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Comunicato del Comitato nazionale palestinese per il boicottaggio

  • Gli attivisti europei affermano che le importazioni di frutta e verdura da parte di Israele facilitano le violazioni dei diritti dei palestinesi e del diritto internazionale
  • Più di 60 le azioni che si svolgono in 10 paesi

fuorilapartheidPalestina occupata, 27 novembre – Un'ondata di manifestazioni, flash mob e azioni di pressione da parte di attivisti europei per i diritti umani, sindacalisti, organizzazioni non governative e gruppi religiosi ha chiesto di porre fine al commercio con le aziende israeliane di esportazioni agricole come Mehadrin e Agrexco a causa della loro complicità con le violazioni israeliane del diritto internazionale e diritti dei palestinesi.

Le azioni, organizzate sotto la sigla "Fuori l'Apartheid dal menù", coincidono con la Giornata delle Nazioni Unite di solidarietà con il Popolo Palestinese del 29 novembre, volta a sensibilizzare l'opinione pubblica circa il ruolo che le aziende agricole israeliane svolgono nel furto di terra e risorse palestinesi nei territori palestinesi illegalmente occupati e nello sfruttamento dei lavoratori palestinesi.

Delle dimostrazioni si sono svolte al di fuori della sede centrale britannica e francese del principale esportatore di frutta e verdura israeliano, la Mehadrin, che esporta prodotti provenienti da colonie israeliane illegali nei territori occupati palestinesi e che lavora con Mekerot, una società di proprietà statale che priva dell'acqua le comunità palestinesi. Gli attivisti di Roma hanno organizzato uno spezzone sulla Palestina alla manifestazione nazionale per l'accesso all'acqua ad un giusto prezzo per tutti.

Leggi tutto: Gli Europei si appellano ai supermercati e ai governi affinchè mettano l'apartheid fuori dei menù

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26 novembre 2011 - Giornata europea d'azione contro gli esportatori israeliani di prodotti agricoli

agrexco-forumPalestina occupata, 11 novembre 2011 – L'esportazione di prodotti agricoli israeliani è il cuore del regime d'apartheid di Israele sul popolo palestinese. Si tratta di una componente fondamentale del processo di colonizzazione e distruzione ambientale della terra palestinese, del furto dell'acqua, e della violazione dei diritti dei lavoratori palestinesi. [1] Per decenni, le aziende agricole e le piantagioni israeliane hanno sfruttato le terre illegalmente espropriate ai palestinesi e l'acqua che di diritto appartiene ai palestinesi. [2] Ciò è più pronunciato nell'area della Valle del Giordano dei territori palestinesi occupati. L'Europa è il più grande mercato per i prodotti agricoli israeliani. [3]

La società israeliana Mehadrin, insieme a tutti gli esportatori agricoli israeliani, traggono profitti dalla vendita di frutti d'apartheid israeliana e sono spesso essi stessi direttamente coinvolti nella colonizzazione della terra e delle risorse palestinesi e nello sfruttamento dei lavoratori palestinesi. [5] Denunciare la complicità di queste aziende, sviluppare campagne di boicottaggio dei loro prodotti e fare pressioni sui grossisti e rivenditori affinché non li commercializzino sono forme efficaci e vitali di solidarietà con la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza.

Leggi tutto: Fuori l'Apartheid dal menù! Comunicato del Comitato nazionale Palestinese per il boicottaggio

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Comunicato Stampa

10 agosto 2011

Mentre la crisi finanziaria dell'Agrexco dilaga, la Coalizione europea contro l'esportatore israeliano si rafforza

Stop Agrexco Italia partecipa alla campagna nei confronti di potenziali investitori; La maggior parte di essi ritirano le proprie offerte. 

Oggi l'esportatore di prodotti agricoli israeliano Agrexco si è trovato di fronte ad un'udienza per bancarotta a Tel Aviv. Le notizie riportate da giugno dalla stampa israeliana sulle gravi difficoltà finanziarie per la società, posseduta per il 33% dallo stato, sono solo una parte dei suoi problemi. Gruppi di solidarietà con il popolo palestinese da tutta Europa, tra cui Stop Agrexco Italia, hanno unito le forze per intensificare la campagna di boicottaggio che va avanti da qualche anno.

A luglio oltre 20 organizzazioni provenienti di 13 paesi europei, a seguito del Primo Forum Europeo Contro l'Agrexco, si sono impegnate a dare vita ad azioni coordinate mirate a cacciare la compagnia israeliana dall'Europa, con una prima giornata europea contro Agrexco in programma per il 26 novembre 2011. La campagna di boicottaggio richiama l'attenzione sul coinvolgimento dell'Agrexco nell'occupazione israeliana, in quanto esportatore del 60-70% dei prodotti agricoli provenienti dagli insediamenti illegali israeliani.

Nel mese di giugno, il giornale finanziario israeliano Globes ha riferito di "pesanti perdite" dell'Agrexco e Fruitnet.com ne segnala i debiti ammontanti a €106 milioni. Da fine giugno, infatti, le navi dell'Agrexco, che prima approdavano ogni settimana a Vado Ligure, per poi proseguire verso la Francia e la Spagna, non si sono spostate dal porto di Haifa.

Leggi tutto: Mentre la crisi finanziaria dell'Agrexco dilaga, la Coalizione europea contro l'esportatore...

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Carl McCann
Presidente, Total Produce
Charles McCann Building
Rampart Road
Dundalk
Ireland

29 luglio 2001

Caro Carl McCann,

Noi, sottoscritti rappresentanti della società civile Palestinese di cui fanno parte organizzazioni sindacali di agricoltori, organizzazioni agricole e comitati popolari intendiamo esprimere la profonda preoccupazione riguardo alla notizia che Total Produce sta valutando la possibilità di acquistare Agrexco, società israeliana complice nel regime di occupazione, colonizzazione e apartheid da parte di Israele. Vi scriviamo per richiamare la vostra attenzione sulla complicità dell'Agrexco nei crimini di guerra e nelle attività illegali israeliane negli insediamenti coloniali costruiti sulle terre Palestinesi occupate e l'influenza di segno negativo che l'ampio e determinato movimento globale per il boicottaggio dell'Agrexco è riuscito ad esercitare sull'immagine e la redditività della società. Vi sollecitiamo a soprassedere a questa idea malamente partorita di acquistare una compagnia che commercializza la maggior quantità dei prodotti agricoli illegali degli insediamenti coloniali d'Israele e che ha subito un fatale colpo economico, in parte grazie ad un vigoroso boicottaggio che senza dubbio proseguirà indipendentemente da chi ne possa essere il nuovo proprietario.

Leggi tutto: Il BNC a Total Produce: Qualunque società che investisse nell'Agrexco sarà oggetto di boicottaggio

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28 luglio 2011

Spett. Total Produce,

Di recente abbiamo letto su “Globes” che state prendendo in considerazione l'acquisto di partecipazioni azionarie nell'esportatore dei prodotti agricoli israeliano Agrexco. In qualità di potenziali investitori, dovete essere consapevoli del fatto che la società esporta il 60-70% dei prodotti agricoli coltivati negli insediamenti israeliani illegalmente costruiti nei territori Palestinesi occupati. Questo equivale a una responsabilità diretta e complicità nell'occupazione israeliana e nella violazione del diritto internazionale. Infatti l'organizzazione internazionale Human Rights Watch, nella sua relazione "Separate and Unequal," si è servita dell'Agrexco per citare un esempio di coinvolgimento d'impresa negli insediamenti (http://www.hrw.org/en/node/95059/section/5).

Per questo motivo Agrexco è oggetto di una campagna di boicottaggio su larga scala in tutta Europa, che ne ha danneggiato l'immagine agli occhi dei consumatori in parecchi paesi. Total Produce diverrebbe inevitabilmente oggetto di una campagna analoga qualora decideste di investire in Agrexco.

Vi scriviamo per sollecitare un ripensamento su un vostro coinvolgimento in questa società che è chiaramente complice di violazioni del diritto internazionale. Piuttosto che diventare oggetto delle proteste degli attivisti per il rispetto dei diritti umani, Total Produce dovrebbe entrare a far parte di coloro che si rifiutano di fornire sostegno economico all'occupazione e all'oppressione di parte israeliana contro il popolo Palestinese.

Con i migliori saluti,

Stop Agrexco Italia
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Luglio 2011

agrexco-forumNoi, palestinesi ed europei, affermiamo insieme la nostra determinazione a porre fine alla presenza di Agrexco in Europa. Le nostre azioni si svolgono nell'ambito della campagna globale guidata dai palestinesi per il Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS).

Abbiamo creato una coalizione a livello europeo di organizzazioni impegnate a coordinare le nostre campagne di boicottaggio e azioni giudiziarie contro Agrexco. Inoltre, facciamo appello per una giornata europea di azione contro Agrexco, sabato 26 novembre 2011.

Il nostro obiettivo è di costruire un'alleanza più ampia possibile di individui e organizzazioni di tutta Europa interessati al rispetto del diritto internazionale e che rifiutano di essere complici delle violazioni dei diritti del popolo palestinese perpetrate da Agrexco.

Leggi tutto: Dichiarazione politica del Forum europeo contro Agrexco

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Stop Agrexco Italia, tra i partecipanti della coalizione europea contro l'esportatore israeliano, rilancia il comunicato stampa del Comitato Nazionale Palestinese per il Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni.

Comunicato Stampa

Cogliendo la crisi finanziaria dell'Agrexco, gli attivisti si impegnano a cacciare l'esportatore israeliano dall'Europa

25 luglio 2011

bncCon un'udienza per bancarotta in un tribunale di Tel Aviv martedì, l'esportatore israeliano Agrexco è stato negli ultimi mesi oggetto di cattive pubblicità. Ora i suoi problemi sembrano destinati a peggiorare, dopo che gruppi di solidarietà con il popolo palestinese da tutta Europa hanno unito le forze per intensificare una campagna di boicottaggio.

Una nuova coalizione ha promesso giovedì scorso di "porre fine alla presenza dell'Agrexco in Europa". Ventitre organizzazioni hanno firmato una dichiarazione che afferma di aver istituito un meccanismo per coordinare le campagne di boicottaggio e azioni legali nei confronti dell'esportatore israeliano.

Leggi tutto: Cogliendo la crisi finanziaria dell'Agrexco, gli attivisti si impegnano a cacciare l'esportatore...

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milanIl 17 giugno, attivisti impegnati nella campagna per il boicottaggio dell'Agrexco, il principale esportatore israeliano di prodotti agricoli, hanno preso parte ad una azione alla sede italiana in via Camillo Hajech 10, nel centro di Milano.

Entrando nell'ufficio di rappresentanza italiano dell'azienda, gli attivisti hanno consegnato dei cesti di frutta e di verdura marce, a simboleggiare i prodotti agricoli dei palestinesi che marciscono ai checkpoint israeliani in Cisgiordania. Mentre i prodotti delle piantagioni degli insediamenti israeliani costruiti illegalmente nei Territori palestinesi occupati trovano la via facile verso i mercati europei con l'Agrexco – l'azienda, per il 50% proprietà dello Stato di Israele, esporta il 70% di tutti i prodotti agricoli coltivati sulle terre confiscate – i palestinesi trovano la strada sbarrata dai posti di blocco israeliani.

Leggi tutto: Alla sede dell'Agrexco Italia, consegnata la frutta marcia dell'Apartheid israeliana

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Conferenza stampa
venerdi' 18 febbraio h 11,00
Cimade, 28 rue du Fb Boutonnet Montpellier

coalitionPorto di Sète : Un procedimento legale svela le violazioni della legge e la frode commessa dalla società Agrexco-Carmel

Dall'ottobre del 2010, l'Agrexco sbarca frutta e verdura sulle banchine del porto di Sète trasportate da navi che vi approdano con frequenza settimanale.

Da quando è stato dato l'annuncio della scelta di questa società del porto di Sète come scalo di destinazione da parte del Consiglio Regionale della Languedoc Roussillon, la Coaltion contre Agrexco (Coalizione contro l'Agrexco, ndt) si è opposta a questo progetto in quanto questa società, per il 50% di proprietà dello Stato d'Israele , è il principale esportatore di prodotti agricoli provenienti dalle colonie illegalmente costruite nei Territori Palestinesi. La colonizzazione e lo sfruttamento delle terre occupate sono riconosciute come crimini di guerra nel diritto internazionale così come in quello penale francese (Legge n° 2010-930 del 9 agosto 2010).

Leggi tutto: Francia: Procedimento legale svela le violazioni della legge e la frode commessa dalla società...

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Il Palestinian Agricultural Relief Committee (PARC) ribadisce il suo impegno per il diritto umanitario internazionale e dei regolamenti palestinesi

parc30 gennaio 2011 - La società israeliana Agrexco ha recentemente organizzato un tour in Europa per diversi agricoltori palestinesi dalla Striscia di Gaza. Lo scopo dichiarato di questa visita è stato quello di introdurre gli standard del mercato europeo ai produttori palestinesi poiché Agrexco ha contribuito ad esportare una quantità limitata di fragole e fiori per i mercati europei. Durante il tour Agrexco ha cercato di sfruttare la partecipazione dei contadini palestinesi e usarli per minare tutte le campagne della società civile che chiedono il boicottaggio dei prodotti Agrexco a causa delle sue violazioni dell'accordo di trattamento preferenziale per i prodotti israeliani esportati in Europa. L'esportazione da parte dell'Agrexco di prodotti provenienti dagli insediamenti, che non sono prodotti all'interno dei confini di Israele, è in violazione di leggi e regolamenti europei. È importante notare che il PARC pubblica questa dichiarazione di chiarimento perché il suo nome è stato usato più di una volta.

Leggi tutto: PARC condanna l'utilizzo del proprio nome da parte della società israeliana Agrexco

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Coop Italia chiude il confronto con la Coalizione italiana contro Agrexco in corso da alcuni mesi e conferma la sua intenzione di continuare la vendita di prodotti illegali provenienti dalle colonie israeliane nei territori palestinesi occupati e di portare avanti i rapporti commerciali con Agrexco.

In una lettera datata 09/12/2010 Coop Italia ha comunicato a Stop Agrexco che “ritiene conclusa la fase di confronto […], come pure l’attività tesa ad una maggiore trasparenza dell’informazione possibile in merito ai prodotti da essa commercializzati, essendo la sua missione ben diversa da quella di un ente incaricato alla valutazione politico sociale delle scelte commerciali.” Come a dire che i principi stabiliti nel Codice Etico dell’azienda e gli standard di responsabilità sociale valgono fino a un certo punto e cedono il passo alle priorità degli affari con Israele (che vanno ben oltre la frutta in vendita nei supermercati) e alle pressioni delle lobby israeliane.

Questo è il modo in cui Coop Italia risponde alle richieste di rispetto della legalità internazionale e dei diritti dei consumatori che sono al centro del confronto con Stop Agrexco. Coop Italia chiude la porta in faccia agli oltre 4,000 firmatari (in maggioranza soci) della petizione “NO ai prodotti illegali nella mia COOP” che chiede all’azienda di sospendere la commercializzazione dei prodotti provenienti dalle colonie israeliane e di interrompere i rapporti commerciali con aziende che, come Agrexco, traggono profitti dal regime di occupazione illegale dei territori palestinesi.

Leggi tutto: Coop Italia chiude il confronto. Stop Agrexco rilancia iniziative di pressione

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Palestina occupata, 22 dicembre 2010- Noi, sottoscritte organizzazioni della società civile palestinese, tra cui sindacati degli agricoltori, organizzazioni agricole e comitati popolari, ribadiamo l'appello del Comitato Nazionale palestinese BDS (BNC) per il boicottaggio totale di Carmel Agrexco a causa della sua complicità nella commercializzazione di prodotti provenienti da insediamenti israeliani coloniali e illegali e in altre violazioni israeliane del diritto internazionale e dei diritti umani. Uniti con la Coalizione contro Carmel-Agrexco in Francia e in tutta Europa, esprimiamo il nostro forte sostegno per l'azione legale contro Carmel-Agrexco intrapresa da organizzazioni della società civile francese dinanzi al Tribunale commerciale di Creteil.

Carmel Agrexco, la società esportatrice in parte proprietà dello Stato di Israele, viola il diritto internazionale. Agrexco commercializza dal 60 al 70% dei prodotti agricoli coltivati negli insediamenti illegali israeliani nei territori palestinesi occupati e svolge un ruolo chiave nello sviluppo su scala industriale dell'agro-business israeliano. Trae beneficio dagli insediamenti illegali e coloniali di Israele e dal furto della terra palestinese e delle risorse idriche dei territori palestinesi occupati (OPT) in violazione della IV Convenzione di Ginevra e costituisce un incentivo economico per la prosecuzione del regime illegale israeliano di occupazione, apartheid e colonialismo sul popolo palestinese. Nell'ambito del quadro giuridico ed etico di responsabilità sociale, le imprese sono responsabili per tutte le propire attività commerciali che possono violare i diritti umani, del lavoro e delle norme ambientali. Inoltre desideriamo sottolineare che esperti del diritto internazionale di fama mondiale, nonché la Corte Internazionale di Giustizia, nella sua vertenza del 2004 sul muro illegale di Israele nei Territori Occupati, hanno affermato che gli Stati hanno un obbligo giuridico di non favorire i rapporti commerciali che contribuiscono al mantenimento della situazione illegale creata da Israele. Ciò include gli affari con Carmel Agrexco.

Leggi tutto: La società civile palestinese ribadisce l'appello: boicottare l'Agrexco

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20 e 21 novembre 2010 – Modena
c/o CGIL Modena, piazza Cittadella, 36

Nonostante sia nata appena un anno fa, la Coalizione Italiana contro l'Agrexco, il principale esportatore di prodotti agricoli israeliani e delle colonie illegalmente costruite nei territori palestinesi occupati, ha già conosciuto un periodo di piena attività.

Nei mesi scorsi in molte città sono state effettuate azioni di sensibilizzazione sul boicottaggio dei prodotti dell'Agrexco insieme ad azioni di pressione (iniziative nei supermercati, mail bombing, raccolta di firme) che sono servite ad aprire un confronto con COOP Italia e a rafforzare il sostegno alle nostre richieste. Inoltre le iniziative hanno fatto conoscere la campagna e i suoi obiettivi: le notizie sulle nostre iniziative sono state riportate dai giornali nazionali e internazionali, compresa la stampa israeliana.

La campagna Stop Agrexco, coordinata con campagne simili in altri paesi europei, fa parte del crescente movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) lanciato dalla società civile palestinese nel 2005 che oggi vede l'adesione di associazioni, ONG, sindacati e chiese in tutto il mondo, incluso Israele. Il BDS rappresenta una strategia nonviolenta per far sì che l'occupazione abbia un reale costo per Israele, sia in termini economici che d'immagine, in modo da indurre il governo israeliano a rispettare il diritto internazionale e i diritti umani. Offre un modo concreto per dimostrare la solidarietà attiva verso la popolazione palestinese.

Per valutare le attività intraprese finora, condividere idee ed esperienze e per programmare iniziative future, la Coalizione Italiana contro l'Agrexco invita tutti gli aderenti e sostenitori della campagna ad un incontro nazionale il 20-21 novembre a Modena.

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08/10/2010 - Il Coordinamento Campagna BDS di Bologna sarà presente davanti al supermercato Coop di via Massarenti sabato 9 ottobre dalle 10:30 alle 12:30 per la raccolta di firme lanciata dalla Coalizione Stop Agrexco per chiedere a Coop Italia di non commercializzare i prodotti provenienti dalle colonie israeliane e di interrompere i rapporti con quelle aziende che, come Agrexco (il maggiore esportatore israeliano di prodotti agricoli), traggono profitti dal regime di occupazione illegale dei territori palestinesi. L’iniziativa a carattere nazionale, avrà luogo anche in altre città.

Finora sono state raccolte oltre 2.500 firme e le adesioni crescono sempre più. Le firme raccolte in tutta Italia saranno consegnate a Coop Italia all’inizio della prossima settimana, speriamo nel corso di un’incontro urgente richiesto dalla Coalizione Stop Agrexco all’azienda. In occasione della consegna delle firme si terrà una conferenza stampa che sarà annunciata nei prossimi giorni.

Leggi tutto: No ai prodotti illegali nella mia Coop - Raccolta firme

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Il 30 giugno 2010 una delegazione della Coalizione italiana contro l'Agrexco ha incontrato nuovamente i rappresentanti di Coop Italia per riprendere il confronto, iniziato nella riunione del 6 maggio, sulla richiesta di non commercializzare i prodotti dell'azienda israeliana Agrexco, avanzata da soci, consumatori e cittadini attivi nelle associazioni di solidarietà con il popolo palestinese o semplicemente sensibili al riconoscimento dei suoi diritti.

La decisione di sospendere gli approvvigionamenti di merci prodotte nei territori occupati presa da Coop Italia dopo il primo incontro, in attesa di individuare misure volte a rispettare i regolamenti sulla tracciabilità dei prodotti e il diritto dei consumatori di non acquistare prodotti illegali, era stata accolta come un primo passo nella giusta direzione ed è stata apprezzata da un vasto arco di forze che in vari paesi, compreso Israele, si battono contro l'occupazione della Palestina e per il riconoscimento dei diritti umani. Tuttavia questa scelta di Coop Italia finalizzata al semplice rispetto della legalità ha scatenato in Italia una vasta campagna mediatica e politica in cui sono state usate accuse ignobili di razzismo ed anti-semitismo.

Leggi tutto: Stop Agrexco: le risposte di Coop Italia non sono soddisfacenti. ll confronto rimane aperto, ma...

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28 maggio 2010

Il 18 Maggio 2010, a seguito di una campagna della società civile promossa dalla coalizione STOP AGREXCO a cui aderiscono più di 50 associazioni nazionali e locali, sindacati e partiti politici, due importanti catene italiane di supermercati, COOP e Conad, hanno dichiarato la sospensione della vendita dei prodotti provenienti dalle colonie israeliane nei territori palestinesi occupati. Questi prodotti sono prevalentemente commercializzati dalla società israeliana Agrexco che ha riconosciuto durante un procedimento penale in Inghilterra nel novembre 2006, che il 70% di tutti i prodotti agricoli provenienti dalle colonie sono da essa distribuiti in Europa con il marchio Carmel. La decisione di COOP e Conad è stata presa nel rispetto della legalità internazionale e del diritto dei consumatori a non comprare merci prodotte illegalmente. Infatti,

  • Le colonie israeliane sono state ripetutamente definite illegali nelle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU n°446, 452, 465, 471 e 476;
  • Lo sfruttamento delle risorse naturali di un popolo sotto occupazione1, come praticato da Agrexco e da altre compagnie israeliane che traggono profitto da questa situazione, è un crimine di guerra riconosciuto dalla IV convenzione di Ginevra, parte III, art. 49: 12-8-1949;
  • La Corte di Giustizia Europea in data 25.02.2010 ha incontestabilmente dichiarato che tali prodotti non possono beneficiare dell' accordo sugli scambi e la cooperazione tra Europa ed Israele firmato nel 1995, che consente ad Israele di esportare i propri prodotti in Europa ad un regime fiscale agevolato;
  • L'articolo 2 dell'accordo CEE-Israele prevede che le agevolazioni doganali decadano laddove sia riscontrata una palese violazione dei Diritti Umani, come quella posta in essere dal Governo Israeliano nei confronti della popolazione Palestinese attraverso la confisca illegittima delle loro terre per la costruzione degli insediamenti israeliani e la costruzione del Muro di segregazione, condannata dalla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia nel 2004.

La scelta di COOP e Conad ha scatenato in Italia una vasta campagna mediatica e politica che ha usato accuse ignobili di razzismo ed anti-semitismo volta a discreditare le incontestabili ragioni che stavano alla base delle misure adottate da tali aziende.

Leggi tutto: Boicottaggio mira al rispetto per il Diritto Internazionale; Non è contro i cittadini israeliani

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Un importante risultato della campagna di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro l'apartheid israeliano

22 maggio 2010 - A seguito della campagna di pressione della coalizione italiana contro la Carmel-Agrexco, due importanti catene italiane di supermercati, COOP e Nordiconad, hanno dichiarato la sospensione della vendita dei prodotti Agrexco, principale esportatore di prodotti agricoli da Israele e dalle colonie israeliane illegali nei Territori Palestinesi Occupati. Nordiconad è il gruppo cooperativo con funzione di centro di acquisto e distribuzione di CONAD che opera in nord Italia. Il direttore di Nordiconad, dott. Covili, ha dichiarato che dalla fine di aprile ogni prodotto riconducibile ad Agrexco non è più nei loro supermercati. COOP Italia nella persona del Dott. Zucchi, direttore qualità di COOP Italia, ha invece affermato che esiste un problema di tracciabilità commerciale, ovvero che il consumatore non è in grado di verificare se il prodotto in questione provenga o meno dai territori occupati. Pertanto COOP Italia ha deciso di "sospendere l'approvvigionamento di prodotti provenienti dai territori occupati".

La campagna di pressione sulle aziende della grande distribuzione ha preso il via a gennaio di quest anno dopo un incontro nazionale della coalizione Stop Agrexco a Savona, dove arrivano le navi container di Agrexco per la distribuzione in Italia. Viene coordinata a livello europeo con movimenti analoghi, inclusa la Coalition Contre Agrexco in Francia, che riunisce più di 90 associazioni nell'obbiettivo comune di opporsi all'insediamento della ditta israeliana al porto di Sete (Languedoc-Roussillon). In Italia, clienti e soci Coop e associazioni attive nella campagna hanno iniziato a inviare lettere di protesta alle riviste dei consumatori Coop per chiedere di ritirare dalla vendita le merci prodotte nelle colonie dei territori occupati. Questa iniziativa è stata estesa anche a CONAD. La campagna è culminata il 30 marzo, quando in occasione della giornata della Giornata della Terra Palestinese e del BDS Day, manifestazioni, sit in e azioni informative si sono coordinate nei supermercati di varie città italiane. Dopo queste azioni è iniziata una corrispondenza con le dirigenze di COOP e CONAD, a cui sono seguiti contatti diretti e incontri con rappresentanti della Coalizione italiana Stop Agrexco. Negli incontri i rappresentanti di Stop Agrexco hanno documentato ulteriormente in maniera puntuale la denuncia della commercializzazione illegale di prodotti provenienti dalle colonie e della situazione di violazione della legalità internazionale e dei diritti umani in Palestina che caratterizza la produzione di quelle merci

Il risultato ottenuto grazie alle pressioni messe in campo da consumatori responsabili, soci e attivisti è senza dubbio positivo. Tuttavia gli attivisti e le attiviste di Stop Agrexco continueranno a vigilare se alle dichiarazioni seguiranno i fatti, e invitano tutti e tutte a partecipare a questa lotta per il rispetto del diritto internazionale, e la libertà e l'autodeterminazione del popolo palestinese.

Leggi tutto: COOP e Nordiconad interrompono la commercializzazione dei prodotti delle colonie nei territori...

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Savona, Domenica 31 gennaio 2010

Ieri sera in sala Rossa del Comune di Savona si è svolto un incontro pubblico sul tema della violazione dei diritti umani nei confronti del popolo palestinese, organizzato dalla Coalizione italiana contro l’Agrexco, a cui hanno partecipato l'ex vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini, il coordinatore nazionale di Transarms Carlo Tombola, l’operatrice di Un ponte per… Martina Pignatti e l’esponente francese della Coalizione Contro l’Agrexco Christophe Perrin, assieme a delegazioni provenienti da diverse città italiane e francesi. La conferenza ha avuto lo scopo, tra l’altro, di illustrare al numeroso pubblico presente le finalità della campagna attiva dall’ottobre del 2009 contro l’azienda israeliana Agrexco L.t.d. che è il principale esportatore di prodotti agricoli da Israele e dagli insediamenti israeliani illegali nei territori occupati. La campagna si inserisce in quella più ampia di BDS: Boicottaggio Disinvestimenti Sanzioni nei confronti di Israele. La scelta di Savona per il convegno è stata determinata dal fatto che il teminal di Vado accoglie le merci che Agrexco trasporta e da qui esse vengono distribuite in tutta Europa. Savona quindi è sembrato il territorio più adatto a polarizzare un intenso movimento, una testa di ponte per coordinare le iniziative del BDS e conseguentemente dei comitati “Stop Agrexco” di tutta Italia.

Leggi tutto: Fermiamo i frutti dell’occupazione israeliana

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BOICOTTIAMO I FRUTTI DELL'APARTHEID ISRAELIANO -
PRIMO INCONTRO DEL COMITATO "STOP-Agrexco ROMA"

Roma, 8 novembre 2009

Sei interessata/o a lavorare su una campagna di boicottaggio contro i frutti dell'Apartheid Israeliano? L'idea è di creare un gruppo d'azione che intraprenda iniziative concrete per la giustizia in Palestina, seguendo le indicazioni della società civile Palestinese. La campagna di boicottaggio da cui vogliamo partire è rivolta alla società israeliana Carmel-Agrexco, che trae profitto dalle coltivazioni dell'Apartheid esportando frutta e verdura prodotti in Israele e nelle colonie israeliane in Cisgiordania. Questa campagna ha già preso piede in altri paesi europei ed in diverse città italiane, quindi rappresenta un'iniziativa allargata, coordinata e che potrebbe realisticamente dare risultati concreti.

Il comitato "STOP-AGREXCO ROMA"
si è costituito l'8 NOVEMBRE 2009

Leggi tutto: Primo incontro del Comitato "Stop Agrexco Roma"

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