Boicottaggio sportivo
Reebok non è solo complice. È una vergogna. Intensifichiamo la campagna di boicottaggio contro Reebok!
Reebok si è piegata alla prepotenza israeliana e ha promesso di continuare “con orgoglio” la sua complicità con il regime israeliano di apartheid e occupazione militare illegale che opprime milioni di palestinesi e con il genocidio a Gaza.
Ieri, i media israeliani hanno citato la Israel Football Association (IFA) dicendo che Reebok chiedeva loro di togliere il suo logo dalle maglie della nazionale di calcio. L’IFA ha detto che stava cercando un nuovo sponsor.
Si è saputo che Israele, tramite i suoi imponenti gruppi di pressione, ha minacciato di intraprendere un’azione legale contro Reebok.
Reebok ha ceduto alla prepotenza, dicendo di essere “orgogliosi di continuare a unire tutte le culture dentro e fuori il campo di gioco”.
Reebok è “orgogliosa” di sponsorizzare:
- Il genocidio e l’apartheid israeliano;
- Gli omicidi di decine di migliaia di palestinesi a Gaza, tra cui almeno 807 giocatori di calcio e atleti;
- La distruzione di tutti gli impianti sportivi a Gaza da parte di Israele;
- Le partite dedicate dall’associazione calcistica israeliana (IFA) ai soldati che commettono il genocidio a Gaza;
- L’inclusione da parte dell’IFA di squadre nelle colonie israeliane illegali costruite su terra rubata ai palestinesi.
La campagna per boicottare Reebok sarà intensificata fino alla fine della sua “orgogliosa” sponsorizzazione dei crimini di Israele contro i palestinesi.
Rimanete sintonizzati per il Global Day of Action di boicottaggio contro Reebok il 22 novembre.
Fonte: BNC
Appello alla mobilitazione per il 14 ottobre 2025 a Udine in vista della partita FIFA Italia - Israele
PALESTINA, ADESSO - Mentre lanciamo questo appello il numero ufficiale dellз mortз a Gaza è salito ad almeno 59106, 17400 dellз quali bambinз. Altre migliaia di corpi giacciono dispersi sotto le macerie. Le persone ferite registrate sono al momento 142511. Molte hanno subito danni permanenti, altre, purtroppo, non sopravviveranno. La quasi totalità degli ospedali è stata distrutta, così come qualsiasi altro tipo di infrastruttura, creando una vera e propria emergenza umanitaria con oltre il 90 per cento della popolazione della Striscia di Gaza già obbligata ad abbandonare la propria terra. L’attuale stato di assedio imposto alla popolazione palestinese, compreso il blocco pressoché totale degli aiuti umanitari, sta facendo lentamente morire di fame le persone superstiti.
In Cisgiordania non si ferma l’escalation della violenza coloniale: da nord a sud, i villaggi palestinesi vengono incendiati dai coloni e l’esercito israeliano di occupazione procede alla distruzione di case e infrastrutture. A titolo esemplificativo, ricordiamo le devastazioni di queste settimane nei campi profughi di Tulkarem e Jenin, nei villaggi intorno a Yatta, a Taybeh.
UDINE, 14 OTTOBRE 2025 - La federazione calcistica italiana (FIGC), prefettura e governo hanno deciso di ospitare nuovamente a Udine la partita Italia-Israele, prevista il prossimo 14 ottobre, per le qualificazioni ai mondiali di calcio 2026.
Dalla Palestina arriva un appello alla mobilitazione lungo tutto il percorso del Giro d’Italia per contestare la partecipazione della squadra israeliana Israel Premier Tech. Mentre Israele continua il genocidio contro la popolazione palestinese a Gaza (51.000 mila morti, di cui oltre 17.000 bambini) e l’occupazione delle terre palestinesi in Cisgiordania, il Giro d’Italia accoglie la sua squadra a braccia aperte.
Dal 9 maggio all’1 giugno, dal nord al sud, nelle città e nelle province, non lasciamo passare in silenzio Team Genocidio. Mobilitiamoci in modo nonviolento con bandiere, cartelli, azioni creative, e informazioni alla popolazione affinché il rosa di questa bellissima manifestazione non si colori del rosso del sangue palestinese.
» Vedi il percorso di quest’anno.
» Lasciati ispirare dalle grandi mobilitazioni del passato.
Chiudiamo la strada al genocidio!
Mentre Israele intensifica il genocidio contro 2,3 milioni di palestinesi a Gaza e la sua violenta occupazione militare della Cisgiordania, gli organismi sportivi internazionali hanno l’obbligo morale di adottare tutte le misure necessarie per impedire il genocidio, altrimenti rischiano di essere ritenuti penalmente responsabili.
Eppure, le tre principali corse ciclistiche del mondo continuano a consentire la partecipazione del team israeliano, aiutando a fare dimenticare grazie allo sport che Israele commette gravi crimini contro i palestinesi.
Il Giro d’Italia (9 maggio – 1 giugno), il Tour de France (5 – 27 luglio) e la Vuelta a España (23 agosto – 14 settembre) stanno vergognosamente consentendo alla squadra ciclistica che rappresenta Israele, Israel Premier Tech, di partecipare. Nel frattempo, Israele continua l’assalto a Gaza, uccide migliaia di persone, usa la fame come arma di guerra e commette un genocidio sportivo (uccidendo più di 700 atleti palestinesi e distruggendo impianti sportivi palestinesi a Gaza).
Israel Premier Tech è stata creata dal miliardario canadese-israeliano Sylvan Adams con l’obiettivo dichiarato di mascherare grazie allo sport il regime israeliano di occupazione militare e apartheid che dura da 77 anni e il genocidio che sta commettendo Israele a Gaza. Adams ha descritto il genocidio israeliano contro i palestinesi di Gaza in termini vergognosamente razzisti come lotta del “bene contro il male e di civiltà contro barbarie”. Ha definito “utili idioti” i leader mondiali che hanno chiesto a Israele di fermare “questa uccisione di donne, bambini e neonati”. Adams ha anche descritto l’amministrazione Trump, razzista e instabile, come “la più positiva della storia, la più determinata nei confronti di Israele mai vista”.
L’UCI, l’organismo internazionale che governa il ciclismo, dichiara di essere un’“organizzazione politicamente neutrale”. L’UCI ha immediatamente sanzionato la Russia a pochi giorni dall’invasione illegale dell’Ucraina, sospendendo tutte le squadre russe e bielorusse e vietando tutti gli eventi UCI in Russia e Bielorussia. Eppure in una tipica dimostrazione di ipocrisia occidentale, l’UCI non solo ha chiuso un occhio sulla decennale storia di gravi crimini commessi da Israele contro i palestinesi, ma ora sta contribuendo a ripulire a livello sportivo il genocidio israeliano a Gaza, consentendo alla Israel Premier Tech di partecipare.
Non è la prima volta che l’UCI e le sue principali corse ciclistiche si rendono complici del sportwashing israeliano rispetto ai suoi gravi crimini contro i palestinesi. Rendiamo omaggio ai numerosi gruppi e appassionati di ciclismo in Italia, Francia e Spagna che hanno organizzato proteste contro la partecipazione del team dell'Israel dell'apartheid lungo i percorsi del Giro d’Italia, del Tour de France e della Vuelta a Espana.
Israele è in grado di commettere questo genocidio in diretta in totale impunità e di continuare quello che Amnesty International ha definito un regime di apartheid durato 77 anni, per via dell’incapacità degli organismi internazionali, compresi quelli che regolano lo sport, di rispettare il diritto internazionale sanzionando Israele.
Gli ipocriti organismi sportivi internazionali rispetteranno il loro obbligo di bandire l’Israele genocida dallo sport solo se, come ha affermato il giornalista sportivo Dave Zirin, saremo noi a costringerli. Facciamolo.
Chiediamo proteste più pacifiche che mai lungo i percorsi delle gare ciclistiche a cui partecipa il team del genocida, tra cui il Giro d’Italia, il Tour de France e la Vuelta a España. Facciamo in modo che la strada sia chiusa ai responsabili del genocidio.
Unisciti a noi e aiutaci a far si che l’UCI e le sue gare capiscano questo messaggio: nel ciclismo non c’è posto per il genocidio.
Per maggiori informazioni sulle mobilitazioni del Giro d’Italia, il Tour de France e la Vuelta a España contattaci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Gli appelli al boicottaggio inducono l'azienda italiana di abbigliamento sportivo Erreà a recedere dal contratto con la Israel Football Association (IFA).
Dopo Adidas e PUMA, Erreà è l'ultimo marchio sportivo a rendersi conto di quanto siano tossici i marchi di Israele e dell'IFA, e lo ha fatto a tempo di record, ponendo fine a un contratto mai iniziato.
Nell'agosto 2024, Erreà ha firmato un contratto di sponsorizzazione biennale con l'IFA. Il 1° gennaio 2025 Erreà avrebbe sostituito la multinazionale tedesca PUMA, che nel dicembre 2023 aveva fatto trapelare la notizia che non avrebbe rinnovato il contratto con l'IFA a seguito di una campagna di boicottaggio globale durata 5 anni. Nel 2018, Adidas non ha rinnovato il contratto con l'IFA, a seguito di una campagna condotta da squadre sportive palestinesi e della consegna di 16.000 firme alla sede centrale di Adidas.
La notizia della complicità di Erreà nei crimini di Israele contro i palestinesi è stata immediatamente accolta con un appello a boicottare l'azienda.
Il genocidio per mano di Israele a Gaza ha ucciso decine di migliaia di palestinesi, tra cui almeno 715 atleti e calciatori palestinesi, e ha distrutto o danneggiato tutte le strutture sportive palestinesi a Gaza, come stadi, palestre e club, alcuni dei quali sono stati utilizzati come campi di detenzione e tortura.
L'IFA è direttamente complice del regime di apartheid e dell'occupazione militare di Israele che dura da decenni e, più recentemente, del genocidio di Gaza. L'IFA include nei suoi campionati ufficiali squadre con sede in insediamenti israeliani illegali su terre palestinesi occupate e sostiene, insieme al governo israeliano, il loro mantenimento.
Sotto la pressione dei crescenti appelli al boicottaggio, Erreà ha voluto rescindere il contratto. A più di un mese e mezzo dall'inizio del contratto, l'azienda non aveva ancora fornito alcuna maglia all'IFA.
Erreà si è ora ritirata dal contratto.
Ringraziamo le tante persone che in Italia e nel mondo si sono unite all'appello dei palestinesi affinché Erreà faccia la cosa giusta e ponga fine alla sua complicità con il regime israeliano di apartheid e con il genocidio di Gaza.
I media israeliani riportano che l'IFA ha firmato un accordo biennale con Reebok e il suo logo appare ora sul sito web dell'IFA come nuovo sponsor.
Nel gennaio 2024, la Corte internazionale di giustizia (CIG) ha stabilito che Israele sta plausibilmente commettendo un genocidio a Gaza. A luglio, la stessa Corte ha inoltre stabilito che l'occupazione militare di Israele a Gaza e in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, è illegale. Entrambe le sentenze della Corte comportano l'obbligo di non contribuire in alcun modo ai crimini atroci che Israele sta commettendo.
Chiediamo a Reebok di recedere immediatamente dal contratto con l'IFA per evitare di essere complice dei crimini di guerra, dei crimini contro l'umanità e del genocidio di Israele. Se Reebok dovesse continuare con questa sponsorizzazione criminale e non etica, dovrà affrontare una campagna di boicottaggio internazionale, proprio come Erreà, Puma e Adidas prima di loro.
Fonte: Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI)
Erreà sostiene falsamente di non avere alcun contratto o rapporto con la Israel Football Association (IFA). Il rapporto annuale dell'IFA e le proposte del kit Erreà dicono altrimenti.
ll 1 gennaio 2025, l'azienda italiana di abbigliamento sportivo Erreà stipulerà un contratto di sponsorizzazione con la Israel Football Association (IFA), mentre Israele intensifica gli orrori indicibili del suo genocidio a Gaza.
Erreà subentrerà alla multinazionale tedesca PUMA. Nel dicembre 2023, PUMA ha fatto trapelare la notizia che non avrebbe rinnovato il contratto con l'IFA a seguito di una campagna di boicottaggio globale durata 5 anni che ha preso di mira la complicità dell'IFA nel regime di apartheid e nell'occupazione militare di Israele che dura da decenni e, più recentemente, nel genocidio di Gaza.
L'IFA, insieme al governo israeliano, include e sostiene nei suoi campionati ufficiali squadre con sede in insediamenti israeliani illegali sulla terra palestinese occupata.
In risposta alle preoccupazioni espresse dai suoi stessi partner commerciali sul contratto IFA, Erreà sta fornendo informazioni palesemente false. Erreà afferma infatti di non avere alcun contratto o rapporto con l'IFA. Il rapporto annuale dell'IFA per l'anno 2023, pubblicato nell'ottobre 2024, afferma invece di aver firmato nell'agosto 2024 un contratto di sponsorizzazione di due anni con Erreà, con un'opzione di rinnovo per altri due anni.
Inoltre, nell'aprile 2024 l'IFA aveva annunciato che Erreà sarebbe diventato il suo nuovo sponsor, pubblicando due proposte di kit Erreà sul suo sito web.
Non sorprende che Erreà voglia prendere le distanze da Israele, che commette una triplice serie di crimini atroci. Gli insediamenti di Israele sulla terra palestinese occupata costituiscono un crimine di guerra secondo il diritto internazionale. Il suo regime di apartheid è un crimine contro l'umanità. E il genocidio a Gaza è il crimine dei crimini.
Oltre al grave danno reputazionale che deriverà dal trarre profitto dai crimini di Israele, Erreà rischia un'azione legale. Le sentenze della Corte Internazionale di Giustizia (CGI) stabiliscono che Israele sta plausibilmente commettendo un genocidio a Gaza e che l'occupazione militare di Israele è illegale. Entrambe le sentenze della Corte comportano l'obbligo di non contribuire in alcun modo ai crimini che Israele sta commettendo contro i palestinesi.
Erreà sta già subendo pressioni per il ritiro dall'accordo. L'azienda ha bloccato sui suoi canali social media i commenti di chi chiedeva spiegazioni.
Erreà deve recedere immediatamente e pubblicamente dal contratto con l'IFA per evitare di essere complice dei crimini di guerra, dei crimini contro l'umanità e del genocidio di Israele. Se Erreà dovesse proseguire con questa sponsorizzazione criminale e immorale, sarà indetta una campagna di boicottaggio mirata nei suoi confronti.
Fonte: Palestinian Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel (PACBI)
Traduzione di BDS Italia
Il Tour de France parte quest’anno dall’Italia, dal 29 giugno al 2 luglio con quattro tappe in Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte:
Tappa 1 – 29/06 Firenze > Rimini
Tappa 2 – 30/06 Cesenatico > Bologna
Tappa 3 – 01/07 Piacenza > Torino
Tappa 4 – 02/07 Pinerolo > Valloire
Dopo il Giro d’Italia portiamo la Palestina al Tour de France, manifestando pacificamente lungo il percorso con striscioni, cartelli e bandiere per contestare la partecipazione della squadra israeliana Israel Premier Tech e le complicità di UCI (Unione Ciclistica Internazionale) e Tour de France con lo "sportwashing" di Israele, la ripulitura attraverso lo sport dei suoi gravi crimini contro i palestinesi.
Rispondiamo all’appello arrivato dalla Palestina per una mobilitazione lungo tutto il percorso del Giro d’Italia e del Tour de France.
Mentre Israele intensifica il genocidio contro la popolazione palestinese a Gaza e aumentano gli attacchi di esercito e coloni in Cisgiordania, gli organizzatori delle più importanti gare ciclistiche accolgono la squadra Israel Premier Tech a braccia aperte.
La squadra ciclistica israeliana è stata creata dal miliardario canadese-israeliano Sylvan Adams con l’obiettivo dichiarato di fare sportswashing del regime israeliano che da 75 anni è responsabile di un’occupazione militare e del crimine di apartheid, e ora anche di un genocidio. Adams ha descritto il genocidio di Israele contro i palestinesi a Gaza in termini vergognosamente razzisti come “il bene contro male e la civiltà contro le barbarie”. Ha definito i leader mondiali “utili idioti” semplicemente per aver esortato Israele a fermare “questa uccisione di donne, bambini e neonati”.
L’UCI, l’organismo internazionale che governa il ciclismo, afferma di essere una “organizzazione politicamente neutrale”. L’UCI ha immediatamente sanzionato la Russia pochi giorni dopo l’inizio della sua aggressione illegale contro l’Ucraina, sospendendo tutte le squadre russe e bielorusse e vietando tutti gli eventi UCI in Russia e Bielorussia. Eppure, in una dimostrazione della tipica ipocrisia occidentale, l’UCI non solo ha chiuso un occhio sulla storia decennale di gravi crimini contro i palestinesi da parte di Israele, ma ora sta contribuendo allo sportswashing del genocidio israeliano a Gaza.
Questa non è la prima volta che l’UCI, il Giro d’Italia e il Tour de France si rendono complici della ripulitura dell’immagine di Israele attraverso lo sport e dei suoi gravi crimini contro i palestinesi. Gli ipocriti organismi sportivi internazionali adempiranno al loro obbligo di escludere dallo sport Israele genocida solo se li costringiamo.
- Manifestiamo durante le tappe iniziali del Tour in Italia, per poi passare il testimone delle proteste alle/agli attivist* francesi.
- Mandiamo a UCI e Tour de France questo messaggio: nel ciclismo non c’è posto per il genocidio, basta mascherare i crimini di Israele con lo sport.
- Continuiamo a mobilitarci per fermare il genocidio a Gaza e smantellare il sistema israeliano di colonialismo, occupazione e apartheid
Inviate foto e video delle vostre azioni di protesta a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
BDS Italia
Il 18 maggio, la campagna BDS France ha inviato la lettera seguente a David Lappartient, presidente dell'UCI (Union Cycliste Internationale) e a Christian Prudhomme, direttore del Tour de France.
Una copia è stata inviata al quotidiano l'Equipe.
Questa lettera è rimasta senza risposta, quindi la pubblichiamo oggi.
Abbiamo saputo che la squadra ciclistica Israel-Premier Tech che partecipa al Tour de France ha rimosso il nome “Israel” dai suoi veicoli su indicazione delle varie autorità di polizia europee!
Questa prima vittoria ci incoraggia ad aspettarci di più cioè che il team Israel-Premier Tech si ritiri completamente dal Tour de France?
Gentili signori,
L'anno scorso vi abbiamo inviato una lettera per rifiutare ancora una volta di mascherare i crimini di Israele con la presenza del team Israel-Premier Tech al Tour de France 2023.
Notiamo con stupore che oggi nel 2024 intendete ripetere l’invito a Israel-Premier Tech.
Siamo indignati dalla pratica dei doppi standard che consiste nell’accettare le sanzioni contro la Russia e nel rifiutarle contro Israele, la cui politica di genocidio contro i palestinesi di Gaza e di pulizia etnica contro l’intero popolo palestinese è sempre più condannata in tutto il mondo, non solo dall’opinione pubblica internazionale, ma anche da molti stati e da numerosi organismi politici, giuridici, sportivi e culturali.
A seguito della causa intentata dal Sudafrica contro Israele, la Corte internazionale di Giustizia e molte autorità internazionali hanno ritenuto che esistesse un rischio plausibile che Israele commettesse un genocidio contro i palestinesi a Gaza. Pertanto, il 26 gennaio 2024, la Corte ha ordinato a Israele di “adottare tutte le misure in suo potere” per prevenire il genocidio e l’incitamento al genocidio contro i palestinesi a Gaza. Nella sua seconda ordinanza, in data 28 marzo 2024,la Corte ha indicato misure più specifiche che Israele dovrebbe adottare per garantire la fornitura di servizi di base e aiuti umanitari e per garantire che il suo esercito non commetta un genocidio.
Il Tour de France non deve servire da piedistallo per questo Stato criminale, suprematista, razzista e segregazionista, responsabile della distruzione di Gaza e dell’assassinio di oltre 35.000 persone, tra cui soprattutto donne e bambini, in questo territorio di quasi 2,3 milioni di abitanti sotto assedio. Il dilagare della carestia e una situazione sanitaria insostenibile a Gaza sono unanimemente denunciati.
Siamo completamente solidali con l’appello dei/delle palestinesi:
Giro d'Italia e Tour de France: strada chiusa al genocidio
Stendere il tappeto rosso a Israele sarebbe complice di un genocidio!
Per questo vi chiediamo di riconsiderare la vostra decisione.
Questo gesto vi onorerebbe e vi impedirebbe di vedere, lungo tutto il percorso del Tour, manifestazioni ostili alla presenza di questa squadra israeliana, manifestazioni che, quest'anno più che mai, susciteranno la simpatia del pubblico.
Siamo pronti a incontrarvi per discuterne.
In attesa di una risposta alla presente, vi inviamo i nostri saluti,
La campagna BDS France
Fonte: BDS France
Traduzione di BDS Italia
Dalla Palestina arriva un appello alla mobilitazione lungo tutto il percorso del Giro d’Italia per contestare la partecipazione della squadra israeliana. Mentre Israele intensifica il genocidio contro la popolazione palestinese a Gaza, il Giro d’Italia accoglie la sua squadra a braccia aperte.
Dal 4 al 26 maggio, dal nord al sud, nelle città e nelle province, non lasciamo passare in silenzio Team Genocidio.
» Vedi il percorso di quest’anno.
» Lasciati ispirare dalle grandi mobilitazioni del passato.
Ma non finisce qua!
Il Tour de France parte quest’anno dall’Italia, dal 29 giugno al 2 luglio con tappe in Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte.
» Vedi il percorso del Tour de France in Italia.
Chiudiamo la strada al genocidio!
Per maggiori informazioni e per segnalare le mobilitazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Unitevi alla campagna per escludere Israele dalle olimpiadi, #BanIsrael
Più di 300 squadre sportive palestinesi chiedono di escludere Israele dalle Olimpiadi fino a quando non porrà fine al genocidio in corso a Gaza.
Come ha affermato il giornalista sportivo Dave Zirin, “il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) non agirà se non lo facciamo noi”.
Quindi attiviamoci.
Unitevi alla campagna globale per interrompere pacificamente la strada verso Parigi 2024, chiedendo al CIO di espellere Israele finché non porrà fine ai suoi crimini contro i palestinesi e riconoscerà i loro diritti sanciti dalle Nazioni Unite.
Registrate il vostro gruppo per partecipare alla campagna
Le Olimpiadi non si possono svolgere in forma “Olympics as usual” mentre Israele intensifica il genocidio contro i palestinesi a Gaza e rafforza il suo regime di apartheid. Gli organismi internazionali dominati dall’Occidente, come il CIO, che in passato avevano escluso il Sudafrica dall’apartheid, oggi non solo consentono a Israele di partecipare, ma difendono anche ferocemente la sua partecipazione! L’ipocrisia coloniale è ai massimi storici.
Ecco cosa potete fare
1. Partecipate alle giornate globali di azione, dal 15 al 17 marzo
In vista della riunione del comitato esecutivo del CIO a Losanna, Svizzera (19-21 marzo), inviate l’appello delle squadre palestinesi al vostro comitato olimpico nazionale, alle federazioni sportive internazionali e alle federazioni sportive riconosciute. Organizzate proteste, sit-in, disordini pacifici o eventi di sensibilizzazione sugli attacchi israeliani allo sport palestinesi. Registrate il vostro gruppo per maggiori informazioni.
2. Qualificazioni ed eventi pre Olimpiadi
Da ora fino all’inizio dei Giochi Olimpici a luglio, la strada verso Parigi sarà piena di opportunità per ricordare al CIO che alle Olimpiadi non c’è posto per gli autori di genocidi. All’inizio di questo mese, quattro corridori hanno portato il messaggio #CeasefireNow alla maratona per le prove olimpiche in Florida, tagliando il traguardo con bandiere palestinesi. Trova informazioni sulle prove a cronometro e sulle qualificazioni olimpiche (anche qui) o su altri eventi legati alle Olimpiadi nella vostra zona. Registrate il vostro gruppo per maggiori informazioni.
3. Buttate fuori l’apartheid israeliana dallo sport
Il vostro paese è firmatario della Convenzione internazionale contro l'apartheid nello sport? In tal caso, ha l’obbligo di “intraprendere tutte le azioni appropriate per garantire l’espulsione di un paese che pratica l’apartheid dagli organismi sportivi internazionali e regionali”. Registrate il vostro gruppo per scoprire cosa fare.
4. Firmate la petizione per bandire Israele dallo sport mondiale
Aggiungete la vostra firma a quella delle oltre 70.000 persone provenienti da tutto il mondo che hanno firmato la petizione per bandire Israele dallo sport internazionale.
A Gaza, Israele ha ucciso l’allenatore palestinese di calcio olimpico Hani Al Masdar, distrutto gli uffici del Comitato Olimpico Palestinese e trasformato gli impianti sportivi in vergognosi centri di detenzione di massa e di tortura.
Non possiamo stare con le mani in mano mentre il CIO permette a Israele di usare le Olimpiadi per ripulire con lo sport il genocidio in corso a Gaza e il suo regime di apartheid contro i palestinesi ovunque. Sostenete l'appello delle squadre palestinesi. Unitevi alla campagna #BanIsrael dalle Olimpiadi e interrompete pacificamente la strada verso i Giochi di Parigi 2024.
Fonte: PACBI
Traduzione di BDS Italia









