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boicottaggio culturale:

Il Festival del Cinema di Locarno ha dato Carte Blanche [nome della sezione del festival, ndt] a Israele nella sua edizione del 2015.

Allo stesso tempo, una sezione speciale Porte Aperte è stata dedicata al cinema maghrebino. Questa coincidenza dubbia ci ha portato, in un primo momento, ad esercitare pressioni sul Festival affinché rinunciasse alla collaborazione con lo Stato di Israele. La direzione del Festival ha ribattezzata la sezione Carte Blanche con il nome First Look. Questa mossa ci è sembrata essere un modo goffo di nascondere il disagio.

Di conseguenza, noi sottoscritti, abbiamo deciso di ritirare i nostri progetti e film selezionati dal Festival.

Mohamed Ben Attia - Filmmaker
Raja Amari - Filmmaker
Dora Bouchoucha - Produttore
Lina Chaabane - Produttore

Fonte: Nawaat.org

Traduzione BDS Italia

Leggi tutto: Cineasti e produttori magrebini si ritirano dal Festival di Locarno per protestare la...

A seguito di una campagna BDS, che ha visto il coinvolgimento di attivisti per i diritti dei Palestinesi e per i saharawi, la cantante saharawi Aziza Brahim ha cancellato la sua partecipazione al festival della musica sacra di Gerusalemme in programma per il 2 settembre 2015.

Per comunicare la notizia, Brahim ha postato un messaggio sulla sua pagina Facebook, in cui dice:

"Ho deciso di annullare il mio concerto al Festival della Musica Sacra di Gerusalemme 

Voglio epsrimere la mia sincera gratitudine per la comprensione e il sostegno dei miei fan, così come il rispetto che molti mi hanno dimostrato nell'esprimere le proprie opinioni."

Leggi tutto: La cantante saharawi Aziza Brahim ha disdetto il suo concerto in Israele

Lettera inviata ai relatori del Festival dei Beni Comuni a Chieri

Gilberto Gil e Caetano Veloso hanno in programma un concerto in Israele, per questo il movimento internazionale BDS (Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni contro Israele) ha lanciato l’appello che segue, già sottoscritto da migliaia di persone per chiedere di cancellare la data.

“Caro Caetano, caro Gil, con ammirazione per il vostro lavoro e il vostro storico impegno per le lotte per la giustizia, la libertà e l'uguaglianza, vi chiediamo di cancellare il vostro concerto a Tel Aviv, previsto per il 28 luglio. Il mese di luglio segnerà il primo anniversario degli attacchi israeliani contro Gaza durante i quali Israele ha ucciso più di 2.000 palestinesi, compresi oltre 500 bambini. Più di 100.000 persone rimangono senza casa a causa di questi attacchi.

Esibirsi in Israele significa mettere il timbro d’approvazione sulle illegali politiche coloniali, razziste e di apartheid di Israele. Il governo israeliano strumentalizza i concerti in Israele come se fossero un’indicazione di sostegno alle sue politiche. Israele viola sistematicamente il diritto internazionale: impedisce ai profughi palestinesi di tornare nelle loro case, colonizza e occupa la Cisgiordania e Gaza, e discrimina sistematicamente contro i palestinesi cittadini di Israele. E non sono solo i palestinesi che devono affrontare l'oppressione israeliana: migliaia di migranti etiopi sono stati recentemente brutalmente repressi per aver protestato contro il razzismo in Israele.
La nostra richiesta fa eco a quella di artisti e della società civile palestinesi, che chiedono agli artisti di non esibirsi in Israele. Artisti che hanno rispettato questo appello comprendono Lauryn Hill, Roger Waters (dei Pink Floyd), Snoop Dog, Carlos Santana, i Cold Play, Lenny Kravitz e Elvis Costello.

Il Premio Nobel sudafricano, l'arcivescovo Desmond Tutu, il quale è un sostenitore importante del l'appello palestinese per il boicottaggio, ha spiegato che esibirsi a Tel Aviv è sbagliato, "esattamente come abbiamo detto, durante l'apartheid, che era inappropriato per artisti internazionali esibirsi in Sud Africa, in una società fondata sulle leggi discriminatorie e sull'esclusività razziale". Esibirsi oggi in Israele è l'equivalente di esibirsi a Sun City in Sud Africa durante il periodo dell'apartheid.

Non ignorate questo appello. Sostenere l'apartheid non è in sintonia con la Tropicalia!”

Roger Waters e Desmond Tutu hanno scritto loro personalmente ma la risposta dei due artisti è stata finora negativa e anzi in un’intervista al “Fatto quotidiano” del 17 giugno Gil ha detto a proposito del BDS: “Mi dispiace…che la rete stimoli l’aggressività e renda le prese di posizione ancora più nette. Ogni volta che torno in Israele, poi, si scatena qualche tipo di protesta: non è considerato un concerto, ma un fatto politico. Per noi, invece, è solo una questione di mercato. …Israele mi piace, ha un pubblico caloroso.” E Veloso : “Gil ed io non siamo pedine politiche, questo è il nostro lavoro e la nostra vita.”

Quando Desmond Tutu ha scritto: “In situazioni di oppressione, essere neutrali significa stare dalla parte dell’oppressore” si rivolgeva alla loro coscienza, non a pedine politiche. Per questo vi chiediamo di prendere posizione contro queste incredibili affermazioni, sottoscrivendo l’appello, o con ogni iniziativa riterrete opportuna.

BDS Torino

Leggi tutto: Lettera aperta al Festival dei Beni Comuni a Chieri sulla partecipazione di Caetano Veloso e...

Il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) promuove il veto sulle istituzioni legate alle politiche illegali di Israele, e non agli individui

Le richieste perché Caetano Veloso e Gilberto Gil annullino il loro concerto in Israele hanno eco sempre più forte. Pochi giorni fa, gli artisti hanno iniziato il loro tour ad Amsterdam, a pochi chilometri dalla Corte internazionale di giustizia dell'Aia.

La coincidenza va oltre la geografia: 11 anni fa, la Corte ha emesso un parere considerando illegale il muro costruito da Israele nella Cisgiordania occupata e ha sottolineato il dovere della comunità internazionale di garantire il rispetto da parte di Israele dei suoi obblighi nei confronti del diritto internazionale, non essendo consentito agli Stati accettare o collaborare con le violazioni israeliane.

Tuttavia, gli Stati e le istituzioni continuano a cooperare o finanziare entità coinvolte in tali illegalità. Di fronte alla latitanza dei governi, la società civile internazionale --in risposta a una diffusa richiesta della società civile palestinese, compresa quella in esilio – ha iniziato a chiedere giustizia, uguaglianza e libertà attraverso la pressione non violenta su Israele perchè rispetti il diritto internazionale.

Così il movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) sostiene, da dieci anni , l'adempimento di tre obblighi attribuiti a Israele: la fine dell'occupazione dei territori palestinesi e lo smantellamento del muro; parità di diritti per i cittadini palestinesi di Israele; e il rispetto e la promozione del diritto al ritorno dei profughi palestinesi.

Leggi tutto: Mahmoud Nawajaa: Il movimento BDS, libertà, uguaglianza e giustizia

Leggi anche la lettera di Desmond Tutu, la prima lettera di Roger Waters, la risposta di Caetano Veloso e il comunicato della società civile palestinese.

Roger Waters ha risposto alla lettera di Caetano Veloso. Riepilogando: l’ex leader dei Pink Floyd ha scritto a Veloso e Gil, chiedendogli di non esibirsi in Israele, a luglio. Caetano gli ha risposto e, pur enfatizzando la sua opposizione "alla destra arrogante del governo israeliano" ha aggiunto: “non cancellerei mai un concerto per dirmi contro un paese a meno che non mi sentissi con tutto il cuore contro quel paese. Ma non è questo il caso. Ricordo che Israele è stato un luogo di speranza. Sartre e Simone de Beauvoir sono stati a favore d'Israele fino alla loro morte..."
Ecco la replica del musicista inglese:

Caro Caetano,

Grazie per aver trovato il tempo di rispondere alla mia lettera. Il dialogo è davvero importante. Risponderò ai punti che hai sollevato. Temo tu stia vedendo la politica israeliana con lenti rosa. Il fatto è che, da molte decadi, dalla Nakba (catastrofe, espropriazione del popolo palestinese) nel 1948, le politiche coloniali e razziste di Israele hanno devastato la vita di milioni di palestinesi.

Il movimento BDS, al quale ti sto chiedendo di unirti, è un movimento globale che chiede libertà, giustizia e uguaglianza per i palestinesi. Sta crescendo rapidamente per via della crescente presa di coscienza internazionale rispetto all’oppressione che i palestinesi hanno sopportato in questi ultimi 67 anni.

l’attuale regime di estrema destra di Netanyahu è solo l’ultimo governo a perpetrare atti crudeli di ingiustizia e colonizzazione. Ma questo non è un problema solo della destra. È stato, per la verità, il partito di sinistra dei lavoratori che ha creato il programma di insediamenti illegali e che si è sottratto al ritiro dai territori palestinesi e al processo di pace.

Leggi tutto: Roger Waters risponde a Caetano Veloso: 'Non andare a Tel Aviv'

Comunicato del Comitato nazionale palestinese per il BDS

La società civile palestinese, Roger Waters, l'arcivescovo Desmond Tutu e importanti personaggi brasiliani invitano Caetano Veloso e Gilberto Gil a non esibirsi per l'occupazione e l'apartheid israeliani

Importanti figure come l'arcivescovo Desmond Tutu, Roger Waters, l'ex-ministro brasiliano per i Diritti Umani e relatore dell'ONU Paulo Sérgio Pinheiro hanno scritto alle celebri star brasiliane Gilberto Gil e Caetano Veloso chiedendo di annullare la loro esibizione in Israele. L'attuale ministro della Cultura brasiliano, Juca Ferreira, ha detto: "Se fossi in loro, non andrei."

Appena Veloso e Gil hanno annunciato il loro progetto di esibirsi a Tel Aviv come parte del loro tour europeo, il Movimento globale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), guidato dai palestinesi, ha lanciato una campagna in Brasile e in Palestina chiedendo loro di stare dalla parte giusta della storia e annullare il concerto nell' Israele dell'apartheid. Anche i movimenti sociali brasiliani e migliaia di attivisti hanno chiesto agli artisti di evitare Tel Aviv.

L'esibizione di Veloso e Gil a Tel Aviv, prevista per il 28 luglio, si terrà qualche giorno dopo il primo anniversario del bagno di sangue provocato nel 2014 da Israele nella Striscia di Gaza assediata, condannato come un "massacro" contro i civili palestinesi dalla presidentessa del Brasile Dilma Rousseff. Un rapporto recentemente pubblicato dall'ONU ha stabilito che Israele potrebbe aver commesso crimini di guerra durante il suo attacco di 51 giorni contro Gaza.

Leggi tutto: Si moltiplicano gli appelli a Caetano Veloso e Gilberto Gil: Non esibitevi in Israele

Thurston Moore, membro fondatore dei Sonic Youth, ha confermato il suo sostegno al boicottaggio culturale di Israele, in seguito alla cancellazione della sua performance a Tel Aviv all'inizio di quest'anno.

Il celebre cantautore e chitarrista ha fatto queste osservazioni in un articolo scritto dal musicista britannico-palestinese Samir Eskanda, e pubblicato questa settimana dalla rivista di musica online The Quietus.

Il pezzo, 'Io sono uno dei 1000 Artisti del Regno Unito che hanno aderito al boicottaggio di Israele. Ecco Perche ', spiega il caso di Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni e (BDS), e comprende i contributi di artisti che hanno deciso di sostenere la richiesta palestinese.

Thurston Moore ha annullato concerto in programma della sua band a Tel Aviv nel mese di aprile "senza dare una spiegazione ufficiale." Tuttavia, parlando con Eskanada, ha confermato di essere "giunto alla conclusione personale che la performance della mia band in Israele era in conflitto diretto con i miei valori."

Leggi tutto: Thurston Moore dei Sonic Youth: Ho annullato concerto in Israele a sostegno del BDS

Leggi anche la lettera di Desmond Tutu, la prima lettera di Roger Waters, il comunicato della società civile palestinese e la seconda lettera di Roger Waters.

Caro Roger,

Circa un mese fa abbiamo ricevuto la tua lettera tramite Pedro Charbel, un giovane brasiliano che ha aderito al movimento BDS. Infatti, Pedro era venuto a casa mia, dove ha incontrato anche Gil e i nostri manager, accompagnati da una giovane ebrea brasiliana cittadina Israeliana, Iara Haasz (che anche sostiene il BDS), per chiederci di cancellare il nostro concerto a Tel Aviv fissato per il prossimo mese. Prima di questa visita, avevamo già ricevuto una lettera da un importante militante brasiliano difensore dei diritti umani, con la stessa richiesta. Oggi abbiamo ricevuto un'altra, questa volta da Desmond Tutu in persona (le sue parole erano state citate sia nella tua lettera come in tutte le altre richieste che avevamo ricevuto in merito). Proverò a rispondere anche a lui.

Quando Sud Africa era sotto il regime di apartheid, e sentivo di artisti che si rifiutavano di esibirsi lì, io in modo spontaneo mi sentivo d’accordo con questa decisione. La situazione complicata del Medio Oriente non mi trasmette quell’immagine di divisione bianchi-neri che mi trasmise il razzismo schietto in Sud Africa.

Ho detto a Charbel come mi sento riguardo a ciò. Per lui, come per te, sembra difficile credere che persone come Gil e me non rifiutano l’invito da parte di produttori e dell’audience israeliani (i biglietti sono andati praticamente esauriti), dopo aver sentito che lui voleva parlarci degli aspetti veramente oscuri del rapporto tra Israele e Palestina. Voglio esprimerti, come ho espresso a lui, il mio sentimento contrastante contro l’ala destra e la posizione arrogante del governo israeliano. Io odio la politica di occupazione, le decisioni disumane che Israele aveva preso a riguardo a ciò che Netanyahu definì come autodifesa per il paese. Penso che molti israeliani che sono interessati alla nostra musica devono reagire in modo simile al nostro alle politiche del loro paese.

Leggi tutto: Caetano Veloso cerca di giustificarsi in una lettera a Roger Waters

Leggi anche la prima lettera di Roger Waters, la risposta di Caetano Veloso, il comunicato della società civile palestinese e la seconda lettera di Roger Waters.

Caro Caetano e Gil,

Vi scrivo per esortarvi a non esibirvi in Israele, mentre continua l'occupazione e l'apartheid contro il popolo palestinese. Quando un gruppo di artisti della musica sudafricana ha insistito a ignorare gli appelli della società civile palestinese per annullare una performance in Tel Aviv, gli ho scritto: "Così come abbiamo detto durante l'apartheid che non era opportuno che artisti internazionali si esibissero in Sud Africa, in una società fondata sulle leggi discriminatorie e l'esclusione razziale, allo stesso modo sarebbe sbagliato che la Cape Town Opera si esibisse in Israele".

Noi sudafricani abbiamo sofferto decenni di apartheid e possiamo riconoscerlo in altri luoghi. Io stesso sono stato testimone della realtà di apartheid che Israele ha creato all'interno dei suoi confini e nel territorio palestinese occupato. Ho visto le strade occupate, colonizzate e segregate di Hebron, le colonie solo per gli ebrei ed ho camminato lungo il Muro che divide le famiglie palestinesi di Betlemme e nega ai loro figli di andare regolarmente a scuola. [I have seen the occupied, colonized and racially segregated streets in Hebron, the Jewish-only colonies, and I have walked by the Wall that divides Palestinian families in Bethlehem and denies their children normal access to school.]Ho visto il sistema di identificazione razziale, targhe automobilistiche di diverso colore e le leggi razziali che discriminano i palestinesi. Carissimi Caetano e Gil, ho visto l'apartheid israeliano in azione. 

Leggi tutto: Premio Nobel per la pace Desmond Tutu chiede a Caetano Veloso e Gilberto Gil di annullare il...

Il 5 giugno con Aaron Ciechanover (Technion) Leggendo Metropolitano “apre il cuore” all’Apartheid!

Aaron Ciechanover, premio Nobel per la chimica nel 2004 e professore emerito del Technion - Israel Institute of Technology di Haifa, sarà ospite dell’edizione 2015 di Leggendo Metropolitano.

Nel luglio 2014, con l’operazione “Margine Protettivo” Israele ha compiuto il suo ennesimo massacro sulla Striscia di Gaza, 50 giorni di bombardamenti che hanno causato a Gaza una devastazione senza precedenti e hanno ucciso oltre 2200 persone, di cui la stragrande maggioranza composta da civili. Come documentato da Defense for Children International – Palestine, oltre un quarto dei morti sono bambini, e di questi, il 68% al di sotto dei 12 anni. Oltre ai sanguinosi attacchi nella Striscia di Gaza, ricordiamo anche l'occupazione militare della Cisgiordania e di Gerusalemme est, dove i palestinesi sono stati privati delle loro terre e di ogni mezzo di sussistenza, dove vivono oppressi da oltre 600 checkpoint, dalle colonie illegali israeliane e dal Muro dell'Apartheid, e dove uomini, donne e bambini vengono arrestati e imprigionati senza capi d’accusa né processo. I palestinesi che vivono all'interno di Israele, e che rappresentano il 20% della popolazione, subiscono un regime razzista di apartheid, con un sistema di oltre 50 leggi che discrimina i palestinesi cittadini di Israele, negando loro di avere gli stessi diritti di cui godono gli ebrei israeliani. Inoltre, dal 1948, ovvero dalla Nakba, quando oltre 750.000 palestinesi furono espulsi dalle loro case dalle milizie sioniste e subirono la spietata pulizia etnica del nascente Stato di Israele, ai profughi palestinesi viene negato il diritto al ritorno, sancito anche dalla risoluzione ONU n. 194.

Eppure, nonostante le continue discriminazioni, le innumerevoli violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale, Aaron Ciechanover sostiene che Israele sia un paese democratico:

“Israele è un grande successo. Sono orgoglioso di essere israeliano, sono nato in Israele, vivo in Israele, e non ho mai pensato di lasciare Israele, morirò e sarò sepolto in Israele. Questo è un grande Paese”.

Ma chi è Aaron Ciechanover? È un esponente di primo piano del Technion - Israel Institute of Technology, università e istituto di ricerca israeliano che svolge “un ruolo guida nel rafforzamento della sicurezza di Israele” e che fornisce all’esercito israeliano gli strumenti tecnologici indispensabili per il quotidiano funzionamento dell’occupazione, ad esempio per i checkpoint e per il Muro. Inoltre, il Technion ha sempre espresso appoggio incondizionato ai militari israeliani, per esempio dichiarando solidarietà e sostegno ai suoi “studenti combattenti” che nell’estate del 2014 hanno partecipato all’aggressione su Gaza. È inoltre da sottolineare che, proprio mentre era in corso “Margine Protettivo”, la prestigiosa rivista Lancet ha pubblicato un appello in cui medici di tutto il mondo hanno denunciato i massacri indiscriminati commessi da Israele a Gaza. In risposta a questo appello umanitario, che ha raccolto oltre 20mila adesioni in breve tempo, alcuni scienziati israeliani, tra cui Aaron Ciechanover, hanno attaccato Lancet e il suo direttore Richard Horton, chiedendone la rimozione dall’incarico. Aaron Ciechanover e alcuni suoi colleghi israeliani hanno definito la “Lettera aperta al popolo di Gaza” “an outrageous diatribe lacking context and a deliberate vilification of the sovereign state of Israel”, hanno avanzato la richiesta di “immediata ritrattazione e pubbliche scuse”, e minacciato di boicottare tutte le pubblicazioni di Reed Elsevier, maggiore editore mondiale in ambito medico e proprietario di Lancet.

Leggi tutto: Propaganda Metropolitana: il festival Leggendo Metropolitano di Cagliari e l'Apartheid israeliana

Leggi anche la lettera di Desmond Tutu, la risposta di Caetano Veloso, il comunicato della società civile palestinese e la seconda lettera di Roger Waters.

Cari Caetano e Gilberto,

guardo le vostre foto, ascolto la vostra musica, ho letto la storia delle vostre lotte personali e professionali, e mi vengono in mente tutte le lotte di tutti i popoli che hanno resistito nei millenni ai domini imperiali, militari e coloniali, che hanno combattuto per 'gli imprigionati ei morti'. Non è mai stato facile, ma è sempre stato giusto.

In una delle tue canzoni, Gil, si menziona l'arcivescovo Desmond Tutu. Io non parlo portoghese, ma parto dal presupposto che entrambi avete appoggiato la resistenza dell'arcivescovo Tutuche alla fine è riuscita a rovesciareil razzismo e l'apartheid in Sud Africa. Quelli erano giorni esaltanti, in cui la comunità di artisti di tutto il mondo si è schieratafianco a fianco con i loro fratelli e sorelle oppressiin Africa. Noi musicisti abbiamo guidato la carica, per sostenere Nelson Mandela, l'ANC, il popolo africano oppresso e tutti 'gli imprigionati e i morti'.

Siamo di fronte a una simile opportunità ora. Ci troviamo davanti a un punto di svolta. Quelli di noi che sono convinti che il diritto ad una vita umana dignitosa e di autodeterminazione politica dovrebbe essere universale sono ora concentrati sulla Palestina, insieme alle 139 Nazioni che hanno votato all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Sulla scia del brutale attacco israeliano della scorsa estate contro il popolo palestinese di Gaza, l'opinione pubblica si è  giustamente spostata  a favore delle vittime, a favore degli oppressi e diseredati, a favore ' deicarcerati e dei morti.'

Il Primo Ministro israeliano Netanyahu, con il suo traballante governo di estrema destra, mi ricorda la storia de “I nuovi vestiti dell'imperatore”; sicuramente sicuramente non c'è mai stato un governo più messo a nudo per le sue calunnie di questo. Si autocondannano con ogni loro respiro, con ogni discorso razzista che fanno. "Guarda mamma,l'imperatore è nudo!".

Leggi tutto: Roger Waters chiede a Caetano Veloso e Gilberto Gil di annullare il concerto in Israele

Pubblichiamo la lettera inivata il 9 maggio 2014 a Romeo Castellucci e alla compagnia Socìetas Raffaello Sanzio. Attendiamo ancora una risposta.

Caro Romeo Castellucci, cara compagnia teatrale Socìetas Raffaello Sanzio,

abbiamo appreso che la vostra compagnia teatrale ha deciso di partecipare all’Israel Festival di Gerusalemme, con la messa in scena di Giulio Cesare – Pezzi staccati, dal 2 al 4 giugno 2015. Vi scriviamo per chiedervi di annullare la vostra partecipazione.

Solo pochi mesi fa, Israele ha lanciato il suo ennesimo assalto sulla Striscia di Gaza, 50 giorni di pesanti bombardamenti che hanno distrutto interi quartieri e ucciso oltre 2200 persone, la stragrande maggioranza civili. Come documentato da Defense for Children International – Palestine, oltre un quarto dei morti sono bambini, e di questi, il 68% sotto l’età di 12 anni.[1] Ed è notizia di questi giorni la pubblicazione delle agghiaccianti testimonianze dei soldati israeliani che hanno partecipato agli attacchi a Gaza, che raccontano di attacchi indiscriminati, dove ogni palestinese a Gaza era diventato un “obiettivo” e si lasciava la scelta dei palazzi da bombardare al “piacere” dei soldati.[2]

Agli attacchi a Gaza si va ad aggiungere l’occupazione militare che opprime la vita in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, con il Muro, checkpoint e colonie israeliane, e dove uomini, donne e bambini vengono detenuti senza capi accusa e processo. I palestinesi cittadini di Israele, che rappresentano il 20% della popolazione, sono costretti a vivere sottoun regime razzista imposto per legge che discrimina loro in ogni aspetto della vita, tra cui l’accesso ai posti di lavoro e all'educazione, il diritto di proprietà e alla riunificazione familiare.[3] Inoltre, è dal 1948 che Israele nega il diritto al ritorno, sancito dalla risoluzione ONU 194, a più di 750.000 palestinesi espulsi dalle loro terre con la pulizia etnica durante la creazione dello stato di Israele.

Leggi tutto: Romeo Castellucci e Socìetas Raffaello Sanzio: Ascoltate i colleghi palestinesi, annullate lo...

Caro Caetano, caro Gil,

con ammirazione per il vostro lavoro e il vostro storico impegno per le lotte per la giustizia, la libertà e l'uguaglianza, vi chiediamo di cancellare il vostro concerto a Tel Aviv, previsto per il 28 luglio. Il mese di luglio segnerà il primo anniversario degli attacchi israeliani contro Gaza durante i quali Israele ha ucciso più di 2.000 palestinesi, compresi oltre 500 bambini. Più di 100.000 persone rimangono senza casa a causa di questi attacchi.

Esibirsi in Israele significa mettere il timbro d’approvazione sulle illegali politiche coloniali, razziste e di apartheid di Israele. Il governo israeliano strumentalizza i concerti in Israele come se fossero un’indicazione di sostegno alle sue politiche. Israele viola sistematicamente il diritto internazionale: impedisce ai profughi palestinesi di tornare nelle loro case, colonizza e occupa la Cisgiordania e Gaza, e discrimina sistematicamente contro i palestinesi cittadini di Israele. E non sono solo i palestinesi che devono affrontare l'oppressione israeliana: migliaia di migranti etiopi sono stati recentemente brutalmente repressi per aver protestato contro il razzismo in Israele.

firma

La nostra richiesta fa eco a quella di artisti e della società civile palestinesi, che chiedono agli artisti di non esibirsi in Israele. Artisti che hanno rispettato questo appello comprendono Lauryn Hill, Roger Waters (dei Pink Floyd), Snoop Dog, Carlos Santana, i Cold Play, Lenny Kravitz e Elvis Costello.

Il Premio Nobel sudafricano, l'arcivescovo Desmond Tutu, il quale è un sostenitore importante del l'appello palestinese per il boicottaggio, ha spiegato che esibirsi a Tel Aviv è sbagliato, "esattamente come abbiamo detto, durante l'apartheid, che era inappropriato per artisti internazionali esibirsi in Sud Africa, in una società fondata sulle leggi discriminatorie e sull'esclusività razziale". Esibirsi oggi in Israele è l'equivalente di esibirsi a Sun City in Sud Africa durante il periodo dell'apartheid.

Non ignorate questo appello. Sostenere l'apartheid non è in sintonia con la Tropicalia!

Fonte: Change.org

Traduzione di BDS Italia 

Leggi tutto: Caetano Veloso e Gilberto Gil: Annullate il vostro concerto in Israele

La cantante statunitense non si esibirà a Tel Aviv, dopo le forti pressioni della campagna Bds e la rivisitazione della canzone che ha reso famosa l’artista.

“Killing me softly with your bombs, killing me softly with your wars”. Il messaggio inviato dal Comitato palestinese di Boicottaggio sotto forma di canzone ha convinto Lauryn Hill: la cantante R&B statunitense, ex voce dei Fugees, ha deciso di cancellare il concerto previsto per questo giovedì a Tel Aviv.

“Quando abbiamo deciso di suonare nella regione, la mia intenzione era di esibirmi sia a Tel Aviv che a Ramallah – ha scritto ieri la cantante sul suo sito web – Organizzare un concerto nei Territori Palestinesi e allo stesso tempo in Israele si è dimostrato una sfida”. Alla fine hanno prevalso le pressioni della campagna di boicottaggio culturale di Israele: “Ho deciso di cancellare la mia performance in Israele e tentare una diversa strategia per portare la mia musica a TUTTI i fan nella regione. Volevo essere una presenza che sostiene la giustizia e la pace”.

Una vittoria del Bds che si aggiunge alle tante conquistate in questi anni e che stanno facendo preoccupare non poco l’establishment politico israeliano. Tanto in ansia da approvare una legge – confermata due settimane fa dalla Corte Suprema israeliana – che vieta ogni forma di boicottaggio e incitamento al boicottaggio, pena multe salatissime per individui e organizzazioni e la perdita di eventuali sussidi statali. La legge è stata duramente criticata dalle associazioni per i diritti umani israeliane che la definiscono un’aperta violazione del diritto d’espressione. Come spesso accaduto, Tel Aviv ha giustificato la norma come un modo per preservare gli interessi nazionali: per mostrare al mondo un’immagine democratica, Israele spende ogni anno milioni di dollari.

Leggi tutto: Attivisti palestinesi: “Killing me softly with your bombs”. E Lauryn Hill cancella il concerto in...

Abbiamo saputo che il Locarno Film Festival ha deciso di mettere Israele al centro dell’edizione di quest’anno, nella iniziativa "Carte Blanche", in collaborazione con il Fondo Israeliano per il Cinema. Questo fondo è un'agenzia finanziata dal governo israeliano che riceve il sostegno del Consiglio per il Cinema di Israele, l’ente consultivo per il finanziamento del cinema nominato dal governo. È inoltre sostenuto dal Dipartimento per il Cinema del Ministero degli Affari Esteri il cui scopo è quello di "promuovere film israeliani all'estero con il sostegno degli addetti culturali delle ambasciate israeliane in tutto il mondo".

Noi, i sottoscritti registi e professionisti del cinema, desideriamo esprimere la nostra profonda preoccupazione per la scelta del Festival di Locarno di collaborare con il Fondo israeliano del Cinema e il Ministero degli Esteri israeliano, nonostante il fatto che Israele non ha solo continuato, ma anche intensificato l’occupazione, la colonizzazione e la pulizia etnica che porta avanti da decenni contro il popolo palestinese.

Leggi tutto: Cineasti scrivono al Locarno Film Festival: Non dare Carte Blanche all’Apartheid israeliana

English version

►Unitevi al Thunderclap per chiedere a Cartoons on the Bay, UNICEF e Rai di non premiare Israele!

Alla cortese attenzione di:

Luigi Gubitosi, Direttore Generale, RAI
Costanza Esclapon, Presidente, RAI Com

Roberto Genovesi, Direttore, Cartoons on the Bay

Giacomo Guerrera, Presidente, Unicef Italia
Anthony Lake, Executive Director, Unicef

Bruno Bozzetto, Presidente Onorario, Asifa-Italia
Maurizio Forestieri, Presidente, Asifa-Italia
Ed Desroches, President, Asifa

8 aprile 2015

Abbiamo saputo che quest'anno Israele sarà il Paese Ospite a 'Cartoons on the Bay', il Festival d'animazione televisiva organizzato dalla RAI che si terrà dal 16 al 18 aprile a Palazzo Labia, Venezia. Inoltre, a Israele verrà conferito il Pulcinella Award 2015 del festival.[1] Felicitazioni sono arrivate dell'ambasciatore israeliano Naor Gilon, intervenuto alla presentazione in Viale Mazzini, mentre Costanza Esclapon, presidente di RaiCom, ha lodato Israele per essere un faro dell'innovazione anche nel campo dell'animazione.[2]

La celebrazione di Israele in un festival centrato sull'animazione per bambini ci sembra quanto mai inopportuna, vista la politica discriminatoria e repressiva che esercita sui bambini palestinesi. Secondo i dati dell'organizzazione israeliana B'Tselem e dell'ONU, dal 2000, sono 1.941 i bambini palestinesi uccisi dalle forze armate israeliane.[3]

A causa dell'occupazione militare, i bambini sono costretti a vivere in condizioni intollerabili, hanno enormi difficoltà di accesso allo studio, e sono sottoposti a trattamenti disumani e degradanti nelle prigioni israeliane.

La stessa UNICEF, che è tra i patrocinanti del festival, ha documentato più volte il "sistematico e diffuso" maltrattamento dei bambini palestinesi nel regime di detenzione militare israeliana.[4]

Leggi tutto: Lettera aperta a Rai, Unicef, Asifa-Italia: Non premiate Israele al festival 'Cartoons on the Bay'

Aggiornamento: al 22 febbraio sono oltre 900 gli artisti che hanno firmato l'appello

Insieme a più di altri 600 artisti comunichiamo oggi che non ci impegneremo più nelle consuete relazioni culturali con Israele. Non accetteremo né inviti professionali in Israele, né finanziamenti, da alcuna istituzione legata al suo governo. A partire dalla guerra dell’estate a Gaza, i palestinesi non hanno avuto respiro dagli incessanti attacchi alla loro terra, alla loro vita, al loro diritto di esistenza politica. “Il 2014, afferma l’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem, è stato uno degli anni più crudeli e mortali nella storia dell’occupazione.” La catastrofe palestinese continua.

Le guerre di Israele si combattono anche sul fronte culturale. Il suo esercito mette sotto attacco le istituzioni culturali palestinesi ed impedisce la libertà di movimento degli operatori culturali. Le sue compagnie teatrali si esibiscono per il pubblico dei coloni in Cisgiordania – quelle stesse compagnie che girano il mondo in veste di diplomatici della cultura, per promuovere il “Marchio Israele”. Nel periodo dell’apartheid in Sudafrica, i musicisti dichiararono che non sarebbero andati a “suonare nella Città del Sole”. Adesso noi diciamo che a Tel Aviv, Netanya, Ashkelon o Ariel, noi non faremo concerti, non accetteremo premi, non parteciperemo a spettacoli, festival o conferenze, non condurremo seminari o master, finché Israele non rispetterà il diritto internazionale e porrà fine all’oppressione coloniale sui palestinesi. Per vedere l’elenco completo delle adesioni, consultare il sito web artistsforpalestine.org.uk 

Khalid Abdalla, Riz Ahmed, Peter Ahrends, Hanan Al-Shaykh, Will Alsop, Richard Ashcroft, John Berger, Bidisha, Nicholas Blincoe, Leah Borrromeo, Haim Bresheeth, Victoria Brittain, Niall Buggy, Tam Dean Burn, Jonathan Burrows, David Calder, Anna Carteret, Taghrid Choucair-Vizoso, Ian Christie, Caryl Churchill, Sacha Craddock, Liam Cunningham, Selma Dabbagh, Colin Darke, April De Angelis, Andy de la Tour, Ivor Dembina, Shane Dempsey, Elaine Di Campo, Patrick Driver, Earl Okin, Sally El Hosaini, Brian Eno, Gareth Evans, Annie Firbank, James Floyd, Aminatta Forna, Jane Frere, Kadija George, Bob Giles, Mel Gooding, Tony Graham, Omar Robert Hamilton, Jeremy Hardy, Mike Hodges, James Holcombe, Rachel Holmes, Adrian Hornsby, Rose Issa, Ann Jungman, John Keane, Brigid Keenan, Hannah Khalil, Shahid Khan, Peter Kosminsky, Hari Kunzru, Paul Laverty, Alisa Lebow, Mike Leigh, Tom Leonard, Sonja Linden, Phyllida Lloyd, Ken Loach, Liz Lochhead, David Mabb, Sabrina Mahfouz, Miriam Margolyes, Kika Markham, Simon McBurney, Sarah McDade, Jimmy McGovern, Pauline Melville, Roger Michell, China Miéville, Russell Mills, Laura Mulvey, Jonathan Munby, Courttia Newland, Lizzie Nunnery, Rebecca O’Brien, Treasa O’Brien, Andrew O’Hagan, Jeremy Page, Timothy Pottier, Michael Radford, Maha Rahwanji, Ravinder Randhawa, Siobhan Redmond, Lynne Reid Banks, Ian Rickson, Leon Rosselson, Kareem Samara, Leila Sansour, Alexei Sayle, Seni Seneviratne, Kamila Shamsie, Anna Sherbany, Eyal Sivan, Gillian Slovo, John Smith, Max Stafford-Clark, Maggie Steed, Sarah Streatfeild, Mitra Tabrizian, Mark Thomas, Cat Villiers, Roger Waters, Esther Wilson, Penny Woolcock, Susan Wooldridge, Emily Young, Andrea Luka Zimmerman

Fonte: The Guardian

Traduzione di BDS Italia

Leggi tutto: Più di 100 artisti britannici annunciano il boicottaggio culturale di Israele

Comunicato stampa

BDS Italia si rivolge a Enrico Rava, Francesco Diodati, Gabriele Evangelista e Enrico Morello. 

Il 19-20 febbraio si svolgerà il Red Sea Jazz Festival nella città israeliana di Eilat sul Mar Rosso. In calendario anche due concerti dell’Enrico Rava New Quartet, che mette insieme il noto jazzista con alcuni dei nuovi talenti come Francesco Diodati, Gabriele Evangelista e Enrico Morello.

Da più parti arrivano appelli agli artisti jazz che si esibiranno al festival di annullare la propria partecipazione in sostegno all’appello palestinese per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele finché non rispetterà i diritti umani e il diritto internazionale.

La società civile palestinese, infatti, ha scritto a tutti gli artisti per ricordare loro che il festival, sponsorizzato da “una ventina di organizzazioni ufficiali israeliane”, si svolge “a pochi chilometri di distanza” dalla Striscia di Gaza, dove nell’ultima aggressione “Israele ha ucciso più di 2.168 palestinesi e ferito oltre 10.895, soprattutto civili”.

Nella lettera dalla Palestina viene rimarcato l’uso che Israele fa della cultura “per mascherare le violazioni del diritto internazionale”, una politica “apertamente confermata dal governo israeliano con il lancio della campagna globale di Brand Israel”. Secondo un portavoce del Ministero degli Esteri israeliano, Brand Israel ha lo scopo di veicolare "una migliore immagine per Israele”, il successo della quale “è parte integrante della sicurezza nazionale". Un linguaggio che ricorda quello utilizzato a suo tempo dal regime d’Apartheid in Sud Africa, e che rivela “un tentativo cinico e sistematico di manipolare l'opinione pubblica mondiale” per “distogliere l'attenzione dai crimini di guerra in corso dipingendo [Israele] come un vivace centro culturale e artistico.”

Leggi tutto: Si moltiplicano gli appelli agli artisti jazz di boicottare il Red Sea Jazz Festival in Israele

Scrivete all'Enrico Rava New Quartet e firmate la petizione internazionale Non suonare per l'Apartheid israeliana

Da cittadini israeliani ad artisti che si esibiranno al Red Sea Jazz Festival:
Non lasciate che Israele utilizzi lo spirito libero del Jazz per mascherare l'Apartheid e l’occupazione militare!

Cari Enrico Rava; Francesco Diodati; Gabriele Evangelista; Enrico Morello; Clarinet Factory; Dorantes; Renaud Garcia-Fons; Joey Alexander; Rachelle Garniez;

Siamo cittadini di Israele che si oppongono al continuo trasferimento forzoso per mano del nostro governo del popolo palestinese, attraverso politiche di occupazione militare e d’apartheid.[1] Scriviamo a voi, al fine di assicurarci che siate a conoscenza di tutte le implicazioni morali di un’esibizione in Israele in questo momento. Vi chiediamo di rimandare i vostri concerti, al giorno in cui Israele avrà posto fine all’occupazione militare e alle politiche d’apartheid.

È impossibile non parlare della sede del festival e della sua storia. Tra il 1947 e il 1948 le milizie israeliane portarono avanti la pulizia etnica della popolazione indigena palestinese della Palestina. Oltre 500 villaggi furono distrutti. I massacri di migliaia di persone portarono alla fuga la metà della popolazione per paura per le loro vita.[2] Ci rifiutiamo di dimenticare che Eilat sorge su quello che una volta era il villaggio palestinese di Umm Rashrash [3], e che l'intera area fu sfacciatamente ribattezzata con il nome dell'operazione militare di pulizia etnica, "Uvda", che in ebraico significa "fatto,” cioè "creare fatti sul campo". Il Ministero del Turismo israeliano, uno dei fondatori del Red Sea Jazz Festival, al quale state per prendere parte, non ha remore a usare questo nome.[4]

Leggi tutto: Cittadini israeliani: Non lasciate che Israele utilizzi lo spirito libero del Jazz per mascherare...

►Inviate la lettera di BDS Italia all'Enrico Rava New Quartet 

La Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI) invita gli artisti e i fan del jazz a boicottare il Red Sea Jazz Festival - Inverno 2015 a Eilat, 19-21 febbraio. PACBI ritiene che questo festival, così come analoghe iniziative culturali sostenute da istituzioni statali israeliane, è stato ideato per mascherare i crimini dell'apartheid israeliana. Il festival vanta sul suo sito web la sponsorizzazione di una ventina di organizzazioni ufficiali israeliane, tra cui il Ministero della Cultura e dello Sport, il Ministero del Turismo e il Comune di Eilat.[1]

Mentre il Red Sea Jazz Festival “torna per il quinto anno nella città meridionale di Eilat [per] un weekend ricco di cultura e musica”,[2] a pochi chilometri di distanza, la Striscia di Gaza non si è ancora ripresa dall'ennesima guerra feroce israeliana. Nella sua ultima aggressione a Gaza, Israele ha ucciso più di 2.168 palestinesi e ferito oltre 10.895, soprattutto civili.[3] Ospedali, ambulanze, soccorritori, moschee, chiese e centri di accoglienza per persone con esigenze particolari non sono stati risparmiati dai missili "intelligenti" di Israele - forniti dagli USA - e dai proiettili di artiglieria.

Le parole non possono descrivere questa campagna omicida; Israele ha annientato intere famiglie nelle loro case, mentre i suoi aerei da guerra hanno preso di mira e bombardato casa dopo casa.[4] Oltre 16.000 case sono state distrutte o gravemente danneggiate in questi attacchi criminali.[5] Le famiglie sono state prese di mira e uccise nelle scuole delle Nazioni Unite dove hanno cercato rifugio, spesso dopo che a Israele sono state ripetutamente fornite le coordinate esatte delle scuole - rivelando un intento deliberato di uccidere e terrorizzare i civili.[6] Quasi mezzo milione di palestinesi sono stati sfollati con la forza [7] quando il regime israeliano ha ampliato la sua cosiddetta zona cuscinetto per comprendere il 45% del già ristretto territorio di Gaza, letteralmente "spingendo i palestinesi nel mare".[8] “Save the Children” ha descritto l'attacco israeliano su Gaza come una "guerra contro i bambini".[9]

Leggi tutto: Appello dalla Palestina: Boicotta il Red Sea Jazz Festival - Inverno 2015

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