Un gruppo israeliano ha lanciato un’importante azione legale contro un controverso accademico australiano di cui si dice si sia reso colpevole di abusi di discriminazione razziale boicottando un accademico israeliano.

La scorsa settimana, Shurat HaDin - Israel Law Center, un’organizzazione israeliana di diritti civili, ha presentato la causa legale contro Jake Lynch, direttore del Centro per la Pace e per gli Studi dei Conflitti all’Università di Sidney, alla Corte Federale di Sidney.

La causa si concentra sul rifiuto di Lynch di patrocinare una domanda di assunzione di Dan Avnon, accademico israeliano della Hebrew University of Jerusalem, per un suo collega, Sir Zelman Cowen.

Lynch si rifiutò di supportare la richiesta di Avnon a causa del suo aderimento alla campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro Israele.

Ma un avvocato di origine australiana di Shurat HaDin’s, Akiva (Andrew) Hamilton [in foto, ndt], afferma che questa è una violazione del Racial Discrimination Act australiano del 1975, secondo il quale è illegale “qualsiasi azione che porti ad una distinzione, esclusione o preferenza basata sulla razza, la nazionalità o l’origine etnica.”

“E’ la prima volta che le leggi anti razzismo australiane sono utilizzate contro coloro che cercano di danneggiare gli accademici o gli affari israeliani a causa della loro nazionalità”, ha detto Hamilton.

Ma in una precedente lettera di quest’anno, inclusa nei documenti processuali in mano alla Corte, Lynch disse ad Hamilton: “Questo centro non appone discriminazione sulla base della nazionalità. Agisce dirigendosi verso le politiche del governo israeliano nei Territori Occupati, che violano l’Articolo 5 della Convenzione Internazionale sull’Eliminazione di Ogni Forma di Discriminazione Razziale del 1965.”

La causa intentata è “uno spregevole attacco alla libertà d’espressione, che fondamentalmente è supportato dallo stato israeliano” riporta il giornale The Australian, citando Lynch. Ma Hamilton ha affermato ad Haaretz che lui sta difendendo la libertà accademica.

“Sono Jake Lynch e il movimento BDS a star infrangendo la libertà accademica boicottando gli altri accademici e chiedendo il boicottaggio di altre istituzioni accademiche.”

“Impedire gli scambi accademici e la condivisione di informazione è anch’essa infrazione della libertà d’espressione.”

Hamilton ha portato il caso alla Corte Federale dopo che la mediazione tra le due parti alla Commissione Australiana dei diritti Umani si concluse con un fallimento il 29 Agosto.

Shurat HaDin non ha il pieno supporto della comunità ebraica australiana. Il Consiglio Esecutivo degli Ebrei Australiani (ECAJ) questa settimana ha etichettato la campagna BDS come “ripugnante” ma ha preso le distanze dall’ “inappropriate” azione legale di Shurat HaDin’s “se perseguita meramente come tattica politica”.

“L’ ECAJ pensa che il modo più appropriato ed efficace per combattere la campagna di boicottaggio è esporre la sua retorica e suoi metodi ingannevoli e razzisti” ha detto il direttore esecutivo Peter Wertheim.

“I tentativi di sopprimere la campagna attraverso azioni legali sono inappropriate e anzi controproducenti. E’ per questa ragione che ECAJ non ha avuto alcun coinvolgimento in quest’azione portata avanti da Shurat HaDin e continuerà a combattere il boicottaggio attraverso l’opinione pubblica.”

Hamilton ha riferito ad Haaretz che la causa legale non è una tattica politica. “Non l’avrei portata avanti se non avessi pensati che ci fossero buone chances di vincerla” ha affermato.

“E’ perfettamente accettabile che organizzazioni diverse con diversi affiliati confrontarsi con la “piaga” del BDS in diversi modi”.

Hamilton vuole un’ordinanza della Corte per la quale Lynch sia obbligato a scusarsi e ad abbandonare il suo sostegno e la promozione del movimento BDS. La prima udienza di questo caos è programmato per il 27 Novembre.

In un post su Facebook sulla pagina degli attivisti BDS dell’Università di Sidney, Shurat HaDin afferma che è legale criticare le politiche israeliane. Ma aggiunge: “Non è legale boicottare i cittadini e gli affari israeliani perché si è in disaccordo con tali politiche. Se vi manterrete sulla giusta linea, non sarete legalmente perseguiti.”

Secondo quanto riportato dal The Australian, Michael Spence, vice rettore dell’Università di Sidney, ha difeso il diritto di libertà di parola di Lynch. Sebbene l’Università “non consideri il BDS appropriato”, ha affermato che non avrebbe intrapreso alcuna azione contro Lynch. “La libertà accademica è un principio fondamentale dell’università” ha aggiunto Spence.

Lynch e i suoi sostenitori – inclusi molti ebrei antisionisti – affermano che la causa legale è parte di una campagna finalizzata a zittire le critiche verso le politiche israeliane nei confronti dei palestinesi. Ma Hamilton dice che: “Questo non aiuta i palestinesi, e anzi li danneggia. E’ una semplice scusa per la più vile campagna di antisemitismo del mondo occidentale dopo l’Olocausto.”

Le proteste BDS guadagnarono la prima pagina dei giornali in australiano quando nel 2010 gli attivisti cominciarono a boicottare le cioccolateria Max Brenner, in quanto proprietà di Strauss, azienda israeliana che secondo gli attivisti sostiene l’IDF.

19 attivisti furono arrestati nel 2011 durante una resa dei conti con la polizia fuori da un negozio Max brenner a Melbourne.

 

 

 

Fonte: haaretz.com

Traduzione: BDS Italia