LIBERTÀ. GIUSTIZIA. UGUAGLIANZA.

Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese.

Comunicati

Comunicati di BDS Italia, del Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) e della Campagna palestinese per il boicottaggio accademic e culturale di Israele (PACBI)

L’esclusione dagli appalti delle aziende coinvolte in violazioni dei diritti umani e dal diritto internazionale, di qualsiasi paese siano e in qualsiasi parte del mondo operino, permetterà di colpire anche le complicità con il genocidio a Gaza e con i crimini di Israele contro le/i palestinesi.

Dopo il Consiglio Comunale di Bologna, anche l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna ha votato una risoluzione per l’adozione di una politica di appalti etici.

La risoluzione approvata nella seduta dell’11 giugno impegna la Giunta “ad adottare, da parte della Regione Emilia-Romagna e degli Enti controllati, gli appalti etici al fine di tenere conto di eventuali violazioni dei diritti umani e/o del diritto internazionale da parte degli operatori economici e quindi di escludere tali soggetti in fase di valutazione delle offerte” e “a inserire il requisito etico legato al rispetto dei diritti umani nel “Protocollo d’Intesa tra Regione Emilia-Romagna e Cgil-Cisl-Uil ER in materia di legalità e appalti”.

Insieme all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, questa risoluzione presentata da Europa Verde indica un esempio che altre amministrazioni pubbliche possono seguire per sostenere concretamente i diritti umani e il diritto internazionale.

L’adozione di politiche etiche di appalto costituisce una scelta di principio giuridicamente fondata da parte delle amministrazioni pubbliche, in linea con le norme indicate nei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani che descrivono il ruolo e le responsabilità delle imprese per evitare di causare o contribuire a impatti negativi sui diritti umani attraverso le proprie attività, e per prevenire o attenuare impatti negativi sui diritti umani direttamente legati alle loro attività e causati da loro partner commerciali. Queste stesse norme richiedono che gli stati e le amministrazioni pubbliche, compresi i consigli comunali, promuovano il rispetto dei diritti umani da parte di tutte le imprese con cui conducono transazioni commerciali.

Si pongono così le basi per l’esclusione di aziende complici del regime israeliano di colonialismo, occupazione militare e apartheid, responsabile del genocidio in corso a Gaza e di violazioni che durano da oltre 75 anni nell’impunità più assoluta. Diverse città in Europa e nel mondo, incluse Gent, Verviers e Liège (Belgio), Oslo, Barcellona, Bélem (Brasile), Derry e Strabane (Irlanda), Hayward (USA),  hanno già adottato misure simili che puntano a colpire le complicità con i crimini di Israele.

Questi risultatisono il frutto di un percorso di lavoro avviato da attivist* e associazioni per i diritti dei palestinesi riuniti nel coordinamento cittadino “Bologna per la Palestina”, di cui fa parte anche Coordinamento Campagna BDS Bologna insieme ad oltre 40 associazioni, e di un confronto con alcun* consiglier* sensibili a questo tema.

Come nel caso del Comune di Bologna, che ha confermato il suo impegno ad attuare al più presto una politica di appalti etici, continueremo a fare pressione sulla Regione Emilia-Romagna affinché vengano effettivamente introdotte in tempi brevi le misure necessarie per applicare le richieste della risoluzione approvata e a vigilare perché nessuna azienda complice dei crimini di Israele sia ammessa a partecipare ad appalti.

Invitiamo gruppi e associazioni solidali con la lotta del popolo palestinese a intraprendere percorsi simili in tutta Italia, coinvolgendo rappresentanti di istituzioni locali e amministrazioni pubbliche, per introdurre misure che mettano fine alle complicità con i crimini di Israele e impongano il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale.

Per informazioni e materiali sulle politiche etiche di appalto scrivete a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Israele ha compiuto uno dei massacri più sanguinosi, sfidando apertamente l'ordine esplicito della Corte internazionale di Giustizia intimato a Israele di cessare immediatamente l'offensiva militare a Rafah.

La scorsa notte [notte del 26 maggio, NdT], aerei di guerra israeliani, finanziati e forniti dagli Stati Uniti e dall'Europa, hanno colpito Rafah dove si trovano 1,4 milioni di palestinesi. Gli aerei israeliani hanno bombardato una presunta "area sicura" dove i palestinesi forzatamente sfollati dormivano in tende di plastica, incendiando l'intera area, uccidendone almeno 40 e ferendone altre centinaia, per lo più donne e bambini. Molti sono stati bruciati vivi.

L'ex portavoce dell'UNRWA Chris Gunness ha definito quest'ultimo massacro "il crimine dei crimini", affermando il palese disprezzo di Israele per la Convenzione sul genocidio.

Eppure, il sistema internazionale dominato dall'Occidente continua a permettere a Israele di infliggere orrore dopo orrore, massacro dopo massacro ai palestinesi, con zero responsabilità. Questo genocidio in diretta streaming dura non solo da 7 mesi e più, ma da 76 anni.

Dobbiamo aumentare le pressioni per fermare il genocidio a Gaza!

Solo una pressione della società civile ancora più forte porterà a boicottaggi, disinvestimenti e sanzioni legittime più ampi e costringerà l'asse genocida USA-Israele a fermarsi. Alla fine ci aiuterà a smantellare il sottostante regime di oppressione.

Agite ora:

  1. Mobilitatevi per fare pressione sul vostro governo e parlamento affinché impongano immediatamente un embargo militare a Israele, come richiesto dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e da decine di esperti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani. Ciò dovrebbe includere la vendita e il trasferimento di armi, attrezzature militari e tecnologia con uso duplice, il taglio dei finanziamenti militari nel caso degli Stati Uniti e il divieto di importare armi e spyware israeliani e progetti militari e di sicurezza congiunti.
  2. Unitevi ai gruppi, in particolare i sindacati dei lavoratori, nel disturbare pacificamente il trasporto di armi, parti di armi e altre attrezzature militari verso Israele, anche negli stati di transito.
  3. Agite contro le compagnie che approfittano del genocidio e dell'apartheid di Israele.
  4. Ovunque sia possibile, unitevi alle dimostrazioni nel tuo paese chiedendo: Cessate il fuoco ORA! Togliete l'assedio ORA! #Embargomilitare.
  5. Organizzate o unitevi a gruppi che organizzano manifestazioni pacifiche, sit-in, occupazioni mirate a uffici di governo, parlamentari, istituzioni pubbliche e private complici o società complici prese di mira da campagne BDS.
  6. Intorno a voi, aumentate la consapevolezza sul colonialismo di insediamento e sull'apartheid messi in pratica da Israele e sostenete la vostra comunità / centro/ posto di lavoro/ sindacato/ organizzazione in modo che si dichiari spazio libero dall'apartheid (SPLAI-AFZ). Sono disponibili strumenti e un elenco di controllo.
  7. Se non l’avete ancora fatto, convincete il vostro consiglio comunale / sindacato/ istituzione culturale e accademica affinché chiedano un cessate il fuoco immediato e permanente e la revoca dell'assedio e interrompano i legami complici esistenti con il regime israeliano di apartheid, le sue istituzioni complici, e le aziende che gli permettono di compiere il genocidio e di applicare l'apartheid.

Incanalate la vostra rabbia, la vostra frustrazione e il vostro dolore in un'azione efficace e strategica seguendo le indicazioni della campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni. Fate pressione per fermare il genocidio e per aiutare i palestinesi a smantellare il regime israeliano di apartheid di insediamento che dura da 76 anni, causa principale di questa oppressione e di indicibile violenza.

Fonte: Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC)

Traduzione di BDS Italia

Nel commemorare la Giornata della Nakba, rifiutiamo l’inazione che ci rende semplici testimoni dell'ingiustizia. Chiediamo che si agisca, che i responsabili rispondano delle proprie azioni, e cambiamenti trasformativi per assicurare un futuro di dignità, giustizia e libertà al popolo palestinese.

L'espulsione forzata di circa 750.000 palestinesi indigeni dalle loro case ha segnato l'inizio formale di un regime di colonialismo d’insediamento, apartheid, occupazione militare e ora genocidio, ancora in corso. Denunciamo la complicità di stati, aziende e istituzioni che hanno reso possibile la Nakba ancora in corso da parte di Israele, facendo sì che per 76 anni non fosse tenuto a rispondere delle proprie azioni. Il movimento BDS ribadisce lo spirito incrollabile del popolo palestinese nella sua legittima lotta per la libertà, il diritto al ritorno, la giustizia e l'autodeterminazione, in un momento in cui il nostro popolo sta vivendo il primo genocidio in diretta streaming al mondo.

Mentre Israele colpisce Rafah con bombe fornite dagli Stati Uniti e dall'Europa, richiamiamo con forza l'attenzione sull'imminente catastrofe contro gli 1,4 milioni di palestinesi che cercano rifugio in quella zona. Chiediamo un intervento internazionale urgente sotto forma di sanzioni e di embargo sulle armi per fermare le uccisioni indiscriminate in corso e la distruzione delle ultime strutture sanitarie rimaste a Gaza.

Nonostante le prove schiaccianti delle atrocità e dei massacri perpetrati da Israele, nonostante la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia che ha stabilito che Israele sta plausibilmente commettendo un genocidio, molti stati, in particolare gli Stati Uniti e stati europei, sono costantemente venuti meno agli obblighi previsti dal diritto internazionale e in particolare dalla Convenzione sul genocidio. Nonostante decine di esperti in materia di diritti umani delle Nazioni Unite e il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani abbiano chiesto direttamente di porre fine alla “vendita, al trasferimento e allo spostamento di armi, munizioni e altre attrezzature militari a Israele, la potenza occupante... per prevenire ulteriori violazioni del diritto umanitario internazionale e violazioni e abusi dei diritti umani”, gli Stati Uniti e l'Europa continuano a fornire armi e copertura diplomatica a Israele, consentendogli di portare avanti il suo indicibile genocidio. Questo li rende complici del genocidio in corso da parte di Israele, tradendo gli stessi principi di giustizia e diritti umani che apparentemente professano di sostenere.

Dopo 7 mesi di spietato genocidio, la strategia israeliana è chiarissima: espellere con la forza da Gaza il maggior numero possibile di palestinesi, la maggior parte dei quali già profughi della Nakba. I metodi impiegati sono sia diretti che indiretti e vanno dai massacri a tappeto, all'assedio, alla distruzione sistematica di infrastrutture essenziali per la vita: forniture d'acqua, ospedali, scuole, università, fattorie e case sono tutti presi di mira per rendere l'esistenza insostenibile. Le organizzazioni per i diritti umani hanno anche condannato l'uso da parte di Israele della fame contro i palestinesi come arma di guerra. Questa distruzione calcolata delle fondamenta stesse della vita è una strategia brutale che mira a causare danni irreparabili e a creare un ambiente coercitivo per i palestinesi affinché lascino le loro terre, rispecchiando in larga misura la pulizia etnica durante la Nakba del 1948.

Plaudiamo alla creatività, ai principi e al coraggio del movimento di solidarietà globale, in particolare alla rivolta guidata dagli studenti che mira a disinvestire dalle aziende che permettono i crimini di Israele e a porre fine alle relazioni accademiche con le sue università profondamente complici. Il coraggio di studenti coscienziosi e di docenti e lavoratori solidali di fronte alla violenza e alla repressione ispira speranza nella lotta per porre fine al genocidio compiuto a Gaza da Israele e al sottostante regime di apartheid coloniale.

Sottolineiamo la costante fermezza dei palestinesi di fronte alle avversità. Nonostante decenni di oppressione, il popolo palestinese continua a resistere alla negazione, da parte di Israele, della libertà, della giustizia, dell'autodeterminazione e del diritto al ritorno dei profughi, sancito dalle Nazioni Unite.

Nel commemorare la Giornata della Nakba, rifiutiamo l’inazione che ci rende semplici testimoni dell'ingiustizia. Chiediamo che si agisca, che i responsabili rispondano delle proprie azioni, e cambiamenti trasformativi per assicurare un futuro di dignità, giustizia e libertà al popolo palestinese.

Il movimento BDS chiede di:

- Fare pressione sulla Corte penale internazionale affinché emetta immediatamente mandati di arresto contro i leader israeliani e i membri delle forze armate complici del genocidio, per impedire a Israele di commettere ulteriori atrocità di massa.

- Proteste di piazza e interruzioni pacifiche del business as usual rivolte a governi, aziende e istituzioni complici.

- Fare pressione sui governi affinché impongano immediatamente sanzioni unilaterali e multilaterali contro Israele, a partire da un embargo di sicurezza militare, come richiesto dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e da decine di esperti di diritti umani delle Nazioni Unite.

- Espellere Israele dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e da altri consessi internazionali, tra cui il Comitato Olimpico Internazionale, la FIFA, Eurovision, ecc.

 Ogni giorno di impunità concesso all'apartheid israeliano porta ulteriori devastanti conseguenze ai palestinesi indigeni e a ciò che resta della credibilità del diritto internazionale.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Guida all'organizzazione della Settimana contro l'apartheid israeliana (Israeli Apartheid Week - IAW)

A. Contesto

La prima edizione della Settimana contro l’apartheid israeliana (Israeli Apartheid week - IAW) si è svolta nel febbraio del 2005 a Toronto in Canada. Organizzata dall'Arab Students’ Collective dell'Università di Toronto, è stata un grande successo, con eventi molto interessanti che hanno attirato l'attenzione dei media di tutto il mondo. La Settimana contro l'apartheid israeliana si è diffusa in altre città canadesi nel 2006 per raggiungere nel 2013 oltre 200 città in tutto il mondo.

Originariamente svolti solo nei campus universitari, gli eventi della IAW sono ora organizzati a livello globale da movimenti per la giustizia razziale, indigena, sociale, economica e di genere, comunità religiose, sindacati, reti di solidarietà, tra gli altri. La IAW è una parte fondamentale del movimento internazionale BDS per i diritti dei palestinesi.

La settimana contro l'apartheid israeliana ha due obiettivi principali:

  • Aumentare la consapevolezza sul regime israeliano di occupazione, colonialismo di insediamento e l’apartheid imposto al popolo palestinese.

Il regime israeliano corrisponde alla definizione di apartheid ai sensi del diritto internazionale, come ora riconosciuto da Amnesty International, Human Rights Watch, B’Tselem e esperti ONU, nonché le organizzazioni palestinesi per i diritti umani, Palestinian human rights organizations, tra gli altri. Il movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) ha sempre riconosciuto l'apartheid come una manifestazione integrale e uno strumento del colonialismo di insediamento israeliano, evidenziando il ruolo del sionismo al centro di questo regime. La IAW utilizza questo quadro di riferimento per fare collegamenti storici e concreti con le altre lotte contro il razzismo, la discriminazione il colonialismo e l’oppressione. Più risorse su questo quadro di riferimento sono disponibili nella sezione F.

  • Costruire il sostegno al movimento BDS guidato dai palestinesi.

A 19 anni dal suo lancio, il movimento BDS è ora ampiamente riconosciuto dai palestinesi, dal movimento di solidarietà e persino da Israele e dalla sua lobby anti-palestinese come una forma chiave di pressione per costringere Israele a rispondere delle sue responsabilità e porre fine alla complicità internazionale, aziendale e istituzionale con il suo regime di apartheid e colonialismo di insediamento.

B. Come partecipare

Tutte le attività devono essere conformi ai principi antirazzisti del movimento BDS e rispettare le sue linee guida di affiliazione per essere elencate nel calendario generale. Per registrare i vostri eventi per la settimana contro l'apartheid israeliana 2024 compilare il formulario!

NOTA: la registrazione tramite il modulo non significa che il tuo evento/attività verrà automaticamente elencato sul sito web, prima verrà controllato secondo le linee guida del BDS di cui sopra.

  • Inserite i vostri eventi sul sito bdsmovement.net/iaw

Una delle nostre risorse condivise è la pagina web IAW (Settimana contro l'apartheid israeliana), dove sono elencati gli eventi che si svolgono in tutto il mondo. Dopo esservi registrati, il vostro evento sarà esaminato dal Comitato Internazionale di Coordinamento della IAW (IAW ICC) e quindi caricato sul calendario generale che sarà disponibile sul sito. Ciò significa che le persone della vostra comunità locale saranno in grado di trovare facilmente l'evento.

  • Condividete online i vostri eventi e le vostre azioni! # IsraeliApartheidWeek

Condividete quello che organizzate con il movimento in tutto il mondo. Scattate foto e video, scrivete brevi resoconti e condivideteli tutti usando gli hashtag #IsraeliApartheidWeek, #DismantleApartheid, #GazaGenocide e #UnitedAgainstRacism. Condivideremo sui social media sugli account:

C. Temi della IAW 2024

Manifestate per la Palestina: fermare il genocidio; smantellare l’apartheid. 

Quest' anno, la IAW arriva in un momento in cui Israele sta perpetrando il primo genocidio al mondo in diretta streaming contro 2,3 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza occupata e assediata. Il regime israeliano di apartheid sta proseguendo incessantemente l'ennesima ondata di pulizia etnica di palestinesi autoctoni, specialmente a Gaza. La Nakba in corso, iniziata 75 anni fa con la brutale espulsione di oltre la metà dei palestinesi autoctoni dalle loro case, non si è mai fermata ed è attualmente al suo apice. È resa possibile da stati, aziende e istituzioni complici, in particolare nell'Occidente coloniale.

Mentre i palestinesi restano saldi di fronte a questo genocidio e persistono nella lotta di liberazione, acquistano speranza e forza dalla solidarietà globale espressa in manifestazioni di massa da Giakarta a Washington, da Città del Capo a Londra, e da Rabat a Baghdad; azioni sindacali per fermare le spedizioni di armi verso Israele in Belgio, Italia, Grecia, Turchia e altrove; centinaia di azioni creative di disobbedienza civile (sit-in, occupazioni pacifiche, scioperi, scioperi, ecc.) in tutto il mondo; campagne BDS dal basso in rapida crescita e richieste di embargo militare; forti dichiarazioni di solidarietà da parte dei movimento per la giustizia sociale; dichiarazioni di alto profilo di eminenti artisti, scrittori, accademici, esperti internazionali sul genocidio, nonché di gruppi ebraici progressisti, organizzazioni per i diritti umani e civili e un milione di azioni di solidarietà locale dal basso e iniziative creative in tutto il mondo.

Questa mobilitazione di solidarietà di massa ha dato al Sudafrica il sostegno popolare in tutto il mondo per agire sulla base della sua autorità morale e portare l'apartheid israeliana prima alla Corte penale internazionale e poi alla Corte internazionale di giustizia (ICJ) per il genocidio in corso a Gaza. Per la prima volta, dopo 75 anni, l’intero regime israeliano di colonialismo di insediamento e apartheid è sotto processo presso la Corte di giustizia internazionale e per il crimine dei crimini. Ora, stiamo assistendo alla sfida più seria da generazioni riguardante i principi di base, l'integrità e la credibilità del diritto internazionale. Solo attraverso la nostra mobilitazione generale, possiamo fare in modo che il diritto internazionale serva la nostra lotta per la giustizia. 

Qui puoi leggere l’appello per la Settimana contro l'apartheid israeliana (IAW) 2024.

D. Idee e suggerimenti per l’organizzazione

Nel mezzo del genocidio in corso da parte di Israele contro i palestinesi di Gaza, non limitiamoci a sensibilizzare sull'apartheid, ma facciamo anche passi significativi a sostegno della lotta palestinese in corso per porre fine al genocidio a Gaza da parte di Israele e per smantellare il suo regime di apartheid e di colonialismo d’insediamento. 

La settimana contro l'apartheid israeliana di questo anno sarà la più importante da quando è stata lanciata 19 anni fa.

  • Blocchiamo pacificamente e responsabilmente il sistema di relazioni militari, finanziamenti, propaganda, protezione diplomatica, repressione e mascheramento che consente a Israele di continuare a sterminare i palestinesi e cancellare le loro città, villaggi e campi profughi dalla mappa.

Di seguito sono riportati alcuni esempi concreti di obiettivi contro i quali il vostro gruppo potrebbe organizzare le sue azione di disturbo pacifiche (sit-in, occupazioni, ecc.) contro:

  1. Autostrade, aeroporti, stazioni ferroviarie, siti rappresentativi, ecc.
  2. Fabbriche, punti vendita o filiali di aziende complici dell'apartheid israeliana, in particolare quelli che armano il genocidio da parte di Israele o altrimenti complici con il suo regime di apartheid.
  3. Parlamenti, edifici governativi, università e altre istituzioni complici.
  4. Porti in cui attraccano le navi coinvolte nell’armare e nel rendere possibile l'apartheid e il genocidio da parte di Israele.
  5. Media che amplificano il razzismo anti-palestinese e la propaganda disumanizzante.

Alcuni punti da considerare quando pianificate le vostre azioni di disturbo pacifiche: 

  1. Scegliete gli obiettivi che presentano maggiori livelli di complicità contro i quali tale azione può essere efficace nel vostro contesto.
  2. Stabilite punti di unità e obiettivi chiari e strategici che la vostra azione può contribuire a raggiungere. 
  3. Prima dell'azione, effettuate una valutazione del rischio e assicuratevi che le/gli attivist* siano ben preparati per ogni evenienza. Consultare preventivamente gli avvocati del movimento è sempre consigliato!
  4. Create uno spazio sicuro per le persone che si uniscono alle vostre azioni. Condividete le informazioni solo con persone fidate. 
  5. Assicuratevi che le vostre richieste e i vostri messaggi siano concepiti e formulati in modo chiaro per raggiungere il pubblico più ampio possibile: una strategia di comunicazione creativa che includa sia i social media che i media tradizionali è un must. 
  6. Mantenete posizioni di principio e rimanete strategici: sappiate quando fermare l'azione e siate chiari sulle linee che non volete superare come collettivo.
  7. Costruite relazioni con altri movimenti per la giustizia, in particolare con i sindacati.
  • Raggiungiamo grandi obiettivi per il movimento e mobilitiamoci per nuove campagne BDS. 

Il movimento BDS utilizza il metodo storicamente di successo dei boicottaggi mirati ispirati al movimento anti-apartheid sudafricano, al movimento per i diritti civili negli Stati Uniti e alla lotta anti-coloniale indiana, tra gli altri. Dobbiamo concentrarci strategicamente su un numero relativamente piccolo di aziende e prodotti accuratamente selezionati per ottenere il massimo impatto. 

Di seguito sono riportati gli obiettivi concreti per i quali il vostro gruppo potrebbe impegnarsi:

  1. Iniziate una nuova campagna BDS. Si prega di consultare l'elenco delle società prese di mira dal BDS che  traggono profitto dal genocidio del popolo palestinese e dall'apartheid israeliana, o selezionare nuovi obiettivi che abbiano senso nel proprio contesto e soddisfino i criteri di selezione del movimento BDS per le nuove campagne
  2. Aumentate la consapevolezza intorno a voi sulcolonialismo di insediamento e l'apartheid e agite per fare sì che la vostra comunità/centro/posto di lavoro/sindacato/organizzazione si dichiarino Spazi Liberi dall’Apartheid o Comunità libera dall'apartheid (USA) durante questo mese di marzo. Sono disponibili un kit di strumenti e unalista di controllo. [Informazioni e risorse sulla campagna in Italia: Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI)]
  3. Se non l'avete ancora fatto, convincete il vostro consiglio comunale/sindacato/istituzione culturale o accademica a chiedere un cessate il fuoco immediato e permanente e la fine dell'assedio e a tagliare i legami di complicità esistenti con l’Israele dell’apartheid, durante questo mese di marzo! 

E. Riferimenti unitari

La settimana dell'apartheid israeliana fa parte del movimento BDS per i diritti dei palestinesi. Pertanto, i seguenti documenti chiave del BDS costituiscono i riferimenti unitari della settimana contro l'apartheid israeliana:

F. Risorse

  1. Grafiche, materiali e poster

I modelli vuoti per la grafica da utilizzare per l’organizzazione della IAW2024 li trovate qui (volantino/poster e grafiche per i social media).

  1. Video
  1. Infografiche
  1. Altre risorse

Molte altre risorse (schede, infografiche, video, articoli, libri, ecc.) sono elencate qui.

Fonte: Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC)

Traduzione di BDS Italia

COMUNICATO STAMPA

Appuntamenti a Torino, Bologna, Padova e Venezia, 19-21 febbraio

Omar Barghouti, cofondatore del movimento internazionale a guida palestinese per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS) contro Israele, sarà in Italia con un fitto programma di incontri pubblici, che si terranno a Torino, Bologna, Padova e Venezia il 19, 20 ed il 21 febbraio. Una straordinaria occasione per conoscere una figura di intellettuale di primo piano e soprattutto il movimento nonviolento, ispirato alla lotta dei sudafricani contro l’apartheid, sostenuto in tutto il mondo da sindacati, chiese e associazioni, incluse organizzazioni ebraiche e israeliane, oltre a personalità come Angela Davis, Naomi Klein, Ken Loach e Moni Ovadia (in Italia hanno aderito all’appello per il BDS numerose organizzazioni tra cui la FIOM CGIL, Pax Christi, l’ONG Un ponte per…). Amnesty International considera gli attivisti del movimento BDS “difensori dei diritti umani”.

Il 19 Febbraio alle ore 20.30 Omar Barghouti sarà a TORINO presso il Cecchi Point  - Casa del quartiere Aurora e Porta Palazzo, via Cecchi 17.

Il 20 febbraio sarà a BOLOGNA, alle ore 15.00 presso l’Università di Bologna, aula C, complesso di Santa Cristina, piazzetta Morandi 2. All’incontro parteciperanno Elian Weizman, professoressa in Relazioni Internazionali alla London South Bank University, e Chantal Meloni, professoressa associata di Diritto Penale presso l’Università degli Studi di Milano e Senior Legal Advisor presso l’European Centre for Constitutional and Human Rights di Berlino. L’incontro sarà moderato da Francesca Biancani, professoressa associata presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna.

Alle ore 18.00 parteciperà con l’intervento: “Cosa è la campagna per il BDS, come funziona e quali sono i principi del Diritto Internazionale che ne costituiscono il fondamento” all’ incontro “Bologna per il cessate il fuoco a Gaza”, promosso dall’Intergruppo consiliare della Lista Lepore, Partito Democratico e Coalizione Civica presso Palazzo d’Accursio, Sala Imbeni. Parteciperanno all’evento Elian Weizman, professoressa in Relazioni Internazionali alla London South Bank University, con un intervento dal titolo “Colonialismo di insediamento, Sionismo e lo Stato di Israele” e Angelo Stefanini, medico e fondatore del Centro di Salute Internazionale (CSI) dell’Università di Bologna, direttore dell’OMS e del programma sanitario italiano (2008-2011) nei Territori Palestinesi Occupati con: “Gaza: la guerra agli ospedali”. Dialogheranno con i relatori l’assessore Daniele Ara, Stefania Minghini Azzarello di Assopace Palestina ed Alberto Zucchero per Portico della Pace. Modererà l’incontro Ruba Salih, professoressa ordinaria in Scienze Antropologiche presso l’Università di Bologna.

Il 21 febbraio sarà a PADOVA, alle ore 14.00, alla Piscina Aule Polo Beato Pellegrino, per un incontro pubblico ed aperto alla cittadinanza che verterà sulla Campagna per il boicottaggio il disinvestimento e le sanzioni contro Israele nonché sul tema del boicottaggio accademico. Seguirà un dibattito con gli studenti ed i docenti dell’Università di Padova e con il pubblico presente.

Sempre il 21 febbraio, alle ore 17.30 sarà a VENEZIA, presso l’Università di Cà Foscari, polo didattico San Basilio, aula 0B, Dorsoduro, Area Portuale, Salizada S. Basegio, magazzino 5, per partecipare ad un incontro pubblico ed aperto alla cittadinanza organizzato da docenti e studenti. Interverranno con lui Pietro Basso, Comitato di Marghera contro la guerra e il razzismo e Barbara De Poli, professoressa associata del Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa. Modererà l’evento Simone Sibilio, professore associato in Lingua e Letteratura Araba dell’Università Cà Foscari di Venezia.

Omar Barghouti è un intellettuale palestinese difensore dei diritti umani, co-fondatore del movimento internazionale a guida palestinese per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS). Vedi: https://bdsitalia.org/ e https://bdsmovement.net/ 

Nel 2005, traendo spunto dalla lotta dei sudafricani contro l'apartheid e dalla forza che hanno dimostrato nella storia i movimenti civili di solidarietà internazionale, oltre 170 organizzazioni della società civile palestinese hanno lanciato un appello per il boicottaggio, il ritiro degli investimenti e l'applicazione di sanzioni contro lo stato di Israele fino a quando non rispetterà il Diritto Internazionale ed i Principi Universali dei Diritti dell'Uomo.

Il movimento nonviolento BDS sostiene la parità di diritti per tutte e tutti e perciò si oppone ad ogni forma di razzismo, fascismo, sessismo, antisemitismo, islamofobia, discriminazione etnica e religiosa.

Bds Italia

Fermare il genocidio, smantellare l'apartheid. Unitevi a noi dal 1 al 31 marzo.

Quest’anno, la Israeli Apartheid Week (IAW) [Settimana contro l’apartheid israeliana - NdT] arriva settimane dopo che la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) ha inflitto all’Israele dell’apartheid una sconfitta storica scoprendo che Israele sta plausibilmente perpetrando un genocidio contro i 2,3 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza occupata e assediata. Questa decisione implica per tutti gli stati delle responsabilità legali di porre fine a ogni complicità e di prevenire il genocidio. Sebbene la Corte Internazionale abbia ordinato a Israele di fermare tutti gli atti di genocidio, compresi l’uccisione e il ferimento dei palestinesi, l’Israele dell’apartheid continua a massacrare i civili palestinesi, a distruggere le infrastrutture, compresi gli ultimi ospedali funzionanti, e ad aggravare la crescente carestia e la diffusione di malattie infettive tra i. Palestinesi a Gaza, sfidando apertamente gli ordini della Corte.

Nel frattempo, gli alleati di Israele nell'Occidente coloniale stanno punendo collettivamente l'intera comunità di rifugiati palestinesi tagliando i finanziamenti all'UNRWA, l'agenzia delle Nazioni Unite responsabile degli aiuti e dell'assistenza ai rifugiati palestinesi. Ciò impedirà di fatto che gli aiuti salvavita raggiungano Gaza in un momento di fame di massa a seguito dell’assedio genocida di Israele, costituendo così un’altra forma di complicità occidentale nel genocidio in corso da parte di Israele

Come la delegazione sudafricana ha fatto presente alla Corte Internazionale di Giustizia, il genocidio di Israele deve essere visto nel contesto delle sue cause profonde: il regime israeliano di colonialismo e apartheid, in vigore da 75 anni. L’IAW, fin dalla sua nascita nel 2005, ha mobilitato educazione e azione a livello internazionale contro l’apartheid israeliana, ed è quindi più che mai necessaria quest’anno per aumentare la pressione globale per porre fine al genocidio e smantellare l’apartheid. Nessuno dei due può continuare senza la complicità di stati, aziende e istituzioni, in particolare nell’Occidente coloniale.

Mentre i palestinesi resistono di fronte a questo genocidio e persistono nella loro lotta di liberazione, acquisiamo speranza e forza dalla solidarietà globale espressa nelle manifestazioni di massa da Giakarta a Washington, da Città del Capo a Londra, e da Rabat a Baghdad; azioni sindacali per fermare le spedizioni di armi verso Israele in Belgio, Italia, Grecia, Turchia e altrove; centinaia di azioni creative di disobbedienza civile (sit-in, occupazioni pacifiche, interruzioni della produzione, scioperi, ecc.) in tutto il mondo; campagne BDS popolari in rapida crescita e richieste di embargo militare; forti dichiarazioni di solidarietà da parte di movimenti razziali, indigeni, climatici, di genere e per la giustizia sociale; dichiarazioni di alto profilo di rinomati artisti, scrittori, accademici, esperti internazionali di genocidio, nonché di gruppi ebraici progressisti, organizzazioni per i diritti umani e civili; e un milione di azioni di solidarietà locale e popolare e iniziative creative in tutto il mondo.

Non solo l’Israele dell’apartheid è sotto processo presso la Corte Internazionale. Sono sotto processo anche tutti gli stati, le aziende e le istituzioni che hanno aiutato e incoraggiato il suo sistema di oppressione culminato nell’attuale genocidio. Ma i meccanismi del diritto internazionale sono efficaci solo se esercitiamo la nostra azione collettiva per fare in modo che il diritto internazionale sia al servizio della nostra lotta per la giustizia

Il Sudafrica ha riconosciuto la continua Nakba del popolo palestinese attraverso la colonizzazione israeliana a partire dal 1948, che ha sistematicamente e con la forza espropriato, sfollato e frammentato il popolo palestinese, negandogli deliberatamente il diritto inalienabile e riconosciuto a livello internazionale all’autodeterminazione, e il diritto riconosciuto a livello internazionale al ritorno come rifugiati nelle loro città e villaggi, in quello che oggi è lo Stato di Israele.

- Dichiarazione di apertura del Sudafrica alla Corte internazionale di giustizia, gennaio 2024

Con efficaci campagne dal basso, possiamo costruire il potere popolare per porre fine a questo genocidio e smantellare le sue cause profonde: il regime israeliano di colonialismo e apartheid. 

Unitevi a noi contribuendo ai risultati delle campagne in corso o mobilitandovi per nuove campagne! Con questa IAW non ci limitiamo a educare sull'apartheid israeliana! Intensifichiamo la campagna BDS in tutti i campi e intraprendiamo passi significativi per sostenere la lotta palestinese in corso per smantellarla.

Questo marzo, manifestate per la giustizia, la libertà e l’uguaglianza, manifestate per porre fine al genocidio e all’apartheid. 

Organizzate un evento per l’Israeli Apartheid Week (IAW) 2024 - Settimana contro l’apartheid israeliana - e comunicatelo a BDS Italia: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Registrate le vostre azioni anche qui, in modo che siano elencate nel calendario internazionale della IAW.

Leggete la Guida all'organizzazione della Israeli Apartheid Week (IAW)

Per informazioni generali sulla IAW 2024 visitate il sito https://bdsmovement.net/iaw (in inglese).

Tutte le attività della IAW devono conformarsi ai principi antirazzisti del movimento BDS e rispettare le linee guida di affiliazione. Qualsiasi attività che non lo faccia non può essere accettata come parte dell'IAW.

Se avete bisogno di ulteriori informazioni per l’organizzazione dei vostri eventi IAW, scrivete aQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Comunicato di BDS Italia contro la partecipazione di imprese israeliane alla fiera orafa di Vicenza

BDS Italia, sezione italiana del movimento internazionale a guida palestinese di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni nei confronti di Israele, condanna la partecipazione di Israele, colpevole del genocidio a Gaza, a VicenzaOro, fiera orafa di Vicenza, prevista dal 19 al 23 gennaio, e appoggia la manifestazione di sabato 20 gennaio contro la presenza di aziende israeliane.

Da più di tre mesi continuano gli attacchi e gli incessanti bombardamenti indiscriminati contro la popolazione della Striscia di Gaza, mentre si intensificano anche le aggressioni e gli omicidi da parte dell’esercito israeliano e di coloni estremisti contro i palestinesi della Cisgiordania occupata e di Gerusalemme Est, con centinaia di morti e migliaia di arresti.

La macabra contabilità delle vittime si attesta ad oggi ad oltre 24.000 morti, circa 8.000 dispersi e oltre 60.000 feriti, molti dei quali gravi, resi invalidi per sempre.

Nonostante la catastrofe umanitaria non si vedono intraprendere azioni concrete per rispondere alla richiesta di milioni di persone che si sono mobilitate in tutto il mondo per fermare il genocidio in corso contro la popolazione civile.

Alla Fiera orafa di Vicenza Israele è da sempre protagonista con il suo commercio di diamanti, quale primo paese al mondo nella loro lavorazione. Questa attività è una delle voci principali della sua economia, che garantisce enormi profitti che finanziano anche gli apparati di sicurezza e l'esercito. Lo stesso Netanyahu ha recentemente dichiarato come questo commercio copre una quota altissima delle entrate di Israele.

Ammettere espositori israeliani alla fiera corrisponde a rendersi complici del genocidio del popolo palestinese a Gaza, e di crimini contro l'umanità perpetrati quotidianamente dal regime israeliano di colonialismo, occupazione e apartheid, irridendo le risoluzioni dell'ONU e le richieste pressanti di un immediato e permanente cessate al fuoco richiesto dalla larga maggioranza degli stati del mondo.

Chiediamo quindi che gli organizzatori di VicenzaOro escludano gli espositori israeliani dalla manifestazione.

Chiediamo inoltre alle amministrazioni locali del territorio di sostenere la nostra richiesta e di prendere posizione per:

  • Un immediato e permanente cessate il fuoco e la fine dell’assedio alla Striscia di Gaza fermando ogni ostilità
  • L’ingresso di massicci aiuti umanitari alla popolazione civile adeguati ai bisogni, compresi farmaci e presidi sanitari
  • La protezione internazionale della popolazione palestinese e ritiro completo delle forze armate israeliane dalla Striscia di Gaza

BDS Italia invita tutte le persone di coscienza a continuare a mobilitarsi per fermare il genocidio a Gaza e per porre fine a ogni complicità di governo, aziende e istituzioni che permettono l’impunità al regime israeliano di colonialismo, occupazione e apartheid per i suoi crimini e le sue violazioni del diritto internazionale.

BDS Italia

15/01/2024

Insieme, stiamo costruendo potere e speranza collettivi per fermare il genocidio a Gaza e per smantellare l’apartheid.

Il genocidio da parte di Israele, trasmesso in diretta streaming, armato, finanziato e reso possibile dagli Stati Uniti e dalle potenze coloniali europee, non ha precedenti nella storia. Ha vietato l’ingresso di cibo, acqua, carburante e forniture mediche vitali a 2,3 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza occupata e assediata, causando fame e diffusione di malattie. Parallelamente, ha bombardato indiscriminatamente Gaza, distruggendo deliberatamente ospedali, università, scuole, rifugi delle Nazioni Unite, panifici, pannelli solari, quartieri residenziali, strutture di telecomunicazione, nonché infrastrutture per il trattamento dell’acqua e delle fognature. 

A migliaia, a milioni, palestinesi e persone di coscienza in tutto il mondo sono scesi in piazza per alcune delle più grandi proteste che il mondo abbia visto negli ultimi decenni. Siamo grati a ognuno di voi che, attraverso le vostre voci e azioni creative, avete rifiutato di limitarvi a testimoniare l’oppressione, ma avete deciso di costruire un potere dal basso senza precedenti per porre fine alla guerra genocida di Israele e Stati Uniti contro il nostro popolo a Gaza. 

Il 2023 è stato un anno pesante per tutti noi, ma vi chiediamo di continuare a organizzarvi per sostenere la nostra speranza collettiva di libertà e giustizia, per chiedere il conto a responsabili e complici del genocidio di Israele a Gaza. 

AGITE ORA per porre fine al genocidio da parte di Israele e garantire che il 2024 sia l’anno in cui il nostro potere popolare potrà ottenere giustizia e smantellare l’apartheid del colonialismo di insediamento:

Continuiamo a costruire il nostro potere collettivo e intensifichiamo campagne BDS di grande impatto come mai prima d'ora per porre fine alla complicità e al “business as usual” con il regime genocida israeliano dell'apartheid in ogni campo: accademico, culturale, sportivo, economico, militare, finanziario, ecc. L’Israele dell’apartheid merita il trattamento del Sudafrica dell’apartheid: massicci boicottaggi, disinvestimenti e sanzioni legali senza precedenti, a cominciare da un embargo militare globale. 

Sulla base delle dichiarazioni depravate e disumanizzanti e dei piani esposti dei suoi leader autoproclamati fascisti, Israele sta “mettendo in opera” una “seconda Nakba”, effettuando la pulizia etnica in massa dei palestinesi indigeni e, come ammesso dai funzionari militari israeliani, “tutto è intenzionale".

Il 29 dicembre 2023, il Sudafrica ha presentato una petizione alla Corte internazionale di giustizia (ICJ) contro Israele per aver violato la Convenzione sulla prevenzione e la punizione del crimine di genocidio nella sua guerra contro Gaza. L’azione legale presso la massima corte mondiale mira a proteggere i diritti dei palestinesi da “ulteriori, gravi e irreparabili danni” e offre uno spiraglio di speranza. Decine di esperti delle Nazioni Unite avevano già messo in guardia contro un “genocidio in atto”, così come centinaia di studiosi di diritto internazionale, tra cui esperti di genocidio e un alto funzionario delle Nazioni Unite per i diritti umani. I palestinesi hanno accolto calorosamente questo passo invitando gli stati di tutto il mondo a sostenerlo

La leadership palestinese del movimento globale BDS invita tutte le persone di coscienza in tutto il mondo ad amplificare le richieste prioritarie del popolo palestinese e ad aiutarci a costruire il potere popolare necessario verso:

  • Un cessate il fuoco permanente e la revoca dell'assedio per fermare il genocidio di Israele a Gaza.
  • Opposizione al piano di Israele di sfollare forzatamente i palestinesi, sia all'interno che all'esterno della Striscia di Gaza. 
  • Sanzioni legali contro Israele, compreso un embargo militare globale. #MilitaryEmbargo
  • Pressioni sostanziali sulla Corte Penale Internazionale (CPI) affinché metta fine alla sua complicità nel silenzio, licenzi l'attuale Procuratore che facilita il genocidio e agisca immediatamente per fermare il genocidio in atto, iniziando a perseguire i criminali di guerra israeliani dell'apartheid .
  • Un sostegno pieno al procedimento sul genocidio del Sud Africa presso la Corte internazionale di giustizia (ICJ) da parte di tutti gli stati parti della Convenzione sul genocidio per impedire la sistematica cancellazione del popolo palestinese da parte di Israele. 

Unitevi ai gruppi BDS e ai partner del movimento BDS nei vostri paesi per fermare il #genocidio a Gaza da parte di Israele:

  1. Agite contro le aziende che traggono profitto dal genocidio e dall'apartheid di Israele contro il popolo palestinese e canalizzate la vostra rabbia, frustrazione e dolore in una crescente pressione contro gli obiettivi strategici del BDS. 
  2. Ove possibile, unitevi alle manifestazioni nel vostro paese per chiedere: Cessate il fuoco ORA! Revoca dell'assedio ORA! Embargo militare e pressione sulla Corte penale internazionale per porre fine alla sua complicità a partire dall'emissione di mandati di arresto per i criminali israeliani del genocidio e i loro sostenitori.
  3. Iniziate a organizzare la Settimana dell’Apartheid Israeliano (IAW) 2024. Durante il mese di marzo, marceremo per la Palestina: fermare il genocidio, porre fine all’apartheid. La IAW2024 sarà l'evento più importante da quando l'IAW è iniziata 20 anni fa! Maggiori dettagli in arrivo.  
  4. Organizzate o unitevi a gruppi che organizzano azioni di disturbo pacifiche, sit-in, occupazioni che prendono di mira uffici governativi, parlamentari, istituzioni pubbliche e private complici o aziende complici prese di mira dalle campagne BDS
  5. Unitevi ai gruppi, in particolare ai sindacati dei lavoratori, che interrompono il trasporto di armi, o parti di armi, verso Israele, anche negli stati di transito
  6. Aumentate la consapevolezza intorno a voi sul colonialismo di insediamento e sull’apartheid israeliani e spingete la vostra comunità/centro/luogo di lavoro/sindacato/organizzazione a dichiararsi una zona libera dall’apartheid (AFZ). Sono disponibili un kit di strumenti e una lista di controllo [Vedi anche la pagina Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana sul sito di BDS Italia]. 
  7. Se non lo avete ancora fatto, convincete i vostri consigli comunali/sindacati/istituzioni culturali e accademiche a chiedere un cessate il fuoco immediato e permanente, la revoca dell’assedio e a tagliare i legami di complicità esistenti con l’Israele dell’apartheid! 

Incanalate la vostra rabbia, frustrazione e dolore in un'azione BDS efficace e strategica e in pressioni per fermare il genocidio e smantellare il regime israeliano di apartheid e di colonialismo di insediamento, la causa principale di questa oppressione e violenza indicibile.

Fonte: Comitato Nazionale Palestinese per il BDS

Traduzione di BDS Italia

Appello URGENTE dalla Palestina agli Stati parti della Convenzione sul genocidio: Sostenete l’azione legale del Sudafrica presso la Corte internazionale di giustizia contro Israele per il genocidio a Gaza

Il Comitato di coordinamento anti-apartheid palestinese (PAACC), che comprende il Dipartimento anti-apartheid dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina ( L'OLP), il Movimento BDS, il Consiglio dell'Organizzazione Palestinese per i Diritti Umani (PHROC) e la Rete delle ONG palestinesi (PNGO), si congratulano con il Sudafrica per il suo ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) contro Israele per aver violato la Convenzione sulla prevenzione e punizione del crimine di genocidio a Gaza. Affermando che “Israele si è impegnato, si sta impegnando e rischia di impegnarsi ulteriormente in atti di genocidio contro il popolo palestinese a Gaza”, il Sudafrica ha chiesto alla Corte internazionale di giustizia (ICJ) di indicare misure provvisorie per proteggere i diritti dei palestinesi da “ulteriore danno grave ed irreparabile”. Decine di esperti delle Nazioni Unite hanno descritto la situazione umanitaria a Gaza come “apocalittica”, avvertendo di un “genocidio in atto”, così come hanno fatto centinaia di studiosi di diritto internazionale, tra cui esperti di genocidio, e un alto funzionario delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Chiediamo a tutti gli Stati parte della Convenzione sul genocidio di sostenere con urgenza e pienamente il procedimento e, in particolare, la richiesta del Sudafrica di misure provvisorie. In tal modo chiediamo l’immediata sospensione delle operazioni militari e l’attuazione di tutte le misure per prevenire il genocidio, compresa la revoca degli ordini militari che obbligano al trasferimento dei palestinesi a Gaza e delle pratiche che negano l’accesso a forniture adeguate di cibo, acqua, carburante e aiuti umanitari. Le nostre coalizioni e reti, che rappresentano la leadership politica palestinese e ogni settore della società civile palestinese, sostengono pienamente il procedimento che è vitale per garantire che gli Stati rispettino i loro obblighi internazionali di porre fine al rischio di genocidio e di atti genocidi, e sollecitano l’adozione e l’attuazione di tutte le misure provvisorie richieste per porre fine alla distruzione genocida del popolo palestinese.

Avvertiamo inoltre che gli Stati terzi che forniscono consapevolmente armi e materiali a Israele da utilizzare in crimini atroci, compreso il genocidio, possono anche essere ritenuti responsabili di aver contribuito ad atti illeciti a livello internazionale e violazioni delle norme di jus cogens del diritto internazionale. In aggiunta, sottolineiamo che si può porre fine completamente all’attuale genocidio solo garantendo che vengano affrontate le cause profonde alla base della distruzione del popolo palestinese, tra cui la fine dell’assedio che dura da 16 anni e che imprigiona 2,3 milioni di palestinesi a Gaza, la fine dell’occupazione illegale e il ritiro totale dell’amministrazione occupante e delle forze militari, lo smantellamento del regime di apartheid, su entrambi i lati della Linea Verde, e la realizzazione del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese e del diritto al ritorno dei profughi palestinesi.

Il PAACC accoglie con favore il sostegno dell'Organizzazione per la cooperazione islamica (OIC) alla causa del Sud Africa presso l'ICJ e invita la Lega degli Stati arabi, l'Unione africana, i BRICS, il Movimento dei non allineati e altri blocchi regionali e sub-regionali a sostenere pubblicamente e urgentemente il procedimento. L’OIC ha affermato che “l’attacco indiscriminato da parte di Israele, la potenza occupante, alla popolazione civile e alle migliaia di palestinesi, per lo più donne e bambini, uccisi, feriti, sfollati con la forza, a cui sono stati negati i beni di prima necessità e l’assistenza umanitaria, e la distruzione di case, istituzioni sanitarie, educative e religiose, nel loro insieme costituiscono un genocidio di massa.” Nel novembre 2023, il vertice congiunto dell’OIC e della Lega Araba ha ribadito “la centralità della causa palestinese” e si è opposto categoricamente ai piani israeliani di pulizia etnica dei palestinesi da Gaza. Il vertice ha invitato tutti i paesi a “smettere di esportare verso [Israele] armi e munizioni che vengono utilizzate dal loro esercito e dai coloni terroristi per uccidere il popolo palestinese e distruggere le loro case, ospedali, scuole, moschee, chiese e tutte le loro capacità”, per adempiere ai loro obblighi legali ai sensi del diritto internazionale.

Secondo resoconti israeliani, Israele è profondamente preoccupato che la Corte Internazionale di Giustizia lo accuserà di genocidio. Ufficiali militari e dell’intelligence israeliani hanno ammesso che “tutto è intenzionale” da parte dell’Israele dell’apartheid nella “fabbrica” di uccisioni di massa di civili e di demolizione e distruzione su vasta scala a Gaza. Oxfam e organizzazioni palestinesi per i diritti umani hanno condannato l’uso da parte di Israele della “fame come arma di guerra” e, secondo i rapporti di esperti, la portata di questa fame indotta a Gaza “ha eclissato anche le quasi carestie in Afghanistan e Yemen degli ultimi anni."

Quasi due milioni di palestinesi sono stati sfollati con la forza. Ricordando la “lunga storia di Israele di sfollamenti forzati di massa di palestinesi”, l’esperto delle Nazioni Unite sugli sfollati interni ha affermato che la guerra di Israele “mira a deportare la maggioranza della popolazione civile [palestinese] in massa”. Il Commissario Generale dell’UNRWA ha anche messo in guardia contro lo “spostamento forzato”, che sia i diritti umani che i leader politici riconoscono come un mezzo per distruggere il popolo di Gaza come gruppo e come obiettivo fondamentale del genocidio in corso. Denunciando i disperati tentativi propagandistici di Israele di promuovere i suoi piani di pulizia etnica sotto una veste “umanitaria”, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sui Diritti Umani nei territori palestinesi occupati ha avvertito che gli artefici dietro il crimine dello sfollamento forzato di Israele potrebbero essere indagati e perseguiti ai sensi dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale.

Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha descritto Gaza come una “crisi dell’umanità” e un “cimitero per bambini”, invocando l’articolo 99 della Carta delle Nazioni Unite per evidenziare la grave minaccia alla pace e alla sicurezza mondiale rappresentata dalla guerra di Israele contro il popolo palestinese a Gaza.  Il PAACC ricorda agli Stati terzi che adempiere al loro obbligo di fermare il genocidio di Israele aiuterebbe anche a salvare la legittimità già minata del diritto internazionale.

Mentre gli Stati Uniti e un certo numero di potenze europee stanno armando, finanziando e consentendo in altro modo il genocidio in corso da parte di Israele, molti altri stati non sono riusciti a rispettare i loro obblighi legali e morali per prevenire il genocidio o fermarlo. Il dominio globale di un certo numero di Stati egemonici occidentali sulle organizzazioni internazionali, tra cui il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la Corte Penale Internazionale, il Comitato Olimpico Internazionale, la FIFA, ecc., ha di fatto portato a un clamoroso fallimento nell’imporre sanzioni legittime a Israele, rivelando ulteriormente l’ipocrisia degli Stati occidentali e consolidando il divario globale Sud/Nord.

Le organizzazioni palestinesi per i diritti umani hanno quindi fermamente accolto con favore la richiesta alla Corte internazionale di giustizia da parte del Sud Africa come “un chiaro appello alla comunità internazionale a dare priorità alla responsabilizzazione, rifiutare l’impunità e difendere i principi dei diritti umani”.

Il PAACC ricorda a tutti gli Stati parti della Convenzione sul genocidio il loro obbligo legale non solo di “adottare misure per prevenire” ma anche “di punire il crimine di genocidio, anche promulgando la legislazione pertinente e punendo i colpevoli”. Ciò include la giurisdizione universale. Ciò è più urgente che mai, mentre il mondo osserva un genocidio in diretta streaming, guidato da decenni di impunità e da un’ideologia del “la forza dà il diritto”. Gli Stati devono rispettare i loro obblighi secondo il diritto internazionale di porre fine ai vergognosi atti di genocidio da parte di Israele, anche attraverso l’applicazione di sanzioni legali e proporzionate contro l’Israele dell’apartheid, a cominciare da un embargo bilaterale sulle armi. Chiediamo urgentemente agli Stati di sostenere pienamente il procedimento per genocidio del Sudafrica per impedire la sistematica cancellazione del popolo palestinese da parte di Israele.

Fonte: Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC)

Traduzione di BDS Italia

Porre fine al genocidio in corso a Gaza è una questione climatica, #Gazagenocide

Il 9 dicembre, giornata di azione per la giustizia climatica, invitiamo i movimenti per la terra, in difesa degli indigeni e per la giustizia climatica ad alzare la voce per la Palestina.

I palestinesi di Gaza stanno subendo un orribile genocidio. Il ritmo con cui Israele uccide i palestinesi ha avuto “pochi precedenti in questo secolo”. Interi quartieri sono stati rasi al suolo, ospedali sono stati presi di mira, 1,7 milioni di persone sono state sfollate e la fame è stata usata come arma di guerra. Invece di ritenere responsabile il regime israeliano di apartheid, l’Occidente continua ad armarlo e a fornire copertura politica al suo genocidio. 

I leader israeliani hanno espresso apertamente il loro intento genocida. All'inizio della guerra contro Gaza, il ministro della Guerra israeliano dichiarò che i palestinesi di Gaza sono “animali umani e noi agiremo di conseguenza”. Il genocidio dei palestinesi a Gaza da parte di Israele si inserisce nel contesto di 75 anni di pulizia etnica, apartheid e colonialismo di insediamento. I palestinesi hanno sopportato decenni di sfollamento e di negazione dell’accesso alla loro terra, ai mezzi di sussistenza e alle risorse idriche. La stragrande maggioranza dei 2,3 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza assediata e occupata sono rifugiati che sono stati cacciati dalle loro case e a cui è stato negato il diritto al ritorno. Israele ha reso Gaza inabitabile. L’acqua della falda acquifera di Gaza non è adatta al consumo umano e Israele nega ai palestinesi l’accesso ad alternative potabili. Anche prima del genocidio in corso, l’assedio che dura da 16 anni ha significato che l’accesso al cibo, al carburante, al materiale da costruzione o a qualsiasi fornitura essenziale è al minimo. Israele ha portato avanti atti di guerra erbicida, spruzzando sostanze chimiche tossiche sulle fattorie palestinesi per distruggere i raccolti.

L’impunità di Israele per i suoi crimini, il genocidio che sta commettendo, il suo regime di discriminazione raziale in un contesto di colonialismo di insediamento e di controllo delle risorse, rappresentano una seria minaccia per le nazioni e le comunità più deboli di tutto il mondo che, nel cercare liberazione e giustizia, osano sfidare e resistere ai sistemi di dominazione, oppressione e sottomissione occidentale.

È fondamentale unirci al movimento per la giustizia climatica per garantire che il regime di oppressione di Israele non diventi un modello per un nuovo ordine mondiale di brutalità senza maschera e violenza estrema. 

Non possiamo permettere che le nostre terre siano rese inabitabili e che le popolazioni nere, marroni e indigene siano rese superflue, disumanizzate, sfollate e uccise per servire i progetti degli interessi coloniali, razzisti e capitalisti. Non in Palestina. Da nessuna parte.

Aziende israeliane come Mekorot, Netafim, Haifa Chemicals, Adama e il razzista e coloniale Fondo Nazionale Ebraico (JNF) rubano risorse ai palestinesi. Questo è stato il caso in tutta la Palestina storica fin dall’inizio del regime coloniale israeliano. Allo stesso modo, le multinazionali complici, come Siemens e Chevron , alimentano il caos climatico e l’apartheid israeliano. 

La COP28 è destinata a rappresentare l’ennesima opportunità per Israele, Emirati Arabi Uniti e Occidente di ripulire i loro crimini contro le popolazioni indigene e le comunità oppresse in tutto il mondo. La società civile palestinese ha deciso collettivamente di boicottare la COP28 di quest'anno. Gli Emirati Arabi Uniti non sono solo uno dei maggiori produttori di combustibili fossili al mondo, ma mantengono anche durante questo brutale genocidio una stretta alleanza di sicurezza militare con l’apartheid israeliana. È uno stato di polizia responsabile anche di orribili crimini di guerra nello Yemen e del trattamento razzista e brutale dei lavoratori migranti.

Chiediamo alle persone di coscienza di tutto il mondo di unirsi a noi nella costruzione di alleanze intersezionali per porre fine al genocidio a Gaza, smantellare il regime di apartheid e colonialismo di insediamento, denunciare le aziende che mascherano i crimini israeliani con attività di greenwashing e impongono false soluzioni alla crisi climatica. 

I movimenti per la terra, in difesa degli indigeni e per la giustizia climatica in tutto il mondo si sono mobilitati per porre fine a questo genocidio, collegando le loro lotte con la nostra. Le lotte globali di base per i diritti degli indigeni alla terra e alle risorse, per la sostenibilità e contro la catastrofe climatica causata dall’avidità delle multinazionali sono intrinsecamente legate alla lotta palestinese per la liberazione. Non può esserci fine al colonialismo climatico senza la fine del colonialismo di insediamento. Non può esserci giustizia climatica senza giustizia per la Palestina. 

Il 9 dicembre, giornata di azione per la giustizia climatica, invitiamo i movimenti per la terra, in difesa degli indigeni e per la giustizia climatica ad alzare la voce per la Palestina.

  • Partecipiamo a/organizziamo azioni, marce e sit-in e chiediamo un cessate il fuoco immediato e permanente, la fine dell'assedio e del genocidio a Gaza da parte di Israele. Non esiste giustizia climatica in una situazione di genocidio, apartheid e colonialismo di insediamento.
  • Sostieniamo dichiarazioni di solidarietà rivolte ai politici, chiedendo un'azione urgente per imporre un cessate il fuoco, la revoca dell'assedio e la responsabilità per il genocidio, l'apartheid e i crimini di guerra di Israele.
  • Costruiamo e intensifichiamo campagne di boicottaggio e disinvestimento intersezionali contro le multinazionali complici che danneggiano i palestinesi, alimentano l’apartheid israeliano e la crisi climatica ed esportano soluzioni false e di sfruttamento in tutto il mondo.

Fonte: Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC)

Traduzione di BDS Italia