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I nostri pensieri sono con le persone che combattono il coronavirus ovunque. Il regime dell'apartheid di Israele ha usato la pandemia come cortina fumogena per intensificare la sua oppressione nei confronti dei palestinesi, con un'impunità ancora maggiore. I palestinesi contano sul tuo continuo sostegno durante questo periodo difficile, anche attraverso azioni online che puoi intraprendere da casa per porre fine alla complicità internazionale nei crimini di guerra di Israele e nei crimini contro l'umanità.

Decenni di occupazione militare israeliana e di apartheid hanno devastato le infrastrutture sanitarie dei palestinesi, in particolare nella Striscia di Gaza. I primi casi di coronavirus sono stati rilevati a Gaza mentre Israele continua l'assedio a due milioni di palestinesi imprigionati lì.

 BDS Italia è tra le organizzazioni che promuovono la petizione

Oggi [30/03/2020 – N.d.T.], in occasione della Giornata della Terra palestinese e dell'anniversario dell'inizio delle manifestazioni della Grande Marcia del Ritorno a Gaza, una coalizione europea di ONG, sindacati e organizzazioni di migranti lancia una petizione per impedire ai droni israeliani di intensificare la militarizzazione delle frontiere dell'UE.

Da novembre 2018, l'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) appalta, tramite la società portoghese CeiiA, due droni Hermes 900 - prodotti dalla più grande compagnia militare israeliana Elbit Systems. Il contratto prevede due periodi di opzione per un solo anno per un valore totale di 59 milioni di EUR. I droni di Elbit assistono Frontex e le autorità nazionali in Grecia, dove l'UE sta affrontando rifugiati e migranti con un aumento della violenza militarizzata.

La seconda giornata internazionale di azione su AXA (gruppo assicurativo mondiale nato nel 1817 come Mutuelle de l'Assurance, N.d.T.)  è stata caratterizzata da mobilitazioni in tutto il mondo. Questo giorno ha coinciso con la giornata di solidarietà delle Nazioni Unite con il popolo palestinese e con la giornata del 4° sciopero climatico globale.

AXA, sebbene abbia appena promesso un nuovo impegno e nuove politiche climatiche sul carbone, continua ad investire centinaia di milioni di dollari in combustibili fossili e ad assicurare aziende inquinanti. Inoltre, un rapporto di luglio di SumOfUs [organizzazione internazionale impegnata nella verifica degli standard etico-sociali e ambientali delle imprese, specie multinazionali, N.d.T.], "AXA: il finanziamento di crimini di guerra" mostra che AXA investe 91 milioni di dollari nella più grande società di armi privata israeliana, la Elbit Systems, e in cinque banche israeliane che finanziano gli insediamenti illegali israeliani. Le armi di Israele e i suoi insediamenti in espansione stanno distruggendo la vita dei palestinesi e l'ambiente in cui vivono.

Noi firmatari dei sindacati palestinesi, lavoriamo per proteggere i diritti dei lavoratori palestinesi e prendiamo parte alla lotta per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza per tutti. I sindacati hanno la responsabilità e il dovere di proteggere i diritti dei lavoratori nei loro Paesi, ma anche di proteggere gli altri lavoratori in tutto il mondo.

Come palestinesi, non ci è stato permesso di tornare nelle nostre case negli ultimi 70 anni. Viviamo sotto una brutale occupazione militare in Cisgiordania, sotto il blocco di Gaza e come cittadini di seconda classe in Israele – sopportiamo le politiche discriminatorie e razziste di Israele ogni singolo giorno della nostra vita.

I lavoratori palestinesi vengono illegalmente arrestati, uccisi, subiscono le peggiori condizioni di lavoro, vengono fermati ai posti di blocco mentre si recano al lavoro e corrono un rischio maggiore rispetto agli altri di perdere il lavoro.

Israele può mantenere il proprio regime di apartheid, colonialismo e occupazione sul popolo palestinese solo grazie al sostegno istituzionale e delle compagnie.

Dopo aver letto il rapporto “AXA: finanziamento dei crimini di guerra”, abbiamo appreso che AXA sta investendo oltre $ 91 milioni in Elbit Systems e nelle prime cinque banche israeliane. Elbit è la compagnia di sicurezza militare privata di Israele, e fornisce le sue armi all’esercito israeliano per testarle sui palestinesi, e poi le vende nel resto del mondo come “testate sul campo di battaglia”.

BDS Italia aderisce alla Manifestazione contro l’occupazione militare che si svolgerà il 12 ottobre 2019 presso il poligono di Capo Frasca. Oltre 40 comitati, movimenti, associazioni e sindacati manifesteranno insieme in Sardegna contro le esercitazioni e l'occupazione militare.

Le basi militari e i poligoni sfruttano e devastano oltre 35 mila ettari del territorio sardo sotto il vincolo delle servitù militari per attività finalizzate alle sperimentazioni di armamenti e alle esercitazioni militari. Ospitano imprese dell’industria bellica e eserciti militari, inclusi quello israeliano, e hanno dirette conseguenze nelle aggressioni contro altri popoli, come in Palestina e nello Yemen.

Da anni esistono forti legami tra i movimenti anti-militaristi sardi, il movimento BDS e il popolo palestinese.

Nel 2014, mentre Israele bombardava Gaza, in Sardegna si protestava contro le esercitazioni militari in programma, in particolare contro la partecipazione di Israele. Da Gaza arrivavano decine di foto di palestinesi nelle macerie di Gaza, chiedendo all’Italia di non addestrare i piloti che li bombardavano. A seguito di una vasta e partecipata campagna di protesta, Israele venne rimosso dalla lista ufficiale delle forze armate partecipanti.

Il Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) lancia un appello a boicottare AnyVision, società israeliana di tecnologia di riconoscimento facciale per via della sua innegabile complicità nell’occupazione e nella repressione dei palestinesi da parte di Israele. 

AnyVision trae profitto dalle violazioni israeliane dei diritti umani dei Palestinesi e esporta la sua tecnologia repressiva di sorveglianza a livello globale. 

Con uffici a Tel Aviv, New York, Città del Messico, Londra, Belfast e Singapore, la società fondata nel 2015 ha rapidamente ottenuto investimenti, contratti e joint venture con le forze armate israeliane, governi e imprese a livello internazionale. 

Human Rights Watch ha esortato Microsoft  a rivedere i propri investimenti in AnyVision dato il “rischio legato ai diritti umani associato agli investimenti in una ditta che sta fornendo tecnologia [di riconoscimento facciale] a una potenza occupante.” AnyVision viola i principi  di Microsoft sul riconoscimento facciale perché fornisce una tecnologia utilizzata per la sorveglianza illegale.

In questo grave momento, siamo solidali con la gente del Kashmir. I nostri oppressori sono uniti e le nostre lotte saranno più forti se anche noi saremo uniti.

Il comitato nazionale palestinese per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BNC), la più grande coalizione nella società palestinese, condivide lo shock e la rabbia del Kashmir e delle forze democratiche in India e in tutto il mondo per la decisione autoritaria del governo indiano guidato dal Bharatiya Janta Party di annullare del tutto, dall'oggi al domani, la parziale autonomia dello stato Jammu e Kashmir. Denunciamo l'uso crescente da parte dell'attuale governo indiano di pratiche e politiche in stile israeliano.

Introducendo, con decreto presidenziale, modifiche giuridicamente discutibili della costituzione indiana, il governo di destra a Delhi ha ulteriormente pregiudicato i diritti riconosciuti a livello internazionale del popolo del Kashmir, in particolare il suo diritto di decidere democraticamente sul proprio futuro, senza che [Delhi, N.d.T.] ne venga informata o dia il consenso.

  • Si aggiungono a Bologna e Firenze nel chiedere azioni concrete per esercitare pressione su Israele

  • Il Senato irlandese ha votato per il divieto sulle importazioni di prodotti provenienti delle colonie israeliane

  • L’Internazionale Socialista, che comprende il Partito Socialista Italiano, condanna l’occupazione ed il regime di apartheid israeliani, e invita al BDS.     

Cresce il numero dei consigli comunali italiani che chiedono l’embargo militare verso Israele come azione concreta per fare in modo che Israele risponda delle violazioni dei diritti del popolo palestinese, stabiliti dal diritto internazionale.

Lunedì 9 luglio il Consiglio comunale di Torino ha votato, a larga maggioranza, con 27 voti favorevoli e 1 contrario, un OdG che condanna la “durissima repressione da parte delle Forze Armate israeliane delle proteste pacifiche della popolazione palestinese” che manifestano a Gaza contro “le politiche di occupazione israeliane”, il blocco illegale di Gaza e per il “diritto al ritorno dei rifugiati” come sancito dall’ONU. Esprime “profonda preoccupazione” per “l'uso smisurato della forza da parte dell'esercito israeliano contro la popolazione civile palestinese” e chiede al governo italiano e alle istituzioni europee di “impegnarsi per la sospensione delle forniture di armi e attrezzature militari come chiesto anche da Amnesty International.”

L’OdG è stato votato da Torino in Comune, Movimento 5 Stelle, Lista Civica per Torino e una parte del Partito Democratico.

Mercoledì 11 luglio un analogo OdG, presentato dai consiglieri Langella (Agorà), Coppeto (Napoli in Comune a Sinistra) e Andreozzi (Dema), che chiede “L’avvio del ripristino del Diritto Internazionale Umanitario in Palestina e della cessazione delle complicità italiane, inclusi cooperazione militare e commercio armi e l’utilizzo strumentale dello sport” è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Napoli

Nelle premesse del testo, si ricorda “il Segretario Generale dell’ONU, Gueterres ha richiesto l’apertura di una indagine indipendente, richiesta già avanzata dal Kwait nel Consiglio di Sicurezza… e confermata  dalla Risoluzione dell’Assemblea Generale il 13/6/2018 con 120 voti a favore, 8 contrari e 45 astenuti”

Il Consiglio comunale di Napoli “Condanna la decisione degli organizzatori del Giro ciclistico d’Italia 2018 – RCS Mediagroup S.r.l – di avviare la competizione sportiva da Gerusalemme… decisione che ha di fatto avallato l’annessione illegale da parte di Israele della città”.

Negli ultimi mesi, i consigli comunali di Bologna, San Giuliano Terme (Pisa) e Cerreto Guidi (Firenze) hanno approvato simili OdG. Gli ultimi due hanno anche aderito all’appello della società civile palestinese per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) per i diritti dei palestinesi.

L’anno scorso il Consiglio comunale di Firenze ha approvato all’unanimità una delibera che chiede la cessazione di “ogni forma di cooperazione” con il dispositivo militare israeliano e le colonie illegali.

Secondo la Rete Disarmo, nel 2014 l’Italia è stata nell’Unione Europea il primo esportatore di armi verso Israele. L’Italia mantiene collaborazioni con l’industria bellica israeliana nonostante che la legge 185 del 1990 vieti la vendita di armi verso paesi “i cui governi sono responsabili di accertate violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti dell’uomo.”

A livello europeo sempre più istituzioni prendono misure per mettere Israele di fronte alle proprie responsabilità rispetto al diritto internazionale.

In Spagna, Barcellona ha votato per l’embargo militare contro Israele, mentre Valencia ha aderito al movimento BDS. 

Mercoledì il senato irlandese ha approvato una mozione che vieta l’importazione di prodotti delle colonie israeliane, che costituiscono un crimine di guerra, ed anche la città di Dublino ha approvato una mozione in cui aderisce al movimento BDS. 

Il 5 luglio il Consiglio dell'Internazionale socialista, che raggruppa 140 partiti politici, tra cui il Partito Socialista Italiano, ha approvato un lungo documento di condanna della occupazione israeliana, e ha invitato i governi e la società civile di impegnarsi in campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) “finché Israele continua la sua politica di occupazione e di apartheid contro il popolo palestinese”.

BDS Italia si congratula con i consigli comunali di Torino e Napoli per l’impegno a far rispettare il diritto internazionale e i diritti umani. In particolare azioni concrete, come l’embargo militare contro Israele, sono più che mai necessarie di fronte al totale disprezzo per la vite dei palestinesi e all’assoluta inosservanza del diritto internazionale da parte di Israele.

Facciamo appello a tutti gli Enti Locali italiani perché seguano l’esempio dei Consigli Comunali italiani ed esteri, approvando mozioni che chiedono misure efficaci e concrete per assicurare il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale da parte di Israele e per fare applicare la legge italiana sulla vendita di armi. Questo non riguarda semplicemente la solidarietà; riguarda gli obblighi giuridici che l’Italia deve rispettare, cessando di aiutare e favorire i crimini di guerra e le gravi violazioni dei diritti umani da parte di Israele.

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BDS Italia è un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro l'occupazione e l'apartheid israeliane, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all'appello della società civile palestinese del 2005 e promuovono campagne e iniziative BDS a livello nazionale e locale. Il movimento BDS sostiene la parità di diritti per tutte e tutti e perciò si oppone ad ogni forma di razzismo, fascismo, sessismo, antisemitismo, islamofobia, discriminazione etnica e religiosa.

Foto: Twitter, Consiglio Comunale di Barcellona

Barcellona diventa la più grande città ad aderire alla richiesta della società civile palestinese di porre fine al commercio di armi e alla cooperazione militare e sulla sicurezza con il regime israeliano di apartheid, colonialismo e occupazione.

Il 25 maggio, con il sostegno della stragrande maggioranza dei suoi membri, il Consiglio comunale di Barcellona ha richiesto un embargo militare generale nei confronti di Israele e ha invitato il governo spagnolo a garantirne l'attuazione.

Ciò costituisce un precedente importante e un rilevante passo in avanti su una strada che porti ad un'interruzione dei legami internazionali con Israele nel campo militare e della sicurezza, fino a quando non si conformerà al diritto internazionale e non rispetterà i diritti umani dei palestinesi.

English version

La città toscana di San Giuliano Terme aderisce al movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) per i diritti dei palestinesi

Lunedì 21 maggio il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un ordine del giorno a sostegno di azioni concrete per fare in modo che Israele risponda delle violazioni dei diritti del popolo palestinese, come stabilito dal diritto internazionale. L’OdG esprime preoccupazione “per l’uso smisurato della forza da parte dell’esercito israeliano” e chiede  al governo italiano e alle istituzioni europee di “impegnarsi per la sospensione delle forniture di armi e attrezzature militari come chiesto anche da Amnesty International.”

L’OdG è stato votato a larga maggioranza con 23 voti su 29. Si sono espressi a favore i consiglieri di Coalizione Civica, che ha presentato il documento, del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Città Comune.

Nelle premesse del testo, si ricordano gli oltre cento palestinesi uccisi e 10.000 feriti nelle ultime settimane, causati dalla “durissima repressione” da parte di Israele nei confronti delle “proteste pacifiche” di decine di migliaia  palestinesi di Gaza contro l’occupazione, il blocco illegale di Gaza e per il diritto al ritorno dei profughi palestinesi, come sancito dall’ONU.

Il Consiglio richiama inoltre il trasferimento a Gerusalemme dell’ambasciata statunitense, avvenuto nonostante la risoluzione contraria dell’Assemblea Generale dell’ONU, votata a larghissima maggioranza, anche dall’Italia. Ricorda inoltre come la decisione degli organizzatori del Giro d’Italia di far partire la gara da Israele ha suscitato “un’ondata di indignazione” e “ha, di fatto, contribuito a sostenere la posizione di detto paese, avallata dagli USA, che rivendica Gerusalemme unificata come propria capitale in contrasto con il diritto internazionale”.

I consiglieri chiedono inoltre alla comunità internazionale di adoperarsi “per fare assumere a Israele le proprie responsabilità in quanto paese occupante”.

Italia fornisce armi e intrattiene intensi rapporti militari con Israele, anche in attività di ricerca e di intelligence. Secondo la Rete Disarmo, nel 2014 l’Italia è stata nell’Unione Europea il primo esportatore di armi verso Israele. Continua a resce la collaborazione tra le industrie belliche italiana ed israeliana, con il “trasferimento di tecnologie”, mentre proseguono formazione, addestramento e manovre militari congiunti, su territorio italiano e su aree sotto il controllo israeliano. La legge 185 del 1990, tuttavia, vieta all’Italia la vendita di armi a paesi in stato di conflitto armato o verso paesi “i cui governi sono responsabili di accertate violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti dell’uomo”

Bologna diventa così la terza città italiana a chiedere l’embargo militare verso Israele.

Pochi giorni fa il Consiglio comunale di San Giuliano Terme (Pisa) ha approvato un OdGche chiede al parlamento italiano “la cessazione di ogni rapporti militare, di vendita e scambio di materiale bellico con lo stato di Israele” e aderisce all’appello della società civile palestinese per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) per i diritti dei palestinesi.

L’anno scorso il Consiglio comunale di Firenze ha approvato all’unanimità una delibera che chiede al governo italiano e all’Unione europea “di cessare ogni forma di cooperazione tecnica ed economica connessa, direttamente o indirettamente, al dispositivo militare israeliano” e alle colonie illegali.

Le prese di posizione da parte dei consigli comunali italiani arrivano in un contesto di simili misure prese a livello internazionale nelle ultime settimane come mezzo efficace per mettere Israele di fronte alle proprie responsabilità rispetto agli standard del diritto internazionale. Il partito spagnolo Podemos ha chiesto l’embargo militare contro Israele, mentre Jeremy Corbyn, leader del partito Labour britannico, ha ribadito l’impegno del suo partito a rivedere la vendita di armi a Israele. In Irlanda, il Consiglio comunale di Dublino ha approvato una mozione in cui aderisce al movimento BDS.             

BDS Italia si congratula con i Consigli comunali di Bologna, San Giuliano Terme e Firenze per l’impegno a far rispettare il diritto internazionale e i diritti umani. In particolare le richieste di azioni concrete, come l’embargo militare contro Israele, sono più che mai necessarie di fronte al totale disprezzo  per la vite dei palestinesi e all’assoluta inosservanza del diritto internazionale da parte di Israele.

Facciamo appello a tutti gli enti locali italiani perché seguano l’esempio dei consigli comunali di Bologna, San Giuliano Terme e Firenze, approvando mozioni simili che chiedono misure efficaci e concrete per assicurare il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale da parte di Israele e per fare applicare la legge italiana sulla vendita di armi. Questo non riguarda semplicemente la solidarietà; riguarda gli obblighi giuridici che l’Italia deve rispettare, cessando di aiutare e favorire i crimini di guerra e le gravi violazioni dei diritti umani da parte di Israele.

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BDS Italia è un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro l'occupazione e l'apartheid israeliane, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all'appello della società civile palestinese del 2005 e promuovono campagne e iniziative BDS a livello nazionale e locale. Il movimento BDS sostiene la parità di diritti per tutte e tutti e perciò si oppone ad ogni forma di razzismo, fascismo, sessismo, antisemitismo, islamofobia, discriminazione etnica e religiosa.