Lo scorso mese (aprile 2013), il Gruppo di Ricerca Who Profits ha condotto una visita al cantiere del nuovo treno ad alta velocità Tel Aviv-Gerusalemme (A1). Vedi sito di Who Profits per le foto del cantiere
La nuova linea ferroviaria attraversa i Territori palestinesi occupati in due aree (per maggiori informazioni, vedere il dossier completo di Who Profits sul treno A1).
Durante la visita abbiamo documentato le aziende israeliane e internazionali note da tempo per il loro coinvolgimento nel progetto, come l’impresa Pizzarotti & C. e la Shapir Civil and Marine Engineering. Inoltre, abbiamo individuato anche nuove aziende internazionali che operano sul campo.
Come gruppo di Ricerca Who profits, abbiamo visitato le aree delle sezioni B e C della nuova linea ferroviaria nell'enclave di Latrun occupato (all’interno dei Territori palestinesi occupati), nella terra di nessuno del pre-1967 e all'interno di Israele. Abbiamo visitato le uscite dei tunnel 1 e 2, il Ponte 8 e l'ingresso del tunnel 3. Abbiamo anche visitato la base logistica e il complesso industriale nella terra di nessuno nell’enclave di Latrun.
Un ricorso è stato presentato contro alloggi temporanei per 500 lavoratori edili vicino a Sha'ar Hagai
Il progetto nazionale, da 7 miliardi di shekel (Euro 1,4 miliardi), per la costruzione della ferrovia ad alta velocità Tel Aviv-Gerusalemme dovrebbe, pare, affrontare un altro ritardo a causa di obiezioni contro alloggi temporanei per lavoratori. Fonti informano Globes che l’Ufficio regionale per la pianificazione di Gerusalemme ha presentato un ricorso al Comitato appelli della Commissione regionale per la pianificazione e l'edilizia di Gerusalemme, contro la richiesta delle Ferrovie israeliane approvata dalla Commissione locale di Mateh Binyamin per la costruzione di alloggi per 500 lavoratori vicino a Sha'ar Hagai, all'ingresso della colline di Gerusalemme. Il campo è destinato a ospitare i lavoratori del progetto per la ferrovia ad alta velocità Tel Aviv-Gerusalemme.
Beit Iksa è uno dei villaggi colpiti dal treno dell'Apartheid della Pizzarotti
GERUSALEMME (Ma'an) – Venerdì alcuni attivisti palestinesi hanno iniziato una nuova protesta allestendo tende in un villaggio a nord ovest di Gerusalemme, la seconda iniziativa del genere contro la costruzione di insediamenti israeliani in poche settimane.
Gli attivisti hanno allestito tre tende e una piccola costruzione nella zona vicino a Beit Iksa, chiamandolo villaggio di al-Karamah (Dignità).
La gente del posto ha riferito che circa 400 palestinesi hanno recitato la preghiera del venerdì in quest’area all’aperto.
Saed Yakrina, un attivista del vicino villaggio di Beit Ijza, ha dichiarato che il campo è "un messaggio a Israele e a tutte le società democratiche che siamo umani e che vogliamo la pace."
Leggi tutto: Attivisti in campo per una nuova protesta in un villaggio a nord ovest di Gerusalemme
Beit Iksa è uno dei villaggi maggiormente colpito dalla ferrovia dell'Apartheid costruita dalla Pizzarotti.
Come riferito da funzionari locali, venerdì 28 dicembre le autorità israeliane hanno rilasciato una serie di avvisi per la confisca di 456 dunam (45,6 ettari) di terra nel villaggio di Beit Iksa, a nord ovest di Gerusalemme, per la costruzione di una barriera che separerà il villaggio della Cisgiordania dal vicino insediamento israeliano di Ramot.
Il responsabile del consiglio del villaggio di Beit Iksa, Kamal Hababa, ha detto che i residenti sono rimasti scioccati quando hanno visto gli avvisi distribuiti alla periferia del centro abitato che informavano che l'esercito israeliano avrebbe confiscato una vasta area, per lo più di terreni agricoli, per la costruzione della controversa barriera.
Hababa ha detto che, secondo gli avvisi, i residenti sono stati invitati di partecipare ad una "visita guidata" domenica con ufficiali israeliani sul percorso proposto della barriera che separerà il paese dalla maggior parte dei suoi terreni.
Leggi tutto: Israele confischerà centinaia di dunum di terra nella Cisgiordania
Doppia ingiustizia: il materiale illegalmente scavato dai tunnel della TAV israeliana, che attraversa i territori Palestinesi occupati e vede coinvolta la Pizzarotti S.p.A. di Parma, viene illegalmente utilizzato nella costruzione di un parco per una colonia israeliana nei territori Palestinesi occupati. L'articolo di Haaretz.
Il sito in questione è di 30 dunam (3 ettari), la metà è di proprietà dei residenti del villaggio palestinese di Shivtin.
Le Ferrovie israeliane sono coinvolte nella costruzione di un parco, senza avere l’autorizzazione e in parte su terreni privati palestinesi, vicino alla colonia israeliana di Nili in Cisgiordania. A seguito di una richiesta da parte di Haaretz, l'Amministrazione Civile ha ordinato che i lavori si fermino e che la zona sia ripristinata al suo stato precedente.
Il sito in questione è di 30 dunam (3 ettari), di cui la metà è di proprietà dei residenti del villaggio palestinese di Shivtin, a 500 metri a nord di Nili. Funzionari del Consiglio regionale di Mateh Binyamin hanno detto a Haaretz che era stato concordato con le Ferrovie israeliane che il materiale di scavo da un tunnel nei pressi di Latrun sarebbe stato utilizzato per riempire e spianare i terreni intorno all’insediamento. Il direttore dei lavori presso il sito ha detto che ogni giorno cento autotreni scaricano materiale di scavo al sito del parco.
[Dal Jerusalem Post, il Ministero dell'ambiente israeliano blocca i lavori sulla TAV Gerusalemme - Tel Aviv. Non perché viola il diritto internazionale con la confisca di terre palestinesi, ma solo di notte perché il rumore disturba il sonno degli israeliani di Mevaseret.]
Ordine alle Ferrovie israeliane di fermare il lavoro notturno per la costruzione del treno ad alta velocità Gerusalemme - Tel Aviv a causa dei rumori
Il Ministero per la Protezione dell'Ambiente ha ordinato alle Ferrovie israeliane di fermare il lavoro notturno per la costruzione del treno ad alta velocità Gerusalemme - Tel Aviv nel tratto che passa vicino a Mevaseret Zion a causa dei rumore.
Con il provvedimento nei confronti dell’amministratore delegato delle Ferrovie israeliane, Boaz Tzafrir, così come nei confronti degli appaltatori, il ministero ha chiesto martedì che tutti i lavori sulla linea ferroviaria vicino a Mevaseret siano bloccati durante la notte.
Il rumore, secondo il ministero, è "inaccettabile", e la società aveva già disatteso una serie di richieste ministeriali in passato. Il mancato rispetto comporterà un’indagine penale e una pena massima fino a 404.000 NIS (E. 80.000) per ogni notte di violazione, ha riferito il ministero.
Leggi tutto: Il ministero dell'ambiente israeliano ordina il blocco dei lavori per la ferrovia
La pressione sulla Pizzarotti potrebbe ostacolare i piani
di Yehoshua Breiner, Walla.co.il
Mentre gli israeliani aspettano con grande attenzione aggiornamenti sulle linee ferroviarie di Israele, la locomotiva del boicottaggio in Europa continua a muoversi: gruppi di sinistra e attivisti per i diritti umani in Italia, stanno esercitando una forte pressione sulla società Pizzarotti di Parma, affinchè cessi il suo coinvolgimento nella costruzione in corso della linea ferroviaria tra Gerusalemme e Tel Aviv, dal momento che 6,5 chilometri del percorso sono all’interno del territorio palestinese, vicino ai villaggi di Beit Sourik e Beit Iksa, alla periferia di Gerusalemme. Va notato che la società è responsabile per la costruzione di 1,5 km della suddetta sezione di 6 km.
La nuova linea ferroviaria dovrebbe accorciare il viaggio tra Tel Aviv e Gerusalemme a 28 minuti. L’Amministrazione Civile ha confiscato 50 dunam di terra per la costruzione dei binari, e il coinvolgimento della società italiana nel progetto ha suscitato grande scalpore nello Stivale.
Leggi tutto: Attivisti pro-palestinesi contro la linea ferroviaria Gerusalemme-Tel Aviv
Una linea ferroviaria ad alta velocità al centro di una polemica internazionale. Per collegare Tel Aviv a Gerusalemme le ferrovie israliane hanno varato un progetto che viola la Linea verde perchè attraversa un tratto di territorio palestinese. A cura di Barbara D’Amico.
Servizio di Radio 24, con interviste a Stop That Train, Coalizione delle donne per la pace – Israele e Michele Pizzarotti.
Per ascoltare il servizio:
http://www.radio24.ilsole24ore.com/player/player.php?filename=111113-reportage.mp3
Data di pubblicazione: 23/06/2011
Data di ricezione: 17/06/2011
Data di emissione: 17/06/2011
Camera dei Deputati
2010 - 2011 Assemblea Annuale
Appendice 2
Domande poste dai membri della Camera, con le successive risposte da parte del governo
Alle interrogazioni da parte de Roon e de Jong (entrambi Partito per la Libertà), ai Ministri degli Affari Esteri e delle Infrastrutture e Ambiente sul progetto per una ferrovia israeliana
(Inviato il 12 maggio 2011)
A rispondere è il Ministro Rosenthal (Affari esteri) (ricevuto il 17 giugno 2011).
Domanda 1: Lei è al corrente della notizia che la Deutsche Bahn, sotto pressione dalla sinistra estremista, si è ritirata da un progetto congiunto con le ferrovie israeliane?
Risposta 1: Il governo è a conoscenza della notizia che la Deutsche Bahn si è ritirata.
Domanda 2: Il governo ha intenzione di esplorare se una valida cooperazione olandese possa essere messa in atto per completare questa importante linea ferroviaria tra Tel Aviv e Gerusalemme? Se no, perché?
Risposta 2 No. In genere non è compito del governo olandese assistere nella costruzione di ferrovie in paesi con un alto sviluppo economico come Israele, a meno che non ci sia una importanza economica dimostrabile per i Paesi Bassi o per gli operatori del mercato olandese. Questo non è il caso.
Di seguito un interessante articolo sullo sfruttamento delle cave in Cisgiordaniada parte di Israele. Nel caso del treno A1, si stima che saranno estratti circa 530mila metri cubi di materiale soltanto dal primo tunnel, quasi tutti dall’interno dei Territori Palestinesi Occupati. Altri 515mila metri cubi saranno estratti da altri due tunnel che passeranno attraverso le zone occupate, due terzi dei quali considerati materiale riutilizzabile, che sarà usato dal contraente per essere venduto o utilizzato nell’industria delle costruzioni.
di Adri Nieuwhof
HeidelbergCement e Cemex, due industrie di materiali da costruzione, rispettivamente una tedesca e l’altra messicana, sono coinvolte nell’operazione delle cave nei territori occupati della Cisgiordania. “Electronic Intifada” è riuscita a procurarsi prove documentali che mostrano camion carichi di materiale partire dalle cave illegali per giungere in Israele.
Il Diritto Internazionale proibisce lo sfruttamento da parte di Israele delle risorse naturali della Cisgiordania, della Striscia di Gaza e delle Alture del Golan Siriano a proprio esclusivo vantaggio.
Leggi tutto: Multinazionali sfruttano le cave nei Territori palestinesi occupati
Ma l’azienda italiana Pizzarotti resta partner del progetto
GERUSALEMME— Scendete da quel treno. Se la diplomazia è la via più lunga fra due punti, come diceva Decourcelle, a Berlino hanno deciso che i due punti, certe volte, è meglio non congiungerli proprio. Il governo Merkel ordina, le ferrovie tedesche eseguono: non parteciperanno più ai lavori della linea israeliana ad alta velocità che nel 2017 dovrà collegare Gerusalemme a Tel Aviv, scavalcando la Linea Verde e attraversando per 6 km i Territori palestinesi. Troppe proteste, ha chiuso la questione il ministro dei Trasporti, Peter Ramsauer: il progetto vìola la Convenzione di Ginevra, perché passa in una zona occupata dai militari, e mette in imbarazzo la politica europea che, quelle zone, vuole siano restituite. Al diavolo le commesse per la rete elettrica e per le comunicazioni: la ritirata di Deutsche Bahn arriva dopo mesi di pressioni di Ong europee e israeliane, e dopo che a chiudere i cantieri avevano già provveduto i parigini di Veolia e un gruppo austriaco.
Leggi tutto: Il treno israeliano nei Territori: Le ferrovie tedesche si ritirano
Risposta scritta datata 14 marzo 2011 dal Segretario Parlamentare del Ministero dei Trasporti, Costruzioni e Pianificazione Urbanistica del Governo Tedesco.
Ministero tedesco dei Trasporti, Costruzioni e Sviluppo cittadino
Oggetto: partecipazione della Deutsche Bahn AG al progetto israeliano del treno ad alta velocità Tel Aviv-Gerusalemme
Egregio collega,
La ringrazio molto della Sua lettera al Ministro federale Dr Ramsauer MdB del 15-12-2010 in merito alla partecipazione del gruppo Deutsche Bahn al progetto israeliano del treno ad alta velocità Tel Aviv- Geusalemme e alle possibili violazioni del diritto internazionale.
Come prova dello stato delle cose, il Ministro mi ha pregato di risponderLe. Posso comunicarLe che il Ministro Dr Ramsauer è, in merito a tale questione, in contatto con il Presidente del Consiglio direttivo della DB, il Dr Grube. L’ambasciata tedesca a Tel Aviv ha intrapreso colloqui in merito a tale tema con la DB International GmbH.
Il Governo federale ha, nell’ambito di questo progetto, indicato che il piano di costruzione della ferrovia che attraversa i territori occupati da Israele ha delle ricadute problematiche in ambito di politica estera e potenzialmente contrarie al diritto internazionale, nel quale sono investite questioni sullo status giuridico.
Leggi tutto: Dichiarazione del Ministero dei Trasporti tedesco sul treno A1
L’impresa risponde alle accuse di lesione dei diritti della popolazione palestinese mosse da alcune associazioni “Siamo parte di un raggruppamento temporaneo di imprese contattate per la sola esecuzione di un tratto di linea, quasi esclusivamente in sotterraneo, con un impatto ambientale di gran lunga inferiore a quello generato da altre opere infrastrutturali”
Riceviamo e pubblichiamo. “L’Impresa Pizzarotti & C. S.p.a. non ha svolto, né svolge tuttora, alcun ruolo decisionale in merito alla pianificazione ed alla progettazione della linea ferroviaria che collegherà Tel Aviv con la città di Gerusalemme. La società è impegnata come mandante in un raggruppamento temporaneo di imprese contattate per la sola esecuzione di un tratto di linea, quasi esclusivamente in sotterraneo, con un impatto ambientale di gran lunga inferiore a quello generato da altre opere infrastrutturali, grazie all’utilizzo dello scavo meccanizzato, che, nell’ambito delle metodologie di scavo, è senza dubbio la migliore in termini di incidenza sull’ambiente.
(Milano) – Il treno ad alta velocità progettato per collegare Gerusalemme e Tel Aviv non smette di dividere l’opinione pubblica israeliana e quella palestinese. Pensata a partire dal 1995, iniziata nel 2001 la linea ferroviaria che dovrà rendere più agevole (e veloce) raggiungere la costa e l’aeroporto internazionale Ben Gourion dalla città santa, è stata più volte interrotta dagli ambientalisti, preoccupati per il danno che l’infrastruttura avrebbe potuto causare ad alcune aree verdi d’Israele.
Proprio per dare un taglio al contenzioso con le associazioni ambientaliste, il tracciato di 55 chilometri (con lunghi tratti in galleria e viadotti) è stato modificato: lambirà le aree nei pressi della Linea Verde (la linea armistiziale del 1949) vicino a Latrun, ma entrerà anche nei Territori palestinesi occupati dopo il 1967. Il nuovo percorso prevede infatti una tratta di circa 6 chilometri all’interno della Cisgiordania, in violazione - sostengono i palestinesi e le associazioni per i diritti umani – della Quarta convenzione di Ginevra, che vieta lo sfruttamento delle terre da parte della potenza occupante.
La costruzione di infrastrutture permanenti non fa che rendere ancora più problematico il cammino verso la pace tra Israele e Palestina, che dovrebbe culminare nel riconoscimento di uno Stato palestinese autonomo. La linea dell’alta velocità (denominata A1), finirà per spezzettare ulteriormente il territorio palestinese, rendendo difficile, quando non impossibile, raggiungere comunità e villaggi. Secondo le associazioni filo-palestinesi, l’opera si inquadrerebbe in una politica che mira a rendere di fatto impossibile la creazione di un’entità statale palestinese, oltre a svuotare i Territori dalla popolazione locale, privata delle principali fonti di sussistenza. Da parte israeliana si sottolinea invece l’importanza di questa infrastruttura (che dovrebbe essere terminata nel 2017) per la modernizzazione del Paese e per rendere più agevole il collegamento – anche per turisti e pellegrini – tra la costa e Gerusalemme. La nuova linea permetterà infatti di percorrere in meno di 30 minuti (e a 200 chilometri orari) la distanza che ora viene coperta in 90 minuti.
L’italiana Pizzarotti lavora al tracciato dell’altà velocità israeliana. Attraversa i territori palestinesi occupati, violando i diritti sanciti negli accordi
Da Gerusalemme a Tel Aviv in 28 minuti, contro i novanta di oggi. È la promessa della Tav, la linea ad alta velocità che il governo Israeliano inaugurerà entro il 2016. Chi salirà su uno dei tre treni in partenza ogni ora attraverserà le terre palestinesi, confiscate per la realizzazione di uno dei più grandi progetti che Israele abbia intrapreso negli ultimi dieci anni. Sfrecciando a 200 chilometri orari, dai finestrini scorgerà gli olivi dei villaggi palestinesi di Beit Surik e Beit Iksa, nella West Bank occupata. Ettari sottratti violando il diritto internazionale, che prevede che la forza occupante può utilizzare i territori occupati esclusivamente per motivi di sicurezza e militari, o a vantaggio della popolazione dell’area occupata.
I lavori sono già partiti. Le ruspe scavano da anni. Tolgono zolle di terra, sradicano olivi e orti.
Non sentono le grida della popolazione. I primi cantieri sono stati aperti nel 2005. Oggi a trarre guadagno dal progetto nei territori occupati c’è anche l’Impresa Pizzarotti & C. spa di Parma, che insieme alla Ojsc Mosca Metrostroy, società di proprietà della Federazione russa, è stata reclutata dal governo israeliano per scavare in territorio cisgiordano, proprio di fronte ai villaggi palestinesi, il tunnel più lungo del Paese. Pizzarotti passa così dalla realizzazione del tratto Milano-Bologna della Tav italiana alla Palestina. In origine il contratto per la costruzione di questa parte di linea era stato aggiudicato, nell’ottobre del 2007, all’impresa israeliana Shapir in partnership con l’austriaca Alpine Bau. Un contratto da oltre 2 miliardi di Nis (circa 420 milioni di euro). La costruzione, però, è stata ferma per anni a causa delle obiezioni insistenti di associazioni ambientaliste israeliane. Nel frattempo la Alpine ha fatto retromarcia, lasciando spazio all’italiana Pizzarotti che nei prossimi mesi porterà le macchine di tunnel boring, non in uso in Israele, per perforare la terra occupata.
“Beit Iksa: La Corte Suprema dà agli abitanti dei villaggi la possibilità di scansare i binari”
L’esproprio della terra di Beit Iksa è stata progettata per fornire un servizio ai passeggeri in viaggio da Gerusalemme a Tel Aviv, mentre gli abitanti del villaggio non ne trarranno beneficio.
di Chaim Levinson – Haaretz 14/01/2011
La Corte Suprema (israeliana, ndt) ha imposto ieri allo stato di non espropriare la terra che appartiene al villaggio palestinese di Beit Iksa per la realizzazione della ferrovia per Gerusalemme finché le parti non saranno ascoltate. Il mese scorso Haaretz ha riportato che l’ex responsabile dell’Amministrazione Civile aveva firmato un ordine di esproprio per 50 dunams di terra a Beit Iksa per i lavori di costruzione della ferrovia. Un atto contrario alla sentenza dell’Alta Corte di Giustizia del dicembre 2009 a proposito della Strada 443, che sosteneva che la terra appartenente ai cittadini palestinesi in Cisgiordania non potesse essere confiscata per il solo beneficio di ebrei o israeliani, ma che avrebbe dovuto essere messa al servizio anche dei residenti locali. L’Alta Corte aveva dato ordine all’Esercito israeliano di aprire la strada 443 anche agli automobilisti palestinesi oltre che a quelli israeliani.
L’esproprio delle terre di Beit Iksa è stato pianificato per fornire un servizio ai passeggeri in viaggio da Gerusalemme a Tel Aviv, mentre gli abitanti del villaggio non ne trarrebbero beneficio.
I residenti di Beit Iksa e i proprietari delle terre hanno fatto appello all’Alta Corte di Giustizia contro gli espropri, spiegando che questi avrebbero distrutto 500 alberi di ulivo, la loro fonte di sussistenza primaria. Inoltre, la costruzione della ferrovia calpesterebbe i diritti dei residenti di Beit Iksa e del vicino villaggio di Beit Surik. I firmatari dell’appello hanno chiesto alla Corte di emanare un ordine di divieto di costruzione ad interim nell’area. Fogelman (Giudice della Corte Suprema, ndt) ha dato allo stato 21 giorni di tempo per rispondere alle richieste degli appellanti, ed ha fatto divieto di portare avanti gli espropri bloccando i lavori di costruzione per un mese.
Fonte: Haaretz
Traduzione a cura della Coalizione italiana Stop That Train
“Nonostante la sentenza della Corte, l’Esercito israeliano ha confiscato terra araba per la ferrovia”
L’ex responsabile dell’Amministrazione Civile ha firmato un ordine di esproprio per 50 dunams di terra da un villaggio in Cisgiordania per la ferrovia che collegherà Gerusalemme a Tel Aviv.
di Chaim Levinson – Haaretz 17/12/2010
L’ex responsabile dell’Amministrazione Civile, il Generale di Brigata Yoav Mordechai, ha firmato un ordine di esproprio per 50 dunams di terra di un villaggio in Cisgiordania per la ferrovia che collegherà Gerusalemme a Tel Aviv, appena due giorni prima di lasciare il suo incarico, il 3 novembre scorso. In base a quanto riportato nel documento, Mordechai era convinto che l’esproprio fosse fatto nell’interesse pubblico, e che gli utilizzatori della terra sarebbero stati in condizione di risarcire i proprietari.
Parte della striscia di terra, pari a 20 dunams, sarà utilizzata per costruire un tunnel necessario per il treno, mentre gli altri 30 dunams serviranno per preparare il terreno ai lavori di costruzione. Alla fine dei lavori la terra sarà liberata e tornerà al suo scopo originale. Il fatto che il treno pensato per collegare Gerusalemme e Tel Aviv passerà attraverso la Cisgiordania sta creando problemi legali. Un parere interno del Ministero della Giustizia non permette l’esproprio di terra in Cisgiordania per il beneficio di coloni o israeliani senza che fornisca benefici diretti anche alla popolazione locale.
L’utilizzo dell’impianto per il trattamento delle acque reflue nella colonia di Ofra, per esempio, che è stata costruita su terra privata palestinese, è stato vietato dalla Corte Suprema. All’Amministrazione Civile è stato chiesto di collegare il sistema fognario con il vicino villaggio palestinese, che ha rifiutato di collaborare. Per questa ragione, l’impianto è rimasto inutilizzato.
Leggi tutto: Nonostante sentenza della Corte, l’Esercito ha confiscato terra per l’A1
di Juliane von Mittelstaedt
Attivisti pacifisti hanno fortemente criticato il progetto di linea ferroviaria ad alta velocità in Israele, che penetrerà in Cisgiordania privando le comunità palestinesi della loro terra. Una controllata della Ferrovie nazionali tedesche avrebbe contribuito alla progettazione della linea, ma i critici denunciano che doveva essere nota la controversia sul tracciato.
Deutsche Bahn, la compagnia ferroviaria nazionale di proprietà statale tedesca, è leader mondiale nella tecnologia ferroviaria, e altri paesi fanno spesso appello alle competenze tedesche quando progettano le proprie infrastrutture. Ma il coinvolgimento di una controllata di Deutsche Bann nel controverso progetto ferroviario ad alta velocità in Israele, che penetra all’interno dei territori in Cisgiordania, potrebbe rivelarsi imbarazzante per l’azienda.
La ferrovia ad alta velocità è stata progettata per collegare Tel Aviv e Gerusalemme, riducendo i tempi di percorrenza tra le due città ad appena 28 minuti. Il tracciato pianificato punterebbe a risolvere uno dei maggiori problemi di trasporto del paese: il tracciato attuale impiega 90 minuti ed è poco utilizzato, mentre le autostrade tra le due città sono spesso intasate dal traffico.
Leggi tutto: Le ferrovie tedesche sotto attacco per un controverso progetto israeliano
BEIT IKSA, Cisgiordania – Un treno ad alta velocità che colleghi due città principali sembra essere d’obbligo per un paese sviluppato. Ma la ferrovia Tel Aviv-Jerusalem, un progetto da 2 miliardi di dollari, tanto atteso in Israele, ha tutte le potenzialità per trasformarsi in un incubo politico, dopo che gli urbanisti hanno trasferito parte del tragitto del treno in Cisgiordania.
Il tragitto si insinua due volte nel territorio occupato, in una sezione per un breve tratto e in un’altra, per mettere a tacere le obiezioni dei cittadini israeliani, che non hanno voluto il passaggio dei binari nel “retro del loro giardino”.
I detrattori del progetto dicono che in questo modo si viola il diritto internazionale perché la costruzione comporta la confisca di terra occupata palestinese e non porterà alcun beneficio ai residenti della Cisgiordania.
Leggi tutto: Treno israeliano ad alta velocità attraversa la Cisgiordania
Marketing Branch No. 20 Series of 2010
NUOVE OPPORTUNITÀ DI LAVORO IN ISRAELE
L’ufficio del lavoratori espatriati con sede in Israele ha dato notizia che il governo israeliano, attraverso il Ministro degli Interni, sezione politiche immigratorie e autorità di frontiera, ha rilasciato un permesso speciale per l’impiego di manodopera straniera per la costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità Tel Aviv- Gerusalemme.
La compagnia Shapir Civil and Marine Engineering Ltd e la Pizzarotti (una azienda italiana) assumeranno direttamente i lavoratori stranieri.
Il governo ha richiesto un deposito bancario come garanzia, di 4 milioni di shekel, per garantire la protezione dei diritti dei lavoratori stranieri e l’ottemperanza delle leggi israeliane da parte delle aziende. Il progetto dovrebbe essere completato entro il 2015.
Leggi tutto: Ufficio Lavoratori Filippini all’estero: Nuove opportunità in Israele