Boicottaggio sportivo

Durante la manifestazione settimanale del villaggio palestinese Nabi Saleh si alza il cartellino rosso all'Apartheid israeliana per protestare la coppa UEFA Under 21 in Israele.

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Attiviste israeliane alzano il cartellino rosso all'Apartheid e chiedono il boicottaggio della coppa Uefa Under 21 davanti agli stadi di Teddy a Gerusalemmme e di Bloomfield a Jaffa.

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Proiezione di "Palestina per principianti" e torneo di calcetto

La scelta della Uefa di far giocare gli europei Under 21 in Israele, significa di fatto negare quanto avviene quotidianamente in Palestina e cerca di normalizzare agli occhi della comunità internazionale i soprusi dell'occupazione militare sionista.

Una partita di pallone non può cancellare 65 anni di violenza e abusi perpetrati contro la popolazione palestinese.

Noi scegliamo di Restare Umani fino all'autodeterminazione e alla libertà della Palestina.

Martedi 18 giugno dalle ore 19 presso il campo sportivo della Colletta (Piazza Aleramo, 24-Torino) si svolgerà un triangolare di calcio tra A.C. PACO RIGORE, RAPPRESENTATIVA PALESTINESE e AFRICA UNITED (profughi c/o ex-moi)

La data scelta coincide con la finale degli Europei di calcio Under 21 che si giocano in Israele, in adesione alla campagna internazionale “Show red card to Israeli Racism”, contro l'assegnazione della manifestazione ad uno stato che occupa militarmente da decenni i territori palestinesi in violazione continua del diritto internazionale e dei diritti umani.

L’iniziativa ha inoltre l'obiettivo di raccogliere fondi a sostegno della costruzione dell'Asilo "Vittorio Arrigoni "a Khan Younis in Palestina, progetto dell'Associazione Dima in collaborazione con l’associazione “Ghassan Kanafani”, che gestisce cinque strutture simili in diverse località della Striscia di Gaza.

La casa automobilistica correrà nella Città Santa il 13 e il 14 giugno. Protesta dell'Anp: «Violate tutte le convenzioni internazionali». L'azienda non replica.

di Michele Giorgio

A Maranello continuano a dimenticare violazioni di diritti, occupazioni militari, convenzioni e leggi internazionali. È accaduto un paio di mesi fa in Bahrain dove la Rossa, senza esitare un minuto, è scesa sul circuito di Sakhir nonostante le proteste popolari che da due anni sono represse del sangue dalla monarchia assoluta che domina quel Paese. Accade ora a Gerusalemme, città occupata secondo le risoluzioni dell'Onu, al centro del conflitto tra israeliani e palestinesi. Dopo Rotterdam, Doha, Rio, Mosca e altre città, la Ferrari sarà protagonista di un'altra esibizione cittadina.

Nonostante numerose e autorevoli proteste da parte di calciatori, parlamentari, vescovi, attivisti per i diritti umani e cittadini comuni contrari al vergognoso e inaccettabile regime di apartheid perpetrato da Israele, i campionati europei Under 21 in Medio Oriente,... è attualità.
La UEFA, contrariamente ai valori di opposizione ad ogni razzismo di cui si fregia, non ha voluto modificare il suo
programma, contribuendo, in questo modo, ad abilitare l'immagine di un paese che, nel silenzio del mondo, commette quotidianamente crimini contro l'umanitá.

Il BDS Milano organizza presidi di protesta senza sosta per sensibilizzare e portare a conoscenza di tutti quanti ancora non conoscono le motivazioni delle proteste e dei boicottaggi. Dai un Calcio All'Apartheid!

Continua la campagna CARTELLINO ROSSO ALL’APARTHEID ISRAELIANA promossa a Roma da Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese, Comunità Palestinese di Roma e del Lazio e Associazione nazionale Italia Palestina

di Giuditta Zampiero

Sabato 8 giugno, in occasione della partita Italia-Israele della Coppa Uefa Under 21, si è svolto un presidio in Piazza del Popolo (Roma) per protestare contro l'uso dello sport per legittimare gravi violazioni dei diritti umani. Il presidio si è svolto pacificamente inscenando una partita di calcio tra Israele e Palestina dove l'arbitro rappresentava metaforicamente lo Stato di Israele e la sua politica di apartheid nei confronti del popolo  Palestinese, interrompendo continuamente la partita per ammonire con cartellino rosso e quindi espellere i giocatori palestinesi senza che essi avessero commesso alcun "fallo". L'ingiustizia così rappresentata da un simbolico cartellino rosso nella performance di teatro di strada 'Calcio Under Apartheid', si è conclusa con l'arresto di tutti i giocatori Palestinesi ammanettati e con il volto coperto al lato del campo di gioco, ponendo definitivamente fine alla partita e proclamando quindi la vittoria incontrastata di Israele. La partita di Uefa Italia-Israele è stata dunque occasione, per il gruppo di attivisti, di ricordare come, mentre gli azzurri scendono in campo in Israele, ai giovani palestinesi siano negati i diritti fondamentali: di studiare, di muoversi, di partecipare allo sport e di vivere in piena libertà. Numerose infrastrutture sportive e stadi palestinesi sono stati distrutti perché colpiti da qualche bomba Israeliana, numerosi calciatori professionisti e non, sono stati arrestati spesso senza capi d'accusa o uccisi, restrizioni sempre più pesanti ostacolano le possibilità di muoversi e quindi di allenarsi e di gareggiare nel Paese e all'Estero. Ricordiamo i calciatori Mohammad Nimr e Omar Abu Rois, attualmente detenuti nelle carceri Israeliane.

 

8 giugno 2013: il giorno della partita Italia–Israele della coppa Uefa Under 21, a Roma, in Piazza del Popolo, la campagna Cartellino Rosso all’Apartheid Israeliana organizza un presidio di protesta contro l’uso dello sport per legittimare gravi violazioni dei diritti umani.

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Un campo da calcio disegnato col gesso e una partita di cui si sa gia' il risultato: Israele battera' la Palestina, perche' Israele vince sempre. Sotto lo slogan 'Free free Palestine' si e' svolta in piazza del Popolo a Roma una partita simbolica di calcio organizzata dalla comunita' palestinese di Roma e da attivisti pro-Palestina nel giorno della partita Italia-Israele della Coppa Uefa under 21. "Mentre gli azzurrini scendono in campo in Israele – scandisce un attivista dal megafono – ai giovani palestinesi sono negati i diritti fondamentali di studiare, muoversi, partecipare allo sport e di vivere". Gli attivisti giocano un match di calcio in cui l'arbitro da' sempre ragione alla squadra con la maglia di Israele, non fischia i suoi falli e contesta ogni mossa dei calciatori avversari.

Fonte: CalcioWeb