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Oggi, attivisti del movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni hanno manifestato presso gli uffici locali della G4S, compagnia private di sicurezza e servizi carcerari, in segno di protesta contro la sua attività nei carceri e presso i checkpoint dell’apartheid in Israele e contro il suo sostegno ai crimini israeliani contro il popolo palestinese. L’azione, nominata ‘Presidio contro chi trae profitto: fine dell’occupazione, rottura dell’assedio‘ ha visto dozzine di residenti di Portland alzare la voce contro G4S.

Dalla pagina dell'evento:

“Israele ha bisogno del sostegno delle corporazioni per mantenere l’Occupazione e il “tutto come prima”: il doloroso imprigionamento e gli abusi dei diritti umani dei palestinesi. La lotta per la giustizia in Palestina dipende da un movimento vasto e variegato. Togliendo il supporto e sfidando tutte le forme di oppressione, possiamo rendere le nostre azioni più efficaci e più accattivanti, e meno soggette alla manipolazione da parte dei media pro-Israele. BDS sta per Movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS)  – un appello per una resistenza globale e pacifica contro il militarismo, il ladrocinio della terra ed altri abusi dei diritti umani palestinesi da parte di Israele. Questa chiamata, che arriva dalla società civile palestinese, emula l’efficace strategia usata per minare i benefici economici del governo dell’apartheid in Sud Africa.”

Leggi tutto: Foto: a Portland il movimento BDS prende di mira la G4S, che trae profitto dalle carceri israeliane

Gli attivisti della San Francisco Bay Area non hanno permesso ad una imbarcazione della più grande compagnia israeliana di spedizione marittima di attraccare e scaricare al porto di Oakland per Quattro giorni consecutivi.

Martedì 19 Agosto alle 6:45 del mattino, gli attivisti hanno dichiarato un’ulteriore vittoria contro la Zim Line, che sta tentando di attraccare al porto di Oakland da Sabato 16 Agosto.

Lara Kiswani, direttrice esecutiva dell’Arab Resource and Organizing Center locale, ha riferito a The Electronic Intifada che aspetteranno di sentire se oggi la Zim Line abbandonerà l’area del Porto di Oakland con il carico che trasporta. “Altrimenti,” scrive Kiswani in una mail, “continueremo la nostra mobilitazione finchè non lo fa.”

Leggi tutto: Impedito ad Imbarcazione israeliana di attraccare e scaricare ad Oakland per quattro giorni...

I maggiori esportatori di generi alimentari israeliani stanno affrontando un’ondata senza precedenti di cancellazione degli ordini dall’Europa come risultato del più recente massacro dei palestinesi a Gaza ad opera di Israele.

SuperValu, la più grande catena di distribuzione alimentare in Irlanda, ha riferito la scorsa settimana ai media irlandesi che ha ritirato i prodotti israeliani dai suoi negozi.

E i media israeliani suggeriscono che altri grandi rivenditori europei hanno preso decisioni simili senza annunciarle pubblicamente.

Le compagnie israeliane d’esportazione frutta e verdura hanno affrontato cancellazioni degli ordini dalla Scandinavia, Regno Unito, Francia, Belgio e Irlanda.

Leggi tutto: Con il boicottaggio europeo che aumenta, la più grande catena di distribuzione alimentare in...

Questa lettera aperta, sottoscritta da 147 figure alla data indicata, è stata scritta dai membri del Middle East Caucus (MEC) della Società per gli Studi sul Cinema e sui Media (SCMS), ed è stata approvata dall’Asian/Pacific American Caucus dello SCMS, dal Center for Constitutional Rights, dal U.S. Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel, dall’Indian Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel, dall’Association des Universitaires pour le Respect du Droit International en Palestine, e dal Palestine Solidarity Committee in India.  La lettera sarà infine inviata al Consiglio Esecutivo dell’SCMS insieme alla richiesta che faciliti, a livello di organizzazione, la considerazione di un appoggio ufficiale al BDS. La lista completa delle sottoscrizioni più essere consultata a questo link. Firme aggiuntive da parte di studiosi e comunità cinematografiche e dei media possono essere inviate a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Leggi tutto: Registi e studiosi di film e media condannano l'assalto a Gaza ed appoggiano la chiamata al BDS

Come ebrei sopravvissuti al genocidio nazista e i nostri discendenti condanniamo inequivocalbilmente il massacro di Palestinesi a Gaza e l'occupazione e colonizzazione della Palestina storica. Condanniamo anche gli Stati Uniti perchè provvede a Israele i fondi per portare avanti l'attacco, e gli Stati occidentali in modo generale per usare le sue strutture diplomatiche per proteggere Israele dall'essere condannato. Il genocidio inizia con il silenzio del mondo.

Siamo allarmati per la estrema e razzista disumanizzazione dei palestinesi nella società israeliana, che ha raggiunto l'apice. In Israele i politici e gli opinionisti del 'Times of Israel' e del 'Jerusalem Post' chiamano apertamente al genocidio del palestinesi e gli israeliani di destra adottano gli emblemi neo-nazisti.

Inoltre, siamo disgustati ed indignati per gli abusi della nostra storia a mano di Elie Wiesel nelle pagine che promuovono palesemente delle falsità per giustificare l'ingiustificabile: lo sforzo totale d'Israele per distruggere Gaza e l'assassinio di circa 2000 palestinesi, tra cui centinaia di bambini. Niente può giustificare il bombardamento dei rifugi ONU, di case private, di ospedali ed università. Niente può giustificare il privare le persone di elettricità ed acqua.

Dobbiamo alzare la nostra voce collettivamente ed usare il nostro potere collettivo per finire ogni forma di razzismo, compreso l'attuale genocidio del popolo palestinese. Chiediamo la fine immediata dell'assedio e del blocco contro Gaza. Chiamiamo al totale boicottaggio economico, culturale ed accademico di Israele. 'Mai più' dev'essere MAI PIÙ PER TUTTI! 

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La campagna “Long live Palestine boycott Israel” è cresciuta da poche centinaia di utenti ai primi di luglio a oltre duecentocinquantamila oggi.

Le ostilità a Gaza sembrano avere determinato una forte crescita della campagna di boicottaggio contro Israele – o almeno di quella parte che usa gli app per individuare i prodotti da colpire.

Buycott, un app che cataloga i marchi e i loro derivati e permette agli utenti di iniziare una campagna per sostenere o boicottare, riferisce che il numero delle persone che usa il suo gruppo “Long live Palestine boycott Israel” è improvvisamente salito nel mese scorso - da poche centinaia di utenti ai primi di luglio ad oltre duecentocinquantamila oggi.

Long live Palestine” è il gruppo più seguito sui siti del boicottaggio. Il secondo più seguito è "Avoid Israeli Settlement Products". Entrambi stanno rapidamente crescendo, secondo quanto riferisce l'International Business Times.

Attualmente vi è solamente una campagna pro Israele su Buycott. Nonostante sia stato creato più di un anno fa, ha solo 1380 sostenitori.

Leggi tutto: La guerra di Gaza produce un grande aumento degli App per il boicottaggio di Israele

Secondo una dichiarazione pubblicata dal sito web locale Sevenstreets.com Sabato, Pete Wylie, leggendario chitarrista e cantautore di Liverpool, si è ritirato dall’International Music Festival organizzato dalla città a causa dell’utilizzo da parte del consiglio comunale dei servizi di sicurezza della G4S.

L’annuncio di Wylie fa riferimento alle accuse di abusi dei diritti umani contro la G4S, la compagnia anglo-danese che fornisce servizi di sicurezza ai checkpoint, alle carceri e alle stazioni di interrogatorio in Israele - inclusi quelli dove i bambini palestinesi sono stati detenuti in isolamento.

Leggi tutto: Musicisti condannano i legami del Consiglio Comunale di Liverpool con G4S, citando gli abusi sui...

di Jimmy Johnson

Un gruppo di personaggi di alto profilo, in prevalenza politici dal Centro America, Sud America e Caraibi tra cui il presidente boliviano Evo Morales, l’autrice usa Alice Walker, il deposto presidente dell'Honduras Manuel Zelaya, l'ex presidente cubano Fidel Castro, il musicista cubano Silvio Rodrígiuez, l’autore ecuadoriano Eduardo Galeano e altri hanno firmato una dichiarazione di solidarietà con il popolo palestinese sotto la bandiera della Rete per la Difesa dell'Umanità.

La dichiarazione dal titolo "In difesa della Palestina" condanna l'occupazione israeliana coloniale della Palestina, gli attacchi in corso sulla Striscia di Gaza, l'imperialismo Usa e la complicità europea nelle azioni di Israele, mentre chiedono il sostegno alla campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni globali.

Si prende come punto di partenza la dichiarazione del 30 luglio fatta dal presidente boliviano Evo Morales dove si condanna Israele come stato terrorista, una dichiarazione effettuata al momento di revocare un accordo del 1972 sul visto israeliano-boliviana in risposta agli attacchi continui di Israele ai palestinesi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.

Leggi tutto: Fidel Castro, Alice Walker, Evo Morales condannano Israele, unendosi all'appello latino americano...

Dopo intense proteste in rete, il noto fabbricante di cosmetici francese boccia l'iniziativa del distributore locale

L’Oréal ha sconfessato la distributrice israeliana dei suoi prodotti cosmetici per aver fatto una donazione all'esercito israeliano. Sulle reti sociali si era scatenato un tornado che metteva sotto accusa la distributrice Garnier Israele (saponi, deodoranti, creme, depilanti, pomate, shampoo) che -in piena aggressione e bombe lanciate sui civili di Gaza- si era soladirizzata con le donne soldato israeliane, capaci di curare la propria bellezza anche durante i massacri.

La reazione indignata di  migliaia di persone contro questa riprovevole iniziativa pubblicitaria, ha spinto la casa-madre de l'Oreal di Parigi a dissociarsi  e chiedere pubblicamente scusa. In un comunicato ha reso noto che "...siamo sorpresi, perchè è nostra regola non parecipare in un conflitto o in dispute politiche... condanniamo questa iniziativa di un distributore locale". La vicenda dimostra che i consumatori hanno un certo potere quando reagiscono simultaneamente.

Fonte: Selvas

Leggi tutto: L'Oreal condanna donazione dei prodotti Garnier alle soldatesse d'Israele

[La seguente lettera, che invita studiosi e bibliotecari di studi sul Medio Oriente a boicottare le istituzioni accademiche israeliane, è stata presentata a nome dei firmatari qui sotto a Jadaliyya il 6 agosto 2014

AGGIORNAMENTO
L'appello è ora stato sottoscritto da più di 400 studiosi e bibliotecari. L'elenco completo delle firme si trova sul sito Mondoweiss ]

Noi sottoscritti, studiosi e bibliotecari che lavorano sulla tematica del Medio Oriente, riteniamo che il silenzio sull’ultima catastrofe umanitaria causata dal nuovo attacco militare di Israele sulla Striscia di Gaza, il terza e più devastante negli ultimi sei anni, costituisca complicità. I governi mondiali e i media mainstream non ritengono Israele responsabile per le sue violazioni del diritto internazionale. Noi, tuttavia, come comunità di studiosi impegnati con il Medio Oriente, abbiamo la responsabilità morale di farlo.

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Gli attivisti in solidarietà con la Palestina nel Regno Unito hanno gridato vittoria Lunedì, quando il Consiglio Esecutivo Nazionale (NEC) del Sindacato Nazionale Studentesco (NUS) ha votato l’approvazione di una mozione in solidarietà con la Palestine, e per un embargo delle armi contro Israele.

La mozione del NEC ha condannato il letale assalto di Israele in corso e il blocco della Striscia di Gaza.

Ha anche invitato i membri del NUS, che calcola sette milioni di student, a boicottare “le corporazioni complici del finanziamento e dell’aiuto all’apparato militare israeliano, G4S e Hewlett Packard incluse.”

Leggi tutto: Nel Regno Unito il Sindacato Nazionale degli Studenti condanna Israele e chiede il boicottaggio

Mentre viene annunciata una nuova tregua umanitaria, Emergency guarda con dolore e indignazione il bilancio degli attacchi contro i civili e le gravi violazioni del diritto umanitariocompiute a Gaza nell'ambito dell'operazione "Protective Edge". A oggi si contano almeno 1.800 morti palestinesi (per il 70% civili, secondo le Nazioni Unite) e 67 vittime in Israele (tra cui 3 civili).

A Gaza sono state colpite scuole, strutture sanitarie, infrastrutture. Un massacro di civili inaccettabile, portato avanti in nome del "diritto all'autodifesa", fingendo di ignorare che questa guerra, così come quelle che l'hanno preceduta, non porterà sicurezza o pace né ai cittadini israeliani né a quelli palestinesi. Porterà solo nuovi lutti, nuova distruzione, nuovo odio, nuova guerra.

L'Italia, all'interno dell'Unione Europea, è il principale fornitore di sistemi militari a Israele. Chiediamo che il nostro Stato, la nostra Repubblica che ripudia la guerra, non sia complice di questa delirante spirale di violenza. Chiediamo che il governo italiano sospenda immediatamente l'accordo di cooperazione militare con Israele, le prossime esercitazioni dei caccia israeliani nei cieli di Sardegna e la fornitura di sistemi militari, nel rispetto della legge italiana (la legge 185/90 vieta di vendere armi a Paesi in conflitto o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani) e dell'articolo 11 della nostra Costituzione che ripudia la guerra. Ci uniamo a tante voci, italiane e internazionali, nel chiedere che l'Italia, nel semestre di presidenza dell'Unione Europea, si faccia promotrice di un vero percorso di pace, con gli strumenti della diplomazia e dei diritti.

Fonte: Emergency

Leggi tutto: Emergency: Gaza, massacro di civili. L'Italia interrompa la fornitura di armi a Israele

Una scelta più che altro simbolica: il commercio bellico di Madrid con Tel Aviv è dell’1 per mille sul totale dell'export militare

Il governo di Mariano Rajoy ha sor­pas­sato «a sini­stra» tutti gli altri governi euro­pei, Ita­lia com­presa. In una riu­nione del Comi­tato inter­mi­ni­ste­riale del com­mer­cio estero di gio­vedì scorso — anche se la noti­zia è stata resa nota solo lunedì sera da Cadena Ser — la Spa­gna ha deciso di con­ge­lare «cau­te­lar­mente» l’autorizzazione alla ven­dita di armi verso il governo di Israele. La deci­sione, che non ha carat­tere retroat­tivo, non ha data di sca­denza, ma potrebbe essere rivi­sta già a set­tem­bre, non appena il Comi­tato tor­nerà a riunirsi.

La noti­zia ha un impatto poli­tico note­vole e ha sor­preso tutti gli osser­va­tori del paese. Per­sino Izquierda Unida, per bocca di Alberto Gar­zòn — pro­ba­bile can­di­dato capo­li­sta per le pros­sime ele­zioni poli­ti­che — ha com­men­tato sul suo pro­filo di Face­book: «Incre­di­bile, qual­cosa di buono che fa il governo».

Ma a ben guar­dare stiamo par­lando di bri­ciole: meno dell’1 per mille dell’export totale di armi. Nel 2013 la Spa­gna ha ven­duto a Israele arma­menti per meno di 5 milioni di euro (soprat­tutto pistole, 4x4, spo­lette, mor­tai e gra­nate illu­mi­nanti) su un totale di circa 4 miliardi di euro di espor­ta­zioni bel­li­che. Per con­fronto, nello stesso anno, i paesi del Golfo hanno com­prato arma­menti dalla Spa­gna per un valore di circa 1,24 miliardi. La novità sta nel fatto che per la prima volta la Spa­gna, appli­cando il Trat­tato Inter­na­zio­nale sul Com­mer­cio di Armi, sospende la ven­dita a un paese che non rispetta i diritti umani in maniera uni­la­te­rale, senza aspet­tare il con­senso degli altri paesi dell’Unione Euro­pea. Lo aveva già fatto per esem­pio per la Libia, l’Egitto o il Vene­zuela, ma sem­pre sotto l’ombrello europeo.

Leggi tutto: Gaza: La Spagna di Rajoy sospende la vendita di armi a Israele

Il Film Festival Ebraico nel Regno Unito (JFFUK) ha perso la sua sede principale, dopo che il Teatro Tricycle a nord di Londra si è rifiutato di ospitarlo a causa dei finanziamenti che il JFFUK riceve dal governo israeliano.

I gestori del teatro, che si descrive come “una sede locale con una visione internazionale,” hanno affermato che poichè il festival è stato in parte finanziato dal governo israeliano attraverso la sua ambasciata, ricevere soldi da esso sarebbe “inopportuno, data l'attuale conflitto in Israele e Gaza.”

La decisione, tuttavia, è stata immediatamente condannata come "vergognosa" da parte del Consiglio dei Deputati e del Jewish Leadership Council, che ha sostenuto che ciò dimostra che "il boicottaggio di Israele porta inevitabilmente alla persecuzione della cultura e degli individui ebraici in tutto il mondo.”

Leggi tutto: Il Film Festival Ebraico perde la sua sede principale a causa dei finanziamenti del governo...

Dopo gli ennesimo bombardamenti sui civili nella Striscia, il governo britannico promette una revisione "caso per caso" di tutte le licenze per le forniture belliche operative a Gerusalemme "per confermare o meno quello che noi pensiamo, che siano appropriate": verranno rivisti gli invii di armamenti, materiale per software e comunicazioni militari. Stop alle vendite se "c’è un chiaro rischio che possano provocare o prolungare il conflitto"

Nessuno stop alla fornitura di armi dal Regno Unito verso Israele, ma il governo di David Cameron promette ora una revisione “caso per caso” di tutte le licenze per le forniture militari operative, per cercare di capire quali di questi accordi preveda l’invio di “tecnologie per la repressione interna”. Non un dietrofront, quindi, ma comunque una prima, importante presa di coscienza da parte della Gran Bretagna. Quanto succede in Medio Oriente preoccupa Downing Street e il parlamento britannico, nonostante lo stesso Cameron, anche recentemente, abbia più volte ripetuto che “Israele ha un legittimo diritto all’autodifesa”. Però, domenica 3 agosto, dal governo del Regno Unito è arrivato anche un sostegno all’Onu. “Hanno fatto bene a condannare il bombardamento delle scuole definendolo ‘un oltraggio morale’”, ha detto il primo ministro conservatore. Così, ora, Londra si trova davanti a un bivio, prendere parte e condannare Israele, come del resto sta facendo già da settimane il partito laburista all’opposizione, oppure continuare a fare come gran parte del mondo occidentale. E la strada intrapresa da Cameron nelle ultime ore sembra chiara: interrogarsi sulla natura del proprio rapporto con quel paese. Per confermare la propria posizione, quasi sicuramente, ma pur sempre con dei distinguo.

Leggi tutto: Gaza, Londra rivede forniture militari a Israele: “Basta, se usate per repressione”

Il Soros Fund Management, l’ufficio di famiglia dell'investitore miliardario George Soros, ha venduto la sua partecipazione in SodaStream, il produttore di apparecchi per bevande che trae profitto dall'occupazione israeliana dei territori palestinesi e reso popolare dall’attrice testimonial Scarlett Johansson.

La decisione è arrivata quando un certo numero di grandi investitori internazionali, tra cui il fondo collegato al fondatore di Microsoft Bill Gates, si sono uniti al crescente boicottaggio finanziario di Israele, in mezzo alla pressione apportata dal movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) e di altri gruppi che cercano più diritti per i palestinesi.

Leggi tutto: Il Soros Fund Management svende la sua partecipazione azionaria nell'azienda israeliana SodaStream

SodaStream Giappone ha annunciato la cancellazione del suo evento promozionale “SodaStream in BC426” il 28 Luglio, pochi giorni prima del suo ampiamente pubblicizzato inizio.

In una conferenza stampa da parte SodaStream Giappone il 19 Giugno, è stato annunciato un progetto per l’utilizzo dello spazio esistente "Bakery Cafe 426 Omotesando" dall’1 al 17 Agosto per promuovere il dispositivo casalingo di preparazione di bevande gasate a Omotesando, un quartiere famoso per la cultura giovanile e lo shopping marchi internazionali come Louis Vitton e Gucci.

Leggi tutto: Vittoria BDS: SodaStream Giappone annulla il suo "Soda Shop", con il massacro di Gaza in corso

Attivisti in Scozia dicono che c'è una repulsione diffusa contro gli attacchi contro i palestinesi.

Gli attivisti in Scozia sono riusciti a fare pressione sugli organizzatori di un festival delle arti per la rimozione dell'Incubator Theater Company finanziato da Israele, da un locale nel centro di Edimburgo.

Le proteste contro la rappresentazione di Incubator, un "opera hip-hop" intitolata The City, sono iniziate con una lettera firmata da oltre cinquanta tra  gli artisti e scrittori di più alto profilo in Scozia, tra cui la scozzese Makar (poeta laureato) Liz Lochhead. La rappresentazione era in programma per il Fringe di Edimburgo, reputato il più grande festival delle arti del mondo.

Altri firmatari della lettera aperta chiedono il boicottaggio di Incubator inclusi il romanziere e pittore Alasdair Gray ed il drammaturgo David Greig.

Era stato previsto un picchetto quotidiano del teatro pop-up organizzato da Underbelly,  promotore del festival,. Le manifestazioni sono state convocate dal Palestine Solidarity Campaign scozzese e da altri gruppi di solidarietà palestinesi.

Leggi tutto: Rappresentazione israeliana espulsa dalla sede di Edimburgo. Scozzesi protestano contro l'attacco...

Mercoledì, la Bolivia ha rinunciato all’Accordo di Esenzione dei Visti con Israele per protestare contro la sua offensiva a Gaza, e lo ha dichiarato Stato terrorista.

Il presidente Evo Morales ha annunciato la mossa durante un colloquio con un gruppo di educatori nella città di Cochabamba.

"Significa, in altre parole, che lo dichiariamo [Israele, ndt] uno Stato terrorista", ha detto.

Leggi tutto: La Bolivia dichiara Israele "Stato terrorista" a seguito della sua offensiva contro Gaza

Come il Brasile, anche il Perù, l’Ecuador, il Cile e El Salvador hanno richiamato i propri ambasciatori da Tel Aviv per protestare per i “bombardamenti indiscriminati” sulla Striscia di Gaza.

In Cile, paese che al momento è membro a rotazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, vive una delle principali comunità di palestinesi al di fuori del Medio Oriente.

Fonte: Notizie Geopolitiche

 

Leggi tutto: Cinque paesi latino-americani richiamano gli ambasciatori da Israele

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