Risorse
In questi giorni di stato di agitazione permanente, invitiamo tutti gli spazi SPLAI che si sono dichiarati liberi dall'Apartheid Israeliana e che aderiranno agli scioperi e ai possibili blocchi dei prossimi giorni, ad esporre sulle proprie vetrine e serrande questo cartello! Vi invitiamo ad aderire e rilanciare tramite i vostri canali.
Diseguito, link al modello per post IG, il cartello in formato PDF e CANVA se serve personalizzare
Un documento completo con tutte le informazioni della campagna Spazi Liberi dall'Apartheid Israeliana
SCARICA IL KIT SPLAI (versione novembre 2025)
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[contenuto del pieghevole in forma testuale]
PERCHÉ PARLARE DI APARTHEID ISRAELIANA?
Il 19 luglio 2024 la Corte Internazionale di Giustizia ha confermato la discriminazione sistemica e sistematica che differenzia i palestinesi dagli ebrei israeliani. Ha dichiarato Israele colpevole di apartheid e la sua occupazione militare illegale, ordinando a Israele di porre fine all’occupazione militare della Striscia di Gaza e della Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est.
Questo certifica ciò che da anni organizzazioni dell’ONU come UNESCWA e organizzazioni per diritti umani, come l’israeliana B’Tselem, Human Rights Watch e Amnesty international, denunciano nei loro rapporti in maniera estremamente documentata. Più di recente i report della relatrice speciale per TPO, Francesca Albanese, e dell’ONG palestinese Al Haq hanno definito l’apartheid israeliana come una forma del colonialismo di insediamento, spostando il focus dai sintomi dell’oppressione israeliana alle sue cause profonde, radicate in una ideologia razzista e genocidaria che prevede l’eliminazione e l’espulsione della popolazione palestinese.
Nel 2023 oltre 2.800 accademici ebrei e personalità israeliane e israeliano-americane hanno firmato una petizione che denuncia “l’occupazione israeliana, che ha creato un regime di apartheid”. Perfino un ex capo del Mossad, Tamir Pardo, ha dichiarato che Israele sta attuando un sistema di apartheid contro i palestinesi.
“Per «apartheid» s’intendono gli atti inumani [...] commessi nel contesto di un regime istituzionalizzato di oppressione sistematica e di dominazione da parte di un gruppo razziale su altro o altri gruppi razziali, al fine di perpetuare tale regime.” Articolo 7.2, Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale.
“La realizzazione del diritto all’autodeterminazione nazionale in Israele è unica del popolo ebraico” (Legge Israele StatoNazione degli Ebrei, 2018)
COME SI MANIFESTA L’APARTHEID ISRAELIANA?
Attraverso la frammentazione geografica e giuridica dei palestinesi, sottoposti a quattro differenti regimi di privazione di diritti, nella Palestina storica e negli stati dove vivono come rifugiati o esiliati involontari.
1. Residenti dei Territori Palestinesi Occupati (3.3 mln in Cisgiordania, 2.1 mln in Striscia di Gaza) Israele sottopone i palestinesi dei territori occupati a regime militare estremamente restrittivo delle libertà individuali. I palestinesi di Gaza, prima di subire il devastante genocidio in corso, sono stati sotto assedio dal 2007, con severe limitazioni alla libertà di circolazione di persone e beni, di accesso alle terre di confine e al mare per le attività di agricoltura e pesca, e con numerose campagne di bombardamenti che hanno causato migliaia di morti e feriti e la distruzione di case e infrastrutture civili. Israele applica ai palestinesi dei TPO le leggi militari che comportano pesanti umiliazioni e restrizioni: divieti di partecipazione alla vita politica, sociale, economica e culturale; arresti e detenzioni arbitrarie; espropri arbitrari delle terre che comportano la demolizione di case, la separazione geografica tra i vari villaggi e l’iniqua distribuzione di risorse e servizi. In contrasto, Israele applica le leggi civili ai coloni israeliani che risiedono illegalmente nei Territori Occupati e che godono di pieni diritti, del libero accesso alle risorse naturali palestinesi e di protezione da parte dell’esercito israeliano.
2. Residenti palestinesi di Gerusalemme Est, parte della Cisgiordania occupata (350mila). La loro condizione, simile a quella del resto della Cisgiordania, è resa ulteriormente precaria dal progetto israeliano di ingegneria etnica per mantenere un equilibrio demografico a favore dei residenti ebrei. Israele considera i palestinesi di Gerusalemme stranieri con residenza revocabile arbitrariamente, espellendoli dalle loro case e demolendo i loro edifici.
3. Cittadini palestinesi dello Stato di Israele (1.9 milioni, il 21% della popolazione di Israele). Godono dei diritti di cittadinanza, ma non di quelli di nazionalità, riservati ai soli ebrei. Israele discrimina i palestinesi con più di 50 leggi in molti ambiti (sanità, istruzione, accesso al mercato del lavoro, libertà di residenza, ecc.), rendendoli cittadini di serie B.
4. Rifugiati palestinesi ed esiliati involontari (9.17 mln). Israele nega il diritto al ritorno - sancito dalla risoluzione ONU 194 del 1948 - ai palestinesi che ha espulso nel 1948 e nel 1967, ai loro discendenti riconosciuti come rifugiati e a chi si trova in condizioni di esilio forzato.
COS’É LA CAMPAGNA SPLAI
“Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana” è una campagna lanciata dal movimento BDS, in solidarietà alla lotta palestinese per libertà, giustizia e uguaglianza. Rivolta a esercenti commerciali, movimenti sociali, associazioni e istituzioni che hanno a cuore i diritti umani e l’antirazzismo, mira a creare una rete di spazi, virtuali e fisici, che si dichiarano “liberi dall’apartheid israeliana”, impegnandosi a:
• non acquistare o vendere prodotti e servizi di imprese implicate nelle violazioni dei diritti dei palestinesi
• non ospitare o partecipare a eventi culturali, accademici e sportivi sponsorizzati da Israele o che ne coinvolgano suoi rappresentanti ufficiali.
La campagna SPLAI promuove la solidarietà attiva come strumento di contrasto alle gravi violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali perpetrate da Israele a danno dei civili palestinesi. Lanciata in Italia il 5 giugno 2019, la campagna SPLAI ha già raccolto centinaia e centinaia di adesioni tra associazioni, sindacati, esercizi commerciali, circoli culturali e sportivi sparsi sul territorio. SPLAI nel mondo SPLAI è una campagna internazionale. Attiva in Italia, Belgio, Norvegia, Spagna, Regno Unito, Grecia, Finlandia, Stati Uniti, Brasile, Cile, Argentina, Australia, Marocco e molti altri paesi, continua a raccogliere nuove adesioni.
“Chi rimane neutrale in situazioni di ingiustizia ha già scelto la parte dell’oppressore — DESMOND TUTU
AGISCI CONCRETAMENTE PER LA PALESTINA! SOSTIENI E PROMUOVI LA CAMPAGNA SPLAI
- Sostieni le realtà che si sono dichiarate “Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana”
- Parla della campagna ai gestori degli spazi che frequenti o conosci e invitali ad aderire
- Fai conoscere ai tuoi amici e conoscenti la campagna SPLAI e invitali a promuoverla
Ognuno/a di noi conosce un negozio, un locale, una bottega equo-solidale, una libreria, una casa editrice, una parrocchia, un cineclub, un centro culturale, una palestra o una squadra popolare i cui valori rispecchiano quelli della campagna.
IL MOVIMENTO BDS
In Sudafrica l’apartheid fu sconfitta dalla resistenza della popolazione nera, dalle azioni di boicottaggio internazionale e dalle sanzioni varate dalla comunità internazionale. Nel 2005, ispirandosi alla lotta sudafricana, la società civile palestinese ha lanciato un appello per un movimento internazionale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), come forma di pressione nonviolenta su Israele, affinché rispetti il diritto internazionale e i diritti dei palestinesi.
bdsitalia.org/splai
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SPLAI - Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana
Una rete di spazi, fisici e virtuali, che si dichiarano liberi da ogni forma di discriminazione e da rapporti con sistemi di ingiustizia praticati da Israele contro il popolo palestinese.
CHE COS’È LA CAMPAGNA SPLAI?
Una rete di Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI) che prendono posizione contro l’occupazione e l’apartheid impegnandosi a non contribuire attivamente alle violazioni israeliane dei diritti umani del popolo palestinese. Il sistema israeliano è stato definito di “apartheid” dalla Corte Internazionale di Giustizia e da molte ONG, sia internazionali che israeliane tra cui B-Tselem, Human Rights Watch, Amnesty International e anche da personalità come l’ex capo del Mossad Tamir Pardo.
In tutta Italia, in piccoli centri e in grandi città, aderiscono tantissimi esercenti, locali, ristoranti, botteghe equosolidali, GAS, librerie, festival, teatri, associazioni, redazioni, case editrici, spazi culturali, centri sportivi, palestre e squadre popolari. La campagna SPLAI, già attiva in altri paesi, è una delle campagne del movimento nonviolento globale per il Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni (BDS).
CHE COS’È IL BDS?
Lanciato da oltre 170 associazioni della società civile palestinese, il movimento BDS vuole fare pressione su Israele affinché ponga fine alle politiche di occupazione, di colonizzazione e di apartheid. Il movimento BDS è contrario ad ogni forma di discriminazione razziale, politica, religiosa e di genere e rifiuta l’antisemitismo, l’islamofobia, il razzismo, e ogni ideologia fondata su presunte supremazie etniche o razziali.
Sostengono il movimento BDS sindacati, organizzazioni ebraiche progressiste tra cui Jewish Voice for Peace, chiese e associazioni in tutto il mondo, oltre a molte personalità come Naomi Klein e Roger Waters dei Pink Floyd. In Italia aderiscono al BDS numerose organizzazioni tra cui Assopace Palestina, Pax Christi, Un Ponte per, oltre che una ventina di realtà locali.
SOSTIENI LA RETE SPLAI
Fai conoscere la campagna SPLAI a attività commerciali, spazi culturali e sportivi, associazioni e movimenti. Chiedi loro di aderire.
Per maggiori informazioni e per aggiungere la tua attività o associazione alla rete SPLAI:
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