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BOICOTTA TEVA LETTERA AI FARMACISTI Luglio 20261 

BOICOTTA TEVA LETTERA AI FARMACISTI Luglio 20262

Scaricare la lettera ai farmacisti qui

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FAQ sul boicottaggio di Teva

1. Chi è Teva?

Teva Pharmaceutical Industries Ltd. è una multinazionale farmaceutica israeliana, tra i principali produttori mondiali di farmaci generici. All’interno del gruppo rientrano anche i marchi Ratiopharm, Cephalon e Dorom.

2. Perché Teva è oggetto di boicottaggio?

Teva trae profitto dal regime economico imposto dall'occupazione israeliana nei territori palestinesi, che penalizza gravemente l’economia palestinese in favore di aziende israeliane o multinazionali. Inoltre dopo il 7 ottobre TEVA ha espresso piena solidarietà con lo stato e l’esercito israeliano con dichiarazioni e aiuti concreti

3. Il boicottaggio è legale?

Sì. Il boicottaggio è una forma di protesta pacifica e legale, tutelata come espressione della libertà di opinione.
Dopo le sentenze della Corte Internazionale di Giustizia, boicottare investimenti che finanziano pratiche contro i diritti umani e aziende che sostengono, con le tasse versate, uno Stato fondato su un’ideologia razzista e coloniale come il sionismo non è solo un’opzione ma un obbligo giuridico.

4. Esistono alternative ai farmaci Teva?

Sì. Molti farmaci generici equivalenti sono prodotti da altre aziende e hanno la stessa efficacia, sicurezza e qualità. È consigliabile consultare il proprio medico o farmacista per individuare l’alternativa più appropriata.

5. Come partecipare al boicottaggio?

Cliente:

  • Evita l'acquisto di farmaci Teva, sia da banco (senza ricetta medica) che su prescrizione (ricetta dematerializzata o rossa) e di Dorom, Cephalon o Ratiopharm.
  • Chiedi esplicitamente al farmacista un generico non Teva. Salvo casi in cui il medico indichi nella ricetta la formula “farmaco non sostituibile”, è possibile scegliere tra farmaci generici equivalenti. Ciò che importa è il principio attivo, la dose e la formulazione, non il marchio.

Medico:

  • Riporta sulla ricetta solo il principio attivo o seleziona dai programmi in uso altri generici. Ricorda, però, che, essendo farmaci generici, in farmacia la prescrizione può essere modificata a norma di legge con equivalente.
  • Sensibilizza i pazienti spiegando che la qualità terapeutica resta invariata e che richiedere un prodotto alternativo è un loro diritto.
  • Dove consentito, specifica nelle note “equivalente non Teva” per facilitare la scelta consapevole.

Farmacista:

  • Privilegia fornitori alternativi, riducendo o eliminando gli ordini da Teva.
  • Informa i clienti sulla possibilità di scegliere equivalenti non prodotti da Teva.

Operatorə sanitariə:

  • Informati sulle implicazioni etiche del boicottaggio.
  • Considera alternative nei propri ambiti professionali, soprattutto per farmaci da banco e/o integratori.

6. Il boicottaggio danneggia i pazienti?

No. L’obiettivo non è penalizzare i/le pazienti, ma promuovere scelte di consumo consapevoli.

La priorità rimane sempre la salute del/della pazientə. La campagna di boicottaggio incoraggia scelte consapevoli senza compromettere la continuità e l'efficacia delle terapie.

7. Perché boicottare Teva che offre lavoro in Italia e contribuisce all’economia del Paese?

Teva è una multinazionale israeliana: i suoi profitti sostengono direttamente o indirettamente l'occupazione dei territori palestinesi. Boicottarla è un atto di giustizia etica, non un attacco alle persone che vi lavorano.
Queste, inoltre, godono delle tutele previste dal diritto del lavoro, compresa la possibilità di scioperare o presentare istanze sindacali per fare pressione interna sull’azienda e interrompere le sue complicità con il sistema di oppressione israeliana.

8. Il boicottaggio della TEVA è un atto contro le persone ebree?

Il boicottaggio di un’azienda non ha a che vedere con alcuna fede religiosa né con un passaporto ma con il sostegno a politiche che violano i diritti umani.

Il sionismo, come ideologia alla base del colonialismo israeliano e del genocidio in atto nei confronti della popolazione palestinese, è un movimento razzista e suprematista che coinvolge persone di nazionalità e religioni diverse. Identificare l’essere di fede ebraica con le politiche genocidarie dello Stato d’Israele è uno strumento della propaganda per attivare la macchina del fango nei confronti di attivistə che si espongono per chiedere la fine di un genocidio in diretta e di 77 anni di occupazione illegale.

 Volantino TEVA IT ARABO SPAGNOLO 2 piccolo per sito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Scrivi a TEVA: Stop alle complicità con i crimini di Israele

Spett.le Teva Italia S.r.l.,

vi informo che come cittadino/a ho aderito alla campagna di boicottaggio dei prodotti Teva lanciata da Sanitari per Gaza e BDS Italia (sezione italiana della campagna internazionale Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni contro Israele), e ho intenzione di non acquistare più farmaci Teva, Rathiopharm, Cephalon o Dorom. Di questo informerò medici, farmacisti e conoscenti. Questo perché ritengo che la vostra impresa sia di fatto complice delle politiche israeliane nei confronti del popolo palestinese. Queste politiche sono state definite dalla stessa Corte Internazionale di Giustizia illegali per quanto riguarda l’annessione di fatto dei territori palestinesi (parere del 19 luglio 2024); e responsabili plausibilmente di genocidio (ordine del 26 gennaio 2024 e seguenti). Ritengo Teva complice perché: - trae benefici economici dal mercato vincolato legato all’occupazione militare illegale dei territori palestinesi, contribuendo alla distruzione della loro economia - finanzia i governi israeliani responsabili di politiche di apartheid, annessioni illegali e genocidio - sostiene psicologicamente la popolazione israeliana e materialmente l’esercito israeliano, così praticando politiche discriminatorie dal punto di vista sanitario. Questi comportamenti ci sembrano in totale contraddizione con quanto proclamato nel vostro codice etico, dove affermate: “Ci prendiamo cura del benessere dei pazienti, dei caregivers e delle comunità. Le nostre famiglie possono essere estremamente orgogliose della differenza che facciamo nella vita delle persone di tutto il mondo. (…) Sosteniamo e rispettiamo la tutela dei diritti (…) e ci impegniamo a non essere complici di abusi”. Tutto questo, evidentemente, non vale per i Palestinesi.

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Dear Teva Italia S.r.l.,

I inform you that I have joined the boycott campaign against Teva products launched by Sanitari per Gaza and BDS Italia (Italian section of the international campaign Boycott Divestment Sanctions), and I intend to stop buying Teva, Rathiopharm, Cephalon or Dorom drugs. I will inform doctors, pharmacists and acquaintances about this. This is because I believe that your company is in fact complicit in Israeli policies towards the Palestinian people. These policies have been defined by the International Court of Justice as illegal with regard to the de facto annexation of the Palestinian territories (opinion of July 19, 2024); and plausibly responsible for genocide (order of January 26, 2024, and subsequent). I consider Teva complicit because: - it benefits economically from the captive market linked to the illegal military occupation of the Palestinian territories, contributing to the destruction of palestinian economy; - finances the Israeli governments responsible for policies of apartheid, illegal annexation and genocide; - psychologically supports the Israeli population and materially supports the Israeli military, therefore practicing discriminatory health policies. These behaviors seem to us to completely contradict what is claimed in your code of ethics, where you state, “We care for the well-being of patients, caregivers and communities. Our families can be extremely proud of the difference we make in the lives of people around the world. (...) We support and respect the protection of rights (...) and are committed to not being complicit in abuse.” All this clearly does not apply to the Palestinians!

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 * BDS Italia spedirà a questo indirizzo aggiornamenti sulla campagna di boicottaggio contro TEVA

Se sei interessata/o ad approfondire l’argomento, vai a questo dossier

La campagna internazionale per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS), richiesta della società civile palestinese sin dal 2005, è lo strumento con cui migliaia di associazioni in tutto il mondo contribuiscono alla resistenza pacifica del popolo palestinese.

Sanitari per Gaza è una rete nazionale di lavoratori del settore sanitario, che si propone di informare e sensibilizzare, condannare e chiedere sanzioni in primis per gli attacchi alle strutture e al personale sanitario a Gaza; inoltre mantiene un database di medici e infermieri disponibili per missioni umanitarie