Boicottaggio sportivo

La campagna Cartellino Rosso per la sospensione di Israele dalla FIFA continua e si rafforza il movimento BDS

La distribuzione di migliaia di volantini e di cartellini rossi ai tifosi allo stadio Mapei prima della partita Italia-Israele il 5 settembre è stata l’ultima di una serie di iniziative organizzate da varie associazioni locali e nazionali per sensibilizzare i cittadini sulle violazioni dei diritti umani e della legalità internazionale da parte di Israele, che colpiscono anche un diritto elementare come quello di praticare delle attività sportive.

A sostegno dei diritti palestinesi
Nella città di Reggio Emilia, forte sostenitrice della lotta contro l’apartheid in Sudafrica

In occasione della partita di qualificazione ai Mondiali di Calcio 2018 tra Italia e Israele che si gioca a Reggio Emilia il 5 settembre, associazioni locali e nazionali stanno organizzando una serie di iniziative per sensibilizzare i cittadini sulle violazioni dei diritti umani e della legalità internazionale da parte di Israele, che colpiscono anche un diritto elementare come quello di praticare delle attività sportive.

Il programma prevede un presidio per illustrare le condizioni degli sportivi palestinesi sabato 2 settembre, un incontro pubblico sul diritto allo sport per tutti in Palestina cui aderiscono tra gli altri le sezioni locali di UISP, FIOM, CGIL, Pax Christi, ARCI, con collegamenti video dalla Palestina, lunedì 4 settembre,  e la distribuzione di cartellini rossi allo stadio il giorno della partita, oltre ad azioni sui social media. (vedi programma completo).

English version

Il 5 settembre a Reggio Emilia, l’Italia giocherà contro Israele nelle qualificazioni per i Mondiali di Calcio 2018.

Oltre a praticare il colonialismo e l’apartheid contro l’intera popolazione palestinese, le autorità israeliane hanno:

  • bombardato e distrutto stadi palestinesi;
  • detenuto, imprigionato e ucciso giocatori palestinesi;
  • impedito ai calciatori palestinesi di viaggiare dentro e fuori i territori Palestinesi occupati per allenarsi e per le partite;
  • sparato ai piedi di giovani giocatori di calcio, ponendo fine alla loro carriera.

Continua la violazione dello statuto della FIFA

I palestinesi accusano il presidente della FIFA Gianni Infantino di corruzione e nepotismo per aver bloccato la mozione dell’Associazione di Calcio Palestinese al Congresso FIFA di oggi. Il movimento chiedeva che l'Associazione calcistica israeliana rispetti gli statuti della FIFA escludendo i club di calcio degli  insediamenti illegali su terreni palestinesi occupati.

Infantino ha sequestrato l'agenda del Congresso e ha impedito un voto sulla mozione, piegandosi alle tattiche israeliane di bullismo. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva personalmente chiamato il presidente della FIFA e i presidenti di diversi Paesi per evitare un voto sulle squadre degli insediamenti illegali di Israele.

Hind Awwad della Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale d'Israele (PACBI), ha dichiarato:

“È chiaro che Infantino sta seguendo le orme del precedente presidente FIFA,  Sepp Blatter, e che il suo impegno a sostenere i diritti umani è fasullo. Ha avuto la possibilità di rimediare alla vergognosa sequenza  della FIFA di ritardi e di applicazioni discriminatorie dei suoi statuti, ed invece ha scelto di raddoppiare la stessa malevola disattenzione, ignorando il diritto internazionale ed le proprie regole statutarie.

Comunicato della Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI)

Oggi la FIFA si è nuovamente arresa alle prepotenze di Israele. Il comunicato stampa della FIFA rende chiaro come l’organizzazione abbia rimosso dal programma dell’imminente congresso annuale di questo Giovedì la questione delle squadre di calcio Israeliane che hanno sede nelle colonie illegali all’interno dei Territori Palestinesi Occupati, dichiarando che “è prematuro per il Congresso FIFA prendere qualsiasi decisione” in merito.

Hind Awwad, portavoce della Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI), ha detto:

‘La FIFA dovrebbe sapere che una giustizia ritardata è giustizia negata. Non c’è spazio nel calcio mondiale per la repressione Israeliana dello sport e degli atleti Palestinesi. Non dovrebbe essere permesso ad Israele di stabilire le proprie squadre di calcio su terra Palestinese rubata, di bombardare gli stadi Palestinesi, di attaccare violentemente gli atleti Palestinesi e di limitare i loro movimenti o sottoporli ad arresti arbitrari godendo dell’impunità. Israele ha reso abbondantemente chiaro come esso non abbia alcuna intenzione di rispettare i diritti dei Palestinesi, dentro o fuori dal campo. La FIFA si sta vergognosamente piegando alle prepotenze di Israele continuando ad applicare un doppio standard e facendosi beffa del proprio impegno a rispettare i diritti umani.

Per due anni, la FIFA ha evitato le proprie responsabilità e permesso alla Federazione Calcistica d’Israele di violare lo statuto della FIFA tramite l’inclusione di squadre che hanno sede in illegali colonie Israeliane costruite su terra Palestinese occupata. Dopo avere ceduto ripetutamente alle intimidazioni di Israele, la FIFA aveva la possibilità di correggere la propria vergognosa storia. Ma sembra che il Presidente della FIFA Gianni Infantino sia determinato a seguire il cammino moralmente corrotto del suo predecessore.’

Comunicato stampa

Organizzazioni che rappresentano milioni di persone sollecitano la FIFA ad espellere le squadre di calcio israeliane con sede nelle colonie illegali

Più di cento associazioni sportive, sindacati, organizzazioni per i diritti umani e gruppi religiosi, in rappresentanza di milioni di persone da 28 Paesi di tutto il mondo, si sono uniti a campioni di calcio, studiosi, registi cinematografici, politici e rappresentanti di governo per chiedere ai membri del Consiglio FIFA di insistere affinché la lega calcio nazionale israeliana revochi l'adesione di sette squadre con sede nelle colonie israeliane illegali nei territori Palestinesi occupati, o venga sospesa dalla FIFA.

I firmatari hanno inviato la lettera ai membri del Consiglio della FIFA in vista del prossimo 67° Congresso della FIFA del 10 e 11 maggio 2017. Tra questi hanno firmato l'ex Relatore Speciale ONU Richard Falk, l'ex-Ministro brasiliano per i Diritti Umani Paulo Sérgio Pinheiro, il membro del Comitato centrale del Partito Comunista sudafricano e ministro dello Sport e delle Attività Ricreative Thulas Nxesi (a titolo personale), i noti registi cinematografici britannici Ken Loach e Paul Laverty, l'ex campione di calcio peruviano Juan Carlos Oblitas Saba, l'ex-atleta e presidente del Parlamento peruviano Daniel Fernando Abugattás Majluf, il sindacato brasiliano CUT, con oltre 7.4 milioni di iscritti, l'Unione Italiana Sport per Tutti (UISP), con 1 milione 300 mila aderenti e più di 17.750 associazioni sportive affiliate.

La lettera critica la FIFA per aver continuato a rimandare la decisione e per aver applicato in modo selettivo le proprie norme, che proibiscono ad ogni federazione aderente di giocare partite sul territorio di un altro membro senza l'approvazione di quest'ultimo. La Lega nazionale israeliana sta chiaramente violando le norme FIFA giocando partite nei territori Palestinesi occupati contro la volontà della Federazione palestinese.

Il giocatore professionista ha parlato di Colin Kaepernick e del conflitto israelo-palestinese a Washington 

Foto Gabriella Demczuk per The Undefeated

Michael Bennett, dei Seattle Seahawks, uomo di linea di difesa, insieme a Dave Zirin e Noura Erakat, accoglie le domande del pubblico in un incontro a Busboys and Poets a Washington il 10 aprile. 

Comunicato stampa

FIFA condannata da difensori dei diritti umani per la mancata espulsione delle squadre israeliane delle colonie illegali

Palestinesi chiedono lo scioglimento del Comitato di monitoraggio della FIFA su Israele e Palestina, che FIFA utilizza per evitare misure sulle colonie israeliane

9 marzo 2017- Una vasta coalizione di organizzazioni palestinesi ed internazionali ha denunciato il mancato intervento del presidente della Fifa Gianni Infantino per costringere l’associazione calcistica israeliana ad escludere sei squadre di calcio con sede nelle illegali colonie israeliane e ha chiesto lo scioglimento del Comitato di Monitoraggio della FIFA su Israele e Palestina. La mancata volontà da parte della FIFA di agire contro le squadre delle colonie israeliane la rende complice delle violazioni israeliane del diritto internazionale, violando il proprio statuto, che vieta ad associazioni membri di giocare nel territorio di un'altra associazione membro senza l'autorizzazione di quest'ultimo.

Il Comitato di monitoraggio FIFA su Israele e Palestina, istituito nel maggio del 2015 e presieduto da Tokyo Sexwale, avrebbe dovuto presentare la sua relazione al Consiglio della FIFA nell'ottobre del2016. I funzionari del governo israeliano hanno agito sul Comitato per ammorbidire le sue raccomandazioni e per prevenire l'esclusione delle squadre delle colonie dalle proprie leghe calcistiche.

Nonostante le promesse di assumere le proprie responsabilità, sembra che la FIFA abbia ceduto alle pressioni di Israele e stia rimandando a tempo indeterminato la pubblicazione della relazione del Comitato, rendendo così più difficile prendere provvedimenti sulla questione al prossimo Congresso della FIFA del maggio 2017.

Sharaf Qutaifan, della Campagna Palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI), ha detto: "Il Comitato di monitoraggio della FIFA su Israele e Palestina non è riuscito a rispettare il suo mandato e deve essere sciolto. La FIFA e il Comitato hanno ceduto alle pressioni politiche, rifiutando di prendere misure significative per porre fine alle violazione della Federcalcio israeliana degli statuti della FIFA. La FIFA attua una discriminazione verso la Palestina violando il proprio principio di neutralità. Infantino ha abbandonato la sua promessa di prendere le distanze dal suo predecessore Sepp Blatter sulla corruzione, e invece sta seguendo le sue orme".

Israele distrugge deliberatamente gli stadi di calcio palestinesi e tiene in prigione i giocatori palestinesi.  Nel frattempo Israele permette a sei squadre che hanno sede negli insediamenti illegali di giocare nel suo campionato nazionale.

La FIFA, l'organo di governo del calcio mondiale, non è riuscita a prendere provvedimenti contro la Federcalcio israeliana per quanto riguarda l’inclusione di queste squadre che hanno sede nei territori occupati illegalmente. Omettendo di agire, la FIFA non solo ignora i propri statuti, ma è complice delle violazioni israeliane del diritto internazionale.

firma

La FIFA dovrebbe esigere che l’associazione calcistica israeliana escluda le squadre che hanno sede negli insediamenti illegali dalle sue leghe e dovrebbe sospendere l’associazione calcistica israeliana se si rifiuta di rispettare le sue regole.

Caro Diego,

ben tornato a casa tua! Sappiamo che il tuo tempo è prezioso e ci rivolgiamo a te sperando che tu non sia cambiato, con il tuo genio e la tua passione, con cui hai lottato contro la corrotta FIFA per venti anni.

Crediamo che tuo nuovo impegno nella FIFA di Gianni Infantino dipenda dal tentativo serio di riformarla profondamente e speriamo che tu voglia indirizzarlo ad avvicinarla al sentire dei popoli e all’impegno del rispetto dei loro diritti. Lo sport è un mezzo di trasmissione di valori universali che non devono essere violati. Avevi detto di te “sono il primo fan del popolo palestinese, lo rispetto e solidarizzo con lui. Sostengo la Palestina senza nessuna paura”.

I Palestinesi continuano a subire una feroce occupazione e colonizzazione (illegale) in tutta la Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, dove negli ultimi anni la violenta sottrazione delle terre, la demolizione delle case palestinesi e l’oppressione della popolazione nativa sono enormemente cresciute.  Mentre Gaza è chiusa in un assedio che la soffoca e la lascia isolata senza acqua né luce, al freddo. Inoltre, la vita sportiva è impedita con distruzioni di infrastrutture e forti limitazioni al movimento di atleti e suppellettili sportive. I calciatori sono presi particolarmente di mira, non raramente feriti o imprigionati senza capo d’accusa. (1)