Lanciata dalla stragrande maggioranza delle organizzazioni della società civile palestinese nel 2005 e ispirata dal movimento contro l’apartheid in Sudafrica, la campagna per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) è ormai un diffuso movimento internazionale.

La campagna BDS si sta dimostrando capace di ottenere un sostegno di massa e di convincere aziende, istituzioni culturali, artisti e governi ad aderire o osservare il boicottaggio di Israele. Unisciti alla campagna per contribuire a costruire il movimento internazionale BDS contro il regime israeliano di occupazione, colonialismo e apartheid.

1. Prodotti delle società israeliane o aziende internazionali complici dell’occupazione

Cercare di boicottare ogni singola azienda complice dell’apartheid israeliana è un compito arduo che ha poche possibilità di avere un impatto concreto. Ha più senso concentrarsi su società o prodotti oggetti di campagne nazionali o internazionali. Di seguito alcuni prodotti che si trovano in Italia.

» Scarica il volantino finta pubblicità con i prodotti da boicottare

Leggi tutto: 8 modi per sostenere la Palestina attraverso il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro...

BDS Italia è un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all'appello della società civile palestinese del 2005 e promuovono campagne e iniziative BDS a livello nazionale e locale.

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Campagne:
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Appello della Società Civile Palestinese al boicottaggio, al ritiro degli investimenti e all'applicazione di sanzioni contro lo stato di Israele fino a quando non rispetterà il Diritto Internazionale ed i Principi Universali dei Diritti dell'Uomo.

9 Luglio 2005

Un anno dopo lo storico parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) che ha giudicato illegale il Muro costruito da Israele nei territori Palestinesi occupati, Israele continua la costruzione del Muro coloniale in totale disprezzo della decisione della Corte. Dopo 38 anni di occupazione della Cisgiordania Palestinese (compresa Gerusalemme Est), della Striscia di Gaza e delle alture siriane del Golan, Israele continua a espandere le colonie ebraiche. Israele si è annessa unilateralmente Gerusalemme-Est occupata e le alture del Golan e sta ora di fatto annettendosi per mezzo del Muro parti importanti della Cisgiordania.

Israele si sta anche preparando – all'ombra del suo previsto ritiro dalla Striscia di Gaza – a costruire e espandere le colonie nella Cisgiordania. Cinquantasette anni dopo che lo Stato di Israele è stato costituito sulla terra ripulita etnicamente dei suoi proprietari palestinesi, una maggioranza di palestinesi sono profughi, molti dei quali senza una nazione. Inoltre, il rafforzato sistema israeliano di discriminazione razziale contro i suoi cittadini Arabo-Palestinesi rimane intatto.

Alla luce delle sistematiche violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, e

Dato che, dal 1948, centinaia di risoluzioni dell'ONU hanno condannato le politiche coloniali e discriminatorie di Israele come illegali e sollecitato immediati, adeguati e effettivi rimedi, e

Dato che tutte le forme di intervento internazionale e di peace-making hanno fino ad ora fallito nel convincere o forzare Israele a rispettare le leggi umanitarie, i diritti umani fondamentali e a porre termine alla occupazione e all'oppressione del popolo palestinese, e

In considerazione del fatto che persone di coscienza nella comunità internazionale si sono storicamente prese la responsabilità morale di combattere l'ingiustizia, come esemplificato dalla lotta per l'abolizione dell'apartheid in Sud Africa attraverso diverse forme di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni;

Inspirati dalla lotta dei Sudafricani contro l'apartheid e nello spirito di solidarietà internazionale, coerenza morale e resistenza all'ingiustizia e all'oppressione,

Noi, rappresentanti della società civile palestinese, chiediamo alle organizzazioni internazionali della società civile ed alle coscienze degli uomini di tutto il mondo di imporre ampi boicottaggi e realizzare iniziative di disinvestimento contro Israele simili a quelle applicate al Sud Africa nel periodo dell'apartheid. Noi facciamo appello a voi perchè facciate pressione sui vostri rispettivi stati per imporre embargo e sanzioni contro Israele. Noi invitiamo anche gli israeliani di buona volontà a sostenere questa richiesta, nell'interesse della giustizia e di una pace effettiva.

Queste misure punitive non-violente dovrebbero essere mantenute fino al momento in cui Israele farà fronte ai suoi obblighi di riconoscere il diritto inalienabile del popolo Palestinese all'autodeterminazione e di rispettare completamente le norme del diritto internazionale:

  • Ponendo termine alla occupazione e alla colonizzazione di tutte le terre arabe e smantellando il Muro
  • Riconoscendo i diritti fondamentali dei cittadini Arabo-Palestinesi di Israele alla piena uguaglianza
  • Rispettando, proteggendo e promovendo i diritti dei profughi palestinesi al ritorno nelle loro case e nelle loro proprietà come stabilito nella risoluzione 194 dell'ONU

Questo appello è stato sottoscritto da oltre 170 organizzazioni (partiti politici, sindacati e associazioni) che rappresentano in modo integrato le tre parti del popolo Palestinese: i profughi palestinesi, i palestinesi sotto occupazione e i palestinesi cittadini di Israele. 

BDS Movement

Il movimento BDS sostiene la parità di diritti per tutte e tutti e perciò si oppone ad ogni forma di razzismo, fascismo, sessismo, antisemitismo, islamofobia, discriminazione etnica e religiosa. 

Adesioni italiane (arrowclicca per aderire):

100 idee per la pace - Siena
Agenzia AMISnet
Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese
Associazione Amicizia Italo-Palestinese - Firenze
Associazione Amicizia Sardegna Palestina
Associazione Campi Aperti - Bologna
Associazione Casa per la Pace - Milano
Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
Associazione Culturale Sogni di un Mondo Diverso - Benevento
Associazione Ita-Nica - Livorno
Associazione Oltre il Mare
Associazione Orlando - Bologna
Associazione per la Pace
Associazione Restiamo Umani con Vik, Venezia
Associazione Senza Paura - Genova
Associazione Stelle Cadenti, artisti per la pace
Associazione Zaatar
AssoPace Palestina
BDS Firenze
BDS Milano
BDS Pisa
BDS Sardegna
BDS Trieste
Berretti Bianchi
Cagliari Social Forum
Campagna Solidarietà Palestina - Marche
Collettivo Antifascista Molfetta - Palestina
Collettivo Autonomo Studenti Casteddu - Cagliari
Collettivo Handala - Salerno
Collettivo PalestinaRossa, Milano
Collettivo politico "Guevara" - Puglia
Collettivo Universitario Autonomo Casteddu - CUA - Cagliari
Comitato Antirazzista Cobas - Palermo
Comitato BDS Campania
Comitato Con la Palestina nel cuore - Roma
Comitato di base NoMuos/NoSigonella
Comitato di solidarietà con il popolo palestinese di Torino
Comitato InBosa, Bosa
Comitato Monteverde per la Palestina, Roma
Comitato Palestina Bologna
Comitato Pistoiese per la Palestina
Comitato salernitano per la pace e il disarmo
Comitato varesino per la Palestina
Commercio Equo e Solidale Coop. Soc. onlus - Lecce
Cooperativa Johar scs - Torino
Cooperativa La Terra e il Cielo, Arcevia (AN)
Coordinamento BDS Roma e Provincia
Coordinamento Campagna BDS Bologna
Coordinamento di solidarietà con la Palestina - Palermo
Coordinamento Nord Sud del Mondo - Milano
Donne in Nero Bologna
Eureka - Rete degli Studenti Medi - Cagliari
ExAequo Bottega del Mondo Cooperativa Sociale, Bologna
FabioNews, Torino
FIOM-CGIL
Forum Palestina
Free Palestine Roma
G.A.MA.DI. Gruppo Atei Materialisti Dialettici
GAP Parma
Gli Amici Del Mediterraneo ONLUS, Savona
Gruppi Informali - Roma
International Tahrir
IPRI-RETECCP
Lorusso Editore - Roma
Mashi-Orme in Palestina – Bologna
MAIA Onlus - Trento
Operazione Colomba
Partito dei comunisti italiani
Partito della Rifondazione Comunista
Pax Christi Italia
Per Non Dimenticare Gaza
Progetto Palestina
Rete antirazzista catanese
Rete di solidarietà con la Palestina – Milano
Rete Italiana ISM
Rete Radié Resh Nazionale
Rete Radié Resch - Cagliari
Rete Radié Resch - Macerata
Rete Radié Resh - Roma
Rete Radié Resh - Salerno
Rete Radié Resh - Udine
Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese
Salaam Ragazzi dell'Olivo Comitato di Trieste
Scida - Giovunus Indipendentistas - Cagliari
Servizio Civile Internazionale - Italia
Statunitensi contro la guerra - Firenze
ULAIA ArteSud onlus
Un Ponte Per...
UniCa2.0-Unione degli universitari - Cagliari
Uniti per la Palestina
USB - Bologna
U.S. Citizens for Peace & Justice – Rome
VAG61 - Bologna
WILPF-Italia
XM24 - Bologna
Ya Basta! Bologna

Il movimento BDS in Italia fa riferimento esplicito ed esclusivo all'appello lanciato nel 2005 da oltre 170 associazioni palestinesi per il Boicottaggio, per il Disinvestimento e per le Sanzioni (BDS) nei confronti di Israele. Questo documento si propone di definire una serie di punti di riferimento per gruppi e singoli che vogliono fare parte di BDS Italia e attivarsi nell’organizzazione e nella realizzazione delle campagne. arrowClicca per aderire

Il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni costituiscono una denuncia politica da parte di singoli, di organizzazioni private e di organismi pubblici, che si porterà avanti finché lo Stato di Israele non rispetterà il diritto internazionale e i diritti umani, civili, sociali e politici del popolo palestinese, compreso il diritto al ritorno.

La campagna BDS non è contro i singoli cittadini israeliani, ma individua e delinea delle strategie e degli strumenti di lotta nonviolenta nei confronti delle imprese e delle istituzioni israeliane mediante:

  • il boicottaggio delle attività commerciali israeliane insieme alle sue istituzioni culturali, artistiche, accademiche, sportive nonché delle aziende internazionali coinvolte nel sistema israeliano di apartheid. È importante in questo contesto sottolineare che è Israele a non distinguere tra cultura e politica e ad avere trasformato le arti, la cultura e finanche lo sport in potenti strumenti di propaganda;
  • il disinvestimento dalle aziende israeliane e da quelle internazionali che sono complici delle violazioni israeliane e che da esse traggono profitto;
  • la richiesta di sanzioni nei confronti di Israele per le sue violazioni del diritto internazionale.

Il movimento BDS fonda la sua lotta sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela dei diritti umani universali. È contro ogni forma di discriminazione razziale, politica, religiosa e di genere e rifiuta l’antisemitismo, il razzismo, l’islamofobia e ogni ideologia fondata su presunte supremazie etniche o razziali.

Gli obiettivi strategici del movimento BDS, stabiliti dal Comitato nazionale Palestinese del BDS (BNC) e sottoscritti dal BDS Italia, sono:

  • Porre termine alla occupazione e alla colonizzazione di tutte le terre arabe e smantellare il Muro;
  • Riconoscere i diritti fondamentali dei cittadini Arabo-Palestinesi di Israele alla piena uguaglianza;
  • Rispettare, proteggere e promuovere i diritti dei profughi palestinesi al ritorno nelle loro case e nelle loro proprietà come stabilito nella risoluzione 194 dell'ONU.

Il BDS è un' iniziativa a guida palestinese

L’appello che nel 2005 ha lanciato una campagna ampia a livello internazionale per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS) ha visto l'adesione iniziale di oltre 170 organizzazioni palestinesi, riunendo realtà molto diverse, anche superando diversità politiche e di idee, e ha portato alla creazione di una organizzazione unitaria di coordinamento (il BNC). Si ribadisce che la guida dal movimento BDS a livello internazionale è del BNC, con il quale si individuano e si coordinano le campagne. Questo vale sia in termini operativi che come riferimento culturale e politico. I firmatari dell’appello BDS e i membri del BNC rappresentano tutto il popolo palestinese: i profughi e i rifugiati in esilio, i palestinesi sotto occupazione in Cisgiordania, a Gerusalemme est e nella Striscia di Gaza e i cittadini palestinesi dello Stato di Israele.

Come lavora BDS Italia

Il movimento BDS nelle sue attività segue un approccio pragmatico e non ideologico, ponendo al centro il rispetto dei diritti umani e della legalità internazionale.

BDS Italia promuove la partecipazione attiva di tutte le persone che si riconoscono negli obiettivi e nei principi fondativi del movimento, a prescindere da differenti posizioni su altri temi, ma con chiare discriminanti contro razzismo, fascismo, anti-semitismo e islamofobia.

BDS Italia punta a sviluppare strategie, modalità di lavoro e di comunicazione efficaci e si pone l’obiettivo di coinvolgere nelle campagne BDS un numero sempre maggiore di singoli e di organizzazioni e di allargare il sostegno dell'opinione pubblica nella lotta globale per i diritti dei palestinesi.

Le attività principali del BDS Italia sono:

  • Selezionare le campagne da seguire a livello nazionale, per ciascuna delle quali viene stabilito un piano d’azione con obiettivi chiari prevedendo verifiche successive. A tal riguardo l'individuazione e la gestione di ogni campagna devono seguire le indicazioni delle linee guida stabilite dal BNC. Le campagne sono adottate dalla Assemblea/Coordinamento nazionale e recepite dai gruppi locali. Eventuali campagne intraprese a livello locale e non rientranti tra quelle individuate dalla assemblea dovranno basarsi sulla proprie risorse. Esse dovranno in ogni caso rispondere alle linee guida palestinesi.
  • Sensibilizzare e formare i nuovi attivisti e le nuove organizzazioni sulle tematiche, le modalità e il lavoro delle campagne BDS; attraverso workshop, materiale informativo e il sito web della campagna BDS (www.bdsitalia.org).
  • Mantenere informati i gruppi locali e gli/le attivisti/e attraverso opportuni strumenti di comunicazione; recepire dagli stessi indicazioni ed elementi di valutazione su andamento e impostazione delle campagne, al fine di individuare e decidere eventuali correttivi o integrazioni.
  • Diffondere informazioni, analisi ed esperienze importanti per lo sviluppo del movimento BDS.

Struttura organizzativa

L’assemblea nazionale del movimento BDS Italia va convocata almeno ogni 15 mesi.

Ad essa partecipano i gruppi locali e i singoli che si riconoscono nei principi e nelle azioni del movimento BDS e che aderiscono al presente documento. Oltre ai gruppi locali si costituiscono gruppi di lavoro per l’organizzazione e il monitoraggio delle campagne, un ufficio stampa e comunicazione ed eventualmente altri che potranno essere proposti e decisi in assemblea.

Si costituisce un coordinamento nazionale con rappresentanti per ogni gruppo BDS locale e per i gruppi di lavoro ed uffici che saranno decisi. Nell’ambito del coordinamento ed in sede di assemblea potrà essere individuata una segreteria. Il coordinamento nazionale resta in carica sino alla successiva assemblea nazionale del movimento BDS Italia.

A livello nazionale, oltre alle campagne, sono fissate alcune iniziative prioritarie che vengono proposte a tutti i gruppi locali: in primo luogo la Settimana contro l’Apartheid di Israele (IAW) che si svolge di norma tra febbraio e marzo, ma anche la Giornata della Terra e altre ricorrenze importanti, secondo un calendario condiviso.

BDS Italia

Il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni costituiscono una denuncia politica da parte di singoli, di organizzazioni private e di organismi pubblici, che si porterà avanti finché lo Stato di Israele non rispetterà il diritto internazionale e i diritti umani, civili, sociali e politici del popolo palestinese, compreso il diritto al ritorno.

La campagna BDS non è contro i singoli cittadini israeliani, ma individua e delinea delle strategie e degli strumenti di lotta nonviolenta nei confronti delle imprese e delle istituzioni israeliane mediante:

 

 

il boicottaggio delle attività commerciali israeliane insieme alle sue istituzioni culturali, artistiche, accademiche, sportive nonché delle aziende internazionali coinvolte nel sistema israeliano di apartheid. È importante in questo contesto sottolineare che è Israele a non distinguere tra cultura e politica e ad avere trasformato le arti, la cultura e finanche lo sport in potenti strumenti di propaganda;

il disinvestimento dalle aziende israeliane e da quelle internazionali che sono complici delle violazioni israeliane e che da esse traggono profitto;

la richiesta di sanzioni nei confronti di Israele per le sue violazioni del diritto internazionale.

 

 

Il movimento BDS fonda la sua lotta sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela dei diritti umani universali. È contro ogni forma di discriminazione razziale, politica, religiosa e di genere e rifiuta l’antisemitismo, il razzismo, l’islamofobia e ogni ideologia fondata su presunte supremazie etniche o razziali.

Gli obiettivi strategici del movimento BDS, stabiliti dal Comitato nazionale Palestinese del BDS (BNC) e sottoscritti dal BDS Italia, sono:

 

·          Porre fine all'occupazione e alla colonizzazione di tutte le terre arabe e smantellare il Muro;

·          Riconoscere ai cittadini Palestinesi di Israele la piena uguaglianza dei diritti fondamentali;

·          Rispettare, proteggere e promuovere il diritto al ritorno dei profughi palestinesi nelle loro case e nelle loro proprietà come stabilito nella risoluzione 194 dell’ONU.

 

 

 

 

 

 

Il BDS è un' iniziativa a guida palestinese

 

 

L’appello che nel 2005 ha lanciato una campagna ampia a livello internazionale per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS) ha visto l'adesione iniziale di oltre 170 organizzazioni palestinesi, riunendo realtà molto diverse, anche superando diversità politiche e di idee, e ha portato alla creazione di una organizzazione unitaria di coordinamento (il BNC). Si ribadisce che la guida dal movimento BDS a livello internazionale è del BNC, con il quale si individuano e si coordinano le campagne. Questo vale sia in termini operativi che come riferimento culturale e politico. I firmatari dell’appello BDS e i membri del BNC rappresentano tutto il popolo palestinese: i profughi e i rifugiati in esilio, i palestinesi sotto occupazione in Cisgiordania, a Gerusalemme est e nella Striscia di Gaza e i cittadini palestinesi dello Stato di Israele.

 

 

Come lavora BDS Italia

 

 

Il movimento BDS nelle sue attività segue un approccio pragmatico e non ideologico, ponendo al centro il rispetto dei diritti umani e della legalità internazionale.

BDS Italia promuove la partecipazione attiva di tutte le persone che si riconoscono negli obiettivi e nei principi fondativi del movimento, a prescindere da differenti posizioni su altri temi, ma con chiare discriminanti contro razzismo, fascismo, anti-semitismo e islamofobia.

BDS Italia punta a sviluppare strategie, modalità di lavoro e di comunicazione efficaci e si pone l’obiettivo di coinvolgere nelle campagne BDS un numero sempre maggiore di singoli e di organizzazioni e di allargare il sostegno dell'opinione pubblica nella lotta globale per i diritti dei palestinesi.

 

 

Le attività principali del BDS Italia sono:

 

 

·          Selezionare le campagne da seguire a livello nazionale, per ciascuna delle quali viene stabilito un piano d’azione con obiettivi chiari prevedendo verifiche successive. A tal riguardo l'individuazione e la gestione di ogni campagna devono seguire le indicazioni delle linee guida stabilite dal BNC. Le campagne sono adottate dalla Assemblea/Coordinamento nazionale e recepite dai gruppi locali. Eventuali campagne intraprese a livello locale e non rientranti tra quelle individuate dalla assemblea dovranno basarsi sulla proprie risorse. Esse dovranno in ogni caso rispondere alle linee guida palestinesi.

·          Sensibilizzare e formare i nuovi attivisti e le nuove organizzazioni sulle tematiche, le modalità e il lavoro delle campagne BDS; attraverso workshop, materiale informativo e il sito web della campagna BDS (www.bdsitalia.org).

·          Mantenere informati i gruppi locali e gli/le attivisti/e attraverso opportuni strumenti di comunicazione; recepire dagli stessi indicazioni ed elementi di valutazione su andamento e impostazione delle campagne, al fine di individuare e decidere eventuali correttivi o integrazioni.

 

·          Diffondere informazioni, analisi ed esperienze importanti per lo sviluppo del movimento BDS.

 

 

Struttura organizzativa

 

 

L’assemblea nazionale del movimento BDS Italia va convocata almeno ogni 15 mesi.

Ad essa partecipano i gruppi locali e i singoli che si riconoscono nei principi e nelle azioni del movimento BDS e che aderiscono al presente documento. Oltre ai gruppi locali si costituiscono gruppi di lavoro per l’organizzazione e il monitoraggio delle campagne, un ufficio stampa e comunicazione ed eventualmente altri che potranno essere proposti e decisi in assemblea.

 

Si costituisce un coordinamento nazionale con rappresentanti per ogni gruppo BDS locale e per i gruppi di lavoro ed uffici che saranno decisi. Nell’ambito del coordinamento ed in sede di assemblea potrà essere individuata una segreteria. Il coordinamento nazionale resta in carica sino alla successiva assemblea nazionale del movimento BDS Italia.

 

A livello nazionale, oltre alle campagne, sono fissate alcune iniziative prioritarie che vengono proposte a tutti i gruppi locali: in primo luogo la Settimana contro l’Apartheid di Israele (IAW) che si svolge di norma tra febbraio e marzo, ma anche la Giornata della Terra e altre ricorrenze importanti, secondo un calendario condiviso.

 

"È da tempo che dico che la migliore speranza per i palestinesi non sta a livello governativo o attraverso le Nazioni Unite, ma piuttosto nella campagna per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro Israele".
-- Richard Falk, Relatore speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori occupati

"È arrivato il momento. Anzi, è già superato da un pezzo. La miglior strategia per fermare l'occupazione sempre più sanguinosa è quella di rendere Israele il target dello stesso tipo di movimento globale che pose fine all'Apartheid in Sud Africa".
-- Naomi Klein, scrittrice e saggista

"In Sud Africa non avremmo potuto ottenere la nostra libertà e una pace giusta senza l'aiuto delle persone in tutto il mondo che, attraverso l'uso di mezzi nonviolenti, come il boicottaggio e i disinvestimenti, hanno incoraggiato i loro governi e altri attori coinvolti ad invertire il loro pluri-decennale sostegno al regime di Apartheid. (...). La stessa questione di equità è ciò che motiva il movimento di disinvestimento oggi, che cerca di porre fine a 43 anni di occupazione israeliana, e al trattamento discriminatorio che il governo israeliano impone alla popolazione palestinese".
-- Arcivescovo Desmond Tutu, premio Nobel per la Pace

"Se buttassero giù questa cosa (il Muro, ndt) sarei felice di venire a fare un concerto qui. Anzi, insisterei a farlo...è davvero molto deprimente tornare qui tre anni dopo e vedere che la situazione politica è cambiata così poco. Ci sono più insediamenti, e ci sono stati più furti di terra".
-- Roger Waters, cantante, ex componente dei Pink Floyd

"Aderisco all'appello da parte di registi e artisti palestinesi e altri per il boicottaggio delle istituzioni culturali israeliane e invito anche altri a unirsi alla loro campagna. I palestinesi sono stati spinti a chiedere questo boicottaggio dopo 40 anni di occupazione della loro terra, la distruzione delle loro case, il rapimento e l'uccisione di civili.Non hanno una speranza che nell'immediato questa oppressione possa finire".
-- Ken Loach, regista

"Poi ci sono occasioni in cui avere semplicemente il tuo nome inserito nella scaletta di un concerto può essere interpretato come un atto politico che risuona più di tutto ciò che può essere cantato, e che può essere visto come mancanza di interesse nei confronti della sofferenza di innocenti. Devo credere che il pubblico dell'imminente concerto avrebbe compreso molte persone che mettono in discussione le politiche del loro governo a proposito degli insediamenti e che deplorano l'intimidazione, l'umiliazione e cose ancora peggiori a cui viene sottoposta la popolazione civile palestinese in nome della sicurezza nazionale".
-- Elvis Costello, regista e musicista, annunciando la cancellazione del proprio concerto in Israele.

"La sfida lanciata contro l'Apartheid (del Sud Africa, ndt) fu combattuta meglio. La risposta nonviolenta internazionale all'Apartheid fu una campagna di boicottaggio, disinvestimento e, infine, sanzioni imposte dalle Nazioni Unite, che portò il regime a cambiare senza terribili spargimenti disangue. Oggi insegnanti, scrittori, registi e organizzazioni non governative palestinesi hanno fatto appello per un boicottaggio accademico e culturale simile verso Israele, offrendo un ulteriore percorso verso una pace giusta. Questo appello è stato accolto internazionalmente da insegnanti universitari in molti paesi europei, da registi e architetti, e da qualche coraggioso dissidente israeliano. È ora che anche gli altri si uniscano a questa campagna. Come chiese Primo Levi: se non ora, quando?"
-- John Berger, autore

"Suonerò in Israele soltanto quando tutti saranno i benvenuti"
-- Gil Scott-Heron, musicista, annunciando la cancellazione del suo concerto a Tel Aviv

"Siamo uniti nella nostra convinzione che il disinvestimento dalle aziende che forniscono un sostegno significativo all'esercito israeliano serve a dare una guida morale e strategica nell'uso delle tasse universitarie e dei soldi pubblici per l'istruzione. Siamo tutti costruttori di pace, e crediamo che nessun tipo di dialogo senza pressioni economiche possa motivare Israele a cambiare le sue politiche di uso indiscriminato della forza contro la popolazione civile palestinese".
Sulla campagna di disinvestimento all'Università della California

-- Shirin Ebadi, Iran, premio Nobel per la Pace 2003
-- Mairead Maguire, Irlanda, premio Nobel per la Pace 1976
-- Rigoberta Menchu Tum, Guatemala, premio Nobel per la Pace 1992
-- Jody Williams, Stati Uniti, premio Nobel per la Pace 1997

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