6 FEBBRAIO 2026 - GIORNATA INTERNAZIONALE DI AZIONE NEI PORTI EUROPEI
BDS Italia sostiene con forza e partecipa attivamente alla giornata di mobilitazione nei porti italiani, europei e del nord Africa indetta per il 6 febbraio.
Questa iniziativa unisce le voci dei lavoratori e delle lavoratrici portuali contro le guerre e il riarmo, e contro l'invio e il transito di armi dirette in Israele.
Sosteniamo i lavoratori e i sindacati USB in Italia, Enedep in Grecia, Lab nei Paesi Baschi, Liman-Is in Turchia, ODT in Marocco, che hanno promosso questa giornata internazionale di azione e lotta nei porti.
Finora hanno aderito 21 tra i più importanti porti europei e del Mediterraneo – da Tangeri a Mersin, da Bilbao a gran parte dei porti italiani, dal Pireo a Elefsina – e altri si stanno unendo.
Le mobilitazioni dei mesi scorsi hanno mostrato la determinazione dei portuali a non lavorare per la guerra:
“𝘕𝘰𝘯 𝘷𝘰𝘨𝘭𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘪 𝘱𝘰𝘳𝘵𝘪, 𝘪 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘪 𝘭𝘶𝘰𝘨𝘩𝘪 𝘥𝘪 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 𝘰 𝘪 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘪 𝘤𝘰𝘳𝘱𝘪, 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘯𝘵𝘪𝘯𝘰 𝘶𝘯 𝘪𝘯𝘨𝘳𝘢𝘯𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘮𝘢𝘤𝘤𝘩𝘪𝘯𝘢 𝘥𝘢 𝘨𝘶𝘦𝘳𝘳𝘢! 𝘕𝘰𝘯 𝘷𝘰𝘨𝘭𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘢𝘳𝘪𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘣𝘰𝘮𝘣𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘮𝘢𝘴𝘴𝘢𝘤𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘪 𝘱𝘰𝘱𝘰𝘭𝘪!”
La logistica ricopre un ruolo centrale nel rifornire di armi, carburante ed esplosivi le guerre, soprattutto per Israele, dove il 98% delle importazioni avviene via mare.
Il genocidio israeliano a Gaza, i bombardamenti in Libano, Siria, Iran: le guerre iniziano dalle fabbriche di morte e transitano dai porti, dagli aeroporti, dalle ferrovie.
Queste rotte della morte incrociano i porti italiani, spesso aggirando la Legge 185/90, che vieta il transito di armi verso paesi in guerra, responsabili di gravi crimini o accusati di genocidio.
La lotta dei lavoratori portuali è la nostra lotta. Manifesteremo con loro per dire NO alla complicità nel genocidio in Palestina, NO al trasporto di armamenti diretti in Israele.
Non saremo complici.
Da decenni, la società civile palestinese ci chiede di bloccare le navi che alimentano l’economia del genocidio e il passaggio di armi.
In Italia, tra i porti che hanno già annunciato la partecipazione figurano Genova, Livorno, Civitavecchia, Salerno, Crotone e Palermo, Bari, Ancona, Ravenna, Trieste.
Oltre ad essere un tema politico e morale, insieme ai sindacati che rappresentano milioni di lavoratori, il movimento BDS chiede l’applicazione integrale della legislazione vigente e il blocco di ogni tipo di armamento che rende possibile il genocidio in Palestina.
In occasione dello sciopero del 6 febbraio, BDS Italia rilancia con forza la petizione:
"FUORI LE ARMI DA PORTI, FERROVIE E AEROPORTI ITALIANI" Firma anche tu qui!!
Spezzare questa catena di complicità è l’unico modo per porre fine all’occupazione e al genocidio in corso.
Solo con una rete di lavoratori portuali e attivisti possiamo bloccare i traffici marittimi legati alla macchina bellica sionista.
Insieme, poniamo fine a tutto questo.
#blocktheboat #noharbourforgenocide
