quirra” e la manifestazione prevista a Roma per il 27 settembre e si impegna a promuovere, attraverso una maggiore strutturazione delle relazioni tra i soggetti che hanno partecipato all’assemblea, una manifestazione da convocarsi a Decimomannu (CA) in occasione delle esercitazioni israeliane.

Leggi tutto: Documento finale dell'Assemblea contro le esercitazioni israeliane in Sardegna e per il BDS

Successo BDS! A seguito della protesta della maggioranza degli artisti alla 31esima Biennale di San Paolo, scontenti che il loro lavoro fosse associato con il finanziamento dello Stato israeliano, l’esibizione dissocerà il finanziamento israeliana dal budget generale di supporto all’esibizione. 

Durante gli ultimi di Agosto, 55 dei 68 artisti partecipanti alla mostra hanno sottoscritto una lettera aperta indirizzata all’amministrazione dell’esibizione, la Fundacão Bienal Sao Paulo, affermando: “Nel momento in cui la gente di Gaza ritorna alle rovine delle proprie abitazioni, distrutte dall’esercito israeliano, noi sentiamo sia inaccettabile ricevere una sponsorizzazione culturale israeliana. Accettando questi fondi, il nostro lavoro artistico esposto all’esibizione viene danneggiato, ed usato implicitamente per occultare le attuale aggressioni e la violazione del diritto internazionale e dei diritti umani da parte di Israele. Noi rifiutiamo il tentativo di normalizzazione di Israele all’interno del contesto di un evento culturale così importante in Brasile.”

Leggi tutto: Vittoria BDS: in una esibizione artistica in Brasile, i fondi israeliani saranno separati da...

Dozzine di artisti che stanno prendendo parte alla 31esima Biennale dell’Arte a San Paolo hanno sporto protesta contro l’evento, dopo che questo ha ricevuto la sponsorizzazione di Israele.

La biennale, la seconda più antica del mondo dopo quella di Venezia ed iniziata nel 1951, risalendo al 1895, è prevista aprire le porte Domenica prossima.

Ma lo farà fra le polemiche, dopo che più di 50 artisti, per protestare contro il recente conflitto a Gaza, hanno invitato gli organizzatori a restituire i circa 40.000$ di finanziamento ricevuti da Israele, il cui consolato nella città è uno degli sponsor della manifestazione.

Leggi tutto: Alla Biennale di San Paolo, gli artisti protestano contro il finanziamento di Israele alla mostra...

Noi, curatori della 31esima Biennale di San Paolo, sosteniamo gli artisti e capiamo la loro posizione.

Crediamo anche che la dichiarazione e la richiesta degli artisti dovrebbero darci anche una spinta in avanti per pensare alla provenienza delle fonti di finanziamento per i grandi eventi culturali. Gran parte del lavoro della 31esima Biennale mira a dimostrare che lotta per la giustizia in Brasile, America Latina e in altre parti del mondo sono collegate. L'idea di vivere in tempi di transizione è fondamentale per questa Biennale, tempi in cui i vecchi schemi di comportamento sono esausti e le credenze di lunga data sono in discussione. Questa transizione riguarda anche il rapporto tra curatori e organizzatori di grandi eventi culturali come questa Biennale. All'inizio, abbiamo accettato l'accordo tradizionale per cui i curatori avevano libertà artistica e la Fondazione la responsabilità per gli affari finanziari e amministrativi. La Fondazione Biennale di San Paolo ha molto correttamente mantenuto a questo accordo. A nostra volta, abbiamo assistito nella raccolta internazionale di fondi.

Leggi tutto: I curatori della Biennale di San Paolo rispondono alla richiesta degli artisti di rifiutare i...

A causa della situazione a Gaza, il film festival di Bristol ha rifiutato il finanziamento dell’Ambasciata israeliana per coprire i costi di viaggio di due registi israeliani.

Un portavoce del festival Encounters ha affermato che la decisione è stata presa per mantenere “uno status politico neutrale.”

Yoav Homung e Niv Shpigel sono previsti presenziare alle proiezioni dei loro film, Deserted e Load, il prossimo mese.

Leggi tutto: Il film festival di Bristol rifiuta il finanziamento dell'Ambasciata israeliana

Il regista britannico Ken Loach ha chiesto il “boicottaggio di tutti gli eventi culturali supportati dallo Stato israeliano” ad una cerimonia di premiazione in omaggio a due registi palestinesi.

Al Film Festival di Sarajevo (15-23 Agosto), il regista di Kes e di The Wind That Shakes The Barley ha tenuto ieri sera un discorso pieno di passione, in cui ha consegnato il Premio Fondazione Katrin Cartlidge ai registi palestinesi Abdel Salam Shehadeh e Ashraf Mashharawi.

Loach ha definito i due come “probabilmente i due più grandi registi di oggi al mondo, poichè girano i loro film a Gaza.”

Leggi tutto: Al Film Festival di Sarajevo, Ken Loach chiede il boicottaggio di Israele

Ahram Hebdo, sito francese cugino di Ahram Online, ha parlato con la cantante algerina Souad Massi, che spiega il perchè del suo rifiuto a cantare in Israele e riflette si suoi recenti concerti a Cordova e in Marocco.

Leggi tutto: Souad Massi: ho il diritto di non esibirmi in un paese che uccide bambini

Caro Dusty Kid,

abbiamo recentemente appreso che il 22 Agosto 2014 suonerai a Tel Aviv [1].

Ti scriviamo per chiederti di non suonare nello stato di apartheid chiamato Israele e di condannare le violazioni israeliane del diritto internazionale e dei diritti umani contro il popolo palestinese.

Israele opera in palese violazione dei diritti umani fondamentali e del diritto internazionale costringendo i palestinesi a vivere sotto l’oppressione di un crudele sistema di discriminazione razziale e di apartheid [2].

Per questo motivo, nel 2005, oltre 170 organizzazioni della società civile palestinese hanno lanciato un appello per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS) nei confronti di Israele sino a quando quest’ultimo non rispetterà i diritti umani e il diritto internazionale [3].

L’appello palestinese al BDS, ispirato dal vincente boicottaggio che contribuì alla fine del regime d’apartheid in Sudafrica, ha il sostegno di artisti, accademici, sindacati, chiese, gruppi studenteschi, organizzazioni e persone di coscienza in tutto il mondo. In particolare, l’appello al boicottaggio culturale si rivolge a tutti gli artisti del mondochiedendo loro di non esibirsi in Israele e di non partecipare a eventi che mirino a normalizzare la drammatica situazione in atto ponendo sullo stesso piano l'occupante e gli occupati, l’oppressore e gli oppressi [4].

Leggi tutto: Appello a Dusty Kid perché aderisca alla campagna di Boicottaggio e Disinvestimento artistico nei...

Il Film Festival Ebraico nel Regno Unito (JFFUK) ha perso la sua sede principale, dopo che il Teatro Tricycle a nord di Londra si è rifiutato di ospitarlo a causa dei finanziamenti che il JFFUK riceve dal governo israeliano.

I gestori del teatro, che si descrive come “una sede locale con una visione internazionale,” hanno affermato che poichè il festival è stato in parte finanziato dal governo israeliano attraverso la sua ambasciata, ricevere soldi da esso sarebbe “inopportuno, data l'attuale conflitto in Israele e Gaza.”

La decisione, tuttavia, è stata immediatamente condannata come "vergognosa" da parte del Consiglio dei Deputati e del Jewish Leadership Council, che ha sostenuto che ciò dimostra che "il boicottaggio di Israele porta inevitabilmente alla persecuzione della cultura e degli individui ebraici in tutto il mondo.”

Leggi tutto: Il Film Festival Ebraico perde la sua sede principale a causa dei finanziamenti del governo...

- Il Cile ha sospeso i negoziati per l'accordo commerciale con Israele, mentre 5 paesi latino-americani hanno richiamato i loro ambasciatori da Israele;

- Le iniziative BDS stanno crescendo in tutto il mondo;

- Importanti celebrità hanno espresso la loro solidarietà.

Palestina occupata, 1 Agosto - Mentre il bilancio delle vittime dal massacro di Israele a Gaza sorpassa quota 1.100, gli attivisti palestinesi del movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) hanno ribadito le loro richieste ai governi di mettere Israele di fronte alle sue responsabilità, e di raddoppiare le iniziative BDS per porre fine all’impunità criminale di Israele.

“Quello a cui stiamo assistendo non è altro che un massacro contro il popolo palestinese. Ad Israele deve essere fatto pagare un pesante prezzo economico e politico per i suoi crimini contro il popolo di Gaza,” ha detto Zaid Shuaibi, un portavoce del Comitato Nazionale Palestinese BDS.

Leggi tutto: Riassunto: il massacro di Israele a Gaza sollecita sanzioni internazionali ed azioni di...

Attivisti in Scozia dicono che c'è una repulsione diffusa contro gli attacchi contro i palestinesi.

Gli attivisti in Scozia sono riusciti a fare pressione sugli organizzatori di un festival delle arti per la rimozione dell'Incubator Theater Company finanziato da Israele, da un locale nel centro di Edimburgo.

Le proteste contro la rappresentazione di Incubator, un "opera hip-hop" intitolata The City, sono iniziate con una lettera firmata da oltre cinquanta tra  gli artisti e scrittori di più alto profilo in Scozia, tra cui la scozzese Makar (poeta laureato) Liz Lochhead. La rappresentazione era in programma per il Fringe di Edimburgo, reputato il più grande festival delle arti del mondo.

Altri firmatari della lettera aperta chiedono il boicottaggio di Incubator inclusi il romanziere e pittore Alasdair Gray ed il drammaturgo David Greig.

Era stato previsto un picchetto quotidiano del teatro pop-up organizzato da Underbelly,  promotore del festival,. Le manifestazioni sono state convocate dal Palestine Solidarity Campaign scozzese e da altri gruppi di solidarietà palestinesi.

Leggi tutto: Rappresentazione israeliana espulsa dalla sede di Edimburgo. Scozzesi protestano contro l'attacco...

Essendo parte del Comitato Nazionale del BDS palestinese (BNC) che ha il compito di sovrintendere gli aspetti del boicottaggio accademico e culturale del BDS, la Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI) ha promosso fin da 2004 il boicottaggio delle istituzioni israeliane accademiche e culturali. [1]

Ciò dipende dal fatto che queste istituzioni sono complici nel sistema di oppressione che ha negato ai Palestinesi i loro fondamentali diritti garantiti dal diritto internazionale, o hanno ostacolato l'esercizio di questi diritti, compresi la libertà di circolazione e la libertà di espressione.

Leggi tutto: Linee guida del PACBI per il boicottaggio culturale internazionale di Israele (Aggiornate a...

Fin dal 2004, la Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI), che fa parte del Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC) con il compito specifico di supervisionare gli aspetti BDS del boicottaggio accademico e culturale, ha invitato al boicottaggio delle istituzioni culturali ed accademiche israeliane. Ciò si basa sul fatto che queste istituzioni sono profondamente complici nel sistema di oppressione israeliano, che ha negato ai palestinesi i loro diritti fondamentali garantiti dal diritto internazionale, o che ostacolato l’esercizio di tali diritti, inclusi la libertà accademica e il diritto all’educazione. 

Le istituzioni accademiche sono un punto chiave della struttura ideologica ed istituzionale del regime di oppressione, colonialismo ed apartheid di Israele contro la popolazione palestinese. [1] Fin dalla sua fondazione, l’accademia israeliana ha scritturato il suo destino con l’establishment politico-militare egemone in Israele, e nonostante gli sforzi di una manciata di accademici di principio, l’accademia israeliana è profondamente implicate nel supporto e nella perpetuazione del sistematico diniego di Israele dei diritti dei palestinesi. 

Il boicottaggio delle istituzioni accademiche a cui il PACBI invita è stato appoggiato al Consiglio Palestinese per l’Educazione Superiore (CHE), è in linea con l’autorevole appello del CHE di “non-cooperazione tra università palestinesi ed israeliane nei campi tecnici e scientifici”, [3] ed è supportata dalla Federazione Palestinese dei Sindacati dei Professori e dei Dipendenti Universitari (PFUUPE).

Leggi tutto: Linee guida del PACBI per il boicottaggio accademico internazionale di Israele (rivedute a Luglio...

Diversi tweet dei fan al concerto dei Massive Attack al festival Longitude di Dublino hanno confermato il forte sostegno della band per Gaza. Durante la canzone Safe From Harm sono state proiettate delle crude immagini di Gaza. Il giornale Irish Mirror ha riferito che durante la canzone Unfinished Sympathy, si è fermato tutto per poi proiettare il numero dei morti a Gaza. Il concerto dei Massive Attack chiudeva il festival sul palco centrale.

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 Nel 2010, Robert Del Naja ha affermato il suo impegno per il boicottaggio culturale di Israele in un'intervista con William Parry:

"Penso che noi musicisti abbiamo un ruolo importante da svolgere", ha detto Del Naja. "Trovo che più sono coinvolto, più il movimento diventa qualcosa di tangibile. Mi ricordo quando andavo ai concerti di "Artists Against Apartheid” e di "Rock Against Racism" nello stesso periodo. I gruppi come i Clash e gli Specials hanno avuto molta influenza sulle menti dei giovani in quei giorni".[1]

Note:

[1] The Silent Treatment http://www.newstatesman.com/music/2010/09/israel-interview-boycott-naja
see also "More from Robert Del Naja on the Israel Boycott"
http://www.newstatesman.com/blogs/cultural-capital/2010/09/massive-attack-naja-israel

Fonte: Refrain from Playing Israel

Traduzione di BDS Italia

Leggi tutto: I Massive Attack portano il sostegno per Gaza sul palco del festival Longitude 2014 a Dublino

Noi lavoratori della cultura che rappresentiamo la maggior parte delle organizzazioni artistiche palestinesi, condanniamo l'attacco e l'aggressione a Gaza di Israele e l'uccisione e mutilazione indiscriminata di civili, tra cui molte donne e bambini.

Come artisti l'arma più potente che abbiamo è la nostra capacità di recitare, sognare immaginare. Le forze dell'oppressione hanno paura di questa arma, perché finché siamo capaci di immaginare un altro tipo di realtà, abbiamo il potere di perseguirla - una Palestina libera e giusta. 

Per oltre sei decenni i palestinesi sono stati sistematicamente privati delle loro terre, acqua, e libertà di movimento. Gli insediamenti continuano, un muro viene eretto sulla terra occupata e Gaza è da più di sei anni stretta da un assedio soffocante.

Israele rappresenta l'attuale massacro a Gaza come una guerra tra loro e Hamas,  parte della odiosa campagna mediatica che trasforma gli oppressi nei "cattivi". L'ultimo attacco di Israele contro Gaza è un crimine che va compreso all'interno del contesto della occupazione e dell'apartheid da parte di Israele.

Leggi tutto: Solidarietà con Gaza: Organizzazioni artistiche palestinesi sollecitano il sostegno al...

Ora più che mai, mentre il massacro indiscriminato di civili palestinesi prosegue per mano Israeliana nel silenzio complice delle istituzioni, dopo settimane di feroci azioni militari in Cisgiordania e di bombardamenti su Gaza, bisogna condannare il regime sionista responsabile di oltre 60 anni di massacri, colonizzazione, espropriazione e la strumentalizzazione politica e mediatica che da sempre, e oggi in maniera ancora più vergognosa, caratterizza la narrazione della realtà in Palestina e tenta di giustificare la brutale violenza omicida di Israele.

Ora più che mai è importante sottolineare come non ci siano due parti in conflitto, ma solo occupanti e occupati, oppressori e oppressi, e ribadire come la radice di ogni problema sia nel progetto sionista, e nell'impunità con cui ha potuto realizzarsi mediante la pulizia etnica, l'occupazione militare, i check-point, il muro dell'apartheid, l'assedio su Gaza, la negazione di ogni diritto umano.

Leggi tutto: Dalla Sardegna - Appello ad agire: il ruolo politico della cultura nel Brand Israel

bdsitalia Campagna di boicottaggio contro #Teva #Ratiopharm e #Dorom: un farmaco deve portare con sè un certo valore etico http://t.co/v8lP3pWRGB #BDS
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