LIBERTÀ. GIUSTIZIA. UGUAGLIANZA.

Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese.

Comunicati

Comunicati di BDS Italia, del Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) e della Campagna palestinese per il boicottaggio accademic e culturale di Israele (PACBI)

Dr. Rima Khalaf, Segretario Esecutivo della Commissione Economica e Sociale delle Nazioni Unite per l'Asia Occidentale (ESCWA) 2010-2017

17 Marzo 2017 – Oggi, la Dottoressa Rima Khalaf, Direttrice della Commissione Economica e Sociale delle Nazioni Unite per l'Asia Occidentale (ESCWA), si è dimessa dal suo incarico a seguito di pressioni esercitate dagli Stati Uniti e da Israele a proposito di una relazione pubblicata questa settimana da ESCWA che documenta le politiche di apartheid di Israele nei confronti del popolo palestinese e incoraggia il sostegno al movimento civile per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS) a favore dei diritti e della libertà dei palestinesi. La Dottoressa Khalaf ha spiegato la sua decisione affermando: “Mi sono dimessa perché è mio dovere non nascondere un crimine evidente, e avallo tutte le conclusioni della relazione.”

In risposta alle dimissioni della Dottoressa Khalaf, Mahmoud Nawajaa, il Coordinatore Generale del Comitato Nazionale Palestinese del BDS (BNC) ha dichiarato:

“Il fatto che un Segretario Generale delle Nazioni Unite abbia ceduto alle minacce e intimidazioni da parte dell'amministrazione Trump rivolte a evitare, ancora una volta, di mettere Israele di fronte alle sue responsabilità, non è certo una novità. La vera novità è che questa volta, Israele, con tutta la sua influenza a Washington, non può rimettere il genio nella bottiglia.

“La relazione storica dell'ESCWA ha centrato due precedenti epocali sulla Palestina. È la prima volta che una qualsiasi agenzia delle Nazioni Unite ha stabilito, attraverso uno studio scrupoloso e rigoroso, che Israele ha imposto un regime di apartheid contro l'intero popolo palestinese. Inoltre, il patrocinio dell’ESCWA a favore del BDS in quanto il più efficace strumento per ritenere Israele responsabile dei suoi crimini di guerra ha creato un precedente importante nel sistema delle Nazioni Unite sottoposto al dominio degli Stati Uniti.

“I Palestinesi sono profondamente grati alla direttrice dell'ESCWA, Dottoressa Rima Khalaf, che ha preferito dimettersi con dignità piuttosto che cedere ai suoi principi di fronte al bullismo di Stati Uniti e Israele. In questo momento buio della nostra storia, con la repressione crescente di Israele, inclusa quella verso i difensori non violenti dei diritti umani, il furto continuo di terra palestinese e il peggioramento delle politiche di apartheid, i palestinesi sperano che questo rapporto rivoluzionario annunci l'avvento di una nuova era in cui si consideri l’ingiusto regime di Israele come responsabile attraverso sanzioni e altre misure, come è stato fatto contro l'apartheid del Sud Africa".

Fonte: Comitato Nazionale Palestinese per il BDS

Traduzione di Aldo Lotta per BDS Italia

Il comitato nazionale palestinese del BDS (BNC), la più grande coalizione nella società palestinese, ha accolto con grande favore come “una svolta storica" il rapporto diffuso oggi dalla Commissione economica e sociale per l'Asia occidentale delle Nazioni Unite (ESCWA) che dimostra oltre ogni dubbio che Israele ha imposto un sistema di apartheid all'intero popolo palestinese.

Il rapporto di ESCWA richiede misure di BDS per porre termine al regime di apartheid di Israele.

Il movimento globale BDS per i diritti dei palestinesi, guidato dal BNC, ha descritto costantemente Israele come un regime di “occupazione, colonialismo di insediamento e apartheid" contro tutti i Palestinesi.

Accogliendo con grande favore il rapporto di ESCWA come una “svolta storica", Ingrid Jaradat, membro del Segretariato Internazionale del BNC, ha aggiunto:

“Questo è il primo organismo delle Nazioni Unite che dimostra oltre ogni dubbio che Israele è colpevole del crimine di apartheid contro il popolo Palestinese, confermando le conclusioni a cui è giunto il movimento BDS fin dal 2005. Poichè l'apartheid è il secondo più grave crimine contro umanità nel diritto internazionale - dopo il crimine di genocidio - questa conclusione di ESCWA che rompe un taboo rafforzerà le argomentazioni a favore di sanzioni globali contro Israele."

Due giorni di iniziative sulla Palestina al Cinema Aquila di Roma hanno dato grande dimostrazione della determinazione di rivendicare e tutelare la libertà di espressione in questa città.

Rifiutando di subire la censura messa in atto dal Municipio V e dal Comune di Roma, lo Spazio Comune Cinema Aquila e BDS Roma, insieme a tante associazioni e comitati, abitanti del quartiere, amanti del cinema indipendente e solidali con il popolo palestinese, si sono mobilitati per affermare che, sì, si può e si deve far conoscere la realtà del popolo palestinese.

Il 14 marzo, di fronte alla sala chiusa, è stato allestito un grande cinema all'aperto sul marciapiede in via l'Aquila, per la proiezione di "The Wanted 18", film che combina, in modo geniale, l'animazione con le riprese per raccontare l'inventività del popolo palestinese nel resistere all'occupazione israeliana attraverso la storia di 18 mucche acquistate per l'autoproduzione di latticini per permettere il boicottaggio dei prodotti israeliani.

A seguire, sempre all'esterno del cinema, è andato in scena un estratto dello spettacolo teatrale "Mi chiamo Rachel Corrie". L'attrice Maria Laura Caselli, interpretando le parole scritte nel diario dell'attivista statunitense 23enne uccisa il 16 marzo 2003 da una ruspa dell'esercito israeliano mentre cercava di difendere la casa di un medico palestinese dalla demolizione, ha catturato ed emozionato il pubblico presente.

È stata poi la volta di un contributo audio di Moni Ovadia. Interrotto più volte dagli applausi, il noto uomo di cultura ha denunciato "l'inaccettabile censura nei confronti delle iniziative pacifiche e democratiche del movimento BDS" e ha stigmatizzato le accuse ignobili di antisemitismo, spiegando che "antisemita è chi ha ridotto l'ebraismo ad essere un pensiero nazionalista, furioso, fanatico mescolato al fanatismo religioso che pretende di rappresentare i valori del ebraismo che sono ben altra cosa".

Dichiarazione del Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC) che ribadisce la posizione del Movimento BDS contro ogni forma di razzismo e di discriminazione razziale

Il movimento globale per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), a favore della libertà, la giustizia e l'uguaglianza del popolo palestinese è un'organizzazione per i diritti umani inclusiva, non violenta, che rifiuta ogni forma di razzismo e di discriminazione razziale. Il movimento è guidato dal Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC), la più grande coalizione di partiti politici, associazioni lavorative e di categoria, reti di rifugiati, comitati e organizzazioni popolari palestinesi.

La società civile palestinese del 2005 si affidò al BDS, che sostiene la fine delle flagranti violazioni israeliane del diritto internazionale e la salvaguardia dei diritti umani del popolo palestinese ed è ancorata ai principi enunciati nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Come sancisce la Dichiarazione, "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti", e ogni persona ha accesso a tutti i diritti e libertà fondamentali "senza distinzione di alcun genere, quali razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica o altro, origine nazionale o sociale, ricchezza, nascita o altra condizione."

Ieri pomeriggio al Campidoglio di Roma si è rivendicato il diritto e la necessità di parlare della Palestina e delle iniziative della società civile per sostenere i diritti dei palestinesi.

Nonostante il rifiuto del Campidoglio di mettere a disposizione la sala della Piccola Protomoteca, l’incontro “Gaza: Rompiamo l’assedio” con Ann Wright, ex. colonnella e diplomatica statunitense, ora attivista per i diritti umani, si è tenuto nella Piazza del Campidoglio.

La sala richiesta dal movimento BDS tramite il consigliere Stefano Fassina, era stata concessa in un primo momento ma poi revocata a seguito delle pressioni dei rappresentanti della comunità ebraica e dell’ambasciata israeliana.  Questo episodio è solo l’ultimo dei diktat che l’Ambasciata israeliana esercita sistematicamente, e non solo in Italia, ogni qualvolta si cerca di organizzare un’iniziativa di solidarietà e di appoggio alla lotta del popolo palestinese in un luogo istituzionale.

Dopo aver stigmatizzato la gravità delle ingerenze che hanno portato alla revoca della sala, Wright ha parlato delle terribili condizioni di vita della popolazione di Gaza, priva di energia, acqua potabile e farmaci essenziali al punto che l’ONU stima che nel 2020, tra solo 3 anni, Gaza sarà invivibile. Wright ha inoltre parlato dell’occupazione israeliana, della continua ed illegale estensione delle colonie e della repressione sempre più feroce da parte dell’esercito israeliano nei confronti dei palestinesi che protestano per vedere riconosciuti i propri diritti. Wright ha infine sottolineato la necessità di iniziative della società civile, come le barche per Gaza e le campagne BDS.

BDS Roma, infatti, ha ricordato come questi argomenti non siano lontani dal Campidoglio, considerando che il Comune di Roma è proprietario per il 51% dell’Acea che mantiene un accordo di collaborazione con la società idrica Israeliana Mekorot, responsabile per il furto di acqua in Palestina.

L’incontro è stato preceduto da una conferenza stampa con i numerosi giornalisti presenti. (di seguito la rassegna stampa)

Al termine una delegazione del movimento BDS, insieme ad Ann Wright, è stata ricevuta dal Presidente del Consiglio Comunale Marcello De Vito e il Capogruppo M5S Paolo Ferrara nella Sala delle Bandiere del Campidoglio. Durante l’incontro, durato circa un’ora, sono state presentate le condizioni in cui vivono milioni di palestinesi a Gaza e in Cisgiordania, i numerosi tentativi della società civile di raggiungere Gaza con le barche, e le ragioni e i sostenitori del BDS, evidenziando la natura inclusiva e anti-razzista del movimento che è contrario ad ogni forma di discriminazione, compresi l’islamofobia e l’antisemitismo.

Alla fine dell’incontro, in risposta alla domanda di Ann Wright, “Ora che ci conosciamo, possiamo contare sul vostro sostegno per iniziative future?”, De Vito e Ferrara si sono detti aperti.

BDS Roma intende far valere il diritto, costituzionalmente garantito, della libertà di parola ed espressione per garantire l’agibilità democratica della capitale, sempre più difficile da praticare.

BDS Roma

Foto:

http://www.eidonpress.com/shoot/show/id/47068

Rassegna stampa:

https://ilmanifesto.it/il-campidoglio-non-rompe-lassedio-illegale-di-gaza/

http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/bds_campidoglio_anti_israeliani-2288054.html

http://roma.corriere.it/notizie/politica/17_febbraio_28/anti-israele-piazza-20-denunce-il-mancato-preavviso-9954fef2-fde9-11e6-8934-cbc72457550a.shtml

http://www.secoloditalia.it/2017/02/gli-attivisti-pro-gaza-vanno-lo-stesso-in-campidoglio-ma-senza-fassina/

http://video.repubblica.it/edizione/roma/campidoglio-convegno-pro-palestina-improvvisato-in-piazza-identificati-i-manifestanti/269105/269538

http://comune-info.net/2017/02/paura-far-parlare-ann-wright/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/27/roma-no-al-convegno-anti-israele-sospeso-levento-su-gaza-in-campidoglio/3420528/

http://www.ansa.it/lazio/notizie/2017/02/28/convegno-bdslo-faremosala-disdetta_0b606c76-4222-4da6-a026-2e750bd14839.html

https://it.notizie.yahoo.com/roma-sala-disdetta-ma-campagna-boicot-israele-conferma-121121245.html

 

Confermato l’incontro “Gaza: Rompiamo l’assedio” con Ann Wright nella Sala della Piccola Protomoteca

Per domani 28 febbraio, il movimento BDS Roma ha organizzato alle ore 17 nella Sala della Piccola Protomoteca in Campidoglio l’incontro “Gaza: Rompiamo l’Assedio”, con la partecipazione di Ann Wright, già colonnella nell’esercito e membro del corpo diplomatico degli Stati Uniti, per testimoniare le condizioni della popolazione di Gaza che vive sotto assedio da 10 anni.

Ciò è bastato per provocare l’astiosa reazione dell’ambasciata israeliana e di una parte della Comunità Ebraica italiana e romana, che sono riuscite a far sospendere l’incontro lanciando accuse infamanti e calunniose nei confronti del movimento, addirittura di sostegno al terrorismo.

Siamo fortemente indignati per le accuse infondate che ci sono state mosse, soprattutto quelle di razzismo e antisemitismo, visto che il nostro è un movimento inclusivo e tra le nostre file ci sono molti ebrei, ma siamo ancora più delusi dall’accondiscendenza di una certa Sinistra Italiana.

È ormai prassi che in Italia, e non solo, si facciano sistematicamente tacere le voci critiche nei confronti di Israele e questo sta creando un gravissimo vulnus alla libertà di espressione e di parola.

Poiché non intendiamo rinunciare all'opportunità di ascoltare Ann Wright su quanto succede a Gaza, confermiamo l’appuntamento alla Sala della Piccola Protomoteca, e invitiamo a parteciparvi tutti coloro che sostengono i diritti umani, i consiglieri che non ci conoscono e la stampa.

BDS Roma

Comunicato stampa

Il 28 febbraio prende avvio a Roma la 13esima edizione della Settimana internazionale contro l’Apartheid israeliana, iniziativa che si svolge in centinaia di città in tutto il mondo per sensibilizzare il pubblico sulle politiche israeliane di occupazione e di colonialismo di insediamento.

La settimana comincia con un’iniziativa di rilievo, “Gaza: Rompiamo l’Assedio”, che vede la partecipazione di Ann Wright, già colonnella nell’esercito degli Stati Uniti e diplomatica presso varie ambasciate statunitensi (biografia di seguito). L’incontro avrà luogo nella Sala della Piccola Protomoteca in Piazza del Campidoglio, martedì 28 febbraio, ore 17. Porterà un saluto il consigliere comunale di SI Stefano Fassina.

L’iniziativa del 28 febbraio rappresenta una straordinaria occasione per sentire le testimonianze di Ann Wright, che è stata a Gaza sette volte e ha partecipato alla Gaza Freedom Flotilla nel 2010 quando nove attivisti furono uccisi dalle forze militari israeliane, e per conoscere le condizioni della popolazione che a Gaza vive sotto assedio da dieci anni ed è soggetta a ripetuti attacchi militari.

Anche questa volta, come da copione, da ieri girano appelli rivolti alla Sindaca Virginia Raggi e alla Giunta capitolina affinché siano negati gli spazi per l’iniziativa. Ormai da anni, e non solo in Italia, l’ambasciata israeliana tenta di bloccare le iniziative volte a far conoscere la realtà del popolo palestinese e le azioni della società civile internazionale a sostegno dei suoi diritti. Non avendo argomenti per giustificare decenni di occupazione militare e le numerose e ampiamente documentate violazioni dei diritti del popolo palestinese, ricorre a false e calunniose accuse come quella dell’antisemitismo.

100 anni di colonialismo d’insediamento.
100 anni di lotta popolare per la giustizia.

Ogni anno l’Israeli Apartheid Week (IAW) si svolge in tutto il mondo in oltre 200 università e città. L’obiettivo è accrescere la consapevolezza circa il perdurante progetto coloniale israeliano e le politiche di apartheid attuate nei confronti del popolo palestinese. Dibattiti, proiezioni e azioni dirette creative aumentano il sostegno al movimento a guida palestinese per il Boicottaggio il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS).

Ispirata dalla continua resistenza popolare in tutta la Palestina storica, speriamo che l’Israeli Apartheid Week 2017 rappresenti un potente contributo alla lotta palestinese per la libertà e la giustizia

Il tema di quest’anno è: Cento anni di colonialismo d’insediamento. Cento anni di lotta popolare per la giustizia.

L'anno 2017 segna i cento anni di resistenza palestinese contro il colonialismo d’insediamento, i cento anni dalla Dichiarazione Balfour. La IAW è l’occasione per riflettere su questa resistenza e per sviluppare ulteriormente le campagne BDS per la crescita continua del movimento.

Nonostante tutti gli attacchi legislativi contro il BDS a livello internazionale, la IAW e il movimento BDS continuano a stringere legami in solidarietà con altre lotte per il raggiungimento della libertà, della giustizia e dell’uguaglianza.

Unisciti a noi per rendere l’Israeli Apartheid Week 2017 la più grande di sempre.

» In Italia, da fine febbraio a metà marzo, si svolgeranno iniziative a Bologna, Cagliari, Napoli, Pisa, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Torino, Trieste città + Università, Venezia, tra le altre.

Per maggiori informazioni, scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Visita anche il sito internazionale: apartheidweek.org

Artisti palestinesi, organizzazioni culturali e sostenitori dei diritti umani hanno accolto con favore la cancellazione della performance di marzo a Tel Aviv della cantante australiana-britannica Natalie Imbruglia, ringraziandola per aver scelto di stare “dalla parte giusta della storia, dalla parte degli oppressi”.

Una portavoce della Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI), che fa parte della leadership palestinese del movimento BDS, ha detto:

“Proprio come gli artisti di coscienza che hanno rifiutato di intrattenere l’apartheid del Sudafrica, Natalie Imbruglia si astiene dal prestare il suo nome per coprire il regime israeliano di occupazione, colonialismo di insediamento e apartheid”.

Trascorsi 100 anni di continua ingiustizia nei confronti del popolo palestinese

Oltre 250 organizzazioni europee, gruppi religiosi, partiti politici e sindacati hanno rilasciato una dichiarazione per chiedere giustizia e assunzione di responsabilità da parte dei membri dell'Unione Europea e degli altri stati d’Europa, poiché il 2017 segna

  • 100 anni dalla Dichiarazione Balfour, in cui il governo britannico ha promesso unilateralmente la costituzione di una patria ebraica nazionale in Palestina
  • 70 anni dal Piano di Partizione del 1947 delle Nazioni Unite, in cui è stato concesso ai coloni ebrei (che possedevano solo il 6% della terra) il 55% della Palestina, in violazione del diritto all'autodeterminazione dei Palestinesi, dando l’avvio nel settembre del 1947 alla Nakba-l'espulsione di oltre 750.000 nativi palestinesi verso un esilio forzato, precario e pericoloso.
  • 50 anni dall'occupazione israeliana della Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, Gaza e il Golan siriano, e la successiva costruzione di insediamenti per soli ebrei-considerati illegali secondo il diritto internazionale e un crimine di guerra secondo la Convenzione di Ginevra da tutte le nazioni con la sola eccezione di Israele.

Gli anniversari di cui sopra ci ricordano la responsabilità delle potenze coloniali nella creazione della situazione disastrosa che continua fino ad oggi, in violazione dei diritti del popolo palestinese, del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite.