LIBERTÀ. GIUSTIZIA. UGUAGLIANZA.

Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese.

Comunicati

Comunicati di BDS Italia, del Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) e della Campagna palestinese per il boicottaggio accademic e culturale di Israele (PACBI)

La maggior parte dei media mainstream fa eco alla propaganda israeliana equiparando moralmente la violenza dell'oppressore – potenza nucleare - alla resistenza degli oppressi. In uno stravolgimento della verità tipicamente coloniale, si camuffa la violenza dell'apartheid israeliana riferendo di "scontri violenti" tra le "due parti".

Ecco 3 punti chiave da ricordare quando si riportano le notizie o quando si confuta questo mito:

  1. Come dice l'educatore e filosofo brasiliano Paulo Freire,

"Con l'instaurazione di un rapporto di oppressione, la violenza è già iniziata. Mai nella storia la violenza è stata iniziata dagli oppressi. Come potrebbero gli oppressori dare inizio alla violenza, se loro stessi sono il frutto di una violenza? ... Non ci sarebbero oppressi se non ci fosse un rapporto di violenza che li rende violentati, in una situazione oggettiva di oppressione. Inaugurano la violenza coloro che opprimono, coloro che sfruttano, coloro che non si riconoscono negli altri - non gli oppressi, gli sfruttati, quelli che non sono riconosciuti dagli oppressori, come altri".

  1. Poiché l'oppressione è la causa principale della violenza, per porre fine a tutta la violenza - quella dell'oppressore e quella dell'oppresso – occorre agire per porre fine all'oppressione. Smascherare e porre fine alla complicità nel regime di apartheid, colonialismo e occupazione militare di Israele sono le modalità eticamente e strategicamente più efficaci di intervento per la cessazione dell'oppressione e della violenza.
  1. Coloro che, come l'amministrazione degli Stati Uniti e l'Unione Europea, non solo tacciono di fronte all'oppressione israeliana dell'apartheid, ma sono altresì implicati nel renderla possibile attraverso il commercio, la cooperazione militare e di sicurezza e la protezione dalle responsabilità, non hanno alcuna posizione morale per insegnare ai palestinesi oppressi come resistere all'oppressione. Sono complici nella commissione del crimine, nel vero senso della parola.

Fonte: Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC)

Traduzione di BDS Italia

In molti paesi, i governi e le imprese sono profondamente complici del regime israeliano di occupazione militare, colonialismo di insediamento e apartheid vecchio di decenni, proprio come erano complici del regime di apartheid in Sud Africa. Israele può sostenere questo regime di oppressione solo con complicità internazionale.

Ecco le 5 cose più efficaci che TU puoi fare per sfidare questa complicità e sostenere la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza:

1. Lavorare con reti progressiste per esercitare pressioni sul parlamento e sul governo per (a) porre fine a tutta la cooperazione e il commercio militare e sulla sicurezza (finanziamento militare nel caso degli Stati Uniti) con l’Israele dell’apartheid e regimi di oppressione similmente criminali in tutto il mondo, (b) mettere al bando tutti i beni / servizi delle imprese che operano negli insediamenti coloniali illegali di Israele e (c) richiedere un'indagine delle Nazioni Unite sull'apartheid israeliana.

2. Mobilitare la pressione nella tua comunità, sindacato, associazione, chiesa, social network, sindacato studentesco, consiglio comunale, centro culturale o altra organizzazione per dichiararla una Apartheid Free Zone (AFZ) (Spazi Liberi dall’apartheid Israeliana #SPLAI, in Italia, N.d.T.) ponendo fine a tutte le relazioni con l'apartheid israeliana e le aziende che sono complici del suo sistema di oppressione.

3. Boicottare prodotti / servizi delle e/o mobilitare pressioni istituzionali per disinvestire da, società e banche israeliane e internazionali che sono complici di crimini di guerra israeliani e crimini contro l'umanità. Queste includono tutte le banche israeliane (Leumi, Hapoalim, ecc.) e le principali multinazionali come: Elbit Systems, HP, G4S/Allied Universal, AXA, CAF, PUMA, Caterpillar, General Mills / Pillsbury, Hyundai Heavy Industries, JCB, Volvo, Barclays Bank, Alstom, Motorola Solutions e CEMEX.

4. Annullare tutti gli impegni accademici, culturali, sportivi e turistici in Israele o supportati/sponsorizzati da Israele (o dai suoi gruppi di pressione e dalle istituzioni complici).

5. Unirti a una campagna BDS o a un gruppo strategico di solidarietà con la Palestina vicino a te per agire collettivamente ed efficacemente.

Canalizza la tua rabbia e mobilitati per smantellare l'apartheid e tutte le forme di razzismo e oppressione.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

#UnitedAgainstRacism

PRESENTAZIONE

La settimana dell'apartheid israeliana (Israeli Apartheid Week - IAW) è uno strumento per mobilitare il sostegno di base a livello globale per la lotta palestinese per la giustizia. È un meccanismo di base per aumentare la consapevolezza sull'apartheid israeliana e per mobilitare il sostegno per le campagne strategiche del BDS contribuendo a porre fine a questo sistema di oppressione. 

La IAW offre l'opportunità di creare reti e rafforzare i legami tra la lotta di liberazione palestinese e altre lotte contro il razzismo, l'oppressione e la discriminazione. Nel 2021, come ogni anno dal 2005, uniremo nuovamente le nostre voci per denunciare l'apartheid e celebrare la nostra diversità. Durante la settimana dal 14 marzo al 21 marzo 2021 organizzeremo una serie di azioni ed eventi stimolanti per dimostrare che ora più che mai siamo uniti contro il razzismo #UnitedAgainstRacism

Resta sintonizzato per gli aggiornamenti del programma della IAW, agisci ora e partecipa!

APPELLO 2021

Razzismo, discriminazione, xenofobia e disuguaglianza continuano a crescere in tutto il mondo. Negli ultimi mesi, abbiamo visto come persone nel Sud del mondo e persone di colore, prigionieri politici, persone senza casa, migranti e rifugiati, tra molti altri, hanno sofferto del flagello del COVID19, che ha ulteriormente esacerbato la loro vulnerabilità.

Abbiamo anche visto come milioni di persone in tutto il mondo sono scese in piazza per protestare contro il razzismo sistemico, la violenza patriarcale, l'ingiustizia climatica, l'austerità neoliberista e la disuguaglianza economica, tra le altre oppressioni che continuano a soffocarci. Queste proteste per una giustizia a lungo negata ci hanno ispirato a continuare a resistere all'ingiustizia, a continuare a sognare la libertà e a continuare a insistere sui nostri diritti, in un fronte globale unito contro il razzismo e l'oppressione.

Ora più che mai abbiamo bisogno di voi, abbiamo bisogno l'uno dell'altro. Abbiamo bisogno di tutte le nostre voci unite in tutto il mondo per porre fine al razzismo, al colonialismo e all'apartheid.

La Palestina rimane un banco di prova centrale per la repressione globale. Il regime di apartheid israeliano mette alla prova le sue ideologie militariste e razziste, strumenti di sorveglianza e armi di oppressione e di dominio razziale sui corpi e sulla società palestesi per esportarli nel mondo come "testati sul campo". Questi strumenti finiscono per aggravare l'oppressione militarizzata e razziale in molti paesi del mondo, dalla fortezza Europa agli Stati Uniti, dall'India a Myanmar, dal Brasile e dall'Honduras al Sudan e al Rwanda, ecc. Negli ultimi diciasette anni, la IAW è stata organizzata in tutto il mondo per protestare contro alcune di queste ingiustizie e per sostenere la libertà, la giustizia e l'uguaglianza dei palestinesi come parte della lotta per ottenere la nostra giustizia indivisibile. Continuiamo a tessere reti sempre più potenti di speranza e solidarietà reciproca e intersezionale. Insieme siamo inarrestabili.

Guarda il video dell'appello per la IAW 2021

AGISCI! UNISCITI ALLA PROTESTA GLOBALE VIRTUALE

Guarda l'appello di Angela Davis a sostenere la IAW

Quest'anno la Settimana dell'apartheid israeliana (IAW) si unisce alla celebrazione della Giornata internazionale contro il razzismo organizzando una massiccia protesta globale virtuale per opporsi alla discriminazione razziale, al colonialismo e all'apartheid e per celebrare la diversità e la connessione delle nostre lotte. Vogliamo che le nostre voci siano forti nonostante tutta la repressione, ma non possiamo farlo senza il tuo aiuto.

Come partecipare alla protesta virtuale globale?

Inviaci un tuo video leggendo l'appello IAW contro il colonialismo, il razzismo e l'apartheid seguendo le istruzioni di seguito.

Una volta raccolti tutti i video, li unificheremo e si realizzerà una lettura collettiva dell'appello con tutte le nostre voci unite contro il razzismo! Questo video verrà condiviso online e offline in tutto il mondo.

Istruzioni su come partecipare e requisiti tecnici per la registrazione di video
 
Testo da leggere

Riprenditi mentre leggi il testo dell'appello IAW contro il colonialismo, il razzismo e l'apartheid:

Il razzismo lacera l'anima del mondo. Ci spoglia della nostra umanità. Quelli al potere lo usano per generare paura e separarci gli uni dagli altri e dai nostri sogni.

Solo nel 2020 migliaia di migranti hanno perso la vita a causa delle politiche migratorie razziste imposte dagli Stati Uniti e dalla fortezza Europa. La brutalità della polizia ha tolto la vita a centinaia di persone di colore negli Stati Uniti.

Il regime israeliano di apartheid, colonialismo e occupazione militare è rimasto impunito per decenni, assoggettando l'intero popolo palestinese ad un sistema di oppressione razziale istituzionalizzata e sistematica che nega i loro diritti più elementari.
Molti non possono godere della libertà e dell'uguaglianza a causa del luogo in cui sono nati, del colore della loro pelle o della loro identità sessuale.

Questa è la triste realtà che abbiamo di fronte, non quella bella che sogniamo.
Non accettiamo privilegi solo per pochi.
Chiediamo diritti per tutti.

Noi e milioni di persone come noi scendiamo in piazza per protestare contro il razzismo sistemico, la violenza patriarcale, l'ingiustizia climatica, l'austerità neoliberista e la disuguaglianza economica.
Non ci fermeremo finché non demoliremo le strutture dell'oppressione.
Non smetteremo di resistere all'ingiustizia.
Continueremo a sognare libertà, giustizia e diritti per tutti.
Abbiamo bisogno di tutte le nostre voci unite in tutto il mondo per porre fine al razzismo, al colonialismo e all'apartheid.

Insieme siamo inarrestabili.

Rimaniamo uniti contro il razzismo.

Riprese

  • Guarda dritto nella telecamera.
  • Riprendi in modalità orizzontale (orizzontale, non verticale)
  • Se si utilizza il cellulare, registrarlo orizzontalmente e in alta qualità (1920x1080)
  • Evitare video mossi:
    • Ideale farsi filmare da qualcuno
    • Altre opzioni: usare treppiede o selfie stick

Illuminazione e sfondo

  • Trova la luce naturale e stai di fronte alla sorgente luminosa (quando la luce viene dietro di te, si crea un'ombra e sembra di essere al buio)
  • Lo sfondo deve essere semplice. Nessuna confusione o movimento in corso

Audio

  • Chiudi porte e finestre. Trova un posto tranquillo con pochissimi rumori di fondo.
  • Se utilizzi una cuffia, assicurati di posizionare il microfono da qualche parte vicino al collo per non mostrare i fili.

Invia il tuo video a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 28 febbraio, mettendo in copia BDS Italia a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Resta collegato per ulteriori aggiornamenti!

RISORSE
Scarica il materiale grafico della IAW 2021
Visita la nostra sezione Risorse per saperne di più sull'apartheid, i suoi aspetti legali e le sue implicazioni.

Contattaci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. se hai domande o bisogno di supporto per l'organizzazione della IAW.

IMPATTO

Sin dai suoi inizi nel 2004, la IAW ha organizzato migliaia di eventi in centinaia di città in tutto il mondo. Grazie alla IAW, le politiche israeliane di apartheid, di razzismo istituzionalizzato e di oppressione sistematica contro il popolo palestinese sono sempre più difficili da nascondere e mascherare.

La IAW è un successo collettivo crescente che alimenta la crescita inarrestabile del movimento BDS globale nella lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza.
Ora più che mai, continuiamo a rimanere insieme.

#UnitedAgainstRacism

 Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Appello urgente all'UE e alla società civile sulla detenzione amministrativa della difensora dei diritti umani palestinese Khitam Al-Saafin

Il 2 novembre 2020, le forze israeliane hanno fatto irruzione nella casa della signora Khitam Al-Saafin a Ramallah, l'hanno arrestata e sottoposta a sei mesi di detenzione amministrativa. Khitam, 59, è il leader dell’Unione dei Comitati delle Donne Palesinesi - UPWC, membro della segreteria dell'Unione generale delle donne palestinesi e un importante difensore dei diritti umani e attivista in Palestina. Il suo lavoro è ben noto a livello regionale e internazionale ed è riconosciuto nel "dare potere alle donne palestinesi e difendere le violazioni dei diritti umani derivanti dall'occupazione israeliana". È attiva al Forum sociale mondiale e membro della Coalizione regionale delle donne che difendono i diritti umani in Medio Oriente e Nord Africa - e compresa nella definizione dell'Unione europea nelle sue Linee guida sui difensori dei diritti umani.

Dopo il suo arresto, il 9 novembre, il comandante militare israeliano ha annunciato che Khitam sarebbe stata incarcerata per 6 mesi in base a un ordine di detenzione amministrativa (DA) e l'ha inviata alla prigione di Ofer. Dopo un appello dei suoi avvocati, Khitam sarà trattenuta per almeno 4 mesi sotto DA senza accuse, processo o condanna, né una data definita di rilascio, poiché gli ordini di DA rimangono soggetti a rinnovo. È solo nell'ultimo giorno del suo attuale ordine di DA - che sarà il 1 ° marzo 2021 - che saprà se sarà rilasciata o trattenuta per un periodo prolungato di 4-6 mesi, una pratica che equivale a una forma di tortura psicologica, insieme ad altre pratiche di maltrattamento subite sistematicamente dalle donne palestinesi durante gli arresti e le detenzioni illegali, sotto interrogatorio e nelle carceri israeliane, in particolare nelle carceri di Hasharon e Al-Damun, dove Khitam era e sarà detenuta.

Gli attacchi e le molestie degli attivisti per i diritti umani in Palestina sono continui nella politica israeliana per mettere a tacere coloro che difendono ed esprimono la loro opposizione alle politiche dell'occupazione israeliana, inclusi i difensori dei diritti umani, i leader della società civile, nonché i membri del Parlamento [palestinese]. Nel caso di Khitam Al-Saafin, è sata presa di mira dalle autorità israeliane “unicamente a causa del suo lavoro pacifico e legittimo in difesa dei diritti umani”.

L'uso arbitrario della detenzione amministrativa è una grave violazione del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, in particolare gli articoli 66, 72 e 78 della Quarta Convenzione di Ginevra, che conferiscono alle persone protette il diritto a un processo equo a meno che non esistano "motivi imperativi di sicurezza". Riconoscendo il suo "uso indiscriminato" da parte delle autorità israeliane, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite Michael Lynk ha recentemente rilasciato una dichiarazione chiedendo a Israele di "abolire la sua pratica di detenzione amministrativa, rilasciare i detenuti che attualmente detiene e seguire rigorosamente il diritto internazionale nell'applicazione delle sue operazioni di sicurezza”.

Israele detiene, sistematicamente e in grande numero, prigionieri politici e detenuti palestinesi senza processo o accusa e senza rivelare prove, vale a dire, in detenzione amministrativa. A novembre 2020, 4.500 palestinesi erano detenuti nelle carceri israeliane, 370 dei quali in detenzione amministrativa.

Noi sottoscritti condanniamo la detenzione della signora Khitam Al-Saafin, che si aggiunge alle centinaia di arresti arbitrari che Israele ha effettuato contro i diritti dei palestinesi. Condanniamo inoltre il crescente contesto di persecuzione e molestie nei confronti dei difensori dei diritti umani, uomini e donne, e delle organizzazioni per i diritti umani.

Chiediamo all'Unione europea - in linea con le posizioni già stabilite dall'UE sulla pratica israeliana della detenzione amministrativa e sulla protezione dei difensori dei diritti umani e della società civile - di intraprendere tutte le azioni a sua disposizione per:

  • Assicurare l'immediato rilascio da parte di Israele della difensora dei diritti umani palestinese Khitam Al-Saafin
  • Assicurare che Israele ponga fine alla pratica della detenzione amministrativa e rilasci tutti i difensori dei diritti umani attualmente detenuti
  • Invitare Israele a rispettare il diritto internazionale in materia di diritti umani, il diritto internazionale umanitario e i diritti umani di tutti i prigionieri e detenuti palestinesi sotto la sua custodia
  • Riconoscere e sostenere il lavoro dell'UPWC e delle organizzazioni per i diritti umani, in conformità con le Linee guida europee sui difensori dei diritti umani

Chiediamo ai membri del Parlamento europeo del sottocomitato per i diritti umani (DROI) / delle Delegazioni per le relazioni con la Palestina, di sollevare immediatamente il caso della Sig.ra Khitam Al-Saafin nel Parlamento europeo e nelle rilevanti istituzioni dell'Unione europea, come la Commissione Europea e il Servizio Europeo per l’Azione Esterna, ribadendo la “preoccupazione” di lunga data e reiterata contro l'uso da parte di Israele della detenzione amministrativa senza accuse formali e richiedendo a Israele di rispettare il diritto internazionale umanitario nei confronti di tutti i prigionieri e detenuti palestinesi e di porre fine alla pratica israeliana della detenzione amministrativa. Più specificamente, vi invitiamo a:

  • Scrivere una lettera all'Alto Rappresentante / Vicepresidente Joseph Borrell per evidenziare il caso di Khitam Al-Saafin come esempio della pratica sistemica di Israele di detenzione amministrativa contro i difensori dei diritti umani e gli attivisti palestinesi. Richiedere che comunichi con lo Stato di Israele esortandolo a rilasciare tutti coloro che sono detenuti in detenzione amministrativa senza processo o accusa, inclusa Khitam Al-Saafin. Inoltre, ricordare a Israele i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale in materia di diritti umani nei confronti dei prigionieri e dei detenuti palestinesi.
  • Diffondere una dichiarazione pubblica di condanna della pratica israeliana di detenzione amministrativa contro i difensori dei diritti umani e gli attivisti palestinesi come Khitam Al-Saafin.
  • Scrivere una lettera al rappresentante speciale dell'UE per il Processo di Pace in Medio Oriente Susanna Terstal per sollevare la questione della detenzione amministrativa, in particolare il recente arresto di Khitam Al-Saafin, con le autorità israeliane e chiederne la fine e quindi il rilascio di tutti i prigionieri.

Firmatari

1. Association Belgo-Palestinienne WB
2. Association France Palestine Solidarité (AFPS)
3. Cairo Institute for Human Rights Studies (CIHRS)
4. CIG – Confederación Intersindical Galega
5. CIVICUS
6. CNCD-11.11.11
7. Euromed Rights
8. European Coordination of Committees and Associations for Palestine (ECCP)
9. European Trade Union Network for Justice in Palestine
10. FIDH – International Federation for Human Rights, within the framework of the Observatory for the Protection of Human Rights Defenders
11. Finnish Peace Committee
12. Fundación Mundubat
13. Lawyers for Palestinian Human Rights (LPHR)
14. Norwegian People’s Aid
15. Norwegian Union of Municipal and General Employees (Fagforbundet)
16. NOVACT – International Institute for Nonviolent Action
17. OMCT (World Organisation Against Torture), within the framework of the Observatory for the Protection of Human Rights Defenders
18. Paz con Dignidad
19. Scottish Palestine Solidarity Campaign
20. SOS Racismo Portugal
21. SUDS – Internacionalisme Solidaritat Feminismes
22. The Norwegian Palestine Committee
23. The Palestinian Human Rights Organisations Council (PHROC) and its members:
24. Al Haq Organization – Law in the Service of Mankind
25. Al Mezan Center for Human Rights
26. ADDAMEER Prisoner Support and Human Rights Association
27. Palestinian Centre for Human Rights
28. DCI – Defense for Children International – Palestine
29. Jerusalem Legal Aid and Human Rights Center
30. Aldameer Association for Human Rights
31. Ramallah Center for Human Rights Studies
32. Hurryyat – Center for Defense of Liberties and Civil Rights
33. The Independent Commission for Human Rights (Ombudsman Office)
– Observer Member
34. Muwatin Institute for Democracy and Human Rights – Observer Member
35. Union of Palestinian Women Committees (UPWC)
36. Unite the Union – Ireland
37. Un Ponte Per (UPP)
38. Intal Globalize Solidarity
39. Viva Salud

Cliccare qui per scaricare la lettera completa e l'elenco dei firmatari.

Chiediamo alla società civile di:

Scrivere al ministero degli esteri del proprio governo / ai membri del Parlamento europeo e chiedere loro, in linea con le posizioni già stabilite dall'UE sulla pratica israeliana della detenzione amministrativa e sulla protezione dei difensori dei diritti umani e della società civile, di :

  • Adottare tutte le azioni a loro disposizione per garantire l'immediato rilascio da parte di Israele del difensore dei diritti umani palestinese Khitam Al-Saafin.
  • Adottare tutte le azioni a loro disposizione per assicurare che Israele ponga fine alla pratica della detenzione amministrativa e rilasci tutti i difensori dei diritti umani attualmente detenuti.
  • Condannare pubblicamente Israele per gli arresti di difensori dei diritti umani palestinesi, come Khitam Al-Saafin, e chiedere il rispetto da parte di Israele del loro diritto di operare liberamente.

Mobilitare il sostegno di organizzazioni per i diritti umani, partiti politici, membri del parlamento, sindacati, gruppi religiosi, gruppi femministi, antirazzisti e LGTBQAI +, chiedendo loro di aiutarvi a fare pressione sul vostro governo.

Aumentare la consapevolezza sui social media, usare gli hashtag #FreeKhitam #LibertadParaKhitam

Rafforzare le vostre campagne e le azioni pianificate per contrastare le politiche di Israele e includere la richiesta di liberare Khitam e di porre fine ai tentativi di Israele di mettere a tacere i difensori dei diritti umani.

Novact, Paz con dignitad, Mundubat, Suds

Fonte: NOVACT

Traduzione di BDS Italia

Il vostro sostegno ha consentito di raggiungere grandi risultati collettivi, compresi i primi passi verso le sanzioni, ma abbiamo bisogno di una spinta molto più forte da parte della gente comune e della società civile per arrivarci.

Nonostante il suo massiccio investimento di risorse finanziarie, politiche, diplomatiche, di propaganda e di intelligence nella sua guerra contro il movimento BDS, Israele ha fallito, come ammettono oggi alcuni dei suoi stessi gruppi di pressione, grazie al vostro sostegno in tutto il mondo.

Per anni, gli attivisti si sono chiesti: "Quando i nostri sforzi che hanno già avuto successo con "B" e "D" avranno come risultato "S"? Quando le nostre campagne di base per il boicottaggio e il disinvestimento inizieranno a influenzare i responsabili politici in modo che prendano in considerazione l'imposizione di sanzioni contro l'apartheid israeliano simili a quelle imposte al Sud Africa dell'apartheid in passato?”

Di seguito condividiamo con voi 20 dei più importanti indicatori dell'impatto che il vostro supporto ci ha permesso di raggiungere collettivamente nel 2020. Potremmo aver iniziato le prime fasi di questa transizione verso la "S", ma abbiamo ancora bisogno di una spinta molto più forte della gente comune e della società civile per arrivarci.

DONATE

  1. Supporto globale per #UNInvestigateApartheid: l'appello palestinese all'ONU affiché investighi sull'apartheid israeliana e imponga sanzioni per porvi fine, come fatto contro il Sudafrica dell'apartheid, ha ricevuto un massiccio sostegno dalla società civile internazionale. I sostenitori includono 452 organizzazioni della società civile in tutto il mondo; dal Sud del mondo, dieci ex presidenti dell'America Latina e dell'Africa, 720 membri del parlamento, diplomatici e personalità della cultura; il diplomatico delle Nazioni Unite e membro degli Elders Lakhdar Brahimi.
  2. Crescenti richieste di sanzioni: Leader politici e personalità di spicco di tutto il mondo hanno chiesto sanzioni contro Israele per fermare la sua annessione formale e de facto della terra palestinese. Hanno incluso il World Council of Churches e, nel Regno Unito, parlamentari, il Trades Union Congress, e artisti di spicco
  3. I leader arabi chiedono sanzioni: Decine di leader arabi - ex primi ministri, ministri e diplomatici; personalità di spicco della cultura e della società civile - chiedono "un'ampia gamma di sanzioni efficaci" per contrastare l'apartheid israeliana e l'annessione illegale.
  4. Le Nazioni Unite pubblicano il database sugli insediamenti: le Nazioni Unite hanno pubblicato un elenco tanto atteso di 112 società complici nel progetto delle colonie illegali di Israele, un primo passo concreto verso la responsabilità delle società israeliane e internazionali che consentono le gravi violazioni dei diritti dei palestinesi da parte di Israele. La Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC), che rappresenta 200 milioni di lavoratori in 163 paesi, ha richiesto alle aziende nell'elenco delle Nazioni Unite "di porre fine alla loro presenza illegale ... in terra palestinese". Tuttavia, numerose aziende complici non sono ancora incluse nel database e devono essere aggiunte. Ad esempio, più di 100 organizzazioni stanno chiedendo che le Nazioni Unite aggiungano HPE al database per la sua complicità nelle colonie israeliane.
  5. La guerra legale di Israele subisce sconfitte: la guerra legale di Israele (lawfare) contro il BDS ha subito gravi colpi. Rimproverando il governo francese, la Corte Europea dei Diritti Umani ha deliberato che la promozione del boicottaggio delle merci israeliane rientra nella libertà di espressione protetta dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Un tribunale tedesco ha deliberato che la città di Monaco non può negare lo spazio pubblico ai gruppi BDS per i loro eventi. Negli Stati Uniti, un costante tentativo, sostenuto dalla lobby israeliana, di censurare e punire l'American Studies Association (ASA) per il suo sostegno al boicottaggio accademico di Israele, ancora una volta è fallito in tribunale.
  6. La Corte Suprema del Regno Unito sostiene il disinvestimento locale: la Corte Suprema del Regno Unito, in una sentenza storica, ha ripristinato il diritto dei fondi pensione delle autorità locali di disinvestire da società complici di violazioni israeliane dei diritti umani, criticando le restrizioni governative illegali.
  7. Crescente sostegno dei progressisti degli Stati Uniti ai diritti dei palestinesi e al BDS: i rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti chiedono di porre delle condizioni per i finanziamenti militari a Israele; il 22% degli ebrei americani di età inferiore ai 40 anni sostiene il pieno boicottaggio di Israele; Alexandria Ocasio-Cortez (AOC) ha abbandonato di un evento di celebrazione di Yitzhak Rabin, che ha guidato la pulizia etnica e la repressione violenta del popolo palestinese; la deputata Cori Bush, che sostiene il BDS, è stata eletta nonostante le calunnie della lobby israeliana.
  8. Importanti istituzioni finanziarie disinvestono: altre istituzioni finanziarie leader hanno disinvestito da società coinvolte nei crimini israeliani contro i palestinesi. Il fondo pensione olandese ABP ha disinvestito da due banche israeliane che finanziano gli insediamenti e la norvegese Storebrand ha disinvestito da quattro società che traggono profitto dall'occupazione illegale israeliana.
  9. Vittorie del boicottaggio culturale e contro il pinkwashing: è cresciuto il sostegno al boicottaggio culturale delle istituzioni culturali israeliane complici. Più di 170 cineasti queer si sono impegnati a non partecipare al TLVFest, il festival cinematografico LGBT sponsorizzato dal governo israeliano. Diciannove partecipanti al TLVFest 2020 si sono ritirati, inclusi otto registi brasiliani. Docaviv - il Tel Aviv International Documentary Film Festival 2020, che ha come partner ministeri del governo israeliano, è stato anche scosso da quattro annullamenti da parte di registi e ospiti internazionali.
  10. La Israeli Apartheid Week si è integrata nelle campagne antirazziste: oltre 100 gruppi europei si sono uniti a un appello palestinese per coordinare gli eventi annuali della Settimana dell'apartheid israeliana (IAW) con attività che caratterizzano la Giornata internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale. La IAW è andata avanti in tutto il mondo, nonostante la pandemia COVID-19, con molti eventi costretti a spostarsi online.
  11. Vittorie del disinvestimento nelle università: l'Università di Manchester (Regno Unito) ha disinvestito quasi 2 milioni di sterline da società complici dell'oppressione israeliana. Negli Stati Uniti, gli studenti della Columbia University, della University of Illinois Urbana-Champaigne della San Francisco State University hanno votato tutti per disinvestire dall'apartheid israeliana.
  12. Vittorie nella campagna di boicottaggio di Puma: la più grande università della Malesia, Universiti Teknologi MARA (UiTM), ha messo fine a un accordo di sponsorizzazione con Puma a causa del sostegno dell'azienda alle colonie israeliane illegali. La squadra di calcio della Championship League del Regno Unito Luton Town FC ha abbandonato Puma come suo fornitore, così come la squadra di calcio del Regno Unito Chester FC. In un momento di sincerità, un avvocato di Puma ha riassunto a un organizzatore del boicottaggio l'impatto della campagna dicendo: "State rendendo le nostre vite miserabili".
  13. Artisti arabi si oppongono alla normalizzazione degli Emirati Arabi Uniti:Quasi 100 artisti arabi, tra cui palestinesi, oltre a 17 gruppi e organizzazioni culturali si sono impegnati  a boicottare tutte le attività culturali sponsorizzate dal regime degli Emirati Arabi Uniti contro la normalizzazione con Israele. Tra i firmatari figurano nomi di spicco del cinema, della musica, della fotografia, dello spettacolo e delle arti visive, tra gli altri campi. 
  14. G4S perde contratti: Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) e una società multinazionale in Giordania - che ha chiesto di restare anonima - hanno deciso di non rinnovare i contratti con G4S nel 2020. G4S, la più grande compagnia di sicurezza del mondo, ha una lunga storia di coinvolgimento in violazioni dei diritti umani in tutto il mondo, incluso il coinvolgimento nella gestione dell'Accademia di polizia israeliana a Gerusalemme, addestrando le forze di polizia israeliane, con una lunga storia di crimini di guerra.
  15. Le zone libere dall'apartheid si diffondono: nonostante la pandemia COVID-19, le zone libere dall'apartheid (AFZ) (Spazi Liberi dall'Apartheid Israeliana (SPLAI), in Italia – N.d.T.) continuano a diffondersi e mobilitare le comunità. In Italia, il numero di attività commerciali, centri culturali e sportivi e associazioni che si sono dichiarate libere dall'apartheid israeliana è cresciuto fino a superare le 200. Oltre 100 AFZ in tutta Europa hanno denunciato il #CoronaRacism (il razzismo nella gestione del COVID-19 – N.d.T.) incluso quello di Israele. In Cile, la Federazione studentesca dell'Università Austral si è dichiarata una zona libera dell'apartheid, come hanno fatto dieci associazioni studentesche dell'Università Complutense di Madrid.
  16. Vittorie sul diritto al boicottaggio - #RightToBoycott: nonostante i tentativi intensificati da parte di Israele e dei suoi alleati di estrema destra di reprimere il movimento BDS, gli attivisti per i diritti umani hanno ottenuto numerose vittorie su #RightToBoycott. Una potente mobilitazione globale ha spinto Israele a rilasciare il Coordinatore generale del movimento BDS Mahmoud Nawajaa, dopo 19 giorni di detenzione senza accusa. Il governo scozzese ha criticato il governo del Regno Unito affermando che istituzioni pubbliche, organizzazioni o individui scozzesi dovrebbero essere liberi di discutere, sostenere o attuare il BDS. Negli Stati Uniti, solo una frazione dei progetti di legge introdotti per colpire il sostegno ai diritti dei palestinesi sono diventati legge a causa del respingimento popolare. 
  17. Cresce il supporto per l'embargo militare: 10.000 persone hanno richiesto all'UE di sospendere l'uso dei droni della compagnia israeliana Elbit Systems; Liverpool e Siviglia hanno cancellato importanti fiere di armi che includevano Elbit Systems a seguito dell'opposizione locale in entrambe le città; e Microsoft ha disinvestito dalla società israeliana di riconoscimento facciale AnyVision, che aiuta Israele a mantenere il suo dominio di apartheid sui palestinesi.
  18. Pressioni su CAF per farle abbandonare la ferrovia delle colonie: 70 gruppi baschi hanno chiesto alla società CAF di ritirarsi dal progetto illegale israeliano della Jerusalem Light Rail, che rende possibili le politiche coloniali e di apartheid, e otto sindacati norvegesi hanno chiesto di escludere CAF dai contratti pubblici.
  19. Lancio del boicottaggio di AXA: 10.000 persone e 250 organizzazioni si sono impegnate a boicottare AXA per i suoi investimenti nelle banche israeliane che consentono l'occupazione israeliana e l'apartheid. 
  20. Artisti, studiosi e organizzazioni culturali si schierano contro il silenziamento dei difensori dei diritti dei palestinesi in Germania: 375 studiosi e artisti si sono opposti alle "prove del nove" a livello politico che in Germania mirano a mettere a tacere i difensori dei diritti dei palestinesi nel quadro del diritto internazionale. Inoltre, 32 importanti organizzazioni culturali tedesche hanno criticato la risoluzione anti-BDS del Parlamento tedesco del 2019, affermando che "invece di frenare l'antisemitismo, la risoluzione ha soffocato lo scambio aperto di idee .. e la libertà di espressione nelle arti", entrambi protetti costituzionalmente.

Con il vostro continuo sostegno possiamo iniziare a vedere la realizzazione della “S”!

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Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

"Il Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC), la più grande coalizione nella società civile palestinese, sostiene senza riserve il diritto di tutte le nazioni all'autodeterminazione, un diritto che è alla base del nostro movimento per la difesa dei diritti dei palestinesi secondo le leggi internazionali. Sosteniamo la Risoluzione 690 (1991) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che chiede “l'organizzazione e la supervisione ... di un referendum per l'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale”. L'attuazione di questa risoluzione servirà gli interessi di tutti i popoli fratelli della regione”.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Il Comitato Nazionale Palestinese BDS risponde alla guerra Trump-Netanyahu contro il movimento BDS.

È abbastanza ironico che l'amministrazione Trump, sollecitata dal regime di apartheid di Israele, continui a permettere e ad accettare come normale la supremazia bianca e l'antisemitismo negli Stati Uniti e nel mondo, diffamando nello stesso tempo come "antisemita" il BDS, un importante movimento per i diritti umani guidato dai palestinesi, e i suoi milioni di sostenitori in tutto il mondo. Il BDS ha costantemente e categoricamente rifiutato qualsiasi forma di razzismo, compreso il razzismo antiebraico, per una questione di principio.

La fanatica alleanza Trump-Netanyahu sta intenzionalmente metendo sullo stesso piano l'opposizione al regime israeliano di occupazione, colonizzazione e apartheid contro i palestinesi e gli appelli per pressioni nonviolente con lo scopo di porre fine a questo regime da un lato, con il razzismo antiebraico dall'altro, al fine di sopprimere la difesa dei diritti dei palestinesi nel quadro del diritto internazionale. Questa revisione fraudolenta della definizione di antisemitismo è stata condannata da dozzine di gruppi ebraici in tutto il mondo e da  centinaia di importanti studiosi ebrei e israeliani, comprese autorità mondiali sull'antisemitismo e l'Olocausto.

Sulla base di questa definizione revisionista e fraudolenta, perfino le organizzazioni per i diritti umani che non fanno parte del movimento BDS, ma sostengono la messa al bando delle merci delle colonie, ad esempio, così come il 22% degli ebrei americani di età inferiore ai 40 anni, che sostengono il boicottaggio totale di Israele secondo un recente sondaggio, sarebbero anche etichettati come "antisemiti".

Il movimento BDS per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza dei palestinesi, sta a fianco di tutti coloro che lottano per un mondo più dignitoso, giusto e bello. Con i nostri numerosi partner, resisteremo a questi tentativi maccartisti di intimidire e costringere i difensori dei diritti umani palestinesi, israeliani e internazionali ad accettare l'apartheid israeliana e il colonialismo di insediamento come destino.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Comunicato di BDS Italia sulla visita del Ministro degli Affari Esteri in Israele e nei Territori Palestinesi Occupati

BDS Italia esprime forte preoccupazione e condanna per le dichiarazioni fatte dal ministro degli esteri Luigi Di Maio nel corso e a conclusione della visita ufficiale in Israele e nei Territori Palestinesi Occupati nei giorni 29 e 30 ottobre e denuncia la continuazione di una politica di complicità con i crimini di Israele da parte dell’Italia.

Durante la sua visita, scarsamente coperta dai media sia italiani che israeliani, il ministro ha sottoscritto e rinnovato accordi con Israele di cooperazione commerciale e di ricerca in settori strategici, inclusa la ricerca “scientifica”. Secondo Di Maio l’obiettivo è “accrescere il nostro interscambio commerciale, rafforzare la cooperazione nei settori più innovativi e incoraggiare le nostre imprese ad essere più presenti sul mercato israeliano”.

Mostrando una preoccupante non conoscenza della realtà politica medio orientale, il ministro ha ribadito l’importanza degli “Accordi di Abramo”, siglati da Israele con alcuni paesi arabi (UAE, Bahrein e Sudan) con l’obiettivo di rafforzare l’alleanza militare contro l’Iran e indebolire il sostegno alla causa palestinese, affermando che “la loro firma, è un contributo positivo verso la pace e la stabilità in Medio Oriente”, in quanto “questa normalizzazione contribuirà a creare nell'area condizioni di stabilità, dialogo e sviluppo condiviso favorevoli al riavvio di negoziati diretti tra israeliani e palestinesi con la prospettiva di una soluzione a due Stati giusta, sostenibile e praticabile"

Tali dichiarazioni sono in linea con la presa di posizione benevola nei confronti del cosiddetto “Accordo del Secolo” di Trump che Di Maio definì “uno sforzo per la pace”, ignorando il fatto che fosse stato elaborato alle spalle del popolo palestinese e della sua rappresentanza politica e aprisse la strada al riconoscimento formale della annessione di fatto da parte di Israele di larghe porzioni di territorio palestinese che continua da decenni.

Di Maio, che nel 2016, prima delle elezioni politiche, si professava convinto sostenitore dei palestinesi e addirittura promise il riconoscimento dello Stato di Palestina quando il M5S sarebbe arrivato al governo, in occasione della visita ha accuratamente evitato di parlare delle violazioni israeliane dei diritti umani e del diritto internazionale nei confronti dei palestinesi. Ha però “esortato la parte palestinese ad accelerare sul percorso di pace”, che significa implicitamente l’accettazione del piano Trump.

Di Maio ha confermato ancora una volta la politica di complicità dell’Italia nei confronti del regime israeliano di occupazione militare, colonizzazione e apartheid, anteponendo accordi commerciali e di cooperazione militare e nel settore della sicurezza al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale.

BDS Italia rilancia l’appello della società civile palestinese per sanzioni mirate immediate, incluso un embargo militare, contro l’annessione e l’apartheid, e invita a rafforzare le campagne BDS verso Israele fino a quando continueranno le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale nei confronti dei palestinesi.

BDS Italia

BDS Italia è un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro l'occupazione e l'apartheid israeliane, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all'appello della società civile palestinese del 2005 e promuovono campagne e iniziative BDS a livello nazionale e locale. Il movimento BDS sostiene la parità di diritti per tutte e tutti e perciò si oppone ad ogni forma di razzismo, fascismo, sessismo, antisemitismo, islamofobia, discriminazione etnica e religiosa.

Chiediamo ai gruppi di solidarietà in tutto il mondo di intensificare la pressione sul regime di apartheid di Israele affinché lo rilasci immediatamente e incondizionatamente.

Il cittadino palestinese Maher Al-Akhras, di 49 anni e padre di sei figli, è in sciopero della fame dal 27 luglio 2020 - 100 giorni oggi. Sta protestando contro la sua detenzione amministrativa - detenzione senza accusa né processo - da parte delle forze di occupazione israeliane. Questa è la quinta volta che Israele lo arresta. La sua unica richiesta è di essere liberato.

Sebbene la salute di Al-Akhras stia peggiorando e ci sia un grande rischio per la sua vita, il regime di apartheid israeliano, con la complicità della sua Alta Corte, continua a trattenerlo sotto scorta in un ospedale israeliano.

Il Palestinian Human Rights Organizations Council (PHROC) ha affermato che Maher sta “affrontando una seria e imminente minaccia per la sua vita al Kaplan Medical Center. A causa di una carenza di sali e fluidi nel suo corpo e del suo rifiuto di assumere integratori alimentari, Maher ha avuto frequenti convulsioni, mal di testa acuti, significativa debolezza della vista e dell'udito, oltre a forti dolori in tutto il corpo, in particolare nell'area del torace."

Michael Lynk, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati, ha chiesto il rilascio immediato di Al-Akhras e la fine della pratica illegale di detenzione amministrativa da parte di Israele. L'International Association of Democratic Lawyers ha sollecitato l'immediato rilascio di Al-Akhras e ha invitato i governi, compresi il governo degli Stati Uniti e quelli europei, a porre fine al loro sostegno ai crimini di guerra israeliani e ai crimini contro l'umanità.

Il Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC), la più grande coalizione nella società palestinese, invita i gruppi di solidarietà in tutto il mondo a intensificare la pressione su Israele affinché rilasci immediatamente e incondizionatamente Maher Al-Akhras. Il regime di estrema destra israeliano deve essere costretto attraverso il BDS e altre forme di pressione pacifica per adempiere ai suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale e rispettare i diritti dei palestinesi, compresi quelli dei prigionieri politici.

Le imprese israeliane e internazionali che traggono profitto dall'incarcerazione, dall'occupazione militare e dall'apartheid di Israele devono affrontare gravi conseguenze in termini di perdita di contratti, offerte e investimenti. Un modo potente per sostenere i diritti dei palestinesi è sostenere il boicottaggio di quelle società, comprese Elbit Systems, che vende armi testate sul campo sui palestinesi; G4S, che gestisce l'accademia di addestramento della polizia centrale israeliana; e HP, che fornisce tecnologia per i checkpoint di Israele e per il registro dell'apartheid della popolazione, tra gli altri.

La detenzione amministrativa è una procedura che consente alle autorità di occupazione israeliane di trattenere i prigionieri a tempo indeterminato su informazioni "segrete" senza incriminarli o senza consentire loro di sostenere un processo equo. In pratica, Israele utilizza abitualmente la detenzione amministrativa in violazione dei rigidi parametri stabiliti dal diritto internazionale.

Secondo l'organizzazione per i diritti dei prigionieri palestinesi Addameer, Israele attualmente detiene oltre 4.400 prigionieri politici palestinesi, 350 detenuti amministrativi e 155 bambini prigionieri nelle sue prigioni. Israele usa regolarmente tortura e maltrattamenti contro i detenuti palestinesi, compresi i bambini, come documentato da organizzazioni palestinesi, israeliane e internazionali per i diritti umani.

Inoltre, Israele non è riuscita a proteggere adeguatamente i prigionieri politici palestinesi dal coronavirus. Ad esempio, solo nell'ultimo giorno, Israele ha annunciato più di 73 nuovi casi di COVID-19 tra i prigionieri palestinesi nella prigione di "Gilboa".

Adesso è il momento di agire per salvare la vita di Maher Al-Akhras e difendere i diritti umani fondamentali di tutti i palestinesi.

Gli organizzatori di “Falastin-Festival della Palestina” respingono le false accuse della Comunità Ebraica di Roma apparse sui giornali.

Il programma del festival, che si terrà dal 1 al 4 ottobre nei giardini del Piazzale del Verano, è ricco di dibattiti, presentazioni di libri, musica, eventi culturali, proiezioni di film e assaggi della cucina palestinese. Partecipano, tra gli altri, Moni Ovadia, Francesca Del Bello, presidente del Municipio II, i parlamentari Pino Cabras e Stefano Fassina, Giovanni Russo Spena, già Senatore della Repubblica, Miriam Marino della Rete Ebrei Contro l’Occupazione, Vania Bagni, vicepresidente ANPI Nazionale, Fabrizio De Sanctis, presidente ANPI Provinciale di Roma.

Da giorni ci sono sollecitazioni e anche pressioni sul Municipio II affinché ritiri il patrocinio al festival dal momento che vi partecipa il movimento nonviolento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS). Il movimento BDS è stato lanciato dalla società civile palestinese e promuove campagne di pressione per porre fine alle violazioni da parte di Israele dei diritti del popolo palestinese sanciti dall’ONU. Il movimento non chiede altro che il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale e  nasce dal fallimento decennale delle istituzioni internazionali nell’imporlo ad Israele.