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L’Itimaraty, il Ministero degli Affari Esteri brasiliano, ha emesso una nota Mercoledì sera dicendo che considera “l’escalation di violenza tra Israele e Palestina” come “inaccettabile” e che il Brasile “condanna fermamente l'uso sproporzionato della forza da parte di Israele nella Striscia di Gaza.”

La nota ha detto che l'ambasciatore del Brasile a Tel Aviv, Henrique Pinto, è stato richiamato, una mossa che il sito Globo News Brazil ha etichettato come “eccezionale,” aggiungendo che una tale tattica viene “presa quando il governo vuole mostrare il suo malcontento e ritiene che la situazione in altro/i paese/i è estremamente grave.”

Il quotidiano Folha de S.Paulo riferito Giovedi che il Brasile ha anche convocato l'ambasciatore israeliano in Brasile, Rafael Eldad.

Leggi tutto: Il Brasile ritira il proprio ambasciatore da Tel Aviv a seguito dell'offensiva di Israele contro...

La Scuola di pace della Valle d'Aosta ha lanciato oggi durante una conferenza stampa la campagna "Boicotta i prodotti israeliani". "E' un'iniziativa internazionale promossa dai pacifisti israeliani e palestinesi, alla quale aderiamo alla luce dei fatti di Gaza", ha spiegato Andrea Asiatici, direttore dell'associazione.

"Distribuiremo i volantini con i marchi da non acquistare nel centro di Aosta - ha aggiunto - e fuori dai supermercati della nostra regione". Si tratta in particolare di cinque "marche legate strettamente a Israele" e che riguardano prodotti "ortofrutticoli, farmaceutici, cosmetici, caffè e gasatori per l'acqua", oltre a una dozzina di marchi che "lo sostengono attivamente".

Per Asiatici il boicottaggio è "un'azione diretta non violenta di stile gandhiano, praticabile da tutti, ovunque e sin da subito". Gli obiettivi sono: "a breve termine lo stop alle armi, a medio l'apertura di un dialogo internazionale per la mediazione tra le parti e a lungo la fine dell'occupazione israeliana e la creazioni di due stati per i due popoli o di uno stato multi-religioso".

Fonte: Regione Valle d'Aosta

Leggi tutto: Gaza: Scuola di pace della Valle d'Aosta, boicottare prodotti israeliani

Dopo che l'articolo de ilfattoquotidiano.it ha rivelato che l'Italia è il primo fornitore europeo di armamenti per l'esercito di Netanyahu, i grillini propongono una mozione per dare un freno ad un export da 470 milioni di euro

Fermare la vendita di armi dall’Italia verso Israele. E’ la mozione proposta dal Movimento 5 Stelle, a prima firma Paolo Bernini, dopo che ilfattoquotidiano.it ha rivelato che l’Italia è il primo fornitore europeo di armi destinate all’esercito di Gerusalemme. Anzi, da solo l’export italiano quasi eguaglia quello di Germania, Francia e Regno Unito. Un giro di affari di 470 milioni di euro, secondo i dati dell’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza e Difesa, pari a oltre il 41% degli armamenti regolarmente esportati dell’Unione verso Israele.

La proposta dei 5 Stelle è di bloccare questo commercio per 5 anni, “periodo entro il quale, se non si verificheranno altre operazioni militari e violazioni di diritti civili” contro il popolo palestinese, verrà ripristinata la vendita degli armamenti italiani. Il Movimento 5 Stelle giustifica la mozione elencando i crimini di guerra che Israele ha commesso durante il conflitto pluridecennale con Gaza. “Una escalation di violenza rappresentata da bombardamenti ai danni dei civili“, fino ad arrivare al recente bombardamento sugli ospedali di Gaza, “proibito dalla Quarta convenzione di Ginevra“, continuano i 5 Stelle. Secondo i grillini, l’Europa si deve comportare con Israele come si è comportata con la guerra civile siriana iniziata nel 2011, ovvero rafforzando l’embargo miliare, di cui l’Italia è particolarmente responsabile essendo il primo esportatore.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Leggi tutto: M5S, embargo bellico: “Fermiamo la vendita di armi allo Stato di Israele”

La scorsa settimana, la Critical Ethnic Studies Association ha annunciato sul proprio sito internet che nella sua conferenza è stato formalmente accettato di "appoggiare il movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) e di onorare la chiamata della società civile palestinese, con l’approvazione di una risoluzione sul boicottaggio accademico istituzioni accademiche israeliane.”

L'associazione rappresenta gli studiosi che lavorano in studi e settori etnici che riguardanti le aree colpite dalla storia globale di “razzismo, colonialismo, l'immigrazione, l'imperialismo e la schiavitù.”

Leggi tutto: Sempre più accademici statunitensi si uniscono al boicottaggio accademico di Israele

Diversi tweet dei fan al concerto dei Massive Attack al festival Longitude di Dublino hanno confermato il forte sostegno della band per Gaza. Durante la canzone Safe From Harm sono state proiettate delle crude immagini di Gaza. Il giornale Irish Mirror ha riferito che durante la canzone Unfinished Sympathy, si è fermato tutto per poi proiettare il numero dei morti a Gaza. Il concerto dei Massive Attack chiudeva il festival sul palco centrale.

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 Nel 2010, Robert Del Naja ha affermato il suo impegno per il boicottaggio culturale di Israele in un'intervista con William Parry:

"Penso che noi musicisti abbiamo un ruolo importante da svolgere", ha detto Del Naja. "Trovo che più sono coinvolto, più il movimento diventa qualcosa di tangibile. Mi ricordo quando andavo ai concerti di "Artists Against Apartheid” e di "Rock Against Racism" nello stesso periodo. I gruppi come i Clash e gli Specials hanno avuto molta influenza sulle menti dei giovani in quei giorni".[1]

Note:

[1] The Silent Treatment http://www.newstatesman.com/music/2010/09/israel-interview-boycott-naja
see also "More from Robert Del Naja on the Israel Boycott"
http://www.newstatesman.com/blogs/cultural-capital/2010/09/massive-attack-naja-israel

Fonte: Refrain from Playing Israel

Traduzione di BDS Italia

Leggi tutto: I Massive Attack portano il sostegno per Gaza sul palco del festival Longitude 2014 a Dublino

"Si moltiplicano gli appelli internazionali per chiedere l'embargo delle forniture di armi ad Israele. Il blocco della fornitura delle armi sarebbe previsto dalle normative di molti paesi, in l'Italia la legge 185/90. Infatti non si possono vendere armi a paesi in guerra. E Israele in guerra lo e', nonostante si continui a parlare di 'autodifesa'. L'Italia nel 2005 ha stipulato un accordo di cooperazione militare con Israele. A che serve questo accordo: per fare le stragi di civili e occupare la striscia di Gaza?".

Lo afferma in una nota il deputato di Sel Giulio Marcon, firmatario dell'appello pubblicato nei giorni scorsi dal Guardian e sottoscritto da intellettuali, artisti, attivisti e premi Nobel per la pace. '

"Le stragi di questi giorni non hanno niente a che vedere con l'autodifesa - aggiunge - , non sono mirati, ma volutamente indiscriminati e violano i principi del diritto internazionale umanitario. Israele questa guerra la fa con armi comprate negli Stati Uniti e da molti altri paesi, tra cui l'Italia, che ha appena rifornito Israele di due caccia M-346 (su un totale di 30), prodotti dalla Alenia Aermacchi".

Quindi Marcon conclude: "L'Italia deve al piu' presto revocare quell'accordo di cooperazione militare e bloccare immediatamente le forniture di armi ad Israele. Se si vuole essere credibili come attori impegnati per un negoziato possibile non si puo' essere complici della guerra e della violazione dei diritti umani".

Fonte: Asca

Leggi tutto: Marcon (Sel), Italia sospenda cooperazione e forniture armi Israele

L’agenzia Anadolu ha riferito domenica che partiti di sinistra norvegesi hanno dato il loro sostegno ad un appello di un membro del parlamento per il boicottaggio dei prodotti israeliani, sulla scia del mortale assalto israeliano alla Striscia di Gaza.

Anniken Huitfeldt, deputata del Partito Laburista e Presidente della Commissione della Difesa e degli Affari Esteri nel Parlamento Norvegese, aveva chiesto il boicottaggio dei prodotti israeliani che Israele produce nei territori occupati.

Leggi tutto: Membro del Parlamento Norvegese chiede il boicottaggio di Israele a seguito della sua offensiva...

Lunedì, gli attivisti irlandesi in solidarietà con la Palestina hanno festeggiato a Dublino.

Il Consiglio della città ha approvato una mozione che chiede sanzioni commerciali e un embargo sugli armamenti ad Israele in risposta all’ultima furia omicida di Israele contro la Striscia di Gaza, condannandola come “il terzo massiccio attacco su una popolazione civile di 1,8 milioni di persone largamente indifese nel giro di cinque anni e mezzo.”

La risoluzione chiede un “embargo sugli armamenti” e la sospensione di Israele dall’accordo di commercio preferenziale Euro-Med. Inoltre, autorizza anche il Consiglio comunale ad inviare una delegazione al Ministero degli Affari Esteri irlandese per “incoraggiare il governo irlandese ad intraprendere azioni immediate e concrete” riguardo queste sanzioni.

Leggi tutto: Il Consiglio Comunale di Dublino chiede sanzioni contro Israele e l'embargo degli armamenti

Il Cile ha sospeso le negoziazione per l’Accordo di Libero Scambio (FTA) con Israele e sta considerando il ritiro del proprio Ambasciatore da Tel Aviv per protesta contro la campagna di bombardamenti israeliani sui civili palestinesi nella Striscia di Gaza.

Il gruppo parlamentare cileno-palestinese ha riferito ad HispanTV che il governo cileno si adopererà anche per la condanna di Israele al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) dopo il meeting con Heraldo Munoz.

Leggi tutto: Il Cile sospenderà i colloqui sugli accordi commerciali con Israele a seguito dei bombardamenti...

Nel corso dell'ultima settimana, o giù di lì, il traffico internet sul sito Electronic Intifada è stato a livelli record. Persone da tutto il mondo sono desiderose di conoscere gli avvenimenti della Palestina, mentre l’ultimo violento attacco israeliano sul popolo della Striscia di Gaza sta mietendo sempre più vittime (un centinaio all'ultimo conteggio, ventiquattro dei quali bambini).

Molti di questi visitatori sono nuovi lettori. Una domanda risulta, tra le righe, molto ripetuta tra i lettori: "Cosa possiamo fare?" Dal 2005, la società civile palestinese ha invitato in modo unito al boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro Israele. Il movimento BDS è cresciuto costantemente da allora. Per i cittadini di tutto il mondo preoccupati in queste ore: questo è ciò che si può fare.

Mercoledì scorso, una tappa importante nella crescita del movimento in Australia è stato raggiunto, con il superamento di un ostacolo legale.

Leggi tutto: Con il caso legale australiano che decade, il boicottaggio accademico di Israele ora è "a prova...

Il fondo pensione olandese ABP ha disinvestito da due società israeliane a causa del loro ruolo nella produzione di munizioni a grappolo. Sia Aryt Industries Ltd. che Ashot Ashkelon appaiono in un elenco datato 1 Giugno di imprese escluse dal terzo più grande fondo pensione del mondo.

Il documento sottolinea che la politica di investimento responsabile della ABP permette l'esclusione delle aziende “che continuano a svolgere attività in contrasto con i principi del Global Compact delle Nazioni Unite e che non mostrano alcun segno di voler adattare le loro pratiche.”

Leggi tutto: Il fondo pensione olandese ABP disinveste da due compagnie israeliane

Unite, il più grande sindacato del Regno Unito, ha apostrofato Israele “colpevole del crimine di apartheid” e si è impegnato nella campagna BDS.

Questa settimana a Liverpool, il sindacato, il più grande sostenitore del Partito Laburista, ha discusso tre mozioni alla Palestina in occasione della sua annuale Conferenze sulle Politiche a Liverpool, di cui due sono state approvate.

Leggi tutto: Il più grande sindacato del Regno unito attacca l'apartheid di Israele e si impegna nella...

Nel corso dell'ultima giornata appena trascorsa, dodici membri dell’Unione Europea hanno pubblicato avvisi che esortano i cittadini ad astenersi dall'intraprendere attività commerciali, economiche ed investimenti negli insediamenti o con organismi a loro connessi.

Gli annunci dichiarano che gli insediamenti in Cisgiordania, Gerusalemme Est e nelle Alture del Golan sono illegali, e le attività economiche da parte di individui o imprese comporta rischi legali e finanziari, nonché i rischi per la loro reputazione. Finora 17 nazioni dell'Unione Europea hanno pubblicato tali avvertimenti.

Leggi tutto: Altri 12 Paesi dell'UE mettono in guardia dalle attività commerciali con gli insediamenti israeliani

Il governo ha sconsigliato i cittadini irlandesi di investire o intraprendere qualsiasi attività commerciale con le compagnie negli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati, la Cisgiordania e Gaza.

L’avviso si applica anche alle Alture del Golan in Siria, che Israele conquistò durante la Guerra dei Sei Giorni nel 1967.

Questa mossa è il linea con quanto fatto da molti altri paesi europei e con l’avviso che è stato recentemente pubblicato da Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia, Olanda e Portogallo.

In un comunicato, il Dipartimento degli Affari Esteri ha affermato che l’Irlanda e i suoi partner dell’Unione Europea hanno una chiara posizione circa gli insediamenti israeliani.

Leggi tutto: Il governo irlandese mette in guardia dagli investimenti negli insediamenti israeliani

Il rapper statunitense Talib Kweli ha tweetato, ai suoi quasi 900.000 follower, che non si esibirà in Israele. 

Per quanto mi farebbe piacere tenere un concerto in Israele, ho deciso di non farlo, in solidarietà con i palestinesi che non possono venire alla performance.

Dopo giorni di confronti con tante persone, ho deciso di visitare sia Israele che la Palestina insieme a chi lotta per porre fine a questo stato di apartheid…

…invece di usare la mia arte per forzare l’argomento su quelli che preferirebbero non pensarci. 

 

Leggi tutto: Talib Kweli annulla il concerto in Israele in solidarietà con i palestinesi

Mercoledì, il Portogallo si è unito agli altri sei Paesi europei nel mettere in guardia i propri cittadini dall’intraprendere attività commerciali al di là della Linea Verde, e ci si aspetta che altri 10 Paesi europei pubblichino delle raccomandazioni simili entro la fine della settimana.

L’avvertimento, che appare sul sito internet del Ministero degli Affari Esteri portoghese, è stato scritto usando un linguaggio simile a quelli con cui Spagna ed Italia hanno messo in guardia la scorsa settimana i loro cittadini dall’intraprendere attività commerciali ed investimenti in Cisgiordania, Gerusalemme Est e la Alture del Golan.

Il comunicato afferma che l’Unione Europea considera le colonie israeliane “illegali secondo il diritto internazionale”, un “ostacolo alla pace” e alla soluzione a due Stati.

Leggi tutto: Il Portogallo si unisce alla crescente lista di Stati europei che mettono in guardia dal fare...

Il negozio Ecostream di Brighton ha chiuso dopo una campagna di due anni di manifestazioni, azioni dirette e di strada.

Questa mattina, Ecostream ha rilasciato la seguente dichiarazione: "SodaStream conferma che il negozio Ecostream, situato sulla Western Road a Brighton, è stato chiuso dall'inizio di questa settimana. Dopo il periodo di prova di due anni, l'azienda ha deciso di concentrare i propri sforzi commerciali su altri canali, in particolare sulle partnership di distribuzione al dettaglio."

La catena John Lewis ha inoltre informato oggi Corporate Watch che non terranno più in magazzino prodotti Sodastream. Secondo un funzionario Senior dell’ufficio stampa della John Lewis: “l’azienda [John Lewis, ndt] ha stoccato in magazzino prodotti Sodastream negli ultimi quattro anni, ma alla luce del calo delle vendite abbiamo preso la decisione di non immagazzinare più la gamma di prodotti sopracitata". Gli attivisti hanno manifestato più volte fuori dal negozio della John Lewis, chiedendo alla catena di interrompere il commercio della sua gamma Sodastream e ai consumatori di boicottarne i prodotti.

Leggi tutto: Vittoria: chiude il negozio Ecostream a Brighton, nel Regno Unito

Le esportazioni di merci prodotte negli insediamenti illegali israeliani sono diminuite significativamente, come hanno rivelato statistiche ufficiali. Le merci dirette verso l’Unione Europea sono le più colpite da questo andamento, dato che l’UE continua ad attivarsi per il boicottaggio degli insediamenti. Funzionari israeliani descrivono la situazione come “disastrosa” per le colonie costruite su terra palestinese occupata. Il boicottaggio economico, sociale, accademico e finanziario degli insediamenti-colonie sta crescendo in tutto il mondo.

Leggi tutto: L'economia degli insediamenti israeliani colpita dal boicottaggio internazionale

Lunedì, otto corporazioni transnazionali (TNC), inclusa la compagnia idrica israeliana Mekorot, sono state messe sotto processo a Ginevra per le violazioni dei diritti umani che hanno commesso in tutto il mondo.

Questi casi hanno avuto un’udienza speciale al Permanent Peoples’ Tribunal (PPT), organizzata dalla Global Campaign to Dismantle Corporate Power & Stop Impunity alla Maison des Associations tra le 9 di mattina e le 6 di sera. Il Comitato Nazionale Palestinese per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BNC) e la campagna Stop the Wall hanno dato il via ad una settimana di mobilitazioni a Ginevra, organizzata da dozzine di network internazionali. 

Leggi tutto: Mekorot ed altre grandi corporazioni sotto processo a Ginevra per le violazioni dei diritti...

Queste due nazioni si uniscono a Francia, Regno Unito e Germania nell'avviso contro i rischi legali e finanziari.

Di Barak Ravid

I governi spagnolo ed italiano, hanno emesso venerdì un avvertimento ai propri cittadini contro il fare affari con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, a Gerusalemme Est, e nelle alture del Golan. I ministri degli esteri dei due paesi hanno annunciato che le imprese che esercitano un'attività economica negli insediamenti sarebbero vulnerabili ad una serie di rischi.

Secondo gli annunci fatti da Spagna e Italia, l'Unione europea ed i suoi Stati membri non riconoscono il governo israeliano in Cisgiordania, Gerusalemme Est e le alture del Golan, che sono stati conquistati nel 1967, e considerano gli insediamenti illegali dal diritto internazionale.

Per questo motivo, dicono gli annunci, le aziende private che fanno affari, trasferiscono fondi, investono denaro, firmano contratti, acquistano terreni o ricevono servizi turistici da società negli insediamenti corrono rischi legali e finanziari.

Leggi tutto: Spagna e Italia mettono in guardia i cittadini dal fare affari con gli insediamenti.

Fermiamo la Pizzarotti

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